Ministro dell’Industria Alimentare: “È stato un semestre complicato per il settore”

Marcelino Vázquez Hernández e Frank Martínez Rivero – Cubadebate

Il ministro dell’Industria Alimentare, Alberto López Díaz, è intervenuto martedì dinanzi alla Commissione Agroalimentare del Parlamento cubano per presentare il bilancio del primo semestre del 2025 e il programma di governo volto a correggere distorsioni e rilanciare l’economia.

«È stato un semestre complicato per il settore. Non tutte le imprese stanno sfruttando le opportunità disponibili», ha ammesso all’inizio del suo intervento.

Al dibattito hanno preso parte Esteban Lazo Hernández, presidente del Consiglio di Stato e dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare; Salvador Valdés Mesa, vicepresidente della Repubblica; José Ramón Monteagudo Ruiz, membro del Segretariato e capo del Dipartimento Agroalimentare del Comitato Centrale del Partito, e il vice primo ministro Jorge Luis Tapia.

Secondo i dati economici presentati, al termine del primo semestre si sono raggiunte vendite nette per 3135 milioni di pesos, pari all’83% del previsto, con una diminuzione del 2,9% rispetto all’anno precedente. L’OSDE Alimentaria è stata la struttura con il maggior impatto negativo su questi risultati.

Per quanto riguarda gli utili netti, si è raggiunto il 91% del previsto, ma con un calo del 17,5%.

López Díaz ha precisato che 17 imprese hanno chiuso in perdita, con un totale di 364 milioni di pesos. Rispetto al 2024, ciò rappresenta un aumento di cinque imprese in più e 217 milioni di pesos in perdite aggiuntive. Anche in questo caso, l’OSDE Alimentaria è quella con il maggior numero di aziende con risultati negativi.

Tra le principali misure attuate nel semestre: approvazione di una nuova struttura dell’organismo; creazione di schemi di finanziamento in valuta estera per il Gruppo Imprenditoriale dell’Industria della Pesca e per l’Impresa per la Coltivazione del Gambero.

Si è anche autorizzata l’apertura di conti in $ per la piattaforma online e per la corporazione Cuba Ron, oltre alla riscossione in $ del 50% del valore di esportazione del pescato destinato al turismo; creazione di un’impresa mista per la produzione di cioccolato e cacao a Baracoa.

In quanto al settore della pesca il ministro ha spiegato che “la pesca ha iniziato il 2024 con 2000 tonnellate di aragosta in inventario. Ciò non è stato possibile nel 2025. Lo scorso anno abbiamo smesso di catturare circa 2000 tonnellate di aragosta per mancanza di carburante”.

Questa situazione ha causato il calo delle entrate e delle esportazioni. Tuttavia, si prevede un miglioramento nel secondo semestre con la riapertura della stagione di pesca dell’aragosta dal 1° luglio.

La società Cuba Ron ha mostrato una crescita del 15% mentre le vendite online hanno raggiunto i 25,9 milioni di $, con un incremento del 100,5%. Le vendite al turismo sono state di 38,6 milioni di $, con una diminuzione dell’11%, dovuta principalmente al calo degli arrivi turistici.

Secondo il ministro il settore affronta un debito di 35,5 milioni di $, di cui oltre 25 milioni già scaduti. Per affrontare la situazione, sono state approvate importanti misure di finanziamento, tra cui la trattenuta del 73,47% delle entrate della pesca (pari a 62,2 milioni di pesos) per lo sviluppo del settore.

In materia di produzione alimentare alcune cifre significative:

-L’industria lattiero-casearia: raggiunto il 54,1% del previsto, sebbene abbia mostrato una crescita della raccolta di 12 milioni di litri in più rispetto al periodo precedente.

-Industria della carne: 71% di adempimento, ma con un calo di oltre 600 tonnellate.

-Conserve: 48,5% del previsto, con una produzione di pomodoro in aumento di oltre 6000 tonnellate.

-Caffè: produzione calata a 2887 tonnellate, solo il 23,7% del piano.

-Macinazione del grano: 54,4% del previsto, per mancato arrivo delle navi programmate.

-Birrifici: risultati positivi, 107% del previsto per aziende come Bucanero e Parranda.

Il ministro ha inoltre annunciato l’introduzione, a settembre, di una nuova genetica per il gambero, evento che non avveniva da 25 anni.

È stata approvata una ristrutturazione ministeriale che prevede: creazione di direzioni per scienza, informatica e comunicazione; trasformazione dell’Istituto di Ricerca sugli Alimenti in un’entità scientifica autofinanziata.

Il deficit di importazioni di materie prime ha colpito duramente la produzione. ‘Finora si è ricevuto solo: il 30% del latte in polvere previsto, il 55% del grano, nessuna importazione di soia o olio’ ha informato López Díaz.

Nonostante ciò, il ministro ha affermato che le misure adottate porteranno a migliori risultati nella seconda metà del 2025.

I prodotti esportabili mostrano un andamento favorevole, con aumenti nella produzione di gambero, cobia e anguille.

Contrattazione con nuovi attori economici

Al termine del primo semestre, sono stati firmati oltre 2300 contratti con il settore non statale, con l’obiettivo di raddoppiare la produzione del 2024 (56000 tonnellate). L’obiettivo per il 2025 è superare le 100000 tonnellate tramite il coinvolgimento produttivo con nuovi attori economici.

Attualmente, il 25% della produzione alimentare nazionale si ottiene fondamentalmente da alleanze con nuovi attori economici e produttori primari: nel carnico: 38% della produzione si sviluppa con il settore non statle; Latticini: 13%;Conserve: 15%.

López Díaz ha sottolineato che ci sono esperienze positive che si stanno promuovendo e generalizzando.

La produzione di gelati funziona tramite catene produttive. Tuttavia López Díaz ha ammesso che ‘il latte raccolto è destinato principalmente alla canasta basica famigliare’, sebbene il superamento degli obiettivi consente una quota per produzioni differenziate.

In tale schema di amministrazione risalta l’Impresa Cárnica di Sancti Spíritus che è passata dalla monocoltura alla produzione di maiali e pollame grazie al collegamento con produttori primari.

La fabbrica di conserve di Ciego de Ávila ha pre-finanziato il pacchetto tecnologico per 500 ettari di pomodoro, riuscendo a processare oltre 7000 tonnellate nella recente campagna.

Gli schemi recentemente approvati, tra cui le vendite online e verso altri mercati stanno aiutando le imprese statali a ricostituire scorte, disporre di risorse finanziarie e realizzare prefinanziamenti per rafforzare i legami con il settore primario.

Il settore non statale continua a incrementare le importazioni di materie prime e prodotti finiti, così come gli scambi commerciali.

Il ministro ha riconosciuto che, pur essendoci opportunità significative, «non tutti si stanno muovendo allo stesso ritmo», segno che esiste ancora un margine di miglioramento nel potenziamento delle catene produttive, che si stanno dimostrando efficaci per dinamizzare la produzione alimentare nazionale.


Ministro de la Industria Alimentaria: “Ha sido un semestre complicado para el sector”

Marcelino Vázquez Hernández, Frank Martínez Rivero- Cubadebate

El ministro de la Industria Alimentaria, Alberto López Díaz, compareció este martes ante la Comisión Agroalimentaria del Parlamento cubano para presentar el balance del primer semestre de 2025 y el programa de gobierno para corregir distorsiones y reimpulsar la economía.

“Ha sido un semestre complicado para el sector. No todas las empresas aprovechan todas las oportunidades”, reconoció el ministro al inicio de su intervención.

Al debate asistieron el presidente del Consejo de Estado y de la Asamblea Nacional del Poder Popular, Esteban Lazo Hernández; el vicepresidente de la República, Salvador Valdés Mesa; el miembro del Secretariado y jefe del Departamento Agroalimentario del Comité Central del Partido, José Ramón Monteagudo Ruiz, y el vice primer ministro Jorge Luis Tapia.

Los resultados económicos presentados indican que al cierre del primer semestre se alcanzaron ventas netas por 31 635 millones de pesos, el 83% de cumplimiento, con un decrecimiento del 2.9% respecto al año anterior. La OSDE Alimentaria fue la de mayor incidencia en estos resultados.

En cuanto a utilidades netas, se logró un 91% de lo planificado, con un decrecimiento de 17.5%.

López Díaz precisó que 17 empresas cerraron con pérdidas por un monto de 364 millones de pesos. Comparada con 2024, la cifra es un incremento de cinco empresas y 217 millones de pesos en el valor de las pérdidas. La OSDE Alimentaria concentró el mayor número de empresas con resultados negativos.

Entre las principales medidas implementadas en el período, fueron aprobados una nueva estructura del organismo y esquemas de financiamiento en divisas para el Grupo Empresarial de la Industria Pesquera y la Empresa para el Cultivo del Camarón.

También se autorizó la apertura de cuentas en USD para la plataforma online y la corporación Cuba Ron, y el cobro en USD de la pesca al turismo al 50% del valor de exportación. Otra decisión importante fue crear una empresa mixta de chocolate y cacao en Baracoa.

En cuando al sector pesquero, el ministro explicó que “la pesca inició el 2024 con 2 000 toneladas de inventario de langosta. Eso no fue posible en el 2025. El año pasado dejamos de capturar aproximadamente 2 000 toneladas de langosta por falta de combustible”.

Señaló que esta situación explica el decrecimiento en los ingresos y cumplimiento de las exportaciones, pero anticipó que “eso tendrá una transformación en el segundo semestre” con el levantamiento de la veda desde el 1 de julio.

La empresa Cuba Ron mostró un crecimiento del 15%, mientras que las ventas en línea alcanzaron 25.9 millones de dólares, con un incremento del 100.5%. Sin embargo, las ventas al turismo totalizaron 38.6 millones de dólares, con un decrecimiento del 11%, debido principalmente a la disminución en los arribos de visitantes al país.

Según el ministro, el sector enfrenta una deuda de 35.5 millones de dólares, de los cuales más de 25 millones están vencidos. Para enfrentar esta situación, se aprobaron importantes medidas de financiamiento, incluyendo la retención del 73.47% de los ingresos de la pesca (62.2 millones de pesos) para el desarrollo de esa industria.

En materia de producción alimentaria, algunas cifras:

La industria láctea cumplió un 54.1% de lo planificado, aunque mostró un crecimiento de 12 millones de litros en el acopio comparado con igual período del año anterior.

La industria cárnica alcanzó un 71% de cumplimiento, con un decrecimiento de más de 600 toneladas.

Las conservas cumplieron un 48.5%, con una producción de tomate que creció en más de 6 000 toneladas.

La producción de café decreció, con solo 2 887 toneladas producidas (23.7% del plan).

La industria molinera cumplió un 54,4%, afectada por el no arribo de todos los buques de trigo planificados.

La rama cervecera mostró resultados positivos, con un cumplimiento de 107% en empresas como Bucanero y Parranda.

Entre las innovaciones destacadas, el ministro anunció la introducción en septiembre de nueva genética de camarón, algo que no ocurría desde hace 25 años.

También se aprobó una reorganización del ministerio que incluye la creación de direcciones de ciencia, informática y comunicaciones, así como la transformación del Instituto de Investigaciones de Alimentos en una unidad de ciencia con autofinanciamiento.

El déficit en la importación de materias primas afectó significativamente la producción. “Solo se recibió un 30% de la leche en polvo planificada y un 55% del trigo, y no se importó soya ni aceite en lo que va de año”, informó López Díaz.

Ante este panorama, el ministro afirmó que las medidas adoptadas permitirán mejorar los resultados en el segundo semestre de 2025.

Los rubros exportables presentan un comportamiento favorable. El ministro habló de crecimientos en los casos del camarón, el cobo y la angula.

Al cierre del primer semestre, se han firmado más de 2 300 contratos con el sector no estatal. La meta establecida es duplicar la producción del año pasado, cuando se alcanzaron 56 000 toneladas. Además, para este año se proyecta superar las 100 000 toneladas mediante el encadenamiento productivo con los nuevos actores económicos.

Actualmente, un 25% de la producción de la industria alimentaria se logra fundamentalmente mediante encadenamientos con los nuevos actores económicos y productores primarios. En los cárnicos, un 38% de la producción se desarrolla con el sector no estatal; en lácteos, un 13%, y en conservas, 15%.

El ministro de la Industria Alimentaria afirmó que “hay varias experiencias positivas” que se están promoviendo y generalizando.

La producción de helado funciona mediante encadenamientos productivos. No obstante, López Díaz admitió que “la leche que se acopia tiene como principal destino la canasta familiar”, aunque el sobrecumplimiento permite destinar parte a producciones diferenciadas.

En ese esquema de administración se destaca la Empresa Cárnica de Sancti Spíritus, que ha dejado de ser monoproductora para dedicarse también a la producción de cerdos y aves mediante encadenamiento con el sector primario.

Otro ejemplo es la empresa de conservas de Ciego de Ávila, que prefinanció el paquete tecnológico para 500 hectáreas de tomate, logrando procesar más de 7 000 toneladas en la reciente campaña.

Los esquemas aprobados recientemente, incluidas ventas online en tiendas y a otros mercados, están permitiendo que las empresas estatales puedan reabastecerse, disponer de recursos financieros y realizar prefinanciamientos para fortalecer el encadenamiento con el sector primario.

Actualmente, se mantiene el crecimiento en las importaciones de materia prima y productos terminados por el sector no estatal, así como los intercambios comerciales.

El ministro reconoció que, si bien existen importantes oportunidades, “no todos lo estamos haciendo al mismo ritmo”, lo que indica que hay potencial para seguir mejorando los encadenamientos productivos que están demostrando su efectividad para dinamizar la producción alimentaria nacional.

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