Covid e modello cubano. Intervista a Fabrizio Chiodo

Francesco Fustaneo  www.lantidiplomatico.it

Ad un anno esatto dalla prima, torniamo a intervistare per l’Antidiplomatico, Fabrizio Chiodo: palermitano, 36 anni, ricercatore in servizio al CNR di Pozzuoli, al medical center di Amsterdam, collabora attivamente col Finlay Institute Havana, diretto dal Prof. Vicente Verez-Bencomo.

Chiodo ha lavorato allo sviluppo di diversi interventi biofarmaceutici, tra cui, ovviamente due dei vaccini pubblici del Finlay Institute.

– Dott. Chiodo, qual è l’attuale situazione in ambito vaccinale e sanitaria a Cuba?

Cuba ha vaccinato il 94.9% della popolazione vaccinabile dai due anni in su, incluso il 97% dei bambini. I diversi schemi di immunizzazione a Cuba prevedono tre dosi. Nel caso dei vaccini Soberana, lo schema 2+1 include già’ il boost con il vaccino SoberanaPlus. I casi sono drasticamente calati con la percentuale di test positivi da una settimana sotto l’1% ed in media un decesso da COVID-19 al giorno nell’ultima settimana. Le scuole sono state riaperte solo dopo la massiva vaccinazione pediatrica; l’obbligo della mascherina per strada rimane cosi come le norme di distanziamento.

– In relazione alla vaccinazione ai bambini a Cuba, sbaglio o già in fase di sperimentazione vaccinale si era utilizzato uno specifico approccio pediatrico?

Il vaccino Soberana02, unico vaccino coniugato contro SARS-CoV-2 ed unico vaccino al mondo approvato dai due anni in su, e’ stato sviluppato per gli adulti ma durante il suo disegno si e’ immediatamente pensato alla popolazione pediatrica. I vaccini coniugati come Soberana02 sfruttano un tecnologia usata da anni in pediatria. Non sono emersi reazioni avverse gravi durante la sperimentazione e durante la vaccinazione di massa pediatrica. La tecnologia alla base del Soberana02 e’ utilizzata a Cuba e non solo, per vaccini contro polmonite, meningite,ecc.

– Solo vaccini o sull’isola caraibica si stanno implementando anche  nuovi farmaci e protocolli di cura per contrastare la pandemia?

Durante la prima fase della pandemia, Cuba ha utilizzato anche anticorpi monoclonali e diverse formulazioni di interferone ricombinante, prodotti di eccellenza della biotecnologia cubana in uso per altre malattie. I vaccini rimangono lo strumento più importante, insieme alle misure non farmaceutiche come l’utilizzo della mascherina.

-”Richiami”, si parla già di quarta dose. La copertura anticorpale fornita dai vaccini è stata evidentemente inferiore rispetto alle previsioni iniziali: andremo avanti all’infinito con nuove dosi?

 A Cuba dopo gli schemi a tre dosi (con Abdala tre dosi omologhe, con Soberana schema eterologo 2 dosi Soberana02 + 1 dose SoberanaPlus), sono già’ iniziate le dosi di richiamo. I vaccini proteici come quelli sviluppati a Cuba, sono molto sicuri come dosi multiple e per schemi di immunizzazione eterologhi sia in adulti che in bambini. Bisogna omogeneamente vaccinare il “Mondo”, pensare a proteggere la popolazione pediatrica e continuare con l’utilizzo delle mascherine ed effettuare test. Se a livello mediatico in Europa ed in USA hanno fatto credere che con due dosi di vaccino a mRNA riservato ai paesi più ricchi, fosse tutto finito, e’ stato un chiaro e rischioso errore mediatico.

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