Siamo il Paese che converte il blocco in inventivo e la scarsità in creatività

Il Ministro dell’Energia e delle Miniere ha illustrato ai deputati il Programma di Governo per il recupero del Sistema Elettrico Nazionale

Luis Alberto Portuondo

L’attuazione del Programma di Governo per il recupero del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) è stata coerente con quanto pianificato, «ma il deficit di combustibili continua a rappresentare la causa principale dei blackout; per questo motivo non è stato possibile raggiungere la riduzione prevista per l’estate, e in tal senso si lavora a una soluzione definitiva», ha riconosciuto di fronte all’Assemblea Nazionale del Potere Popolare Vicente de la O Levy, ministro dell’Energia e delle Miniere (MINEM).

Durante la seconda giornata del V Periodo Ordinario di Sessioni della X Legislatura, ha sottolineato che vi è «un incremento sostenuto della domanda e dei consumi, determinato, tra le altre cause, dalla mancanza di gas liquefatto e dall’ingresso nel Paese di milioni di elettrodomestici».

Ha evidenziato che il 2024 è stato caratterizzato da un calo delle capacità disponibili in tutte le tecnologie di generazione elettrica, a causa della mancanza di finanziamenti per la loro manutenzione e sostenibilità. Rispetto al 2019, sono stati generati 6700 gigawattora (GWh) in meno, ha aggiunto.

De la O Levy ha fatto riferimento anche alla diminuzione della produzione nazionale di combustibili. Solo nel 2024 si sono prodotti 170000 tonnellate di greggio in meno rispetto al 2023. Inoltre, è diminuita l’importazione di combustibili necessari all’economia nazionale, a causa delle restrizioni finanziarie.

In questo scenario marcato di deterioramento della capacità di generazione elettrica, è stato elaborato e si è iniziato ad attuare il Programma di Governo per il recupero del SEN, che propone soluzioni sostenibili per risolvere il deficit di generazione e avanzare verso la sovranità energetica.

Ha specificato che ciò implica la riduzione delle importazioni di combustibili e l’aumento delle fonti nazionali: greggio, gas associato e fonti rinnovabili di energia.

Il Ministro ha precisato che, per il recupero, «sono stati destinati 30 miliardi di pesos in moneta nazionale per sostenere le azioni svolte su tutto il SEN».

Risultati fino ad ora raggiunti:

^Si è arrestato il calo della produzione di petrolio e, nel corso dell’anno, è aumentata la produzione di greggio e gas associato.

^Prosegue senza sosta il programma di installazione di nuovi parchi solari fotovoltaici: si è raggiunto un totale di 22 parchi con una potenza complessiva di 481 MW, come parte di un megaprogetto che prevede di raggiungere i 2000 MW, progetto che «dispone già della grande maggioranza delle risorse necessarie per la sua realizzazione nel Paese».

^Si sta inoltre lavorando alla costruzione del parco eolico Herradura 1 e della piccola centrale idroelettrica di Alacranes.

^Si prevede di disporre di apparecchiature che sfruttano le fonti rinnovabili per contribuire a ridurre l’impatto dei blackout, e di importare 5000 sistemi solari fotovoltaici per l’elettrificazione di comunità isolate attualmente prive di elettricità o servite da gruppi elettrogeni a diesel.

^Per quanto riguarda la generazione da centrali termiche, si è passati da una disponibilità media di 850 MW a inizio anno a circa 1100 MW.

«Questa tecnologia continua a essere la più incerta per il rischio di guasti improvvisi, dovuti ai lunghi anni di sfruttamento e al loro stato tecnico», ha aggiunto.

È stato anche possibile recuperare la generazione distribuita, attualmente disponibile per circa 1000 MW, risultato ottenuto soprattutto grazie a donazioni di Paesi amici, come la Cina.

Per quanto riguarda Energas, ha detto: «Ci siamo posti l’obiettivo di superare i 340 MW medi giornalieri grazie al recupero della produzione di gas e alla manutenzione delle turbine. Tale obiettivo viene rispettato dal 1° luglio, mantenendosi tra i 360 e i 400 MW di media giornaliera in questa centrale».

Ha assicurato che non si è smesso di lavorare, ai massimi livelli dello Stato, nella ricerca di alternative per risolvere in modo definitivo il problema dell’approvvigionamento stabile di combustibili, il più difficile da risolvere a causa degli alti costi e della spietata persecuzione finanziaria.

«Ancora una volta ribadiamo che questa è la strategia corretta. Continueremo a incorporare unità termoelettriche, una volta completata la loro manutenzione, con una potenza superiore ai 300 MW», ha affermato.

Il Ministro ha puntualizzato che non è stato possibile avanzare rapidamente nella riabilitazione delle reti, che presentano una situazione critica quanto la generazione, con enormi necessità di finanziamento. È stato possibile garantire solo una piccola parte destinata all’acquisto di materiali per trasformatori, che cominceranno ad arrivare nel secondo semestre di quest’anno.

Situazione analoga si registra nel mantenimento della generazione con gruppi elettrogeni di emergenza, utilizzati come riserva per i centri vitali dell’economia.

Riguardo al malcontento della popolazione per la rotazione dei circuiti durante i blackout, ha dichiarato: «Non c’è dubbio che la migliore rotazione possibile è continuare a ridurre le ore di blackout con l’attuazione di questo Programma».

SULLA NECESSARIA TRANSIZIONE ENERGETICA

Quando si parla di transizione energetica, molti pensano che «sia una cosa per il futuro». Tuttavia – ha osservato il ministro – oggi ci sono 780 pompe d’acqua per la popolazione che funzionano grazie alle fonti rinnovabili.

Ha spiegato che ci sono anche 472 pompe per il settore agroalimentare alimentate dall’energia solare, e che il deficit energetico a mezzogiorno è inferiore di circa 400 MW proprio grazie all’installazione dei 22 nuovi parchi solari fotovoltaici.

Nonostante ciò, ha riflettuto, alcuni continuano a chiedersi perché non si compri più petrolio o non si riparino le vecchie centrali termoelettriche. La risposta è chiara: né il denaro né il tempo lo giustificano. «Una centrale termoelettrica impiega due anni per essere ammodernata; un parco solare si installa in tre mesi; ogni pannello che montiamo oggi è combustibile che non dovremo importare domani, e che oggi non abbiamo», ha affermato.

Ciò nonostante, il programma prevede comunque il recupero delle centrali termoelettriche, come base della generazione. È solo questione di tempo, ha precisato.

De la O Levy ha anticipato che si prevede, nel medio periodo, l’inizio della manutenzione della centrale Guiteras, a Matanzas, e il recupero della unità numero 2 della centrale Felton, con 250 MW, i cui lavori sono già cominciati.

«Questo programma di governo è senza dubbio il cammino giusto per eliminare il deficit di generazione e avanzare sulla via della sovranità energetica. Abbiamo la responsabilità di accompagnarne lo sviluppo da qualunque posizione ci troviamo», ha dichiarato.

«Siamo il Paese che converte il blocco in inventiva e la scarsità in creatività. Sappiamo con chiarezza come andare avanti, dove destinare ogni risorsa e ogni sforzo, per ottenere il miglior risultato nel minor tempo possibile. Questo è, e continuerà a essere, il nostro impegno con il popolo», ha concluso.


Prospettive del Sistema Elettrico Nazionale

Prospettive del Sistema Elettrico Nazionale: dichiarazioni del Ministro Vicente de la O. Levy all’Assemblea Nazionale del Potere Popolare (ANPP).

Il ministro dell’Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, ha presentato giovedì all’Assemblea Nazionale (ANPP) una relazione sullo stato attuale del sistema elettrico nazionale e sulle misure attuate per affrontare la crisi energetica che colpisce il Paese. Nelle sue dichiarazioni, ha sottolineato l’importanza di installare fonti di energia rinnovabile e di ripristinare la produzione di elettricità con combustibili nazionali come pilastri fondamentali per superare questa crisi.

Contesto attuale del sistema elettrico

De la O Levy ha sottolineato che l’anno precedente è stato caratterizzato da una diminuzione delle capacità di generazione in tutte le tecnologie, con un calo di 6.700 gigawatt rispetto al 2019, a causa della mancanza di finanziamenti per la manutenzione delle infrastrutture. Questo scenario è aggravato dal sostenuto aumento della domanda, trainato dall’arrivo di oltre 17 milioni di elettrodomestici dal 2018, di cui oltre due milioni sono stati incorporati nel 2024.

Inoltre, il ministro ha segnalato un calo nella produzione di combustibili nazionali, che nel 2024 ha smesso di produrre 170.000 tonnellate di petrolio greggio rispetto al 2023. Anche il volume dei combustibili importati è diminuito, con ripercussioni sia sulla produzione di energia elettrica che sull’economia nazionale.

Programma di recupero del sistema elettrico

Di fronte a questa sfida, nel novembre 2024 il Bureau politico del Partito comunista cubano ha approvato un programma governativo per il recupero del sistema elettrico, guidato dal comandante Ramiro Valdés Menéndez e supervisionato settimanalmente dal presidente Miguel Díaz-Canel e dal primo ministro Manuel Marrero Cruz. Questo programma mira a ridurre le importazioni di combustibile e ad aumentare le fonti nazionali, tra cui petrolio, gas ed energie rinnovabili.

Tra le azioni evidenziate da De la O Levy vi sono il recupero di 850 MW nella generazione distribuita e l’obiettivo di raggiungere 1.400 MW nella generazione termica. Il ministro ha anche sottolineato la necessità di mantenere la generazione mobile e di recuperare i gruppi elettrogeni di emergenza.

Strategia nazionale di transizione energetica

Il ministro ha sottolineato l’accelerazione dell’attuazione della strategia nazionale per la transizione energetica, dando priorità all’energia solare fotovoltaica e al ripristino delle reti elettriche. Sono in corso iniziative per promuovere l’uso razionale dell’energia tra i consumatori, nonché una strategia di comunicazione per facilitare la comprensione e il sostegno popolare a queste misure.

Nonostante il contesto avverso, De la O Levy ha affermato che sono stati stanziati oltre 30 miliardi di pesos in valuta nazionale per sostenere le azioni del programma. Quest’anno è aumentata la produzione di petrolio greggio e gas associato e sono in fase di installazione 22 nuovi parchi solari fotovoltaici, che contribuiscono con 481 MW alla generazione.

Sfide e impegni

Il ministro ha riconosciuto che il deficit di carburante rimane un problema critico. “Non si è smesso di lavorare alla ricerca di un approvvigionamento stabile di carburante, che è stata la sfida più difficile da risolvere”, ha affermato.

Ha sottolineato l’impegno dei lavoratori del settore energetico nell’attuare il programma e minimizzare gli effetti sulla popolazione. Inoltre, ha sottolineato l’importanza di una comunicazione chiara ed efficace con la popolazione sui progressi e le sfide del programma, nonché la necessità di un approccio educativo alla transizione energetica.

La sovranità energetica è un obiettivo primario e il Paese è impegnato ad andare avanti in questa direzione, nonostante le avversità. «Abbiamo trasformato il blocco in inventiva e la scarsità in creatività», ha affermato, sottolineando l’importanza di ogni azione intrapresa per garantire un servizio elettrico stabile che migliori la qualità della vita del popolo cubano.

Fonte: Razones de Cuba

Traduzione: italiacuba.it


Somos el país que convierte el bloqueo en inventiva y la escasez en creatividad

El Ministro de Energía y Minas expuso ante los diputados Programa de Gobierno para la recuperación del Sistema Eléctrico Nacional

Luis Alberto Portuondo

La ejecución del Programa de Gobierno para la recuperación del Sistema Eléctrico Nacional (SEN) ha estado en coherencia con lo planificado, «pero el déficit de combustibles continúa siendo la principal causa de los apagones, de ahí que no haya sido posible alcanzar la disminución proyectada para el verano y, en ese sentido, se trabaja para la solución definitiva», reconoció, ante la Asamblea Nacional del Poder Popular, Vicente de la O Levy, ministro de Energía y Minas (Minem).

En la segunda jornada del v Periodo Ordinario de Sesiones de la x Legislatura, remarcó que existe «un incremento sostenido de la demanda y el consumo, condicionado, entre otras causas, por la falta de gas licuado y la entrada al país de millones de equipos electrodomésticos».

Significó que 2024 estuvo marcado por el decrecimiento de las capacidades disponibles en todas las tecnologías de generación de electricidad, como consecuencia de la falta de financiamiento para su mantenimiento y sostenibilidad. Dejamos de generar 6 700 gigawatts hora (GWh) con relación al año 2019, agregó.

De la O Levy se refirió al decrecimiento de la producción de combustibles nacionales. Solo en 2024 se dejaron de producir 170 000 toneladas de crudo en relación con 2023. Además, decreció la importación de los combustibles necesarios en la economía nacional, como consecuencia de las restricciones financieras.

Con este marcado escenario de deterioro de la generación eléctrica, se elaboró y se comenzó a ejecutar el Programa de Gobierno para la recuperación del SEN, en el que se proponen soluciones que, de manera sostenible, nos conduzcan a resolver el déficit de generación, avanzando hacia la soberanía energética.

Especificó que lo anterior pasa por disminuir las importaciones de combustibles e incrementar las fuentes nacionales: el crudo, el gas acompañante y las fuentes renovables de energía.

Precisó el Ministro que, para la recuperación, solo en moneda nacional «se han destinado 30 000 millones de pesos para respaldar las acciones ejecutadas en todo el SEN».

Sobre los resultados hasta este momento, expuso que:

Se detiene el decrecimiento de la producción de petróleo y crece en este año la producción de crudo y gas acompañante.

Se viene cumpliendo, de forma indetenible, el programa de instalación de los nuevos parques solares fotovoltaicos, alcanzándose la cifra de 22 parques que incorporan una potencia de 481 mw, como parte de un megaproyecto que hará posible generar 2 000 mw, y el cual cuenta «con la inmensa mayoría de los recursos para su ejecución en el país».

Adicionalmente, se trabaja en la construcción del parque eólico Herradura 1 y de la pequeña central hidroeléctrica de Alacranes.

Se pretende disponer de equipos que aprovechan las fuentes renovables de energía para contribuir a minimizar el impacto de los apagones; así como en importar 5 000 sistemas solares fotovoltaicos para la electrificación de comunidades aisladas que hoy no tienen servicio eléctrico y de aquellas que reciben electricidad a través de grupos electrógenos de diésel.

En el caso de la generación con plantas térmicas, que comenzamos el año con 850 mw disponibles como promedio, se ha venido elevando la disponibilidad hasta 1 100 mw.

«Esta tecnología continúa siendo la de mayor incertidumbre por el riesgo de salidas imprevistas de estas unidades, como consecuencia de los largos años de explotación y su estado técnico», agregó.

También se alcanzó la recuperación de la generación distribuida, teniendo disponible actualmente en el orden de 1 000 mw, resultados que se han logrado, fundamentalmente, gracias a donativos de países amigos como China.

En Energas, dijo, «nos propusimos, a partir de la recuperación de la producción de gas y el mantenimiento a las turbinas, tener una generación por encima de 340 mw como promedio diario; objetivo que se cumple desde el 1ro. de julio, manteniéndose entre 360 mw y 400 mw disponibles como promedio en esta planta».

Aseguró que no se ha dejado de trabajar, desde la máxima dirección del país, en la búsqueda de alternativas para solucionar de manera definitiva el suministro estable de combustibles, que ha sido el problema más difícil de resolver, por sus altos costos y la implacable persecución financiera.

«Una vez más ratificamos que esta es la estrategia correcta, seguiremos incorporando unidades termoeléctricas, a partir de la conclusión de los mantenimientos, con una potencia de más de 300 mw», afirmó.

El Ministro puntualizó que no ha sido posible avanzar con celeridad en la rehabilitación de redes, que presenta una situación tan tensa como la de la generación, con grandes necesidades de financiamiento. Solo se ha podido garantizar una pequeña cantidad destinada a la compra de recursos para transformadores, que comienzan a llegar en el segundo semestre de este año.

Similar situación la presenta el sostenimiento de la generación con grupos electrógenos de emergencia como respaldo a los centros vitales de la economía, precisó.

Al abordar la insatisfacción de la población en cuanto a la rotación de los circuitos a la hora de planificar el apagón, expresó que «no cabe duda de que la mejor rotación de circuitos que se puede hacer es continuar disminuyendo las horas de apagón con este Programa».

SOBRE LA NECESARIA TRANSICIÓN ENERGÉTICA

Cuando hablamos de transición energética muchos piensan que «eso es para el futuro; sin embargo, por solo un ejemplo, hoy existen 780 bombeos de agua a la población que no se afectan gracias a las fuentes renovables de energía, describió el titular de Energía y Minas.

Explicó que existen, además, 472 bombeos para el sector agroalimentario que funcionan con la energía del sol, y que el déficit del mediodía es de alrededor de 400 mw menos, porque tenemos instalados 22 nuevos parques solares fotovoltaicos hasta la fecha.

A pesar de todo, reflexionó, algunos continúan preguntándose por qué no compramos más petróleo o reparamos las termoeléctricas viejas, la respuesta es clara: ni el dinero ni el tiempo lo justifican. «Una termoeléctrica tarda dos años en modernizarse; un parque solar se instala en tres meses; cada panel que ponemos hoy es combustible que no tendremos que importar mañana y que hoy no tenemos», aseguró.

No obstante, en el programa está concebido recuperar nuestras termoeléctricas, como base de la generación. Es solo una cuestión de tiempo, puntualizó.

De la O Levy adelantó que se proyecta iniciar el mantenimiento de la termoeléctrica Guiteras, en Matanzas, a mediano plazo; y recuperar la unidad número 2 de la Felton, con 250 mw, lo cual ya comenzó.

«Este programa de gobierno es, sin duda, el camino correcto para eliminar el déficit de generación y avanzar en la ruta de la soberanía energética. Tenemos la responsabilidad de acompañar su desarrollo desde cualquier posición en que nos encontremos», aseveró.

«Somos el país que convierte el bloqueo en inventiva y la escasez en creatividad. Tenemos claro cómo avanzar, dónde poner cada recurso y cada esfuerzo, para obtener el mejor resultado en el menor tiempo posible. Ese es y seguirá siendo nuestro compromiso con el pueblo», concluyó.

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