L’economia cubana è calata dell’11% negli ultimi 5 anni

Claudia Fonseca Sosa e Enrique González Díaz (Enro)

Con la presenza del primo segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, e del presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, Esteban Lazo Hernández, ha preso il via, questo lunedì, il lavoro della Commissione per gli Affari Economici, in preparazione al V periodo ordinaria della X legislatura del Parlamento.

Nel riferire ai deputati sui risultati economici al termine del 2024 e nel primo semestre del 2025, il ministro dell’Economia e della Pianificazione, Joaquín Alonso Vázquez, ha sottolineato che questi sono stati fortemente influenzati dall’inasprimento del blocco, dalla severa persecuzione dei flussi finanziari del paese e da ostacoli alle transazioni internazionali che hanno impedito i pagamenti ai fornitori.

Hanno influito anche l’impossibilità di acquistare combustibili per alimentare il sistema elettroenergetico nazionale e di accedere a fondi per lo sviluppo, oltre alle limitazioni sulle rimesse internazionali.

Il ministro ha illustrato inoltre il contesto economico globale segnato da conflitti geopolitici, con particolare enfasi sull’aumento dei prezzi delle materie prime, dei prodotti d’importazione e delle operazioni logistiche internazionali.

In questo scenario, l’economia cubana ha chiuso il 2024 con una contrazione dell’1,1% del prodotto interno lordo (PIL), rispetto a un piano di crescita previsto del 2%.

Analizzando l’andamento del PIL negli ultimi 5 anni, ha spiegato che si è registrata una diminuzione complessiva dell’11%. I settori primari (agricoltura, allevamento e attività minerarie) sono stati i più colpiti, con un calo del 53%. Si è registrato inoltre un calo nelle attività secondarie (industria zuccheriera e manifatturiera, -23%) e terziarie (servizi sociali e non sociali, -6%).

«Nel 2025, abbiamo un alto livello di indebitamento estero che, pur essendo oggetto di gestione, grava comunque sullo sviluppo dell’economia», ha dichiarato il ministro.

Alonso Vázquez ha informato che, alla chiusura del primo semestre dell’anno in corso, le entrate in valuta estera derivanti dalle esportazioni hanno raggiunto il 91% rispetto al piano, una cifra inferiore del 7% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Si prevede che le entrate in valuta estera del sistema finanziario raggiungano il 90% del piano, anche se nel periodo sono stati recuperati importanti prodotti esportabili come il tabacco, l’aragosta e i prodotti della pesca, inclusa l’anguilla.

«Queste crescite non sono state sufficienti a compensare la diminuzione di nichel e altri prodotti minerari, miele, carbone, gamberi (di allevamento e marini) e prodotti biofarmaceutici», ha puntualizzato il ministro.

Il deficit di materie prime, energia e combustibile ha inciso sul volume produttivo di questi articoli, così come i problemi logistici e la diminuzione di alcuni prezzi sul mercato internazionale.

Anche questi fattori hanno avuto un impatto sul piano di esportazione di beni, che nei primi sei mesi del 2025 è stato realizzato solo per il 62%, risultato inferiore rispetto al 78% dello stesso periodo del 2024.

Per quanto riguarda l’export di servizi, Alonso Vázquez ha dichiarato che le telecomunicazioni hanno superato il piano del 3,5%, ma presentano comunque un calo del 19% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Alla fine del primo semestre, i servizi turistici mostrano considerevoli difficoltà nell’esecuzione, a causa dei bassi livelli di arrivi turistici nel paese (1600000 visitatori, pari al 71% del piano e al 77% rispetto allo stesso periodo del 2024).

Il numero di turisti-giorno stranieri e le esportazioni di servizi turistici hanno raggiunto rispettivamente l’81,7% e l’82,3% del piano. Rispetto al 2024, rappresentano una diminuzione del 25% e del 18%.

Il turismo interno ha raggiunto il 92% del piano, ma con una contrazione del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Le esportazioni delle forme di gestione non statali hanno raggiunto i 21 milioni di $ (in aumento del 30%). Più dell’85% di queste esportazioni riguarda merci, principalmente carbone vegetale.

Per quanto riguarda le importazioni di beni e servizi, nel primo semestre il piano è stato realizzato per il 67%, superando del 7% i livelli dello stesso periodo dell’anno precedente.

In materia di investimenti diretti esteri (IDE), nei primi sei mesi dell’anno sono stati approvati 14 nuovi progetti con capitale straniero, legati alla commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio, all’estrazione e produzione di idrocarburi, alla lavorazione e commercializzazione di minerali, all’industria leggera e all’attività finanziaria.

Priorità

Il ministro ha rilevato che permangono distorsioni, come il sottoutilizzo delle capacità produttive, meccanismi interni insufficienti e ostacoli burocratici, oltre a indiscipline quali l’evasione fiscale, anche nei meccanismi di integrazione produttiva.

Riguardo alla bilancia commerciale, ha indicato che attualmente Cuba importa più di quanto esporti, aggravando il debito.

Ha inoltre segnalato che il ritmo di crescita dell’indice dei prezzi al consumo (IPC) è diminuito, ma i prezzi restano alti e non proporzionati ai salari. «Il salario medio è cresciuto più della produttività, il che indica che c’è più denaro in circolazione che beni offerti», ha avvertito.

Secondo il ministro, è fondamentale rilanciare il settore esportatore per aumentare l’ingresso di valuta estera. «Sono in corso misure per promuovere le esportazioni, attraverso schemi di autofinanziamento», ha precisato.

In un altro momento del suo intervento, Alonso Vázquez ha segnalato l’aumento dei crediti da riscuotere e ha riferito che si sta valutando il rinvio delle importazioni non prioritarie. Inoltre, ha ribadito la necessità di rivitalizzare la produzione zuccheriera.

Riguardo al sistema imprenditoriale cubano, ha spiegato che, sebbene sia diminuito il numero di aziende in perdita, ciò è dovuto principalmente all’aumento dei prezzi e non a un miglioramento dell’efficienza.

«Gli attori economici non statali stanno avanzando, anche se si osservano alcune distorsioni», ha detto, sottolineando che «non si tratta di contrastare questo settore, ma di orientarlo correttamente».

Durante il suo intervento, Alonso Vázquez ha evidenziato che il successo del programma governativo per la stabilizzazione macroeconomica dipende da diversi fattori fondamentali, tra cui l’aumento delle esportazioni, la riforma del mercato valutario e la riduzione del deficit fiscale.

Un’altra priorità indicata dal ministro è la ripresa del pagamento del debito estero.

Ha affermato che per promuovere la ripresa produttiva e la generazione di valuta estera, sono già stati attivati 23 schemi di autofinanziamento.

Ha inoltre affermato che non basta recuperare il sistema elettroenergetico nazionale, ma è necessario stabilizzare anche l’approvvigionamento di combustibile. Allo stesso tempo, occorre continuare a promuovere l’integrazione tra tutti gli attori dell’economia.

Attualmente, l’universo degli attori economici conta 19428 entità: 2843 statali, 110 imprese miste o interamente straniere, 5106 cooperative e 11369 micro, piccole e medie imprese private.

«Dall’inizio del processo sono stati approvati 11745 nuovi attori economici», ha riferito Alonso Vázquez, aggiungendo che il paese conta più di 490000 lavoratori autonomi, per cui oltre il 50% dell’economia cubana è gestita da forme non statali.

Ha inoltre indicato come priorità il perfezionamento dei meccanismi di protezione sociale, affinché permettano di migliorare le condizioni di vita delle persone, famiglie, case e comunità in situazione di vulnerabilità.

Durante il dibattito parlamentare, i deputati hanno sottolineato l’urgenza di aumentare la produzione nazionale, in particolare agricola; incentivare l’export di beni e servizi come principale fonte di valuta; migliorare la bilancia commerciale; rafforzare la gestione economica a livello locale e perfezionare i meccanismi di integrazione produttiva per sfruttare al massimo le capacità industriali installate.

Hanno inoltre proposto di valutare una ristrutturazione degli investimenti e delle modalità di gestione delle rimesse internazionali, e hanno sostenuto la necessità di accelerare i processi di stabilizzazione macroeconomica.

«È necessario trasformare il nostro approccio»

Intervenendo davanti alla Commissione per gli Affari Economici, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel Bermúdez ha affermato che per affrontare le sfide economiche del paese «è necessario trasformare il nostro approccio».

«Spesso cerchiamo di risolvere i problemi redistribuendo le scarse risorse esistenti, ma devo segnalare con responsabilità che le attuali entrate del paese non sono sufficienti nemmeno per acquistare le materie prime fondamentali per far crescere la produzione nazionale.

«Non bastano neppure per acquistare prodotti semilavorati che consentano di creare un mercato in moneta nazionale capace di assorbire l’eccesso monetario, né per iniettare valuta in un mercato cambiario funzionale», ha affermato.

Il presidente ha sottolineato che, senza aumentare la produzione nelle attuali complesse condizioni, non è possibile riorganizzare l’economia.

Questo principio guida il programma governativo, il cui contenuto definitivo – evoluzione del progetto del 2023 – sarà presentato dal primo ministro all’Assemblea Nazionale. «Conoscerlo è fondamentale, perché contiene risposte a queste sfide, e la sua attuazione partecipata permetterà aggiustamenti basati su esperienze territoriali», ha spiegato Díaz-Canel.

Riguardo agli schemi chiusi di finanziamento, ha affermato che «devono servire a riattivare la produzione e ad aumentare le esportazioni settoriali, generando entrate da reinvestire e da destinare al fondo centrale in valuta estera. Altrimenti, si finisce solo per redistribuire la scarsità».

«Il nocciolo del problema è la generazione di ricchezza», ha ribadito il presidente cubano, insistendo sulla necessità di risolvere una volta per tutte le deformazioni strutturali dell’economia nazionale.

Ha inoltre esortato a un miglior utilizzo degli investimenti e a una gestione più efficace del commercio estero, definendo con chiarezza quali prodotti importare e quali esportare.

«Dobbiamo aumentare la produzione nazionale e rendere i nostri prodotti competitivi; in caso contrario, non riusciremo a inserirci in altri mercati», ha avvertito il presidente. Ha inoltre invitato a sfruttare le opportunità offerte da meccanismi come l’Unione Economica Eurasiatica, il blocco dei BRICS e i rapporti con soci e paesi amici.

Díaz-Canel ha infine affermato che occorre sviluppare una cultura degli affari basata su benefici condivisi, in cui sia garantito un ritorno equo degli investimenti per entrambe le parti. «Deve essere un principio da tenere presente nei negoziati con le controparti commerciali».


Economía cubana ha decaído un 11 por ciento en los últimos cinco años

Por: Claudia Fonseca Sosa, Enrique González Díaz (Enro)

Con la presencia del primer secretario del Comité Central del Partido Comunista de Cuba y presidente de la República, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, y del presidente de la Asamblea Nacional del Poder Popular, Esteban Lazo Hernández, comenzó este lunes el trabajo de la Comisión de Asuntos Económicos previo al quinto período ordinario de sesiones de la décima legislatura del Parlamento.

Al informar a los diputados sobre los resultados de la economía al cierre del 2024 y en el primer semestre del 2025, el ministro de Economía y Planificación, Joaquín Alonso Vázquez, señaló que estos han estado marcados por el efecto recrudecido del bloqueo, la férrea persecución a los flujos financieros del país y trabas a las transacciones internacionales que han impedido el pago a los proveedores.

Igualmente, han incidido la imposibilidad de adquirir combustibles para abastecer el sistema electroenergético nacional y de acceder a fondos de ayuda al desarrollo, así como la coartación de las remesas internacionales.

El ministro se refirió al contexto económico global signado por conflictos geopolíticos, poniendo énfasis en el encarecimiento de los precios de las materias primas, los productos de importación y las operaciones de logística internacional.

En este escenario, la economía cubana cerró el 2024 con una contracción del producto interno bruto (PIB) de un 1.1%, de un plan de crecimiento previsto de un 2%.

Al evaluar el crecimiento del PIB en los últimos cinco años, explicó que se registra una caída del 11%. Las producciones primarias (agricultura, ganadería y minería) han sido las más afectadas, con una baja del 53%. También se observa un decrecimiento en la actividad secundaria (industria azucarera y manufacturera, 23%) y terciaria (servicios sociales y no sociales, 6%).

“En 2025, tenemos un alto endeudamiento externo que, si bien se viene gestionando, también pesa en el desenvolvimiento de la economía”, dijo el ministro.

Alonso Vázquez informó que al cierre del primer semestre de este año los ingresos en divisas por exportaciones se cumplen al 91%, cifra inferior en un 7% a lo alcanzado en igual periodo del 2024.

Se prevé una ejecución de los ingresos en divisas del sistema financiero al 90% del plan, aun cuando en el período se han recuperado importantes rubros exportables como el tabaco, la langosta y los productos pesqueros, incluida la anguila.

“Estos crecimientos no fueron suficientes para compensar el decrecimiento del níquel y otros productos de la minería, la miel, el carbón, el camarón de cultivo y de mar, y los productos biofarmacéuticos”, apuntó el ministro de Economía y Planificación.

El déficit de insumos, energía y combustibles incidió en el volumen de las producciones de estos rubros, así como los problemas logísticos y la disminución de algunos precios en el mercado internacional, explicó.

Estos factores también repercutieron en el plan de exportaciones de bienes, que se ha cumplido en estos seis meses de 2025 en un 62%, resultado inferior al alcanzado en igual periodo de 2024 (78%).

En el caso de la exportación de servicios, Alonso Vázquez dijo que las telecomunicaciones sobrecumplen el plan en un 3.5%, aunque todavía decrecen en un 19% con respecto a igual etapa del año precedente.

Al cierre del primer semestre, los servicios turísticos muestran considerables afectaciones en su ejecución, como consecuencia de los bajos niveles de arribos de visitantes al país (1 600 000 visitantes, 71% del plan y un 77% respecto a igual periodo de 2024).

Los turistas-días extranjeros y las exportaciones de servicios turísticos cumplen el plan al 81.7% y 82.3%. Se decrece con respecto al 2024 en un 25% y un 18%.

Los niveles de turistas nacionales se cumplen al 92%, con un decrecimiento de un 5.2% en comparación con igual etapa de 2024.

Las exportaciones de las formas de gestión no estatales alcanzaron los 21 millones de dólares (superior en un 30%). Más del 85% de las exportaciones corresponden a mercancías, fundamentalmente carbón vegetal.

Respecto a las importaciones de bienes y servicios, en el primer semestre el plan se cumple al 67% y supera un 7% la ejecución de igual periodo del año pasado.

En materia de inversión extranjera directa (IED), durante los seis primeros meses del año se aprobaron 14 nuevos negocios con capital extranjero, vinculados con la comercialización mayorista y minorista, explotación y producción de hidrocarburos, procesamiento y comercialización de minerales, industria ligera y actividad financiera.

Prioridades

El ministro comentó que persisten distorsiones como el poco aprovechamiento de las capacidades productivas, mecanismos internos insuficientes y trabas, así como indisciplinas como la evasión fiscal, incluso en los encadenamientos productivos.

Sobre el balance comercial, indicó que actualmente Cuba importa más de lo que exporta, lo que incrementa la deuda.

Indicó que el ritmo de crecimiento del índice de precios al consumidor (IPC) ha disminuido, aunque los precios siguen siendo elevados y no se corresponden con los salarios. “El salario medio ha crecido más que la productividad, lo que indica que hay más dinero circulante que oferta de bienes”, alertó.

Según el ministro, es clave recuperar el sector exportador para aumentar la entrada de divisas. “Se están implementando medidas para impulsar las exportaciones, con esquemas de autofinanciamiento”, apuntó.

En otro momento de su intervención, el ministro de Economía y Planificación advirtió sobre el aumento de las cuentas por cobrar y señaló que se evalúa posponer importaciones no prioritarias. Además, reiteró la necesidad de revitalizar la producción azucarera.

Sobre el sistema empresarial cubano, explicó que, aunque ha disminuido el número de empresas con pérdidas, esto se debe principalmente al aumento de precios y no a una mejora en la eficiencia.

“Los actores económicos no estatales avanzan, aunque se observan algunas distorsiones”, dijo y recalcó que “no se trata de enfrentar a este sector, sino de orientarlo adecuadamente”.

Durante su intervención ante los diputados, Alonso Vázquez destacó que el éxito del programa gubernamental para la estabilización macroeconómica depende de varios factores fundamentales. Entre ellos, mencionó el aumento de las exportaciones, la implementación de una reforma del mercado cambiario y la reducción del déficit fiscal.

Otra prioridad señalada por Alonso Vázquez es la reanudación del pago de la deuda externa.

Comentó que para impulsar la recuperación productiva y la captación de divisas, ya se han implementado 23 esquemas de autofinanciamiento.

Dijo, además, que no solo se requiere la recuperación del sistema electroenergético nacional, sino la estabilización en el suministro de combustibles. Igualmente se debe continuar potenciando la integración entre todos los actores de la economía.

El universo de actores económicos crece y está constituido hoy por 19 428 entidades, 2 843 de ellas entidades estatales, 110 empresas mixtas y de capital totalmente extranjero, 5 106 cooperativas y 11 369 mipymes privadas.

“Desde que se inició el proceso, se ha aprobado 11 745 nuevos actores económicos”, dijo Alonso Vázquez y agregó que el país cuenta con más de 490 000 trabajadores por cuenta propia, por lo que más del 50% de la economía cubana está gestionado por formas no estatales.

Por otra parte, señaló como prioridad perfeccionar los mecanismos de atención social, de modo que permitan mejorar las condiciones de vida de las personas, las familias, hogares y comunidades en situación de vulnerabilidad.

Durante el debate parlamentario, los diputados insistieron en la urgencia de aumentar la producción nacional, fundamentalmente en la agricultura; potenciar las exportaciones de bienes y servicios como principal fuente de atracción de divisas; mejorar la balanza comercial; fortalecer la gestión económica a nivel local y perfeccionar los encadenamientos productivos para aprovechar al máximo las capacidades industriales instaladas.

Asimismo, plantearon la posibilidad de evaluar la recomposición de las inversiones y de las formas en que se gestionan las remesas internacionales, y abogaron por acelerar los procesos de estabilización macroeconómica.

“Es necesario transformar nuestro enfoque”

Al intervenir ante la Comisión de Asuntos Económicos, el presidente cubano, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, comentó que para abordar los desafíos económicos que tiene el país “es necesario transformar nuestro enfoque”.

“Con frecuencia intentamos solucionar problemas redistribuyendo los escasos recursos existentes, pero debo señalar con responsabilidad que los ingresos actuales del país son insuficientes para adquirir las materias primas fundamentales que requiere el aumento de la producción nacional.

“Tampoco alcanzan para comprar productos semielaborados que permitan crear un mercado en moneda nacional que absorba el excedente monetario, ni para inyectar divisas a un mercado cambiario funcional”, dijo.

El presidente recalcó que sin aumentar la producción en las complejas condiciones actuales no hay posibilidad de ordenar la economía.

Este principio guía el programa gubernamental, cuyo contenido definitivo –evolucionado desde el proyecto de 2023– será presentado por el primer ministro ante la Asamblea Nacional. “Su conocimiento es crucial, pues contiene respuestas a estos desafíos, y su implementación participativa permitirá ajustes basados en experiencias territoriales”, apuntó Díaz-Canel.

Al referirse a los esquemas cerrados de financiación, afirmó que “se necesita que estos reactiven la producción y aumenten las exportaciones sectoriales, generando ingresos que permitan reinversión y aportes a la cuenta central de divisas. De lo contrario, solo redistribuimos escasez”.

“El núcleo del problema es la generación de riqueza”, subrayó el presidente cubano al insistir en que debemos resolver de una vez las deformaciones estructurales de nuestra economía.

Asimismo, llamó a un mayor aprovechamiento de las inversiones y una mejor gestión del comercio exterior, definir qué productos debemos importar y cuáles debemos exportar.

“Debemos aumentar la producción nacional y lograr que nuestros productos sean competitivos; de lo contrario, no nos podremos insertar en otros mercados”, advirtió el mandatario. También apostó por aprovechar las oportunidades que ofrecen mecanismos como la Unión Económica Euroasiática y el bloque Brics, así como el vínculo con socios y países amigos.

Díaz-Canel afirmó que es necesario ganar en la cultura de establecer negocios de beneficios compartidos, en los que se garantice el retorno de las inversiones para ambas partes de forma equitativa. “Debe ser un elemento a tener en cuenta al negociar con las contrapartes”.

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