Da un lato, politicizzare la questione della pace, con l’adozione della politica dei “doppi standard”, serve alle potenze imperialistiche per le loro aggressioni “umanitarie” in giro per il mondo; dall’altro, strumentalizzare la questione dei diritti umani, impugnandone la bandiera in maniera selettiva e interessata, serve alle stesse potenze per alimentare campagne di delegittimazione e supportare interventi, guerre e aggressioni
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Il Nobel come arma di guerra ibrida
il curriculum (senza filtri) di Maria Corina Machado
Sanzioni, sabotaggi e appelli all’intervento militare della leader dell’estrema destra golpista venezuelana
Un Nobel per la guerra
Il paventato conferimento del Premio Nobel per la Pace a Donald Trump ha suscitato una reazione positiva alla notizia che il presidente USA non è stato premiato.
Però va detto che c’è poco da rallegrarsi del Premio a una esponente dell’estrema destra trumpiana come Maria Corina Machado.
Premiata con il Nobel l’alter ego di Netanyahu
Geraldina Colotti
Aspettando il Nobel a Trump e Netanyahu, i “sinceri democratici” occidentali – quelli che inviano armi al regime sionista, e coprono i peggiori tagliagole nel mondo, sempre in nome dei “diritti umani” -, ora celebreranno il Nobel alla golpista Maria Corina Machado, spacciata come antitesi al “dittatore” Maduro.
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La pace di Damocle
Il 30 novembre 1964, Ernesto “Che” Guevara pronunciò un discorso a Santiago de Cuba, avvertendo che “non ci si può fidare dell’imperialismo, nemmeno un tantino così, per nulla”. Questo ammonimento può essere utile per valutare la proposta di Donald Trump, che prevede una tregua immediata a Gaza e una successiva “Tabella di marcia”, un po’ enigmatica, volta a raggiungere una futura sovranità palestinese.
CELAC
I paesi della CELAC firmatari di questa dichiarazione richiamano a promuovere un ambiente sicuro e reiterano il loro fermo impegno con la difesa della pace
Antigua y Barbuda, Barbados, Belice, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Cuba, Dominica, Granada, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, San Cristóbal y Nieves, Santa Lucía, San Vicente y las Granadinas, Suriname, Uruguay e Venezuela come paesi che integrano la Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC) esprimono la loro profonda preoccupazione per il recente spiegamento militare extra regionale nella regione.
La pace bellica di Trump
L’immensa maggioranza dei media occidentali e dei loro comunicatori ripete le proprie fraseologie propagandistiche navigando nelle acque burrascose delle dissonanze cognitive. Gli analisti internazionali, di chiara matrice atlantista, impongono verità da sancire come senso comune egemonico. Possono arrivare ad affermare che Donald Trump è un pacifista perché si barcamena nei conflitti mondiali mentre, allo stesso tempo, sostiene un genocidio a Gaza, dispiega una flotta nei Caraibi venezuelani, pubblicizza ricompense da 50 milioni di dollari per catturare Nicolás Maduro, soffoca l’economia cubana, minaccia l’invasione di Panama e della Groenlandia, scatena una retata contro i migranti interni e invita Volodymyr Zelenskyj ad approfondire i bombardamenti sulla Federazione Russa una settimana dopo aver ricevuto Vladimir Putin in Alaska.
La lotta per la pace é la lotta per la sopravvivenza dell’umanità
Il legato del Comandante in capo nell’ambito del multilateralismo e la pace è conosciuto come un faro morale dai movimenti sociali, dai dirigenti progressisti e dai paesi del Sud
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Cosa significa che Cuba coordina il G-21 per il disarmo?
All’interno dell’ONU, il Gruppo dà voce ai paesi in via di sviluppo e rappresenta un contrappeso politico sulle questioni relative al disarmo
Granma – Órgano oficial del PCC
Israele e USA, come se fosse un gioco da ragazzi, hanno recentemente attaccato l’Iran e le sue riserve nucleari, con la giustificazione che il Paese persiano potrebbe fabbricare armi atomiche, anche se quest’ultimo ha dichiarato ripetutamente e in tutte le sedi che il suo arsenale nucleare è utilizzato a fini pacifici, ad esempio nella tecnologia e nella scienza.
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Nel caos globale, il Venezuela ricorda all’umanità il valore della pace
In un momento storico in cui il mondo si trova sull’orlo di una nuova guerra globale, con il conflitto tra Israele e Iran innescato dalla tracotanza bellica di Tel Aviv sostenuta da Washington, emergono con chiarezza le contraddizioni della narrazione occidentale. Da un lato, l’entità sionista di Israele – spesso celebrata come “l’unica democrazia del Medio Oriente” – prosegue a massacrare una già martoriata Gaza, dove ormai da mesi si consuma una tragedia umanitaria definita, a ragion veduta, un vero e proprio genocidio. Dall’altro, il Venezuela di Nicolás Maduro, sistematicamente bollato come “dittatura” dai media occidentali, continua a perseguire una politica estera basata sulla pace, la diplomazia e la cooperazione internazionale.
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Cuba: coordinatore del G-21
#Cuba asumió hoy como País Coordinador del Grupo 21 (G-21) en Ginebra.
Es el grupo de concertación más numeroso en la Conferencia de Desarme de @ONU_es, integrado por 33 países en desarrollo que abogan por el desarme nuclear como máxima prioridad en esta esfera multilateral. pic.twitter.com/ugADVzuyv0
— Bruno Rodríguez P (@BrunoRguezP) June 23, 2025
Formato da 33 nazioni, l’ente chiama al disarmo nucleare come massima priorità
Cuba ha assunto il 22 giugno l’impegno di Paese Coordinatore del Gruppo 21 (G-21), a Ginevra, nel contesto della Conferenza del Disarmo delle Nazioni Unite (ONU).
Spendono milioni nella guerra, ma c’è più disuguaglianza e povertà
Gasto militar de EEUU alcanzó los 916.000 millones USD en 2023, el 68% del gasto militar total de la OTAN.
Mientras dinero del contribuyente estadounidense se emplea en financiar industria armamentista y guerras, casi 38 millones de pobres viven en calles de ese país. pic.twitter.com/eUUUMu6hPX
— Bruno Rodríguez P (@BrunoRguezP) June 21, 2024
Una pericolosa escalation di spese che sembra non avere fine mette a rischio l’esistenza dell’umanità. La spesa militare degli USA ha raggiunto i 916 miliardi di $ nel 2023, il 68% del totale utilizzato dall’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (NATO), ha sottolineato recentemente il membro del Burò Politico e ministro degli Affari Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla.
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Comunicado MINREX
El Ministerio de Relaciones Exteriores de la República de Cuba informa que ha concluido el Punto de Contacto que funcionó en La Habana tras concluir el Sexto Ciclo de la Mesa de Diálogos entre el Gobierno de Colombia y el Ejército de Liberación Nacional, que sesionó entre el 22 de enero y el 6 de febrero de 2024 en la capital cubana.
Cuba e il terrorismo
Luis Alberto Rodriguez Angeles
Davanti al segretario di Stato USA, Antony Blinken, il presidente colombiano, Gustavo Petro, ha pronunciato una scomoda verità sull’inclusione di Cuba nella lista – elaborata dalla Casa Bianca- dei paesi “patrocinatori del terrorismo”. Ha detto: “Quello che è successo con Cuba è un’ingiustizia. Questo si chiama ingiustizia, quindi, secondo me, non dipende da noi, deve essere corretto».
Canaglie!
Come chiamare chi inserisce unilateralmente Cuba nella cosiddetta lista dei Paesi che sponsorizzano il terrorismo, accusandola di aver protetto, come previsto dai trattati internazionali, la delegazione dell’Esercito di Liberazione Nazionale Colombiano (ELN) che si trovava all’Avana per negoziare un accordo di pace con il governo colombiano, quando quest’ultimo ha deciso di interrompere i negoziati?






