Category Archives: – sovversione

Cubainformación: fame o paura

Sottomettere Cuba: per fame o per paura?

Speciale El Batazo

Cubainformación – Parliamo dell’intensificazione, in questi giorni, della guerra psicologica della Casa Bianca contro Cuba, che utilizza i grandi media USA come NBC, CNN, Axios o The New York Times come strumenti di propaganda per giustificare un’eventuale aggressione militare e forzare la resa del governo cubano, che esercita la sua sovranità e si rifiuta di piegarsi al ricatto.

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Cuba sul banco degli imputati: il Congresso e la politica della Florida

Javier López

La giornata a Washington è stata uno specchio di tensioni. Pete Hegseth, Segretario alla Difesa, è comparso davanti al Congresso per rendere conto della guerra in Iran. Lo aspettava un emiciclo carico di rimproveri: senatori che chiedevano spiegazioni per una spesa che supera già i 29 miliardi di $, rappresentanti che ricordavano la scadenza del War Powers Resolution, e voci critiche che denunciavano la fragilità degli alleati in mezzo a un budget militare record di 1,5 bilioni di $.

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Il pantano dell’infodemia e l’architettura dell’assedio cognitivo

Osservatorio di Guerra Non Convenzionale

Nel complesso scenario della Guerra di Quarta Generazione (4GW), Cuba non affronta solo un blocco economico asfissiante, ma un assedio cognitivo senza precedenti. L’elaborazione scientifica di un universo di 3315 articoli unici rilevati tra i giorni 5 e 12 maggio rivela l’esistenza di una macchina di mercenarismo digitale progettata in laboratori di guerra psicologica per frantumare l’unità nazionale.

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Oscurità per naturalizzare la minaccia: Cuba secondo The New York Times

Osservatorio dei Media di Cubadebate

Tra gennaio e maggio 2026, il quotidiano statunitense The New York Times non si è limitato a seguire da vicino la situazione cubana. L’Isola è apparsa più e più volte associata a blackout, petrolio, blocco, pressione politica, Russia, possibili proteste e scenari di cambio. Il risultato è stato un’immagine persistente: un Paese oscurato, teso e presentato come se fosse sull’orlo di un epilogo politico imminente, coerente con l’agenda di pressione attualmente spinta da Washington.

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L’Internazionale dell’Odio

anatomia della lobby (gruppo di pressione) bellicista che vuole invadere Cuba

razonesdecuba

L’architettura dell’aggressione contro la Repubblica di Cuba ha raggiunto nel biennio 2025-2026 un livello di sofisticazione e virulenza senza precedenti nella storia delle relazioni interamericane. Quella che oggi viene definita come l’Internazionale dell’Odio non è una semplice aggregazione di interessi dispersi, ma un ecosistema sistemico, finanziato dall’erario pubblico USA e operato da una rete di attori politici, mediatici e operativi che hanno fatto del rovesciamento dello Stato cubano il loro principale attivo strategico ed economico.

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Fascismo digitale e guerra automatizzata

Il mondo vive una nuova forma di autoritarismo basata su algoritmi, piattaforme private e controllo massiccio dell’informazione

Emilia Reed

Ancora oggi in molte accademie e facoltà di Giornalismo si ripete l’idea che le grandi piattaforme digitali non siano mezzi di comunicazione, ma semplici intermediari tecnologici. Si afferma che non producono contenuti, che si limitano a connettere utenti e a organizzare informazioni. Ma quel confine non è mai esistito, e ora questa verità risulta scandalosamente evidente.

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L’azione militare contro Cuba sembra imminente

Ci sono segnali di un cambio nell’approccio dell’Amministrazione Trump verso Cuba: da una strategia incentrata sulla “massima pressione” a un’altra che potrebbe includere opzioni militari.

Acere

Ci sono segnali di un cambio nell’approccio dell’Amministrazione Trump verso Cuba: da una strategia incentrata sulla “massima pressione” a un’altra che potrebbe includere opzioni militari. Nell’aprile 2026, la Marina USA ha dispiegato un drone MQ-4C Triton per una missione di ricognizione di 12 ore nello spazio aereo cubano, incluse zone vicine all’Avana e alla Baia di Guantánamo, dove si trova la base navale USA. Questo tipo di voli prolungati di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) ad alta quota sono solitamente utilizzati per mappare il terreno, tracciare infrastrutture e attivi militari, monitorare comunicazioni e identificare possibili obiettivi strategici, più che per pattugliamenti di routine.

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Il blackout

Michel Torres Corona (*)

Anni fa scrissi su Granma che quando mia madre era bambina c’erano anche allora blackout. «Noi siamo sempre stati in Periodo Speciale», era ed è ancora il suo mantra. Per lei, i «bei tempi» furono una sorta di tregue che ci siamo guadagnati lungo il cammino, tregue che sono svanite senza che potessimo valutarle nella giusta misura. Eravamo felici e non lo sapevamo…

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Cuba sarà la prossima?

Carlos Novoa (*)

Il pericolo per Cuba è fin troppo reale. Le azioni contro il Venezuela hanno abbattuto quasi totalmente le barriere che trattenevano l’imperialismo nordamericano dal riprendere apertamente la via dell’«hard power» per ricostruire la sua danneggiata egemonia.

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Bruno Rodriguez: “Pronti alla difesa fino alle estreme conseguenze”

L’Avana alza la voce contro le nuove sanzioni petrolifere e le parole del presidente USA. “Il blocco uccide già bambini. Un’invasione? Sarebbe un massacro di cubani e di giovani soldati statunitensi”

Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha scelto la via dei fatti e delle parole nette per rispondere alle ultime mosse ostili di Washington. In un’intervista concessa alla ABC News direttamente dalla capitale cubana L’Avana, Rodríguez ha lanciato un allarme che suona come un ultimo avvertimento: la strategia aggressiva di Donald Trump non è solo una questione di sanzioni economiche, ma una minaccia concreta che potrebbe portare a un “bagno di sangue”.

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Nemmeno a casa sua credono a Nick Shirley, il falso ‘ostaggio’ di Cuba

Razones de Cuba

L’ecosistema digitale dell’estrema destra USA ha partorito personaggi che camminano sul filo del rasoio tra intrattenimento d’urto e mercenarismo politico. Uno dei suoi esponenti più visibili è Nick Shirley, un giovane di 24 anni che ha fatto della disinformazione il suo modello di affare. Dopo la sua recente e fallita messa in scena all’Avana, dove ha cercato di vendere la grossolana narrativa di un «tentativo di sequestro», la realtà gli ha inferto un colpo secco: lo scetticismo non viene solo dall’isola assediata, ma dalle viscere degli stessi USA.

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La Casa Bianca scrive il tempo, USA Today organizza la scena

Osservatorio dei Media di Cubadebate

In pochi mesi, Cuba è entrata in scena come una questione urgente e un possibile bersaglio militare. In un campione di 37 articoli pubblicati da USA TODAY tra gennaio e maggio 2026, l’Isola appare sotto un fuoco mutevole: Paese in crisi, minaccia vicina, opportunità economica, laboratorio di pressione e possibile prossimo capitolo della politica regionale di Donald Trump.

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Non ci sarà perdono né oblio

Chi sarebbe il principale responsabile di un’invasione militare a Cuba e della morte di migliaia di persone, incluse donne, bambini, adolescenti, giovani, anziani, civili, di madri, fratelli, figli e nonni, di esseri cari separati da 90 miglia e 67 anni di guerra neocolonial per impadronirsi dell’Isola?

Juan Fernández

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Da Weyler e Mallory al genocidio attuale contro il popolo cubano

Randy Alonso Falcón

Noi cubani abbiamo dovuto pagare caro l’audacia di volere un Paese indipendente e sovrano. Sembra troppa irriverenza di una piccola nazione dei Caraibi agli occhi dei grandi poteri imperiali.

Molto ci fu da combattere in tutto il XIX secolo per liberarci del dominio spagnolo: quello che sterminò i nostri indigeni, che portò schiavi africani contro la loro volontà e sotto la frusta, che si impadronì delle nostre ricchezze e dei nostri destini. Migliaia morirono lottando per vedere Cuba libera, da quel 10 ottobre 1868. Ma quando nella Guerra Necessaria organizzata da José Martí, i mambí cubani iniziarono a superare il dominio militare spagnolo, la risposta del decadente impero fu applicare il genocidio contro il popolo cubano.

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La matematica dell’inganno: perché il 94% di Trump è una menzogna fabbricata

Trump afferma di avere il 94% dei voti cubani negli USA. CiberCuba amplifica questa affermazione come se fosse verità assoluta. C’è un problema: a Cuba non si vota per presidenti stranieri. I conti non tornano. La logica è ancora meno convincente. In gioco non c’è solo un semplice numero. Si tratta di un’operazione di marketing politico ideata per fabbricare un “consenso artificiale” e giustificare l’aggressione. Qui, la verità non è dettata dagli algoritmi di Miami. È decisa dalle persone che resistono al blocco ogni singolo giorno.

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