Tag Archives: guerra mediatica

Gli statunitensi credono che Cuba sia una minaccia?

Osservatorio dei Media di Cubadebate

Il 28 luglio scorso, in seguito alla diffusione di un’intervista di Marco Rubio a Fox News, il Segretario di Stato ha ripetuto ancora una volta che Cuba costituisce una minaccia per la sicurezza nazionale USA. La sua argomentazione ha combinato diverse idee note: la vicinanza dell’Isola, le sue relazioni con Russia e Cina, i casi storici di spionaggio e una presunta rete cubana di influenza su proteste e organizzazioni politiche USA.

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Nicaragua: come si fabbrica una notizia

La manipolazione quasi mai consiste nell’inventare una notizia, è molto più efficace raccontare solo una parte della storia.

José A. Amesty Rivera

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Washington detta il copione e la rete tossica simula il consenso

Osservatorio dei Media di Cubadebate

Ci sono stati giorni in cui la conversazione su Cuba sembrava esplodere spontaneamente. Un ordine esecutivo, una minaccia contro il rifornimento di petrolio o una nuova lista di sanzionati appariva a Washington e, quasi immediatamente, lo spazio digitale si riempiva di titoli, allarmi, interpretazioni e copie. Ma, mettendo in ordine sette mesi di dati, la spontaneità inizia a sembrare qualcos’altro: uno schema deliberato.

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Cubainformacion: Cuba e tutta la sinistra mondiale, nel mirino degli USA

Cuba e tutta la sinistra mondiale, nel mirino USA

Speciali Miami Fake

  1. Propaganda di Stato del rapporto contro Cuba più menzognero della storia degli USA

Qualche giorno fa è stato presentato davanti a più di 60 rappresentanti del mondo un rapporto intitolato “Cuba, la capitale del comunismo del XXI secolo”. E tutta questa stampa, con sede principalmente a Miami, pagata dal governo USA, che non è altro che stampa di tematica cubana dello stesso governo USA, faceva il tifo, faceva propaganda di tutte le menzogne contenute in questo rapporto.

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Complicità o protagonismo sovversivo alla ricerca di un’esplosione?

L’impalcatura mediatica e sovversiva si presta per l’incubo di continuare a torturare il popolo cubano con un maggior blocco petrolifero, sanzioni di ogni tipo, minacce di nuove misure, intimidazioni agli investitori stranieri, per portare il paese alla miseria e cercare di metterlo in ginocchio di fronte alla poderosa macchina economica e militare della super potenza mondiale. 

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Cubainformacion: attacco aereo a Cuba?

Attacco aereo a Cuba?

Miami Fake

Cubainformación – Benvenute/i a Miami Fake, questo spazio in cui spieghiamo il ruolo che hanno determinati media digitali pagati dal governo USA nella loro strategia politico-militare contro Cuba.

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CBS espone più “piani” per Cuba, la “Gaza silenziosa” che “minaccia” gli USA

CBS, sottolinea il viceministro degli Esteri di Cuba, non si chiede nemmeno quale sarebbe il motivo per condurre a uno scenario che può finire in un bagno di sangue, contro un Paese che non ha attaccato, minacciato né causato il minimo danno alla maggiore potenza nucleare del pianeta.

teleSUR

Come altri media USA, la rete CBS “torna a battere i tamburi di guerra contro” Cuba, ha denunciato il viceministro degli Affari Esteri Carlos R. Fernández de Cossío in un post sulle sue reti sociali, in cui sottolinea la “complice imparzialità” della piattaforma statunitense nell’affrontare la minaccia di aggressione militare contro l’isola, già colpita da un rafforzamento senza precedenti delle misure di asfissia economica ed energetica della Casa Bianca nel 2026.

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11J (luglio): così si fabbrica un’operazione di ingerenza estera

Osservatorio dei Media di Cubadebate

La campagna tossica dell’11 luglio, organizzata dalla Florida, non è apparsa improvvisamente nella conversazione digitale. È stata annunciata, preparata e spinta. Da metà giugno, i media digitali e gli influencer che operano dagli USA hanno iniziato a collegare storie su blackout, difficoltà economiche, prigionieri, proteste locali e figure anticubane con una stessa idea: Cuba si stava avvicinando a “un altro 11J”. L’intento era che, quando fosse arrivata la data, il terreno fosse già stato preparato.

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Il granchio e il vampiro

Michel Torres Corona (*)

Immagino che sia iniziato come un ristorante di quelli che negli anni ’90 si dedicavano a vendere in divisa “frutti del mare”: pesci, crostacei e altre delizie che, con il Periodo Speciale e le concessioni che la Rivoluzione dovette fare per sopravvivere, si allontanavano sempre di più dalla “tavola senza tovaglia”. Ne ignoro la storia, devo confessare, e ci sono entrato appena due volte, mentre frequentavo l’università: la prima, quando invitai una ragazza di cui ero innamorato a un concerto di Kelvis Ochoa (non conoscevo una sola delle sue canzoni); e la seconda – e ultima – quando un gruppo di amici finimmo lì la serata, dopo aver fatto un giro per bar malfamati e aver accumulato abbastanza alcol da tenere il fegato ben occupato senza dover “consumare” i “costose” bevande che servivano. In entrambe le occasioni mi sentii in un ambiente estraneo, a cui non appartenevo.

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Il blocco criminale e genocida soffoca e uccide in silenzio

La diplomazia cubana confuta Mike Waltz, rappresentante di Donald Trump e Marco Rubio all’Assemblea Generale dell’ONU. Votano 136 paesi a favore della discussione programmata per ottobre prossimo, che è stata tentata di sabotare mediante minacce dagli USA. 9 hanno votato contro e 30 paesi si sono astenuti.

Carlos Fazio (*)

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L’equazione del caos: guerra cognitiva e asfissia economica

La guerra cognitiva non è un epifenomeno, ma il motore principale di una strategia progettata per fratturare l’anima della nazione

Raúl Antonio Capote

Washington, a tutto motore, cerca di sincronizzare il tentativo di collasso energetico con la disinformazione e la semina del dubbio, in uno scenario inedito di pressione multidimensionale.

Nella letteratura dell’intelligence strategica esiste un concetto antico, che nell’era digitale ha raggiunto una sofisticazione terrificante: generare confusione per seminare nelle persone il dubbio. Oggi, quella strategia è diventata l’asse centrale della politica estera degli USA verso Cuba; non si tratta solo di uno degli strumenti di confronto ideologico classico, ma di una sinfonia dissonante in cui l’asfissia materiale e l’erosione della percezione suonano all’unisono.

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Il centro di gravità della giornata: energia, dibattito ONU e battaglia di narrazioni

Mentre, a New York, l’ONU dibatte sul blocco, Miami usa il blackout come controargomentazione. L’isola risolve la crisi con le mani, con i suoi lavoratori elettrici senza carburante né pezzi, mentre un’offensiva mediatica non si ferma.  

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La fabbrica della dissidenza

L’attacco di Anna Bensi a Gerardo Hernández e la costruzione dell’opposizione cubana da parte di Washington

Federica Cresci, Cuba Mambí – Gruppo di Azione Internazionalista

Negli ultimi giorni una giovane influencer cubana, Anna Bensi, è finita al centro di una polemica con Gerardo Hernández, uno dei Cinque Cubani. La ragazza, diventata nota sui social per le sue posizioni anticastriste, è stata rapidamente rilanciata dai principali media dell’esilio cubano a Miami e sostenuta dagli ambienti politici che da anni promuovono l’opposizione al governo dell’Avana. Lo scontro è nato da accuse rivolte a Gerardo Hernández e si è rapidamente trasformato in un caso mediatico. Al di là della polemica in sé, la vicenda offre però l’occasione per riflettere su un fenomeno molto più ampio: il ruolo svolto da media, organizzazioni e programmi finanziati dagli Stati Uniti nella costruzione dell’opposizione cubana degli ultimi decenni.

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Cubainformacion: senza rispetto alcuno

Perché non rispettano neppure l’aiuto medico di Cuba in Venezuela?

Speciali Miami Fake

Cubainformación – Benvenute/i a Miami Fake, Miami, città dalla quale vengono espulse al mondo decine di menzogne ogni giorno sulla realtà di Cuba, ma anche sul Venezuela.

  1. Meschine menzogne sulle case popolari in Venezuela

Ora cercano di approfittare e trarre profitto politico contro il processo bolivariano e contro il Venezuela in questa situazione di catastrofe umanitaria dopo i terremoti, cercando di piazzare nella stampa internazionale e, soprattutto, nell’opinione pubblica interna ed esterna del Venezuela, la matrice secondo cui le case popolari di quel Paese non sono state costruite bene.

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Infobae contro Cuba

Osservatorio dei Media di Cubadebate

Per sei mesi, il giornale digitale argentino Infobae non ha parlato di Cuba come chi informa su un Paese. L’ha presentata come uno strumento di combattimento politico. Questa è la conclusione principale dell’analisi di 482 pubblicazioni in cui è stato menzionato il nostro Paese, diffuse dal suo ecosistema digitale tra gennaio e giugno 2026 su piattaforme come X, Facebook, Instagram, YouTube e TikTok.

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