Realtà locali, gestione e correlazione di forze
Domenica prossima, 27 luglio (27L), in Venezuela saranno eletti circa 335 sindaci e un ugual numero di Consigli Municipali.
Questo nuovo appuntamento elettorale arriva dopo le elezioni presidenziali del 28 luglio 2024, nonché dopo il rinnovo del Parlamento e delle cariche di governatori statali del passato 25 maggio.
Si completerà così il ciclo di rinnovo di tutte le cariche elettive nei poteri Esecutivo e Legislativo del Paese.
Come ogni evento elettorale, anche questo presenta caratteristiche e significati peculiari, alcuni dei quali saranno di seguito menzionati e analizzati.
- TENDENZE ELETTORALI
Nel novembre 2021, in occasione delle ultime elezioni municipali, il chavismo ottenne 212 municipi, pari al 63% del totale nazionale. All’epoca, la Piattaforma Unitaria Democratica (PUD) conquistò 61 cariche (18%), la coalizione Alianza Democrática (AD) ne ottenne 39 (11%) e il partito Fuerza Vecinal (FV) vinse in 10 municipi.
Questa composizione politica è cambiata notevolmente: la PUD, come coalizione, non partecipa alle elezioni di quest’anno. L’organizzazione si è di fatto dissolta e alcuni partiti provenienti da essa partecipano al 27L in modo unilaterale, in particolare Un Nuevo Tiempo (UNT) e il Movimiento por Venezuela (MPV).
Da parte loro AD e FV rimangono invece nella corsa elettorale, ma si confrontano con molteplici candidature indipendenti e nuove alleanze, come Alianza Lápiz.
Mentre il chavismo si presenta unito in un’unica coalizione di partiti, il Gran Polo Patriótico (GPP), con 335 candidature, le varie forze di opposizione hanno presentato 705 candidati, il che indica che in molti municipi ci sono almeno due candidati antichavisti in competizione per la carica municipale.
- NUOVO CICLO
Il 27L segnerà il completamento del rinnovo di tutte le cariche elettive popolari nel Paese. Questo implica che, almeno per i prossimi quattro anni, non vi saranno nuove elezioni per cariche regionali e municipali.
Questo elemento è rilevante per gli attori politici nei vari territori, poiché definirà i fattori di governance locali e statali.
Allo stesso modo, l’Esecutivo auspica che, ottenendo una maggioranza elettorale, potrà consolidare e rafforzare la propria governance politica ed istituzionale.
Negli ultimi anni, a partire dalle elezioni parlamentari del 2020, il Venezuela ha normalizzato il funzionamento politico dei diversi livelli di potere nazionale, raggiungendo uno stato di armonizzazione dei poteri e stabilità. Questi elementi sono stati centrali nella strategia di ripresa economica implementata da Miraflores.
- LE DINAMICHE LOCALI
Le dinamiche territoriali, la quotidianità locale e la gestione municipale saranno determinanti per definire i risultati di queste elezioni.
Nelle elezioni municipali, gli elettori tendono a punire o premiare i sindaci e i consiglieri come modo di valutare la loro gestione. Solitamente prevale il pragmatismo, poiché queste cariche incidono direttamente sulla vita quotidiana della popolazione.
- LE DEBOLEZZE ORGANIZZATIVE DELL’OPPOSIZIONE
In questo nuovo appuntamento elettorale si confermerà l’esistenza di diverse opposizioni in competizione tra loro e contro il chavismo.
Nella maggior parte dei municipi, è evidente un importante indebolimento organizzativo delle opposizioni, dentro e fuori il contesto del 27L, che si traduce in una generale inerzia nei territori e nei settori sociali.
In altre parole: le organizzazioni di opposizione mancano di meccanismi credibili di agitazione, mobilitazione e organizzazione in grado di ottenere la maggioranza in molti municipi del Paese.
Ciò è il risultato di un significativo accumulo di frammentazione strategica, divisioni tra dirigenti, assenza di coesione tra le organizzazioni politiche e debolezza organizzativa nella base dei partiti.
È anche conseguenza delle tendenze astensioniste abituali tra le forze di opposizione. Ritirandosi dal confronto elettorale, i partiti hanno perso legami con l’elettorato e hanno indebolito la capacità di costruire solide basi di sostegno per i propri dirigenti.
- LE TENDENZE ASTENSIONISTE
Come noto, un settore dell’opposizione estremista, rappresentato da María Corina Machado ed Edmundo González Urrutia, con alcuni ex-dirigenti della quasi estinta PUD, promuove l’astensionismo e il boicottaggio elettorale.
Il loro appello si basa su una strategia di delegittimazione elettorale e di incitamento a una rottura istituzionale nel Paese. Ma ha anche altre componenti, come quella di sequestrare la conduzione strategica dell’intero fronte oppositore.
Machado punta al fallimento degli altri attori per impedire l’emergere di nuove leadership alternative alla “sua linea”. Persegue una strategia di stigmatizzazione e sabotaggio dell’intero ecosistema dell’opposizione che non si sottomette alla sua guida, cercando di imporre un’egemonia artificiale, molto digitale, ma capace di costruire opinione pubblica. Una “leadership” assente sul terreno reale, considerando che ella si definisce “in clandestinità”, mentre Edmundo González consolida la sua residenza a Madrid, capitale della Spagna.
Questa situazione genera una paralisi in alcuni segmenti dell’antichavismo, riportando in primo piano l’incertezza, la sensazione di fallimento e il vuoto politico, disincentivando buona parte dell’elettorato oppositore.
La situazione è particolarmente grave, considerando che alcuni municipi storicamente bastioni dell’opposizione potrebbero passare al PSUV o a partiti affini, generando eventi inediti nella politica nazionale, con forte impatto per il macrosettore che rifiuta il chavismo.
- LE DINAMICHE DI GESTIONE NEI MUNICIPI
Negli ultimi anni, i municipi sono diventati spazi territoriali di sperimentazione accelerata di nuovi metodi di governo e cogestione.
Una delle grandi novità è stata l’emergere delle Consultazioni Popolari per decidere sull’uso delle risorse nei vari circuiti comunali. È la popolazione stessa a stabilire priorità e destinazione dei fondi dell’amministrazione pubblica.
Nel corso di quest’anno, sono emerse le Sale di Autogoverno, che influenzano le politiche pubbliche a livello municipale. Sono spazi di pianificazione, esecuzione e valutazione di politiche pubbliche, composte da rappresentanti di Comuni e Consigli Comunali.
Questi metodi stanno contribuendo a un cambio nella situazione municipale. I sindaci devono ora adeguarsi a questi modelli, assumendo il ruolo di facilitatori e accompagnatori di tali strategie.
Il chavismo mira a ottenere una maggioranza schiacciante nelle cariche municipali. L’imperativo della governance municipale, integrata nella strategia nazionale, contribuirà senza dubbio a consolidare le nuove forme di consultazione e autogoverno.
In questo modo, il potere municipale potrebbe trasformarsi profondamente con l’avvio del nuovo ciclo.
- LIVELLI DI COESIONE
Per il governo del presidente Nicolás Maduro, vi è una chiara volontà di mantenere la coesione politica delle istanze di governo a tutti i livelli. Non solo mantenerla, ma rafforzarla.
Nel corso del resto dell’anno o nel 2026, il Paese potrebbe affrontare nuovi scenari politici, come una trasformazione dello Stato, una possibile riforma costituzionale o l’adozione di leggi che consentano cambiamenti integrali e profondi nella gestione del governo.
D’altra parte, di fronte a un contesto di aggressione esterna e all’inasprimento delle sanzioni illegali contro l’economia venezuelana, la direzione politica del governo punta a rafforzare l’articolazione nell’esercizio del potere e della governance.
Possiamo dunque concludere che le elezioni del 27L e una possibile nuova maggioranza chavista nei municipi saranno componenti di un’agenda di allineamento multilivello e multifattoriale nelle istanze del potere politico, in vista dei diversi scenari futuri.
Realidades locales, gestión y correlación de fuerzas
Lo táctico y lo estratégico de las elecciones municipales
Unos 335 alcaldes e igual número de Consejos Municipales serán electos en Venezuela el próximo domingo 27 de julio (27J).
La nueva cita está precedida por la elección presidencial del 28 de julio de 2024, así como por la renovación del Parlamento y cargos de gobernadores estadales del pasado 25 de mayo.
Por ende, se completará el ciclo de renovación de todos los cargos de elección popular en los poderes Ejecutivo y Legislativo del país.
Como todo evento electoral, este tiene características y significados particulares, algunos de los cuales serán mencionados y analizados a continuación.
- TENDENCIAS ELECTORALES
En noviembre de 2021, cuando se realizaron las últimas elecciones municipales, el chavismo alcanzó 212 alcaldías, un 63% del total nacional. Para entonces, la Plataforma Unitaria Democrática (PUD) logró 61 cargos (18%), la coalición Alianza Democrática (AD) obtuvo 39 alcaldías (11%) y el partido Fuerza Vecinal (FV) ganó en 10 municipios.
Esta composición política ha cambiado considerablemente para este año, pues la PUD como coalición no está participando en la elección. La organización se ha disuelto de facto y algunos partidos provenientes de ella participan el 27 de julio de manera unilateral. Concretamente, se trata de Un Nuevo Tiempo (UNT) y el Movimiento por Venezuela (MPV).
Por su parte, AD y FV se mantienen en el ruedo electoral, pero compiten contra múltiples candidaturas independientes y nuevas alineaciones, como Alianza Lápiz.
Mientras el chavismo permanece aglutinado en una sola coalición de partidos, el Gran Polo Patriótico (GPP), mediante 335 candidaturas, las diversas fuerzas opositoras han presentado 705 candidatos, lo cual refiere que en muchos municipios hay al menos dos candidatos antichavistas disputando el cargo municipal.
- NUEVO CICLO
El 27J se completará una renovación completa de los cargos de elección popular en el país. Esto tiene el significado de que, al menos en los próximos cuatro años, no habrá nuevas elecciones de cargos en regiones y municipios.
Este elemento es relevante para los actores políticos en los diversos territorios, ya que quedarán definidos los factores de gobernanza locales y en estados.
De igual manera, el Ejecutivo espera que, al lograr una mayoría electoral, pueda consolidar y afianzar su gobernanza política e institucional.
Durante los últimos años, desde la elección al Parlamento en 2020, Venezuela normalizó el funcionamiento político en las diversas instancias de poder nacional, logrando un estado de armonización de poderes y estabilidad. Estos componentes han sido centrales en la estrategia de recuperación económica implementada por Miraflores.
- LAS DINÁMICAS LOCALES
Las dinámicas territoriales, cotidianidades locales y la gestión en municipios serán determinantes para definir los resultados en estas elecciones.
En los comicios municipales, los electores castigan o premian a sus alcaldes y concejales como una forma de valorar su gestión. Suele prevalecer el pragmatismo, pues estos cargos inciden de manera directa en la vida de la población.
- LAS DEBILIDADES ORGANIZATIVAS OPOSITORAS
En esta nueva cita electoral quedará reafirmada la existencia de diversas oposiciones electorales compitiendo entre sí y contra el chavismo.
De igual modo, en la mayoría de los municipios, es apreciable un importante deslave organizativo de las oposiciones dentro o fuera del evento del 27J, produciendo una inercia general en los ámbitos territoriales y sectoriales.
Dicho de otra forma: las organizaciones opositoras carecen de mecanismos de agitación, movilización y organización creíbles y capaces de lograr la mayoría en muchos municipios del país.
Esto es consecuencia de un importante acumulado de fragmentación estratégica, división entre los dirigentes, ausencia de cohesión entre las organizaciones políticas y carencia de músculo organizativo de los partidos aguas abajo.
También es resultado de las tendencias abstencionistas usuales entre fuerzas opositoras. Al retirarse del ruedo electoral, los partidos han perdido vínculos con electores y se ha debilitado su capacidad de construir bases de apoyo sólidas para sus dirigentes.
- LAS TENDENCIAS ABSTENCIONISTAS
Como es sabido, un sector opositor extremista representado por María Corina Machado y Edmundo González Urrutia, de la mano de algunos dirigentes de la cuasi extinta PUD, apuesta al abstencionismo y boicot electoral.
Su llamado yace en la estrategia de deslegitimación electoral y azuzando a un quiebre institucional en el país. Pero también tiene otros componentes, como el de secuestrar la conducción estratégica del conjunto de las oposiciones.
Machado apuesta al fracaso de otros actores para evitar la composición de otros liderazgos fuera de “su línea”. Despliega la estrategia de estigmatizar y perturbar a todo el ecosistema opositor, fuera de su redil, para imponer una hegemonía artificial, muy digital, pero con gran poder de construcción de opinión pública. Se basa en el “liderazgo” ausente del terreno político real, esto considerando que ella se califica en la “clandestinidad”, mientras Edmundo González consolida su residencia en Madrid, capital de España.
Esta situación impone una parálisis entre algunos segmentos del antichavismo, pues se reposiciona la incertidumbre, la sensación de fracaso y el vacío político como un problema de conjunto que desestimula a buena parte del electorado opositor.
La situación es particularmente grave, considerando que algunos municipios que han sido bastiones históricos opositores podrían pasar a manos del PSUV y partido afínes este año, creando así eventos inéditos en la política nacional, pero con especial énfasis conmocionante para el macrosector que rechaza al chavismo.
- LAS DINÁMICAS DE LA GESTIÓN EN MUNICIPIOS
Durante los últimos años, los municipios se han convertido en instancias territoriales de experimentación acelerada de los nuevos métodos de gobierno y co-gobierno.
Una de las grandes novedades ha sido el surgimiento de las Consultas Populares para decidir por el uso de recursos, a nivel de los distintos circuitos comunales. La propia gente está priorizando y decidiendo sobre el destino de los fondos de la administración pública.
Durante este año, han surgido las Salas de Autogobierno, con incidencia en las políticas públicas a nivel municipal. Son instancias de planificación, ejecución y evaluación de diversas políticas públicas y están conformadas por representantes de Comunas y Concejos Comunales.
Estos métodos están contribuyendo a un cambio de situación en las alcaldías. Ahora los burgomaestres deben acoplarse a estos métodos, asumiendo roles de facilitadores y acompañantes de estas estrategias.
El chavismo proyecta alcanzar una mayoría abrumadora en cargos municipales. El imperativo de la gobernanza municipal, acoplada a la estrategia nacional, sin lugar a dudas allanará las condiciones para el afianzamiento de las nuevas formas de consulta y autogobierno.
Así, el poder municipal puede cambiar considerablemente con el ciclo que está por iniciar.
- NIVELES DE COHESIÓN
Para el gobierno del presidente Nicolás Maduro, hay una clara aspiración a mantener la cohesión política de las instancias de gobierno en cada nivel. Además de sostener ese esfuerzo, la intención es profundizarlo.
Durante lo que resta de año, o en 2026, el país podría transitar por nuevos escenarios políticos, como el de una transformación del Estado, una posible reforma constitucional o el surgimiento de leyes que viabilicen cambios integrales y profundos en la gestión de gobierno.
Por otra parte, frente a un contexto de agresión externa y el recrudecimiento de las sanciones ilegales contra la economía venezolana, el directorio político del gobierno enfila estrategias para profundizar la articulación en el ejercicio del poder y la gobernanza.
De esta manera podemos concluir que la elección del 27J y una eventual nueva mayoría del chavismo en municipios serán componentes de una agenda de alineación multinivel y multifactorial en las instancias del poder político para los distintos escenarios.

