Blocco economico e finanziario, un’altra stretta

Circa 14 ore di blocco, equivalenti a 12 milioni di $, rappresentano il costo dell’insulina per tutte le persone diabetiche del Paese, afferma il rapporto.

Dixie Edith – Red Semlac

Tra marzo 2024 e febbraio 2025 il blocco imposto dagli USA a Cuba ha causato perdite stimate in 7,556 miliardi di $, il che rappresenta un aumento del 49% rispetto al periodo precedente, ha dichiarato il cancelliere della nazione caraibica, Bruno Rodríguez Parrilla, in una conferenza stampa il 17 settembre all’Avana.

Durante la presentazione del rapporto più recente sugli effetti di tale politica di sanzioni economiche, commerciali e finanziarie, Rodríguez Parrilla ha spiegato che l’aumento esponenziale dei danni nell’ultimo periodo è dovuto principalmente alla riduzione dei ricavi da esportazioni di beni e servizi, stimata in 2,608 miliardi di $, e alla riallocazione geografica del commercio cubano, con perdite superiori a 1,212 miliardi.

Prendendo come riferimento il valore dell’oro sul mercato internazionale, per evitare le fluttuazioni del dollaro, i danni superano i 2,1 trilioni di $, una cifra straordinaria per qualsiasi economia, soprattutto per una nazione insulare immersa in una profonda crisi economica come Cuba.

Il blocco è il principale ostacolo alla ripresa economica del Paese, poiché crea barriere strutturali che colpiscono tutte le forme di gestione economica, sia statali che non statali, ha precisato il funzionario.

Una storia lunga e difficile

Rodríguez Parrilla ha inoltre sottolineato che il blocco, definito come il sistema di sanzioni unilaterali più prolungato della storia moderna, è stato applicato in maniera extraterritoriale e viola il diritto internazionale.

La Proclamazione Presidenziale 3447, firmata dal presidente John F. Kennedy nel febbraio 1962, è considerata l’atto che lo ha formalmente avviato e consisteva nell’embargo totale del commercio con Cuba, nel quadro della Trading with the Enemy Act (1917).

Tuttavia, quella decisione iniziale si è andata complicando con leggi come la Torricelli (1992), promulgata da George H. W. Bush, e la Helms-Burton (1996), firmata da Bill Clinton, che hanno configurato un intreccio di misure e sanzioni, molte di carattere extraterritoriale, aggravate con l’arrivo al potere di Donald Trump.

Il cancelliere cubano ha sottolineato che, a prezzi correnti, i danni accumulati in oltre sei decenni superano i 170,677 miliardi di $.

Il 18 ottobre 2024 Cuba ha presentato il suo IX Rapporto Periodico davanti al Comitato per l’Eliminazione di Tutte le Forme di Discriminazione contro la Donna (Cedaw).

Tale Comitato “ha riconosciuto l’impatto negativo del blocco economico, commerciale e finanziario sul godimento dei diritti umani di donne e bambine a Cuba, nonché i danni derivanti dall’ingiusta inclusione di Cuba nella lista degli Stati che presumibilmente patrocinano il terrorismo”, precisa il testo presentato all’incontro con la stampa.

Già nel 2021, il rapporto Diritto a vivere senza blocco. Impatti delle sanzioni degli USA sulla popolazione cubana e sulla vita delle donne, realizzato dall’organizzazione internazionale Oxfam, aveva presentato storie di vita e dati che mostravano l’impatto negativo delle misure imposte dalle amministrazioni USA contro Cuba per quasi sei decenni.

Helena Gentili, allora rappresentante di Oxfam nella nazione caraibica, aveva affermato che tali misure ostacolano lo sviluppo di capacità e progetti propri, con leadership e pieno esercizio dei diritti delle persone, soprattutto dei gruppi più vulnerabili come donne, bambini, persone con bisogni speciali e malattie croniche.

Perfino nel mezzo della pandemia di Covid-19 le misure non sono state allentate, il che ha limitato l’accesso di Cuba a forniture e risorse internazionali.

Impatti nella vita quotidiana

60 giorni di blocco equivalgono al costo totale del combustibile necessario a soddisfare la domanda nazionale di elettricità per un anno, cioè 1,6 miliardi di $, riferisce il rapporto presentato il 17 settembre.

Allo stesso modo, 5 giorni di questa politica restrittiva equivalgono al finanziamento necessario per riparare una centrale termoelettrica.

Questi dati non sono irrilevanti per un Paese colpito da prolungati e sistematici blackout e con un’infrastruttura elettrica deteriorata da anni senza manutenzioni adeguate.

Tra il 2024 e il 2025, la generazione elettrica – per guasti agli impianti, l’impatto di due uragani e la mancanza di combustibile – ha affrontato una grave crisi, con interruzioni superiori a 1500 megawatt giornalieri, comprese tre disconnessioni del Sistema Elettroenergetico Nazionale tra ottobre e dicembre 2024 e altre due in marzo e settembre di quest’anno.

Nel settore della salute, invece, 16 giorni di blocco, con danni calcolati in 339 milioni di $, equivalgono al finanziamento del Quadro Base dei Medicinali per l’intera popolazione cubana, che comprende 651 prodotti, 250 importati e 401 di produzione nazionale, con un’incidenza del 69%. Di questi, oggi mancano 364 farmaci, che rappresentano il 56% del totale.

Nell’istruzione, per citare un altro esempio, gli effetti del blocco nel periodo considerato nel rapporto sono stimati in 89,771 milioni di $.

“Abbiamo limitazioni nei materiali di studio, come libri di testo, quaderni di lavoro, dizionari specializzati, mappe, laboratori, tra gli altri, per lo sviluppo delle lezioni di lingue straniere”, ha dichiarato nel rapporto Lisandra Guerra Sosa, professoressa del comune di Bayamo, nella provincia di Granma, a poco più di 600 km a est dell’Avana.

Guerra Sosa ha detto che le sanzioni sono anche alla base della scarsa disponibilità tecnica di computer, televisori e pezzi di ricambio per sviluppare il processo didattico con qualità.

Il 28 e 29 ottobre, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite discuterà il progetto di risoluzione intitolato “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba”.

Più dell’80% di chi vive a Cuba è nato sotto gli effetti di questa misura coercitiva che genera danni emotivi, angoscia, sofferenze e privazioni che non possono essere quantificati, ha insistito Rodríguez Parrilla.


Bloqueo económico y financiero, otra vuelta de tuerca

Alrededer de 14 horas de bloqueo, equivalentes a 12 millones de dólares, representan el costo de la insulina para todas las personas diabéticas del país, asegura el informe

Dixie Edith – Red Semlac / Foto: SEMlac Cuba

Entre marzo de 2024 y febrero de 2025 el bloqueo impuesto por los Estados Unidos a Cuba causó pérdidas estimadas en 7.556 millones de dólares, lo que representa 49 por ciento más respecto al período anterior, dijo el canciller de la nación caribeña, Bruno Rodríguez Parrilla, en conferencia de prensa el 17 de septiembre en La Habana.

Durante la presentación del informe más reciente sobre los efectos de esa política de sanciones económicas, comerciales y financieras, Rodríguez Parrilla explicó que el aumento exponencial de los daños en el último período se debe, fundamentalmente, a la reducción de ingresos por exportaciones de bienes y servicios, estimada en 2.608 millones de dólares, y a la reubicación geográfica del comercio cubano, con pérdidas superiores a 1.212 millones.

Tomando como referencia el valor del oro en el mercado internacional para evitar las fluctuaciones del dólar, los daños superan los 2,1 billones de dólares, una cifra extraordinaria para cualquier economía, especialmente para una nación insular e inmersa en una aguda crisis económica como Cuba.

El bloqueo es el mayor obstáculo para la recuperación económica del país, ya que crea barreras estructurales que afectan todas las formas de gestión económica, tanto estatales como no estatales, precisó el funcionario.

Historia larga y difícil

Rodríguez Parrilla también enfatizó que el bloqueo, definido como el sistema de sanciones unilaterales más prolongado de la historia moderna, ha sido aplicado de manera extraterritorial y viola el derecho internacional.

La Proclamación Presidencial 3447, firmada por el presidente John F. Kennedy en febrero de 1962, se considera la medida que lo inició formalmente y consistió en el embargo total del comercio con Cuba, en el marco de la Ley de Comercio con el Enemigo (1917).

Sin embargo, esa decisión inicial se fue complejizando con leyes como la Torricelli (1992), promulgada por George H. W. Bush y la Helms-Burton (1996), firmada por Bill Clinton, que fueron configurando una maraña de medidas y sanciones, incluidas muchas de carácter extraterritorial, agudizadas con la llegada al poder de Donald Trump.

El canciller cubano enfatizó que, a precios corrientes, los daños acumulados en más de seis décadas superan los 170.677 millones de dólares.

El 18 de octubre de 2024, Cuba presentó su IX Informe Periódico ante el Comité para la Eliminación de Todas las Formas de Discriminación contra la Mujer (Cedaw).

Ese Comité “reconoció el impacto negativo del bloqueo económico, comercial y financiero en el disfrute de los derechos humanos de las mujeres y niñas en Cuba; así como los daños derivados de la injusta inclusión de Cuba en la lista de Estados que supuestamente patrocinan el terrorismo”, precisa el texto presentado en el encuentro con la prensa.

Ya en 2021 el informe Derecho a vivir sin bloqueo. Impactos de las sanciones de Estados Unidos en la población cubana y la vida de las mujeres, realizado por la organización internacional Oxfam, había presentado historias de vida y datos que mostraron el impacto negativo de las medidas impuestas por las administraciones estadounidenses contra Cuba por casi seis décadas.

Helena Gentili, entonces representante de Oxfam en la nación caribeña, consideró que estas medidas obstaculizan el desarrollo de capacidades y proyectos propios, con liderazgo y ejercicio pleno de los derechos de las personas, principalmente de los grupos más vulnerables como mujeres, infantes, personas con necesidades especiales y enfermedades crónicas.

Incluso, en medio de la pandemia causada por la covid-19, no se flexibilizaron las medidas, lo que limitó el acceso de Cuba a insumos y recursos internacionales.

Impactos del día a día

Sesenta días de bloqueo equivalen al costo total del combustible necesario para satisfacer la demanda nacional de electricidad durante un año, lo que representa 1.600 millones de dólares, refiere el informe presentado el 17 de septiembre.

Igualmente, cinco días de esta política restrictiva equivalen al financiamiento necesario para reparar una central termoeléctrica.

Tales datos no son menores para un país afectado por prolongados y sistemáticos apagones y con una infraestructura eléctrica dañada por años sin los mantenimientos necesarios.

Entre 2024 y 2025, la generación eléctrica -por fallas en los equipos, la incidencia de dos huracanes y la falta de combustible-, ha enfrentado una aguda crisis, con afectaciones de más de 1.500 mega watts diarios, incluidas tres desconexiones del Sistema Electroenergético Nacional entre octubre y diciembre de 2024 y dos más en marzo y septiembre de este año.

En el ámbito de la salud, en tanto, 16 días de bloqueo, con daños calculados en 339 millones de dólares, equivalen al financiamiento del Cuadro Básico de Medicamentos para toda la población cubana, que cuenta con 651 renglones, 250 importados y 401 de producción nacional, con una afectación del 69 por ciento. De ellos, hay 364 medicamentos en falta hoy, lo que representa 56 por ciento del total.

En la educación, por solo poner otro ejemplo, los efectos del bloqueo en el periodo comprendido en el reporte se estiman en 89 millones 771.000 dólares.

“Tenemos limitaciones en la base material de estudio, como libros de textos, cuadernos de trabajo, diccionarios especializados, mapas, laboratorios, entre otros, para el desarrollo de las clases de los idiomas”, declaró para el informe Lisandra Guerra Sosa, profesora del municipio de Bayamo, en la provincia Granma, a poco más de 600 kilómetros al este de La Habana.

Guerra Sosa dijo que las sanciones también están detrás de la insuficiente disponibilidad técnica de computadoras, televisores y piezas de repuesto para desarrollar el proceso con calidad.

El 28 y 29 de octubre, la Asamblea General de las Naciones Unidas discutirá el proyecto de resolución titulado “Necesidad de poner fin al bloqueo económico, comercial y financiero impuesto por los Estados Unidos de América contra Cuba”.

Más del 80 por ciento de quienes viven en Cuba nacieron bajo los efectos de esa medida coercitiva que genera daños emocionales, angustia, sufrimientos y privaciones que no son posibles de cuantificar, insistió Rodríguez Parrilla.

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