Incontro Díaz-Canel – Evo Morales

In tono di franca fraternità nel pomeriggio di sabato 23 si è svolto nel Palazzo della Rivoluzione l’incontro tra il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, e il leader indigeno Evo Morales Ayma.

Alina Perera Robbio

“Sono molto contento d’averti qui”. Questo è stato lo stato d’animo condiviso nel pomeriggio di sabato 23 con l’amico Evo Morales Ayma dal Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista e presidente della Repubblica, che ha ricevuto lo speciale visitatore nel Palazzo della Rivoluzione.

In compagnia del cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla,  di Eugenio Martínez Enríquez, direttore generale dell’America Latina e i Caraibi del Ministero delle Relazioni Estere di Cuba (Minrex), il dignitario ha ringraziato l’ex presidente dello Stato Plurinazionale della Bolivia per  la sua presenza nella 30ª Fiera Internazionale del Libro de L’Avana, che guadagna importanza, ha valutato il mandatario per  “il libro che presenta”.

Díaz-Canel Bermúdez faceva allusione al testo “Evo: Operación Rescate: Una trama geopolítica en 365 días”, il cui autore è Alfredo Serrano Mancilla -Direttore Esecutivo del Centro Strategico Latinoamericano di Geopolitica (Celag)-, nelle cui pagine si racconta la diffícile saga che avvenne per far uscire Evo vivo dalla Bolivia dopo il colpo di Stato del 2019.

«Ti abbiamo visto molto attivo con tutto il movimento del MAS  (Movimento al Socialismo), e in tutto il lavoro con la popolazione, appoggiando il processo boliviano», ha detto Díaz-Canel Bermúdez al leader indigeno, aggiungendo: “Per noi e per il popolo cubano è stato una grande ispirazione che il popolo boliviano abbia riscattato la democrazia e il suo processo nell’opposizione al colpo».

Il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba ha detto all’amico  “Noi abbiamo ricevuto dal Governo della Bolivia mostre d’affetto e d’appoggio e al visitatore in particolare ha commentato:«Tu vai ringraziato costantemente, ti seguiamo in Twitter, per tutte le espressioni d’appoggio alla Rivoluzione cubana”.

L’anfitirone ha parlato dell’attuale momento che vive l’Isola colpita da un blocco imperiale indurito e sul fatto eroico che significa aver controllato l’epidemia della COViD 19  « con le nostre stesse vaccinazioni».

Poi ha ricordato che il pianeta soffre per i conflitti armati in uno scenario complesso, nel mezzo del quale Cuba, ha spiegato Díaz-Canel Bermúdez, attualizza costantemente la sua Strategia Economica e Sociale.

Il Capo di Stato ha parlato dell’offensiva mediatica applicata dall’ imperialismo contro i processi progressisti in America Latina e dei mezzi su cui conta per questo, ed ha condiviso  con il leader boliviano la sua certezza  sul valore del lavoro quotidiano: «Lavorando tutti i giorni si superano le avversità, convinti di quello che dobbiamo fare per noi stessi».

Una lezione indimenticabile: Non tentennare! Poco prima dell’incontro con il primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, il leader del Movimento al Socialismo (MAS), Evo Morales Ayma, ha conversato con un gruppo di giornalisti della Presidenza.

Nel Palazzo della Rivoluzione,rispondendo a una domanda su come si sente per questa visita a Cuba, l’ex presidente dello Stato Plurinazionale della Bolivia ha detto di sentirsi molto contento di stare di nuovo a Cuba visitando il Presidente, e il popolo cubano, rivoluzionario”.

«Venire a Cuba mi dà sempre molta forza, molta energia, ha segnalato Evo Morales per il quale l’Isola rappresenta la lotta per la vita, per l’unità, questa unità che è un legato di Fidel, di Hugo (Chávez), dei nostri martiri come Martí, come Bolívar, come Túpac Katari della Bolivia».

L’ amico della Rivoluzione è stato enfatico: «Sono molto contento di stare qui» e ha aggiunto « Il mio rispetto, la mia ammirazione al popolo cubano , un popolo rivoluzionario».

Sulla sua partecipazione alla 30ª Fiera Internazionale del Libro de L’Avana e sul testo che è venuto  a presentare, l’ex presidente della Bolivia ha commentato che è qui invitato per mostrare quest’opera assieme all’autore, per spiegare che il colpo dell’impero per il litio è un colpo al movimento indigeno, al movimento sociale, è un colpo al nostro modello economico.

Evo ha sostenuto che «In un breve periodo abbiamo dimostrato che un’altra Bolivia è possibile, ma l’impero non accetta che i movimenti sociali alla guida dei movimenti indigeni possano cambiare la situazione economica e sociale della Bolivia».

«Questo lo spiegheremo in dettagli presentando il libro,  questo libro che è stato scritto perché non avvengano  mai più colpi di Stato.

-Lei ha visitato il  Centro Fidel Castro Ruz.

Quali sono state le sue impressioni?

«Questo Centro di Fidel Castro è realmente impressionante. (…) Fidel è Fidel. Non credo che esista nel mondo un altro Fidel. Ricordo sempre quel che Fidel mi ha insegnato quando mi ha detto: «Evo, si deve condividere il poco che si ha». Il leader indigeno ha affermato:« Ci sono tante cose da commentare su Fidel…». E poi ha sottolineato: « Grazie alla vita, grazie alla Rivoluzione, ho avuto l’opportunità di conversare varie volte con Fidel e d’apprendere abbastanza da Fidel, Conoscere il centro è darci forza nella lotta anti imperialista».

-Se dovesse menzionare ch elezione le ha dato il Comandante in Capo Jefe per la vita e per la lotta  come rivoluzionario, cosa ci direbbe ?«Non tentennare»

Il leader del MAS ha parlato di come il leader storico della Rivoluzione cubana, quando nacque la Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (Celac), “mi chiamò e mi disse : Evo, cura questo. Questa è una liberazione dell’America Latina e dei Caraibi. Quella, ha raccontato  è stata una conversazione telefonica indimenticabile Durò più di mezzora. Fidel era contento, era  felice»

Evo ha confessato di sentirsi impressionato dalla capacità solidale di Fidel che non è mai diminuita nemmeno di fronte al criminale blocco sofferto da Cuba.

«Questo impegno – ha detto  è un legato per le generazioni future : la lotta per la sovranità, per l’indipendenza degli Stati, la libertà e la dignità con la nostra identità e per questo la nostra generazione proclama un’America Plurinazionale dei Popoli e per i Popoli di fronte a questa immorale e  criminale dottrina Monroe dell’America per gli  americani».

 

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