Cosa nascondevano le centinaia di siti web segreti della CIA?

Indagine che coinvolge il Venezuela

Alan Macleod

La CIA non si è infiltrata soltanto nei governi, ma anche in Internet. Per più di un decennio, Langley ha gestito un’ampia rete di siti web sotto copertura che fungevano da terminali di spionaggio globali mascherati da innocui blog, centri di notizie e pagine di fan.

A partire dal 2004, la CIA ha creato un’estesa rete di almeno 885 siti web, che andavano da pagine di fan di Johnny Carson e di Star Wars a forum online sul rastafarianesimo. Disponibili in 29 lingue e diretti ad almeno 36 paesi, questi siti non erano rivolti soltanto ad avversari come Cina, Venezuela e Russia, ma anche a nazioni alleate come Francia, Italia e Spagna, dimostrando che gli USA trattano i loro amici in modo molto simile ai nemici.

Blog segreti sul calcio e password decifrate

Gholamreza Hosseini è un ex informatore della CIA. Nel 2007, questo ingegnere industriale residente a Teheran si mise in contatto con l’agenzia e si offrì di fornire informazioni sul programma nucleare iraniano. I suoi contatti nella CIA gli insegnarono a usare IranianGoals.com per comunicare con loro. Iranian Goals era un sito in lingua farsi che sembrava dedicato alle notizie locali sul calcio. Tuttavia, quella che appariva come una barra di ricerca in fondo alla pagina principale era in realtà un campo per inserire una password. Digitando la parola corretta, si attivava un processo di accesso che rivelava un’interfaccia segreta di messaggistica. Ogni informatore aveva il proprio sito web, progettato specificamente per lui, in modo da isolarlo dagli altri membri della rete.

Sembrava un’idea ingegnosa. Tuttavia, Hosseini e gli altri spioni furono presto scoperti a causa di alcuni errori negligenti a Washington D.C. Un agente doppio iraniano rivelò alle autorità il suo sito personale, e un lavoro basilare di investigazione portò alla scoperta dell’intera rete.

La CIA aveva acquistato spazi di hosting per decine, forse centinaia, di questi siti web all’ingrosso, spesso dagli stessi fornitori di servizi Internet o dallo stesso server. Questo significava che gli indirizzi IP di questi siti erano consecutivi, come se ciascun informatore vivesse in una casa adiacente lungo la stessa strada.

Di conseguenza, osservando gli indirizzi IP vicini, comparivano siti con un design simile ed era facile collegare i punti. Perfino con semplici ricerche online, le autorità iraniane riuscirono a identificare decine di siti gestiti dalla CIA. Da lì, bastò aspettare per vedere chi li visitava.

Il Ministero dell’Intelligence iraniano dichiarò di aver arrestato 30 persone e identificato altri 42 agenti della CIA. Alcuni di quei siti sono ancora accessibili attraverso Internet Wayback Machine, come IranianGoalKicks.com, FirstNewsSource.com e Farsi-NewsAndWeather.com. Qui si può trovare un elenco completo delle pagine web note della CIA.

Hosseini trascorse più di nove anni in prigione e fu liberato nel 2019. Non ha ricevuto alcun sostegno dalle autorità USA, che non lo hanno nemmeno contattato dopo l’arresto. Tuttavia, gli USA continuano a tentare di rovesciare il governo iraniano, sponsorizzando figure di spicco dell’opposizione e infiltrando i movimenti di protesta interni. A giugno hanno anche condotto raid aerei contro installazioni nucleari in tutto il paese.

Spiando alleati ed avversari

La rete di siti copriva una vasta gamma di temi. Pochi avrebbero immaginato che Rasta Direct, un sito dedicato alla relativamente minoritaria religione rastafariana, avesse qualcosa a che fare con l’intelligence USA. La CIA creò anche Star Wars Web, una pagina di fan della saga di fantascienza, e All Johnny, una pagina dedicata alla leggenda della televisione notturna Johnny Carson. Tuttavia, i blog su sport, videogiochi e notizie erano i temi più comuni tra i siti web falsi.

Questi siti servivano da copertura per gli informatori, offrendo un certo grado di plausibile negazione se esaminati superficialmente. Tuttavia, a un’analisi più attenta, pochi di essi offrivano contenuti originali: si limitavano a ripubblicare notizie e blog presi da altri siti, con collegamenti a risorse già disponibili.

Gli informatori in nazioni nemiche, come il Venezuela, utilizzavano siti web come Noticias-Caracas ed El Correo De Noticias per comunicare con Langley, mentre gli spioni russi usavano piattaforme come My Online Game Source e TodaysNewsAndWeather-Ru.com, tra le altre.

Tuttavia si scoprì anche un’ampia rete di informatori in paesi alleati come Francia, Spagna e Italia, che utilizzavano siti di notizie finanziarie, di alpinismo o atletica per trasmettere informazioni vitali alla CIA.

La Germania fu un altro obiettivo attivo di Washington. Nel 2013, si rivelò che gli USA spiavano da più di dieci anni il telefono cellulare della cancelliera Angela Merkel, provocando una grave crisi diplomatica. L’anno successivo, nel 2014, la Germania arrestò un proprio funzionario dei servizi segreti, scoperto mentre spiava per conto degli USA.

Il collasso della rete CIA in Cina

La Cina resta però uno dei principali obiettivi della CIA. L’agenzia mantiene un’ampia rete di informatori nel paese che, quando la rete era attiva, usavano piattaforme come eChessNews.com e SportsNewsFinder.com per trasmettere informazioni agli USA.

Ma, come in Iran, anche le autorità cinesi cominciarono a smantellare sistematicamente la rete a partire dalla fine del 2010, probabilmente con tattiche simili a quelle degli iraniani. Tuttavia, a differenza di Teheran, la Cina giustiziò direttamente quegli agenti. Si ritiene che la CIA abbia perso circa 30 informatori in quella purga, considerata uno dei peggiori fallimenti di intelligence nei quasi 80 anni di storia dell’agenzia.

Da allora, la rete di spionaggio USA in Cina è stata gravemente indebolita. All’inizio di quest’anno, la CIA ha cambiato strategia pubblicando due video che incoraggiavano funzionari scontenti del Partito Comunista a spiare per loro in cambio di denaro e della prospettiva di una nuova vita negli USA.

«Man mano che salgo nel partito, vedo come coloro che sono sopra di me vengono scartati come scarpe logore, ma ora mi rendo conto che il mio destino è altrettanto precario», dice il narratore in uno dei video. «Il mancato rispetto da parte dei nostri dirigenti delle ripetute promesse di prosperità è ormai un segreto di Pulcinella… È ora di costruire il mio sogno», recita un altro.

La CIA istruisce i potenziali traditori a scaricare il browser Tor e a mettersi in contatto attraverso il suo sito. Anche se in Occidente Tor viene pubblicizzato come uno strumento di privacy, un’indagine precedente di MintPress News ha rivelato che fu creato con fondi del governo USA da un’impresa collegata alla CIA. L’anno scorso, Washington ha approvato una legge da 1,6 miliardi di dollari per finanziare la propaganda anti-cinese nel mondo.

Applicazioni e piattaforme come armi

Non è la prima volta che lo Stato di sicurezza nazionale USA crea piattaforme web false per promuovere cambi di regime nel mondo. Nel 2010, USAID (organizzazione di facciata della CIA) creò in segreto l’app cubana di reti sociali Zunzuneo.

Spesso definita come il “Twitter di Cuba”, Zunzuneo guadagnò rapidamente popolarità. L’app era progettata per offrire un servizio affidabile ed economico, superando la concorrenza, per poi guadagnare dominio e diffondere lentamente messaggi antigovernativi sull’isola.

A un certo punto, Zunzuneo avrebbe esortato gli utenti a unirsi a proteste coordinate dagli USA in un tentativo di fomentare una rivoluzione colorata sull’isola.

Nel tentativo di nascondere il proprio coinvolgimento, il governo USA tenne una riunione segreta con il fondatore di Twitter, Jack Dorsey, per incoraggiarlo a prendere in carico il progetto. Non è chiaro fino a che punto, se mai lo fece, Dorsey vi partecipò, dato che si è rifiutato di commentare. Nel 2012, Zunzuneo venne improvvisamente chiuso.

Giornalismo infiltrato e le grandi tecnologie

Sebbene gli 885 siti falsi non furono creati per influenzare l’opinione pubblica, oggi invece il governo USA sponsorizza migliaia di giornalisti nel mondo proprio con questo obiettivo. All’inizio di quest’anno, la decisione dell’amministrazione Trump di sospendere i fondi a USAID rivelò involontariamente l’esistenza di una rete di oltre 6200 giornalisti che lavoravano in quasi 1000 media o organizzazioni giornalistiche e che venivano pagati segretamente per promuovere messaggi favorevoli agli USA nei loro paesi.

Oksana Romanyuk, direttrice dell’Istituto ucraino di informazione di massa, avvertì che quasi il 90% dei media del suo paese dipende dai fondi di USAID per sopravvivere. Un sondaggio tra 20 organizzazioni mediatiche leader in Bielorussia rivelò che il 60% del loro bilancio proveniva da Washington. In Iran, oltre 30 gruppi antigovernativi si riunirono per un incontro di risposta alla crisi, mentre a Cuba e in Nicaragua la stampa antigovernativa ricorse a chiedere donazioni dirette ai lettori.

La CIA si è anche infiltrata con successo nelle reti sociali più grandi e popolari, ottenendo un controllo sostanziale su ciò che il mondo vede (e non vede) nei propri flussi di notizie.

Facebook ha assunto dozzine di ex funzionari della CIA per dirigere le operazioni più delicate. Forse il più noto è Aaron Berman.

Come direttore senior della disinformazione della piattaforma, Berman ha l’ultima parola su quale contenuto venga promosso e quale degradato o rimosso da Facebook. Tuttavia, fino al 2019 Berman era un alto dirigente della CIA, responsabile della redazione del rapporto quotidiano di sicurezza del presidente. Solo allora lasciò Langley per entrare in Facebook, nonostante una scarsa esperienza professionale rilevante.

Google, se possibile, è ancora più saturo di ex spie

Un’indagine di MintPress News rivelò che decine di ex agenti CIA occupano posizioni di alto livello nel gigante della Silicon Valley. Tra loro Jacqueline Lopour, che trascorse oltre dieci anni nell’agenzia lavorando su questioni relative al Medio Oriente prima di essere assunta come direttrice senior di Intelligence, Trust & Safety di Google. Un ruolo che le conferisce un’influenza considerevole sull’indirizzo dell’impresa. Questo tipo di censura statale è oggi il metodo preferito dalla CIA per modellare Internet.

La CIA continua a mantenere un’ampia rete mondiale di informatori. Oggi utilizzano applicazioni personalizzate come Tor o Signal per comunicare. Se vengono catturati nei loro paesi, è probabile che vengano abbandonati a loro destino, come accadde a Hosseini. Fare la spia o il delatore per la CIA è pericoloso oggi come allora.

Questo articolo è stato pubblicato in inglese su MintPress News il 1º agosto 2025 e tradotto per Misión Verdad da Spoiler.


Investigación que involucra a Venezuela

¿Qué ocultaban los cientos de sitios web secretos de la CIA?

Alan Macleod

 

La CIA no solo se infiltró en gobiernos, sino también en Internet. Durante más de una década, Langley operó una extensa red de sitios web encubiertos que servían como terminales de espionaje globales disfrazados de blogs inofensivos, centros de noticias y páginas de fans.

A partir de 2004, la CIA estableció una amplia red de al menos 885 sitios web, que iban desde páginas de fans de Johnny Carson y Star Wars hasta foros en línea sobre el rastafarismo. Con 29 idiomas y dirigidos directamente a al menos 36 países, estos sitios web no solo estaban destinados a adversarios como China, Venezuela y Rusia, sino también a naciones aliadas, como Francia, Italia y España, lo que demuestra que Estados Unidos trata a sus amigos de forma muy similar a sus enemigos.

Blogs secretos sobre fútbol y contraseñas descifradas

Gholamreza Hosseini es un antiguo informante de la CIA. En 2007, este ingeniero industrial radicado en Teherán se puso en contacto con la agencia y se ofreció a proporcionarles información sobre el programa nuclear iraní. Sus contactos en la CIA le enseñaron a utilizar IranianGoals.com para comunicarse con ellos. Iranian Goals era un sitio web en lengua farsi que parecía estar dedicado a las noticias locales sobre fútbol. Sin embargo, lo que parecía ser una barra de búsqueda en la parte inferior de la página de inicio era en realidad un campo para introducir una contraseña. Al escribir la palabra correcta, se activaba un proceso de inicio de sesión que revelaba una interfaz secreta de mensajería. Cada informante tenía su propia página web, diseñada específicamente para él, con el fin de aislarlo de los demás miembros de la red.

Parecía una idea ingeniosa. Sin embargo, Hosseini y los demás espías pronto fueron descubiertos, gracias a algunos errores descuidados en Washington D.C. Un agente doble iraní reveló a las autoridades su sitio web único, y un trabajo básico de investigación condujo al descubrimiento de toda la red. La CIA compró el espacio de alojamiento para docenas, quizás cientos, de estos sitios web al por mayor, a menudo de los mismos proveedores de Internet o del mismo espacio de servidor. Eso significaba que las direcciones IP de estos sitios web eran consecutivas, similar a alojar a cada informante en propiedades adyacentes en la misma calle.

Por lo tanto, si se observaban las direcciones IP vecinas, se veían sitios web con un diseño similar y era fácil atar cabos. Incluso con búsquedas en línea relativamente básicas, las autoridades iraníes pudieron identificar docenas de sitios web gestionados por la CIA. A partir de ahí, simplemente esperaron a ver quién accedía a ellos.

El Ministerio de Inteligencia iraní afirmó que se detuvo a 30 personas y se identificó a otros 42 agentes de la CIA. Todavía se puede acceder a algunos sitios web, como IranianGoalKicks.com, FirstNewsSource.com y Farsi-NewsAndWeather.com, a través de Internet Wayback Machine. Aquí puede encontrar una lista completa de las páginas web conocidas de la CIA.

Hosseini pasó más de nueve años en prisión y fue liberado en 2019. No ha recibido ningún apoyo de los funcionarios estadounidenses, que ni siquiera se han puesto en contacto con él desde su detención. Sin embargo, Estados Unidos sigue intentando derrocar al gobierno iraní, patrocinando a figuras destacadas de la oposición y secuestrando los movimientos de protesta internos. En junio, también llevó a cabo ataques aéreos contra instalaciones nucleares en todo el país.

Espiando tanto a aliados como a adversarios

La red de sitios web abarcaba una amplia gama de temas. Pocos imaginarían que Rasta Direct, un sitio web dedicado a la religión relativamente minoritaria del rastafarismo, tuviera algo que ver con la inteligencia estadounidense. La CIA también creó Star Wars Web, una página de fans de la franquicia de ciencia ficción, y All Johnny, una página dedicada a la leyenda de la televisión nocturna Johnny Carson. Sin embargo, los blogs sobre deportes, videojuegos y noticias eran los temas más comunes de los sitios web falsos.

Estos sitios web servían de tapadera para los informantes, ofreciendo cierto grado de negación plausible si se examinaban de forma superficial. Sin embargo, tras un análisis más detallado, pocas de estas páginas ofrecían contenido único y se limitaban a reubicar noticias y blogs de otros sitios, enlazando a recursos ya disponibles.

Los informantes en naciones enemigas, como Venezuela, utilizaban sitios web como Noticias-Caracas y El Correo De Noticias para comunicarse con Langley, mientras que los espías rusos utilizaban My Online Game Source y TodaysNewsAndWeather-Ru.com, entre otras plataformas similares.

Sin embargo, también se descubrió una amplia red de informantes en países aliados, como Francia, España e Italia, que utilizaban sitios web de noticias financieras, montañismo y atletismo para transmitir información vital a la CIA.

Alemania fue otro país al que Washington apuntó activamente. En 2013, se reveló que Estados Unidos había estado espiando el teléfono móvil de la canciller Angela Merkel durante más de una década, lo que provocó una importante crisis diplomática. Un año más tarde, en 2014, Alemania detuvo a uno de sus propios funcionarios de inteligencia tras descubrir que espiaba para Estados Unidos.

El colapso de la red de la CIA en China

Sin embargo, China sigue siendo uno de los principales objetivos de la CIA. La organización mantiene una amplia red de informantes en todo el país que, cuando la red estaba activa, utilizaban plataformas como eChessNews.com y SportsNewsFinder.com para transmitir información a Estados Unidos.

Pero, al igual que en Irán, las autoridades chinas comenzaron a desmantelar la red. A partir de finales de 2010, la red de espionaje fue desmantelada sistemáticamente por los funcionarios, probablemente utilizando tácticas similares a las de los iraníes. Sin embargo, a diferencia de Irán, China simplemente ejecutó a esos agentes. Se cree que la CIA perdió alrededor de 30 informantes en la purga. El asunto se considera uno de los peores fracasos de inteligencia en los casi 80 años de historia de la agencia.

Desde entonces, la red de espionaje estadounidense en China se ha visto gravemente mermada. A principios de este año, la CIA cambió de estrategia y publicó dos videos en los que animaba a los funcionarios del Partido Comunista descontentos a espiar para ellos a cambio de dinero y la perspectiva de una nueva vida en Estados Unidos.

“A medida que voy ascendiendo dentro del partido, veo cómo los que están por encima de mí son descartados como zapatos gastados, pero ahora me doy cuenta de que mi destino era tan precario como el suyo”, dice el narrador en uno de ellos. “El incumplimiento por parte de nuestros líderes de sus repetidas promesas de prosperidad se ha convertido en un secreto a voces… Es hora de construir mi propio sueño”, dice en otro.

La CIA instruye a los posibles traidores para que descarguen el navegador Tor y se pongan en contacto con la CIA a través de su sitio web. Aunque Tor se comercializa en Occidente como una herramienta de privacidad, una investigación previa de MintPress News reveló que fue creado con fondos del gobierno de EE.UU. por una empresa vinculada a la CIA. El año pasado, Washington aprobó un proyecto de ley de 1.600 millones de dólares para financiar la propaganda contra China en todo el mundo.

Aplicaciones y plataformas como armas

Esta no es la única vez que el estado de seguridad nacional de EE. UU. ha creado plataformas web falsas con el fin de fomentar el cambio de régimen en todo el mundo. En 2010, USAID (una organización fachada de la CIA) creó en secreto la aplicación cubana de redes sociales Zunzuneo.

A menudo descrito como “el Twitter de Cuba”, Zunzuneo saltó a la fama rápidamente. La aplicación se diseñó para ofrecer un servicio fiable y asequible, superando a la competencia, antes de ganar dominio y difundir lentamente mensajes antigubernamentales en la isla.

Luego, en un momento dado, Zunzuneo instaría a los usuarios a unirse a las protestas coordinadas por Estados Unidos en un intento por fomentar una revolución de color en la isla.

En un intento por ocultar su participación en el proyecto, el gobierno de Estados Unidos mantuvo una reunión secreta con el fundador de Twitter, Jack Dorsey, para animarle a hacerse cargo del mismo. No está claro en qué medida, si es que lo hizo, Dorsey contribuyó al proyecto, ya que se ha negado a hacer comentarios al respecto. En 2012, Zunzuneo fue cerrado de forma repentina.

Periodismo infiltrado y las grandes tecnológicas

Si bien los 885 sitios web falsos no se crearon para influir en la opinión pública, hoy en día el gobierno de los Estados Unidos patrocina a miles de periodistas en todo el mundo precisamente con ese fin. A principios de este año, la decisión de la Administración Trump de suspender la financiación a USAID reveló inadvertidamente la existencia de una red de más de 6.200 periodistas que trabajaban en casi 1.000 medios de comunicación u organizaciones periodísticas y a los que se pagaba discretamente para promover mensajes favorables a los Estados Unidos en sus países.

Oksana Romanyuk, directora del Instituto Ucraniano de Información Masiva, advirtió que casi el 90% de los medios de comunicación de su país dependen de la financiación de USAID para sobrevivir. Una encuesta realizada a 20 organizaciones mediáticas líderes en Bielorrusia reveló que el 60% de su presupuesto procedía de Washington. En Irán, más de 30 grupos antigubernamentales se reunieron para celebrar una reunión de respuesta a la crisis, mientras que en Cuba y Nicaragua la prensa antigubernamental recurrió a solicitar donaciones a los lectores.

La CIA también se ha infiltrado con éxito en las redes sociales más grandes y populares, lo que le da a la agencia un control sustancial sobre lo que el mundo ve (y no ve) en sus noticias.

Facebook ha contratado a docenas de exfuncionarios de la CIA para dirigir sus operaciones más delicadas. Quizás el más destacado de ellos sea Aaron Berman.

Como director sénior de desinformación de la plataforma, Berman tiene la última palabra sobre qué contenido se promociona y cuál se degrada o elimina de Facebook. Sin embargo, hasta 2019, Berman era un alto cargo de la CIA, responsable de redactar el informe diario de seguridad del presidente. Fue entonces cuando abandonó Langley para incorporarse a Facebook, a pesar de que parecía tener poca experiencia profesional relevante.

Google, en todo caso, está aún más saturado de exespías.

Una investigación de MintPress News reveló que decenas de exagentes de la CIA ocupan puestos de alto nivel en el gigante de Silicon Valley. Entre ellos se encuentra Jacqueline Lopour, que pasó más de diez años en la agencia trabajando en asuntos relacionados con Medio Oriente antes de ser contratada como directora sénior de Inteligencia, Confianza y Seguridad de Google. Este cargo le otorga una influencia considerable en la dirección de la empresa. Esta forma de censura estatal es la que prefiere la agencia para moldear Internet en la actualidad.

La CIA sigue manteniendo una amplia red mundial de informantes. Hoy en día, utilizan aplicaciones personalizadas como Tor o Signal para comunicarse. Si son capturados por sus propios países, es probable que se les abandone a su suerte, como le ocurrió a Hosseini. Ser espía o soplón de la CIA es tan peligroso como siempre.

Este artículo fue publicado en inglés en la página MintPress News el 1º de agosto de 2025 y fue traducido para Misión Verdad por Spoiler.

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.