La Casa Bianca e i suoi alleati, dopo aver annunciato una guerra contro quella che chiamano “sinistra radicale”, hanno fatto sapere che procederanno con indagini e persecuzioni contro organizzazioni e individui dell’opposizione, accusati di fomentare la violenza politica e persino il “terrorismo” all’interno degli USA, e che, a quanto pare, stanno preparando una lista di tali “nemici”.
Donald Trump e altri membri del suo governo hanno attribuito alla “sinistra radicale” la responsabilità della violenza politica che, a loro dire, ha portato all’assassinio dell’organizzatore di estrema destra Charlie Kirk la scorsa settimana. Da allora, l’amministrazione e i suoi alleati al Congresso e in tutto il paese hanno alimentato una narrativa coordinata che minaccia una feroce persecuzione contro una vasta, ma ancora non identificata, gamma di forze di sinistra, in quella che alcuni strateghi politici della destra battezzano come “una guerra”.
L’accusato dell’omicidio, Tyler Robinson, 22 anni, è un anglosassone statunitense di famiglia repubblicana. Finora si sa soltanto che ha inviato alcuni messaggi in cui spiegava la sua motivazione: “sono stufo di quell’odio” della vittima. I procuratori non hanno presentato alcuna prova che Robinson abbia legami con reti organizzate o che agisse insieme ad altri. Al momento dell’arresto, il governatore repubblicano dello Utah, Spencer Cox, si è lamentato: “è uno di noi” – lasciando intendere la delusione per il fatto che non fosse un migrante, un attivista di sinistra o una persona appartenente a una minoranza etnica.
Il presidente ha dichiarato martedì che “la sinistra radicale ha fatto un danno tremendo al paese, ma stiamo sistemando le cose”, e il giorno prima aveva affermato: “ci sono gruppi piuttosto radicali che sono riusciti a farla franca con l’assassinio”, avvertendo che potrebbero essere incriminate anche persone che hanno donato “milioni e milioni di dollari per l’agitazione”.
Il suo gruppo si lavoro ha indicato che stanno valutando l’ipotesi di perseguire diversi gruppi e i loro sostenitori. Tra questi hanno citato la fondazione Open Society di George Soros e persino la Ford Foundation, e considerano la possibilità di dichiarare alcuni gruppi come “terroristi interni”.
Questa settimana, Trump si è riferito agli attivisti non violenti che avevano interrotto la sua cena in un ristorante di Washington, la settimana scorsa, come parte di quella “sinistra” e “agitatori professionali” che devono essere perseguiti penalmente e i loro membri “incarcerati”. E non solo cittadini statunitensi: il governo ha minacciato di revocare i visti a qualsiasi straniero che esprima opinioni favorevoli alla morte di Kirk.
“È un vasto movimento di terrore domestico”, ha accusato lunedì scorso Stephen Miller, forse il consigliere più influente di Trump, riferendosi alla “sinistra radicale”. Ha aggiunto: “useremo tutte le risorse del Dipartimento di Giustizia, della Sicurezza Interna e dell’intero governo per identificare, penetrare, smantellare e distruggere queste reti e rendere di nuovo sicura l’America… Lo faremo in nome di Charlie”.
Il vicepresidente JD Vance ha citato in particolare Ford e Open Society, oltre alla rivista The Nation, invitando i cittadini a denunciare ai datori di lavoro eventuali colleghi che stessero “celebrando” la morte di Kirk.
Una portavoce della Casa Bianca, Abigail Jackson, ha accusato le organizzazioni di sinistra di aver “alimentato disordini violenti, organizzato attacchi contro funzionari della sicurezza pubblica” e persino predisposto depositi di armi e altri strumenti da utilizzare nei disordini, affermando che “il governo di Trump andrà a fondo di questa vasta rete che incita alla violenza nelle comunità statunitensi”.
Mercoledì, il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) ha rivolto un appello ai media, ai “gruppi di sinistra” e ai politici delle cosiddette sanctuary cities a “porre fine alla demonizzazione” degli agenti federali di quella segreteria, che comprende anche l’agenzia ICE per il controllo dell’immigrazione. Ma il comunicato è andato oltre, accusando i media e la “sinistra estrema” di promuovere “retorica odiosa contro il presidente Trump, i suoi sostenitori” e gli agenti del DHS, dichiarando che ciò “sta ispirando violenza in tutto il paese”, come ha affermato la segretaria assistente del DHS, Tricia McLaughlin.
Timori di un ritorno al maccartismo
Secondo alcuni esperti, l’uso di questo assassinio come pretesto per agire contro la sinistra fa temere un ritorno a periodi bui della storia del paese, come lo spionaggio e le azioni repressive dell’FBI e di altre agenzie contro i movimenti per i diritti civili o il movimento contro la guerra del Vietnam negli anni ’60, o ancora il maccartismo degli anni 50.
Ci sono già alcuni esempi di come funzioni questo tipo di intimidazione in certi ambienti accademici e mediatici. L’Università della California a Berkeley – un tempo roccaforte progressista – ha condiviso con il governo Trump i nomi di 160 docenti (tra cui la celebre Judith Butler) e studenti come parte di una presunta indagine su “incidenti antisemiti” legati alle proteste contro il genocidio israeliano a Gaza. Quattro docenti del Brooklyn College, parte della City University di New York, sono stati licenziati per aver partecipato a quelle proteste. D’altro canto, una columnist del Washington Post, Karen Attiah, è stata rimossa per aver pubblicato su X una citazione di Kirk, interpretata come un’opinione favorevole al suo assassinio.
L’ex presidente Barack Obama, nei suoi primi commenti, ha condannato l’assassinio e deplorato le divisioni e gli atti violenti di intolleranza, affermando che queste tensioni hanno portato a una “crisi politica di un tipo mai visto prima”.
Oltre 100 organizzazioni filantropiche – tra cui Ford Foundation, Open Society e MacArthur – hanno diffuso mercoledì una dichiarazione in opposizione alle minacce di repressione da parte di Trump con il pretesto di fermare le espressioni d’odio. “Rifiutiamo i tentativi di sfruttare la violenza politica per screditare il nostro lavoro o limitare le nostre libertà fondamentali”, hanno dichiarato, sottolineando che gli sforzi per sopprimere la libera espressione e criminalizzare opinioni contrarie “minano la nostra democrazia e danneggiano tutti gli statunitensi”.
Il pericolo è talmente estremo che persino una figura influente della destra – e simpatizzante di Trump – ha espresso preoccupazione. Tucker Carlson ha messo in guardia contro leggi che proibiscano determinate espressioni di odio, sostenendo che ciò giustificherebbe la “disobbedienza civile”, poiché “se ti possono dire cosa devi dire, ti stanno dicendo cosa pensare, e non ci sarà più nulla che non possano farti”.
L’organizzazione contro i crimini d’odio e l’antisemitismo Anti-Defamation League ha documentato che oltre il 70% degli attacchi estremisti e di “terrorismo” domestico dal 2002 proviene dall’estrema destra.
Fino a poco tempo fa, un’indagine del 2024 del Dipartimento di Giustizia aveva concluso che la grande maggioranza degli attacchi violenti interni era perpetrata da ultra di destra; tuttavia, quel rapporto è stato rimosso in questi giorni dal sito ufficiale, ha riportato NBC News.
(Tratto da Estrategia.la)
Neomacarthismo: La Casa Blanca prepara lista negra de izquierdistas enemigos
Por: David Brooks, Jim Cason
La Casa Blanca y sus aliados, después de anunciar una guerra contra lo que llaman la “izquierda radical”, indican que procederán con investigaciones y la persecución de organizaciones e individuos opositores a los que acusan de fomentar la violencia política y hasta “terrorismo” dentro de Estados Unidos, y aparentemente están preparando una lista de esos “enemigos”.
Donald Trump y otros integrantes de su gobierno responsabilizaron a la “izquierda radical” por la violencia política que, dicen, llevó al asesinato del organizador ultraderechista Charlie Kirk la semana pasada, y desde entonces la administración y sus aliados en el Congreso y alrededor del país han impulsado una narrativa coordinada que amenaza con una persecución feroz contra una amplia pero aún no identificada gama de fuerzas de izquierda, en lo que algunos estrategas políticos derechistas bautizan como “una guerra”.
El acusado del asesinato, Tyler Robinson, de 22 años, es un anglosajón estadunidense de familia republicana, y hasta ahora sólo se sabe que envió unos mensajes describiendo que su motivación era que “ya me harté de ese odio” de la víctima. Los fiscales no han ofrecido ninguna evidencia de que Robinson tenga vínculos con alguna red o actúe con otros. Cuando fue arrestado, el gobernador republicano de Utah, Spencer Cox, se lamentó: “es uno de nosotros” –o sea, aparentemente desilusionado de que no era migrante, activista de izquierda ni de una minoría racial.
El presidente comentó este martes que “la izquierda radical ha hecho tremendo daño al país, pero lo estamos arreglando”, y un día antes acusó: “tenemos a unos grupos bastante radicales y se han salido con la suya en el asesinato”, y advirtió que podrían formularse cargos contra quienes han donado “millones y millones de dólares para la agitación”.
Su equipo ha indicado que analizan perseguir a varios grupos y a los que los apoyan, entre ellos mencionan a la fundación Open Society, de George Soros, y hasta la Fundación Ford, como también consideran declarar a algunos grupos como “terroristas domésticos”.
Esta semana, Trump se refirió a los activistas no violentos que interrumpieron su cena en un restaurante la semana pasada en Washington como parte de esa “izquierda” y “agitadores profesionales” que debe ser investigada criminalmente y sus miembros “encarcelados”. Y no solo estadunidenses, sino que su gobierno amenazó con revocar las visas de cualquier extranjero que exprese alguna opinión favorable a la muerte de Kirk.
“Es un vasto movimiento de terror doméstico”, acusó Stephen Miller, tal vez el asesor más influyente de Trump, el pasado lunes en referencia a la “izquierda radical”. Agregó que “vamos a usar todos los recursos que tenemos en el Departamento de Justicia, de Seguridad interna y a través de este gobierno para identificar, irrumpir, desmantelar y destruir estas redes y hacer segura otra vez a América… Lo haremos a nombre de Charlie”.
El vicepresidente JD Vance mencionó en particular a Ford y Open Society, como la revista The Nation, e invitó a los ciudadanos a reportar a sus patrones si veían a colegas que estuvieran “celebrando” la muerte de Kirk.
Una vocera de la Casa Blanca, Abigail Jackson, acusó que las organizaciones de izquierda han “nutrido disturbios violentos, organizado ataques contra oficiales de seguridad pública”, y hasta coordinar lugares para armas y otros instrumentos para uso en disturbios, afirmando que “el gobierno de Trump llegará al fondo de esta vasta red que incita violencia en comunidades estadunidenses”.
Este miércoles, el Departamento de Seguridad Interna (DHS) emitió un llamado a los medios, “grupos izquierdosos, y políticos de santuarios (de inmigrantes) a poner fin a su demonización” de los agentes federales de esa secretaría, la cual incluye a la agencia de control de inmigración (ICE). Pero el comunicado fue más lejos, acusando a los medios y la “izquierda extrema” de promover “la retórica odiosa dirigida al presidente Trump, aquellos que lo apoyan” y los agentes de DHS, lo cual “está inspirando violencia a través del país”, declaró la secretaria asistente de DHS Tricia McLauhglin.
Temen regreso del macartismo
Para algunos expertos, el uso de este asesinato para actuar contra la izquierda genera alarma de que es un retorno a otros momentos de la historia de este país, como el espionaje y acciones represivas de la FBI y otras agencias contra agrupaciones del movimiento de derechos civiles, como el que se erigió contra la guerra de Vietnam en los años 60, o el macartismo de los cincuenta.
Por cierto, ya hay algunos ejemplos de cómo funciona este tipo de intimidación en algunos circuitos académicos y en los medios. Por un lado, la Universidad de California en Berkeley –que era un bastión progresista– compartió 160 nombres de profesores (entre ellos la internacionalmente reconocida Judith Butler) y estudiantes con el gobierno de Trump como parte de una supuesta investigación de “incidentes antisemitas” relacionados con las protestas contra el genocidio de Israel en Gaza; cuatro profesores de Brooklyn College, parte de la Universidad de la Ciudad de Nueva York, fueron despedidos por participar en esas protestas. Por otro lado, una columnista del diario The Washington Post, Karen Attiah, fue corrida por escribir en la red social X una cita de Kirk, lo cual fue interpretado como una opinión favorable al asesinato.
El ex presidente Barack Obama, en sus primeros comentarios, condenó el asesinato y deploró las divisiones y actos violentos de intolerancia, y consideró que esas tensiones han llevado a lo que calificó de “crisis política de un tipo que jamás hemos visto anteriormente”.
Mas de 100 organizaciones filantrópicas –incluyendo la Fundación Ford, Open Society y MacArthur– emitieron una declaración este miércoles en oposición a las amenazas de una represión de Trump bajo el pretexto de frenar expresiones de odio. “Rechazamos intentos para explotar la violencia política para mal caracterizar nuestras buenas labores o para limitar nuestras libertades fundamentales”, y subrayaron que intentos para suprimir la libre expresión y criminalizar opiniones opuestas “minan nuestra democracia y dañan a todo estadunidense”.
Tan extremo es el peligro que hasta una figura nacional influyente –y simpatizante de Trump– de la derecha expresó alarma. Tucker Carlson advirtió contra leyes prohibiendo expresiones de odio, lo cual justificaría “desobediencia civil” ya que “si te pueden decir lo que debes decir, te están diciendo qué pensar, y ya no hay nada que no te puedan hacer”.
La agrupación dedicada a crímenes de odio y antisemitismo Anti-Defamation League ha documentado que más de 70 por ciento de los ataques extremistas y de “terrorismo” doméstico desde 2002 han provenido de la derecha extrema.
Hasta hace poco, en una investigación de 2024, el propio Departamento de Justicia concluyó que la gran mayoría de los ataques violentos domésticos son perpetrados por ultraderechistas; sin embargo, ese informe ha sido removido del sitio oficial en estos días, reportó NBC News.
(Tomado de Estrategia.la)

