Tag Archives: Baia dei porci

La guerra delle fake news non è cambiata

Ci provarono allora e ci provano oggi!

 

Una simultanea e infruttuosa crociata mediatica fu lanciata dalla CIA contro il paese, che, dopo aver sconfitto l’invasione mercenaria in sole 66 ore, tornò alla normalità e, senza abbassare la guardia, si mise a celebrare un Primo Maggio socialista.

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Girón, perpetua lezione per i nemici

Mentre passa il tempo è sempre più evidente la chiara lezione che ha lasciato la vittoria ottenuta in questo territorio a sud di Matanzas, la Ciénaga de Zapata, quando il popolo delle milizie fu capace di affrontare e vincere gli invasori nonostante il forte peso delle loro armi e l’appoggio imperialista.

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Playa Giron: cadaveri e CIA

Perché la CIA ha impiegato quasi 20 anni per reclamare il cadavere di un pilota mercenario yankee abbattuto a Playa Girón?

 

La CIA era fiduciosa che un attacco aereo potesse distruggere e mettere fuori servizio i pochi aerei della Forza Aerea Rivoluzionaria (FAR), e in questo modo intendeva impedire il supporto aereo alle sue forze di fanteria durante lo sbarco del contingente mercenario invasore.

Dolphin Xiqués Cutiño  www.granma.cu

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Viva Cuba socialista

Nel carattere del popolo adirato che, il 16 aprile 1961, proclamò socialista la sua Rivoluzione prima di andare alla difesa della Patria nelle sabbie di Girón, c’è anche l’essenza del Partito che lo conduce fino ad oggi, imbattuto, vittorioso, glorioso, come questa data che, per l’ispirazione di quei giorni, segna anche la fondazione del PCC

Madeleine Sautie www.granma.cu

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16 aprile 1961: inizia l’invasione mercenaria della Baia dei Porci

Il 16 aprile 1961, otto bombardieri B-26, partiti dal Nicaragua con insegne cubane contraffatte, si diressero verso Cuba e bombardarono gli aeroporti dell’Avana, di Santiago e di San Antonio de los Baños, lasciando sul terreno numerose vittime e distruggendo una parte delle modeste forze aree dell’isola.

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Il preludio di Playa Girón alla luce del presente

Quel fatto, che commosse d’indignazione l’intero paese, segnò il preludio all’invasione di Playa Girón (Baia dei Porci).

Trascorsi più di sei decenni, il fatto mantiene piena validità, anche quando i detrattori della Rivoluzione, che appena due anni prima avevano sconfitto la dittatura di Fulgencio Batista (1952-1958), pretendano stendere un manto di oblio.

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60 anni fa: processo alla controrivoluzione

“Prima di comparire come imputati davanti a un tribunale rivoluzionario, il 29 marzo ’62, i 1181 mercenari pagati dagli USA che invasero Cuba, il 17 aprile ’61, credevano che la loro avventura sarebbe stata una passeggiata e che il popolo li avrebbe ricevuti a braccia aperte.

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Il debordo virtuale del Dipartimento di Stato e del suo ufficio all’Avana

José Ramón Cabañas Rodríguez www.cubadebate.cu

Negli ultimi mesi, ha sorpreso sia i cibernauti cubani che i diplomatici stranieri residenti a Cuba la maniera straripante in cui sia il Dipartimento di Stato, da Washington, che la sua ambasciata all’Avana hanno incorporato nella loro routine quotidiana l’emissione di giudizi e opinioni sulla realtà interna cubana, che pubblicano e ribadiscono senza alcun pudore. Sebbene la pratica abbia compreso diverse piattaforme, è diventata più presente su Twitter, che si presume sia meno popolare di Facebook, ma dove in teoria sono più presenti funzionari governativi, accademici e decisori di vario tipo.

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Il blocco contro Cuba compie oggi 60 anni

Rosa Miriam Elizalde  www.cubadebate.cu

Facile a dirsi, ma sono stati sei decenni durissimi, iniziati con una sconcertante leggerezza e con la convinzione che il blocco del governo USA a Cuba non sarebbe durato a lungo. Un paio d’anni, forse.

Il 2 febbraio 1962, John F. Kennedy chiamò il suo addetto stampa, Pierre Salinger, e gli diede un incarico urgente:

–Ho bisogno di molti sigari cubani, Pierre.

Quanti, Presidente?

–Circa un migliaio.

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L’ossessione per Castro sopravvive a Fidel

Max J. Castro  https://progresosemanal.us

Miami. La schiacciante sconfitta delle forze appoggiate dagli USA in Afghanistan invia un messaggio chiaro, ma mai compreso dagli esuli cubani che sognano un cambio di regime a Cuba attraverso l’intervento USA: che la democrazia non si può esportare o imporre con la pistola.

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Moneta x una sconfitta?

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Cubainformacion: Playa Giron

Girón, il fallimento perfetto e l’invasione di menzogne

 

Il 15 aprile 1961 iniziavano i bombardamenti aerei all’Avana.

Due giorni dopo, 1200 mercenari diretti dalla CIA tentavano di sbarcare a Playa Girón. Nei due giorni seguenti -quasi tutti- finivano in prigione. Successivamente sarebbero stati scambiati con cibo e medicine.

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Come l’esercito cubano ingannò la CIA

Evgenij Krutikov, VZ – Histoire et Societé

Esattamente 60 anni fa, il 17 aprile 1961, un distaccamento di 1500 emigrati cubani addestrati dalla CIA sbarcò in una baia deserta sulla costa meridionale di Cuba. Dopo tre giorni di combattimenti, furono in parte distrutti e in parte fatti prigionieri. L’operazione Baia dei Porci fu forse il peggiore fallimento della CIA. Come e perché successe?

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Baia dei Porci: la prima sconfitta dell’imperialismo in America Latina

Francisco Javier Viamontes Correa, Internationalist 360°,

In meno di 72 ore, il popolo cubano non solo dimostrò al mondo che una piccola nazione sovrana poteva difendersi dalla prima potenza militare del mondo. Ma che poteva farlo mentre si dichiarava rivoluzione socialista. L’invasione della Baia dei Porci, Playa Girón, o Girón Beach in inglese, come la chiamano i cubani, fu la prima volta che l’imperialismo USA fu sconfitto.

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Cuba, uno schiaffo all’imperialismo che brucia ancora

Geraldina Colotti

La relazione di Raul Castro, all’VIII Congresso del Partito Comunista Cubano (Pcc) ha ricordato la lunga battaglia di Cuba per conservare la sua indipendenza, difendendola dalle continue aggressioni dell’imperialismo. Il Congresso si è svolto nei sessant’anni dall’invasione mercenaria della Baia dei Porci – dal 17 al 19 aprile del 1961 – con la quale la Cia voleva farla finita con la giovane rivoluzione che, il 16 aprile del 1961, aveva dichiarato il proprio carattere socialista con le parole di Fidel Castro.

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