Cuba e Brasile creano un’impresa mista per commerciare alimenti e beni di consumo

L’impresa congiunta avrà come obiettivo principale «il commercio al minuto e all’ingrosso di prodotti alimentari e non alimentari, come materie prime e l’offerta di servizi logistici di trasporto delle merci».

L’impresa mista Bioamazonas Alimentos y Otros Bienes de Consumo S.A. è stata costituita di recente, frutto di un’alleanza tra la società mercantile cubana Mercalhabana e l’impresa brasiliana Bioamazonas Industria e Comercio de Medicamentos Fitoterapicos.

La cerimonia della firma ha contato con la presenza di Betsy Díaz Velázquez, la ministro del Commercio Interno di Cuba; l’Eccellentissimo Signor Christian Vargas, ambasciatore del Brasile in Cuba; e dirigenti del  Ministero del Commercio Interno cubano (MINCIN).

La firma del documento legale che formalizza la creazione della nuova entità è stata posta da  Víctor Marino Sánchez López, presidente di Mercalhabana, in rappresentanza  della parte cubana  e di Luiz Amadeu Teixeira, rappresentante di Bioamazonas S.A., per la controparte brasiliana.

L’impresa congiunta avrà come obiettivo principale «il commercio al minuto e all’ingrosso di prodotti alimentari e non alimentari, come materie prime e l’offerta di servizi logistici di trasporto delle merci».

«Queste attività saranno destinate alla «soddisfazione delle domande del mercato cubano e dell’esportazione», dicono i termini stabiliti durante la costituzione.


«Se il Brasile oggi ha un’altra condizione di salute primaria, lo dobbiamo a Cuba»

La presidente del Nuovo Banco di Sviluppo del Gruppo Brics, Dilma Rousseff, ha inviato il suo messaggio di gratitudine all’Isola dei Caraibi.

RÍO DE JANEIRO – «Il mio messaggio per il popolo cubani è d’immensa gratitudine», ha detto  l’attuale presidente del Nuovo Banco di Sviluppo  (nbd) del Gruppo Brics, Dilma Rousseff, parlando con lo staff della presidenza della Repubblica di Cuba.

Economista di professione e ex mandataria del Brasile, Dilma ha incontrato il Capo di Stato cubano, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, nel contesto del XVII Vertice dei Brics, e al termine dello scambio, l’amica speciale -che è stata eletta nel marzo el 2023 per occupare la sua responsabilità attuale e che nel 2025 è stata ratificata nell’incarico- ha condiviso con i giornalisti un messaggio per il popolo dell’Isola grande delle Antille.

«Io ho, in relazione a Cuba, un grande debito. Un debito con un paese che è sempre stato solidale con il Brasile, solidale con il popolo brasiliano in una sfera molto delicata, che è quella della Salute Pubblica», ha dichiarato Dilma.

Poi ha aggiunto che si sente in debito con il Comandante in Capo  Fidel Castro, con il compagno Raúl, con il Presidente Díaz-Canel, e con il popolo cubano.

La ragione? Che durante il suo governo, il gigante sudamericano contò con «una vera attenzione alla salute primaria, che è la salute fondamentale di base».

«Noi – ha detto– non abbiamo medici sufficienti.

I medici cubani sono arrivati in Brasile, sono stati ricevuti molto bene, totalmente, perchè il modello del medico cubano è una relazione diretta e personale, nella quale si vede la malattia non come un problema, ma come un tema per capire come trattare la persona».

Dilma ha affermato che se oggi il Brasile ha un’altra condizione di salute primaria lo dobbiamo a Cuba, perchè per un periodo i medici cubani sono stati essenziali.

Loro hanno lasciato un modello di condotta medica nel quale si tratta il malato riconoscendolo come un essere umano del quale va intesa la storia clinica».

«I professionisti dell’Isola, ha spiegato Rousseff, oltre ad avere un contatto fisico con il paziente, si prodigano con un’attenzione umanista per i malati. E solo un popolo come quello di Cuba, con tutta la storia politica di Cuba, ha le condizioni di creare una Medicina, un trattamento per la salute centrato nell’essere umano e non nella malattia.

«Loro trattano tutte le persone», ha riconosciuto la dignitaria, con ammirazione.

Poi ha condiviso con i giornalisti lo speciale aneddoto che «in varie occasioni, nel mio paese, nei municipi all’interno del Brasile, volevano eleggere i medici cubani come sindaci e come deputati, perchè il popolo sentiva che loro lo rappresentavano».

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