Category Archives: – sovversione

Perché sulla Bolivia è calato il silenzio

di Gennaro Carotenuto

Il golpe in Bolivia, con l’appoggio del sistema mediatico, ha abbattuto una dittatura che esisteva solo nelle fake news, ed è stato costruito per rappresentarsi come istituzionale e democratico, anche se “golpe democratico”, tanto più con i morti in strada e l’UNHCR che accoglie i rifugiati, è un ossimoro irricevibile.

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Juan Ramón Quintana, nemico n. 1 del governo golpista boliviano

Histoire et Societé, http://aurorasito.altervista.org

“Juan Ramón Quintana”, il nemico n° 1 di questo governo fascista. Ex-soldato di cui Murillo ordinò “la caccia” il primo giorno del colpo di Stato militare.

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Video denuncia

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Bolivia, Paese governato da USA, neonazisti e narcos

Mision Verdad, http://aurorasito.altervista.org

Gli ultimi giorni del colpo di Stato in Bolivia dimostrano, in gran parte grazie alla mediocrità dei loro esecutori, chi cuce la tuta che copre gli interessi degli attori stranieri. Il piano suggerisce che il cambio di regime fu ispirato da schemi politici dei decenni precedenti. Sarebbe necessario risalire agli anni ’70-’80, quando i militari si addestrarono secondo la dottrina nordamericana, attaccando il potere e dedicandosi a svolgere le loro particolari attività sotto la facciata delle istituzioni statali.

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La Bolivia e la seconda guerra fredda

M.Pulgar Pinhero, Mision Verdad  http://aurorasito.altervista.org

Dal 2009, col rovesciamento del Presidente Zelaya in Honduras, i colpi di Stato venivano ripresi in America Latina. Sono tornati con una nuova confezione, riconfigurata. Come le “nuove guerre”, questi “nuovi golpe” sono più sottili, delicati; la loro esecuzione iniziale non risiede la forte violenza dei militari che usano i carri armati, attaccando i simboli del potere come parlamenti, quartier generali dei partiti politici o palazzi governativi.

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Il ruolo complice dei media nel golpe in Bolivia

Verónica Zapata www.infodiez.com

Il colpo di stato civile, militare, poliziesco e clericale che si è concretato lo scorso 10 novembre in Bolivia, ha un’altra componente importante che è il mediatico, che si configura nel ruolo di media nella preparazione del terreno che ha portato al golpe e che oggi lavora per rendere invisibili e legittimare la persecuzione di dirigenti, sequestri, torture, sparizioni di persone, massacri, la sistematica violazione dei diritti umani ed il genocidio nei confronti dei popoli originari. Ciò che converte la stampa in un pezzo chiave nella trama golpista con l’obiettivo di costruire una realtà per dirimere il golpe, come è accaduto nelle dittature militari della decade del ’70 in America Latina nel quadro del Piano Condor.

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Bolivia, laboratorio di una nuova strategia di destabilizzazione

La stampa internazionale è cauta nel riferire quanto accade in Bolivia. Descrive il rovesciamento del presidente Evo Morales, parla di un ennesimo colpo di Stato, ma non riesce a inquadrare quel che sta davvero succedendo. Non si accorge del nascere d’una nuova forza politica, finora sconosciuta in America Latina. Secondo Thierry Meyssan, se le autorità religiose del continente non si assumeranno subito le proprie responsabilità, niente riuscirà a impedire il dilagare del caos.

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Una fabbrica di falsità

Diplomatici della Repubblica Ceca si sono prestati per fomentare con false e manipolate informazioni su Cuba, una politica di sanzioni contro l’Isola nell’Unione Europea, falsità che sono state messe a nudo dall’Ambasciatrice accreditata in Belgio, Lussemburgo e Unione Europea.

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Cubainformacion: il caso Daniel Ferrer

José Daniel Ferrer, prigioniero a Cuba: aggressore o mercenario?

José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación

La repressione da parte della polizia delle proteste contro il colpo di stato in Bolivia ha già causato 33 morti. 83 persone sono morte ad Haiti, 25 in Cile, 7 in Ecuador e 3 in Colombia nelle mobilitazioni contro le politiche neoliberali (1). Ci sono migliaia di persone ferite e detenute e centinaia di denunce di stupro e tortura (2).

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Díaz-Canel: Cuba non rinuncerà alla sua sovranità e indipendenza

«Non ci spaventano le minacce degli Stati Uniti, sono parte della politica  d’ingerenza contro Cuba. È deplorevole che istighino i loro diplomatici a violare il Diritto Internazionale e le stesse leggi degli Stati Uniti. Cuba non rinuncerà alla sua sovranità e indipendenza», ha assicurato nel suo account in Twitter, il Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez.

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OEA/OSA non risponde

Nel golpe che si è consumato in Bolivia un ruolo centrale è stato giocato dall’Organizzazione degli Stati Americani, la cui guida del Segretario Generale, l’uruguayano Luis Almagro, ripudiato finanche dal suo stesso partito Frente Amplio, ha incontrato molte stroncature. Da ultima quella del presidente eletto dell’Argentina Alberto Fernandez.

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Cubainformacion: golpe al successo economico di Evo

Golpe al successo economico di Evo

 

Durante i 13 anni di governo di Evo Morales, la povertà moderata è passata, in Bolivia, dal 59 al 39% e l’estrema da 38 al 15.

L’analfabetismo è stato eliminato, con il sostegno e il consiglio di Cuba. Il salario minimo è aumentato del mille percento.

E sono stati approvati sussidi come il “Reddito Dignità” per gli anziani o il bonus scolastico “Juancito Pinto”.

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Basta menzogne! Incontro con Evo e Álvaro

Ángel Guerra Cabrera https://lapupilainsomne.wordpress.com

I mezzi di diffusione dominanti, guidati dagli USA, cercano di imporre un resoconto assolutamente falso del colpo di stato in Bolivia. Per quanto riguarda questo pericolo e l’urgente necessità di contrastarlo, martedì 10, ci siamo trovati d’accordo un gruppo di compagni/e in un indimenticabile e produttivo incontro con Evo Morales e Álvaro García Linera, presidente e vicepresidente dello stato plurinazionale della Bolivia, a cui ha partecipato anche il sempre propositivo Rafael Correa, ex presidente dell’Ecuador. Siamo accolti dall’amabile ospitalità dell’ambasciatore venezuelano in Messico, Francisco Árias Cárdenas e sua moglie, nonché dall’ambasciatore boliviano José Crespo.

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Ci uccidono come cani

Medea Benjamin – https://nostramerica.wordpress.com

Sto scrivendo dalla Bolivia, solo pochi giorni dopo aver assistito, il 19 novembre, al massacro militare all’impianto del gas di Senkata nella città indigena di El Alto e al lancio di lacrimogeni contro un pacifico funerale il 21 novembre per commemorare i morti. Questi sono esempi, purtroppo, del modus operandi del governo di fatto che ha preso il controllo in un colpo di stato che ha cacciato dal potere Evo Morales.

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Elezioni tra persecuzioni, il piano del golpe in Bolivia

Marco Teruggi  www.cubadebate.cu/opinion

Mi scrive una compagna che ha dovuto lasciare la Bolivia. E’ perseguita insieme al suo partner a cui, le hanno detto, lo stanno cercando per “liquidarlo”. Da prima che Evo Morales fosse costretto a dimettersi, è cominciata a circolare una lista di nomi; la sua applicazione si è accelerata a partire da quel momento.

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