Caos, un altro metodo di aggressione contro i popoli

Nelle condizioni di crisi integrale generalizzata, i circoli di potere approfittano dell’opportunità per realizzare i propri interessi storici di dominio egemonico, tale è il caso della politica degli USA nell’attuale congiuntura mondiale.

 

Manuel Valdés Cruz www.granma.cu

Nelle condizioni di crisi integrale generalizzata, i circoli di potere approfittano dell’opportunità per realizzare i propri interessi storici di dominio egemonico, tale è il caso della politica degli USA nell’attuale congiuntura mondiale.

Usano abilmente le difficoltà congiunturali nei paesi di loro interesse per applicare la loro teoria del caos, che consiste nel creare confusione e incertezza, orientando le loro azioni sulla gestione governativa, attraverso forme di sovversione che si nascondono dietro le rivoluzioni colorate, le primavere arabe e i suggerimenti di cambiamenti sviluppati nelle diverse nazioni.

Mentre l’umanità combatte contro la pandemia e cerca una cura duratura, la Casa Bianca continua a promuovere, con importanti risorse, l’aggressione contro diversi paesi.

In America Latina i casi più rappresentativi sono quelli di Cuba, Venezuela, Nicaragua e Bolivia, quelli che, con il loro esempio, fermano i tentativi di capitalizzare l’avanzata della destra nelle nazioni della regione.

Si tratta di sminuire i risultati ottenuti a seguito di una chiara politica statale, utilizzando tutti i mezzi a propria disposizione. Per questo promuovono la teoria dello screditare lo stato e criminalizzare i suoi principali dirigenti. Il passo successivo si fa con la campagna mediatica internazionale, per cercare sostegno e consensi tra le forze politiche.

POPOLI, TRAIAMO LEZIONI

Satanizzata la società di interesse, incoraggiano l’azione di gruppi interni che, ipoteticamente, rappresentano il popolo, mediando attività finanziate e preparate dal governo USA e dalle potenze occidentali.

Come risultato, si crea una situazione di paura e insicurezza per il cittadino al di fuori di questi piani, che può essere confuso e trascinato a seguire un presunto cambiamento. Col passare del tempo, scoprirà che i risultati vanno contro i suoi interessi. Tutto sarà allora pronto per richiedere l’intervento militare al fine di imporre il proprio “ordine”.kazakistan

Sembrerebbe che qualcosa di simile stia vivendo il Kazakistan, con disordini che rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale e la sovranità del paese, e che hanno portato all’incendio di edifici governativi, alla presa dell’aeroporto, al lancio di pietre contro le vetrine, al blocco di strade e altre azioni.

La realtà in quel paese è stata aggravata dalla crisi economica causata dalla pandemia e dall’inflazione, tra altre situazioni. Ma è stato anche manipolato, da diverse forze esterne, tra le quali gli USA.

In un contesto di crociata dell’Occidente contro la Russia, esacerbata negli ultimi mesi a causa del conflitto in Ucraina, fanno sospettare di una nuova messa in scena del ripetuto copione della rivoluzione colorata o del golpe morbido nello spazio post-sovietico, con l’obiettivo di indebolire uno dei principali alleati di Mosca nella regione.


Caos, otro método de agresión contra los pueblos

En las condiciones de crisis integral generalizada, los círculos de poder aprovechan la oportunidad para lograr cumplir sus históricos intereses de dominación hegemónica, ese es el caso de la política de los Estados Unidos en la actual coyuntura mundial

Autor: Manuel Valdés Cruz

En las condiciones de crisis integral generalizada, los círculos de poder aprovechan las oportunidades para cumplir sus históricos intereses de dominación hegemónica, de lo cual es ejemplo vivo la política de Estados Unidos en la actual coyuntura mundial.

Utilizan hábilmente las dificultades coyunturales en los países de su interés para aplicar su teoría del caos, que consiste en crear confusión e incertidumbre, al dirigir sus acciones sobre la gestión gubernamental, mediante formas de subversión que se esconden detrás de las revoluciones de colores, las primaveras árabes y las sugerencias de cambios desarrolladas en diferentes naciones.

Mientras la humanidad lucha contra la pandemia y busca una cura perdurable, la Casa Blanca continúa impulsando, con recursos importantes, la agresión a varios países.

En América Latina, los casos más representativos son los de Cuba, Venezuela, Nicaragua y Bolivia, los que frenan, con su ejemplo, los intentos de capitalizar el avance de la derecha en naciones de la región.

Se trata de demeritar los resultados obtenidos producto de una clara política de estado, utilizando todos los medios a su disposición. Para ello promueven la teoría de desprestigiar al estado y criminalizar a sus principales dirigentes. El siguiente paso se da con la campaña mediática internacional, para buscar apoyo y consensos en las fuerzas políticas.

PUEBLOS, SAQUEMOS LECCIONES

Satanizada la sociedad de interés, fomentan la acción de grupos internos que supuestamente representan al pueblo, mediando actividad sufragada  y preparada por el gobierno estadounidense y las potencias occidentales.

Como resultado se crea una situación de temor e inseguridad para el ciudadano ajeno a esos planes, que puede ser confundido y arrastrado a seguir un supuesto cambio. Con el paso del tiempo, se dará cuenta de que los resultados van contra sí mismo. Todo estará listo entonces para pedir la intervención militar a fin de imponer su «orden».

Pareciera que algo similar experimenta Kazajistán, con disturbios que representan una amenaza para la seguridad nacional y la soberanía del país, y que han derivado en la quema de edificios gubernamentales, la toma del aeropuerto, el apedreamiento a vidrieras, el bloqueo de calles y otras acciones.

La realidad en ese país se ha visto agravada por la crisis económica provocada por la pandemia y la inflación, entre otras situaciones. Pero ha sido manipulado también, por distintas fuerzas externas, entre las que se incluye Estados Unidos.

En un contexto de cruzada de Occidente contra Rusia, agudizado en los últimos meses a raíz del conflicto en Ucrania, hacen sospechar de una nueva puesta en escena del reiterado guion de la revolución de colores o golpe blando en el espacio postsoviético, con el objetivo de debilitar a uno de los principales aliados de Moscú en la región.

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