Sul mercato cambiario non ufficiale
Questo mercoledì 28 maggio, il Procuratore Generale del Venezuela, Tarek William Saab, ha comunicato l’arresto di un cittadino identificato come Carlos Andrés Pérez Abreu, accusato di aver creato e gestito l’account Instagram “Monitor Dólar Vzla”.
Attraverso le reti sociali, Saab ha riferito che il cittadino è stato arrestato da agenti della Polizia Nazionale Bolivariana (PNB) e sarà imputato per i reati di “terrorismo, legittimazione di capitali, raccolta indebita di fondi, offerta ingannevole e associazione a delinquere”.
Il Procuratore ha precisato che Pérez Abreu “pubblicava informazioni false, gonfiando in modo esorbitante il prezzo del dollaro, in violazione del tasso stabilito dalla Banca Centrale del Venezuela (BCV)”, con l’obiettivo di “destabilizzare l’economia”.
Durante l’arresto, l’indagato è stato trovato in possesso di un tesserino identificativo come funzionario della Direzione Esecutiva della Magistratura, un organo del Potere Giudiziario.
L’account Instagram in questione, presumibilmente, raccoglieva le quotazioni del dollaro in base a quanto pubblicato da varie case di cambio e operatori del mondo delle criptovalute.
Dalla metà dello scorso anno, questo profilo e altri simili hanno diffuso informazioni fortemente distorte sul presunto valore del dollaro parallelo, spesso alterando i dati delle quotazioni dei cambiavalute a cui dichiarano di fare riferimento.
In altri casi, sostituivano o selezionavano arbitrariamente le entità di cambio da citare, al fine di presentare le quotazioni peggiori e costruire una “media” sempre al rialzo.
Questa tendenza si è intensificata negli ultimi mesi, al punto che il differenziale cambiario tra il tasso parallelo pubblicato da Monitor Dólar e quello ufficiale della BCV ha raggiunto il 50%.
Per anni, l’account, con oltre un milione di follower, ha pubblicato quotidianamente le sue quotazioni fraudolente del dollaro nei giorni feriali, alle 9:00 e alle 13:00. Ma da quando è stato annunciato l’arresto di Pérez Abreu, non sono stati più pubblicati aggiornamenti.
Altri profili simili, come @enparalelovzla_oficial_ (1,3 milioni di follower), non hanno pubblicato alcuna quotazione negli ultimi sette giorni.
OFFENSIVA DELLA POLIZIA
La sera di mercoledì 28 maggio, il ministro dell’Interno, Giustizia e Pace, Diosdado Cabello, ha rivelato che almeno altre 20 persone sono state arrestate in relazione a quell’account.
“Stiamo lavorando da giorni su questi soggetti che gestiscono piattaforme (digitali) per dire che ‘il dollaro vale non so quanto’ (…) Il primo è già caduto, la prima struttura è stata smantellata; siamo a 20 arresti”, ha dichiarato nel suo programma settimanale Con el Mazo Dando.
Ha aggiunto che è stata svolta “un’indagine come si deve fare, in silenzio, senza abusi di alcun tipo. Li abbiamo arrestati e presentati al Ministero Pubblico e ai tribunali, e che la giustizia faccia il suo corso”.
CONTESTO E ALTRI FENOMENI LEGATI AL $ PARALLELO
Negli ultimi mesi, il tasso di cambio parallelo stabilito e diffuso tramite canali digitali ha raggiunto livelli esorbitanti.
Ma il problema va ben oltre gli account Instagram, poiché negli ultimi tempi si è anche affermata un’applicazione chiamata “Al Cambio”, che mostra diverse quotazioni per le attività commerciali, includendo il tasso della BCV, l’indicatore Parallelo e un valore intermedio tra i due, chiamato “Media”.
Nell’economia reale, gran parte delle attività informali di compravendita di beni e servizi segue la tassa Media, riconoscendo tacitamente che il divario tra il tasso BCV e quello Parallelo è ingestibile.
Nel frattempo, per gli acquisti nei negozi formali o nei punti vendita, quasi tutti si attengono alla tassa BCV.
Tuttavia, il differenziale tra i tassi genera distorsioni sistemiche, soprattutto quando il commercio aumenta i prezzi di riferimento in dollari per compensare il divario.
Questa tendenza si è accentuata dalla metà del 2024, ed è evidente la coincidenza con il contesto politico di quel momento.
Le accuse del procuratore Saab, secondo cui questi meccanismi verrebbero usati come strumenti di “destabilizzazione”, trovano riscontro già nei falliti tentativi di colpo di Stato condotti da settori estremisti, a ridosso delle elezioni presidenziali del 28 luglio.
In quel contesto, la disgregazione del sistema cambiario avrebbe l’obiettivo di esasperare la popolazione e creare le condizioni per una crisi politica più profonda.
Nel gennaio di quest’anno, si sono verificate due ondate di aumento degli indicatori non ufficiali. La prima è stata alimentata dall’incertezza sulla cerimonia di giuramento presidenziale del 10 gennaio. María Corina Machado ed Edmundo González avevano promesso di arrivare a Miraflores, cercando di simulare una mobilitazione di massa, che però è fallita.
In seguito, ci sono stati gli annunci dell’amministrazione Trump di voler inasprire le sanzioni contro l’economia venezuelana, in particolare con l’intenzione di porre fine alla Licenza Generale che aveva permesso alla compagnia USA Chevron di operare nel paese negli ultimi anni.
Secondo vari analisti economici, la fine della licenza a Chevron (e ad altre aziende europee) comporta per il Venezuela una diminuzione della disponibilità di valuta estera e un deficit nell’offerta di dollari nel mercato cambiario.
Ciò ha generato un clima di pessimismo e incertezza, che ha spinto molti a rivolgersi al mercato parallelo per acquistare valuta, accentuando la tendenza — sfruttata dagli amministratori di questi account per falsare artificialmente i tassi non ufficiali.
Le conseguenze di tali distorsioni si manifestano in vari modi. Uno di questi è il rincaro del dollaro in contanti, che ha finito per diventare un bene speculativo, venduto al dettaglio a tassi elevati. In molti casi, la situazione ha spinto i cittadini a conservarlo come mezzo di risparmio, riducendone la circolazione e aggravandone la “scarsità”.
Un altro fenomeno osservabile è l’aumento degli acquisti in bolívar nei negozi formali che applicano il tasso BCV.
L’economista Asdrúbal Oliveros ha riferito che, secondo un recente studio della sua società Ecoanalítica, l’84% delle transazioni nel paese viene effettuato in bolívar. Ha sottolineato: “È la prima volta, da quando realizziamo questo studio, che il livello delle transazioni in valuta estera è il più basso”.
Ha aggiunto che attualmente solo il 16% delle operazioni commerciali di routine viene effettuato in dollari, a fronte del 67% registrato nel marzo 2021.
Sobre el mercado cambiario no oficial
La trama profunda de Monitor Dólar y los marcadores paralelos
Este miércoles 28 de mayo, el Fiscal General de Venezuela, Tarek William Saab, informó sobre la detención de un ciudadano identificado como Carlos Andrés Pérez Abreu, a quien señaló por crear y administrar la cuenta de la red Instagram “Monitor Dólar Vzla”.
A través de redes sociales, Saab informó que el ciudadano detenido por funcionarios de la Policía Nacional Bolivariana (PNB) será imputado por los delitos de “terrorismo, legitimación de capitales, captación indebida, oferta engañosa y asociación para delinquir”.
El Fiscal General detalló que Pérez Abreu “realizaba falsas publicaciones aumentando de manera exorbitante el precio del dólar, en contravención a lo establecido a la tasa del BCV”, y que con estas acciones tenía el objetivo de “desestabilizar la economía”.
Durante su detención, al imputado se le encontró un carnet de identificación como funcionario de la Dirección Ejecutiva de la Magistratura, adscrita al Poder Judicial.
La cuenta de Instagram en cuestión, supuestamente, resume las cotizaciones del dólar de acuerdo a lo estipulado en diversas casas de cambio y operadores del criptomundo.
Desde mediados del año pasado, esta cuenta de Instagram y otras similares han presentado información excesivamente distorsionada sobre el supuesto valor del dólar paralelo, en muchos casos alterando los datos de cotizaciones de los cambistas en las cuales supuestamente basan su resumen.
En otras ocasiones, han ido sustituyendo o seleccionando a las entidades cambistas a reseñar, para presentar las peores cotizaciones y construir un “promedio” siempre al alza.
Esta tendencia se ha exacerbado en los últimos meses, al punto de que se ha alcanzado un diferencial cambiario entre la tasa paralela divulgada por Monitor Dólar y el Banco Central de Venezuela (BCV) que ha alcanzado un 50%.
Durante años, la cuenta, con más de 1 millón de seguidores, ha realizado publicaciones de cotizaciones fraudulentas del dólar cada día de semana hábil en horarios de 9:00 am y 1:00 pm. Pero desde que se anunció la detención de Pérez Abreu, esta no ha realizado ninguna actualización o nueva publicación.
Otras cuentas similares, como @enparalelovzla_oficial_, con 1.3 millones de seguidores, no han publicado alguna cotización en los últimos 7 días.
AVANZADA POLICIAL
En horas de la noche del miércoles 28 de mayo, el ministro de Interior, Justicia y Paz, Diosdado Cabello, reveló que al menos 20 personas más han sido detenidas por estar vinculadas con la cuenta.
“Nosotros venimos haciendo un trabajito desde hace días con estos que tienen plataforma (digital) para decir que el ‘dólar vale no sé cuánto’ (…) Ya cayó el primero, la primera estructura; van 20 detenidos”, expresó durante su programa semanal Con el Mazo Dando.
Agregó que se realizó “una investigación como se debe hacer la cosa, en silencio, sin atropello de ninguna naturaleza. Nosotros los agarramos y los presentamos ante el Ministerio Público y tribunales, y que la justicia se encargue de lo que tenga que encargarse”.
CONTEXTO Y OTROS FENÓMENOS EN TORNO AL DÓLAR PARALELO
Durante los últimos meses, el tipo de cambio paralelo establecido y divulgado por vías digitales ha alcanzado niveles exorbitantes.
Pero el problema va mucho más allá de cuentas de Instagram, ya que durante los últimos meses también se ha posicionado una aplicación llamada “Al Cambio”, que refleja varias cotizaciones para las actividades comerciales, empleando la tasa divulgada por el BCV, el marcador Paralelo y un valor intermedio entre ambas llamado “Promedio”.
En la economía real, una inmensa parte de las actividades de compra-venta de bienes y servicios informales se ha regido por la tasa Promedio, dando un reconocimiento tácito al hecho de que el diferencial entre el BCV y el Paralelo es inmanejable.
Mientras que, para las compras en negocios y puntos de venta formales, la casi totalidad de los negocios se rige por la tasa BCV.
Sin embargo, el diferencial cambiario termina generando distorsiones generales, especialmente cuando el comercio ajusta precios de referencia en dólares al alza, para tratar de equiparar la brecha.
Esta tendencia se ha incrementado desde mediados de 2024 y es notoria la coincidencia de este fenómeno con los eventos del contexto político de ese momento.
Los señalamientos del fiscal general Saab sobre el uso de esos mecanismos como un componente de la “desestabilización” tienen asidero desde las operaciones fallidas de golpe de Estado ejecutadas por sectores extremistas, a expensas de los resultados electorales de las elecciones presidenciales del 28 de julio.
En ese contexto, la disrupción del sistema cambiario iría en congruencia para inducir la exasperación de la población e incrementar las condiciones aunadas a la conmoción política.
En enero de este año, se manifestaron dos oleadas de incrementos en los marcadores no oficiales. La primera de ellas se caracterizó por la incertidumbre sobre la juramentación presidencial del 10 de enero. María Corina Machado y Edmundo González habían prometido su ascenso a Miraflores e intentaron construir una sensación de movimiento de masas, el cual fracasó.
Luego, tuvieron lugar los anuncios de la administración de Donald Trump de recrudecer las sanciones criminales contra la economía venezolana, especialmente poniendo fin a la Licencia General con que la empresa estadounidense Chevron había operado en Venezuela durante los últimos años.
Desde la perspectiva de analistas económicos, el fin de la licencia a Chevron (y a otras empresas europeas) implica para Venezuela una caída en la disponibilidad de divisas extranjeras y un déficit en la oferta de la moneda estadounidense en el mercado cambiario.
Con ello, se ha promovido un clima de pesimismo e incertidumbre, que ha instado a particulares a realizar compras de divisas en el mercado paralelo, exacerbando la tendencia, lo cual habría sido aprovechado por los administradores de estas cuentas para disparar por vías artificiales los tipos de cambio no oficiales.
Los efectos de estas distorsiones van en múltiples direcciones. Una de ellas es el encarecimiento del dólar estadounidense en efectivo.
Esto ha servido para que la divisa se convierta en objeto de especulación, vendida al menudeo entre particulares a tasas altas. Pero, en muchos casos, el contexto conmina a preservarlo como elemento para el ahorro, lo cual detiene su circulación y exacerba la “escasez” de dicho papel moneda.
Otro fenómeno apreciable es el incremento de las compras en bolívares en establecimientos comerciales formales que usan la tasa BCV.
El economista Asdrúbal Oliveros informó que, según un reciente estudio realizado por su firma Ecoanalítica, el 84% de las transacciones en el país se realizan en bolívares. Indicó que “es la primera vez, desde que hacemos este estudio, que el nivel de transacciones en divisas es el más bajo”.
También expresó que ahora solo el 16% de las transacciones y operaciones comerciales rutinarias se realizan en dólares y comparó la cifra con la de marzo de 2021: según sus registros, el uso de la moneda estadounidense se ubicó en 67% de las operaciones de compra-venta en establecimientos comerciales del país.

