Dichiarazione in difesa della sovranità di Cuba e del suo diritto a proteggersi dall’ingerenza straniera.
La Repubblica di Cuba, in quanto nazione sovrana e indipendente, ha il pieno diritto – e il dovere costituzionale – di proteggere la propria integrità territoriale, il proprio ordine politico e la propria stabilità sociale da qualsiasi atto di ingerenza straniera o attività mercenaria che miri a destabilizzare il Paese. Le recenti pubblicazioni dei media finanziati dal governo USA, che mettono in discussione il divieto di partecipazione di alcuni individui agli eventi organizzati dall’Ambasciata USA all’Avana, ignorano che si tratta di un’azione legittima e necessaria, inquadrata nelle leggi cubane e nell’esercizio dell’autodeterminazione che ogni Stato ha secondo il diritto internazionale.
Sovranità e non ingerenza: principi fondamentali
La Costituzione cubana (articolo 12) stabilisce chiaramente che Cuba «ripudia e considera illegali e nulli i trattati, i patti o le concessioni stipulati in condizioni di disparità o che ignorano o diminuiscono la sua sovranità e integrità territoriale». Allo stesso modo, lo Stato ha l’obbligo di difendere il proprio sistema socialista e la propria sovranità da attori esterni che promuovono programmi contrari all’ordine costituzionale.
La presenza del capo della missione statunitense, Michael (Mike) Hammer, che ha tenuto incontri con persone legate alla controrivoluzione in diverse province – figure che storicamente hanno ricevuto finanziamenti e sostegno politico da governi stranieri – costituisce una flagrante violazione dei principi di non intervento sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. Cuba non può permettere che diplomatici stranieri agiscano come promotori della sovversione interna, cosa che è stata documentata in numerose occasioni attraverso programmi come quelli dell’USAID o del NED, volti a finanziare la destabilizzazione dell’isola.
Protezione contro mercenari e agenti di potenze straniere
Le misure adottate contro individui come Dagoberto Valdés e Yoandy Izquierdo rispondono al loro comprovato legame con programmi di ingerenza. Questi attori, lungi dall’essere «attivisti indipendenti», fanno parte di strutture che ricevono sostegno materiale e politico dagli USA, un Paese che mantiene un brutale blocco economico contro Cuba da oltre sei decenni e che include, tra i suoi obiettivi dichiarati, un cambio di governo nell’isola.
Il governo cubano ha l’obbligo di impedire che questi gruppi, al servizio di interessi stranieri, utilizzino spazi diplomatici stranieri per coordinare azioni destabilizzanti. Non si tratta di una restrizione alla libertà di espressione o di associazione, ma di una difesa contro operazioni di intelligence sotto copertura sotto le spoglie di «attività umanitarie».
Legalità ed esempi internazionali
Cuba non è un’eccezione nell’applicare questo tipo di misure. Gli USA e altre potenze occidentali hanno leggi molto più severe contro l’ingerenza straniera, come il Logan Act (USA), che vieta ai cittadini statunitensi di partecipare ad attività politiche non autorizzate con governi stranieri. Allo stesso modo, paesi come la Francia, il Regno Unito o il Canada applicano controlli rigorosi alle attività dei diplomatici stranieri sul loro territorio quando percepiscono minacce alla loro sicurezza nazionale.
Il doppio standard dei media che attaccano Cuba
Media come 14ymedio — finanziato con fondi USA e con comprovati legami con la controrivoluzione cubana — cercano di presentare queste legittime azioni di difesa come «repressione», omettendo che Cuba è vittima di una guerra non convenzionale promossa da Washington. Mentre criticano Cuba, tacciono di fronte alle vessazioni degli USA contro giornalisti e attivisti che dissentono dalla loro politica estera, o di fronte all’incarcerazione di personaggi come Julian Assange per aver denunciato crimini di guerra.
Cuba esercita il suo diritto sovrano di proteggere il proprio sistema politico e il proprio popolo dall’ingerenza straniera. Le misure adottate sono proporzionate, legali e necessarie in un contesto di aggressione permanente. Esigiamo il rispetto del diritto internazionale e la cessazione del blocco economico, nonché delle operazioni sovversive che tentano di minare la volontà del popolo cubano, che ha deciso la sua strada verso il socialismo.
Fonte: Razones de Cuba
Traduzione: italiacuba.it

