Oggi è più utile Padura che Vargas Llosa

Centro Studi Italia Cuba

Non c’è alcun dubbio che il maggior problema che affligge la società cubana è l’illegale, immorale e disumano blocco economico, commerciale e finanziario che, nel corso degli ultimi 60 anni, i successivi governi degli Stati Uniti hanno mantenuto sul piccolo paese.

Ma dato che questo è innegabile, ultimamente sono comparsi sulla scena persone e istituzioni che, senza negare i barbari pregiudizi delle molestie yankee, cercano altre ragioni per spiegare la situazione economica e sociale dell’isola.

Per esempio, la presunta cattiva gestione economica del governo cubano e la stanchezza del popolo per le prolungate difficoltà economiche subite. Il primo è palesemente falso. Anzi, si potrebbe dire che questa gestione economica ha permesso a Cuba di sopravvivere e di progredire sul piano economico, sociale e culturale nonostante i danni della guerra economica scatenata contro di lui dall’imperialismo e dai suoi subalterni in Europa.

E per quanto riguarda il secondo punto, la stanchezza dei cittadini per le pene economiche, devono essere dette due cose: la prima è che questo era ed è esattamente lo scopo del blocco, che ha cercato e cerca di stremare il popolo cubano per fame, sete e malattie; la seconda è che, dopo sei decenni di sanguinario assedio, questo proposito non è stato raggiunto.

Tuttavia, come dimostrano questi sei lunghi decenni, l’imperialismo è perseverante. E se la realtà non corrisponde ai desideri e alle intenzioni imperiali, è necessario raddoppiare gli sforzi per convincere il mondo che il blocco non è alla base della situazione cubana.

E per questo ci sono gli scrittori di destra, i social network reazionari, le notizie false, la vecchia propaganda fascista, la guerra psicologica, l’abbondante denaro destinato a comprare coscienze e pagare le spese dei traditori.

Raddoppiare gli sforzi, tuttavia, non sta dando risultati. Ed è per questo che alcuni pazzi richiamano apertamente l’invasione militare degli Stati Uniti. Se le firme famose e i premi letterari prefabbricati “made in Spagna” non servono a rovesciare la Rivoluzione, bisogna allora provare con i fucili dei marines e i missili Tomahawk.

E poiché una cosa non toglie l’altra, la controrivoluzione si avvale di entrambe le risorse: parole ostili nascoste da una veste amichevole e chiamate all’aggressione armata. L’atteggiamento amichevole è ora la novità e la nuova arma. Non serve più molto il fegato di Vargas Llosa. È più utile l’aspetto bonaccione di Leonardo Padura.

Miguel Angel Ferrer, 23 luglio 2021

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