Abbiamo Fidel e onorarlo implica non rinunciare a condurre i destini patrii né tradire l’unità che forgiò con la coscienza che senza questa non ci sarebbe dignità. Potremmo dire con i versi di Guevara:Quando suona il primo sparo e si risveglia / in vergine stupore, la manigua intera, /lí, al tuo fianco, sereni combattenti /ci terrai
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Fidel non fece mai ricorso alla menzogna
Sul piatto vanno messi i tentativi di Fidel di trovare un’intesa con Washington ogni volta che alla Casa Bianca entrava un presidente meno ostile: se nel 1980 Carter avesse vinto un secondo mandato, i rapporti con Cuba si sarebbero normalizzati trent’anni fa.
La lettera
Era la notte del 3 ottobre 1965, al Teatro Chaplin (oggi Teatro Karl Marx) dell’Avana. Lo stupore, o forse l’angoscia, si leggeva su molti volti. Un uomo era scomparso. Poi Fidel spiegò:
Fidel vs Trump
65 anni fa Fidel arrivava all’ONU denunciando i maltrattamenti ricevuti dalla delegazione ufficiale di Cuba fin dal suo arrivo negli USA; Trump, tre giorni fa, denunciava la scala mobile.
Il 26 settembre 1960, Fidel denunciava davanti all’Assemblea Generale che le famiglie cubane delle vittime di attacchi terroristici organizzati, finanziati ed eseguiti dal territorio yankee aspettavano ancora un telegramma di condoglianze per quei fatti ignobili. Il 23 settembre 2025, Trump denunciava davanti all’AG il teleprompter, perché non funzionava proprio nel momento in cui stava per iniziare a leggere il suo patetico discorso.
«Vi dico solo una cosa: Torneranno!»
Lo scorso 12 settembre si sono compiuti 27 anni dall’ingiusta reclusione dei Cinque Eroi cubani
Quando Ignacio Ramonet chiese a Fidel: Quali sono le principali preoccupazioni che, come Capo di Stato ha lei attualmente? lui elencò chiaramente molte cose, ma tra le prime citate disse: «Oggi la nostra attenzione si concentra (…) nella lotta per la liberazione dei Cinque Eroi che sono detenuti negli Stati Uniti». [1]
Miracolo e altari
In silenzio, paralizzata dall’immobilità causata dal fatidico incidente, l’adolescente non si accorse della vicinanza dell’essere che avrebbe compiuto il miracolo.
Il volto stravolto, la pelle pallida, il corpo minuto immobile se non per le convulsioni, e le macchie umide e abbondanti che arrossavano i suoi vestiti, facevano presagire una tragedia ancora peggiore. Thi Huong ancora non sa quale meccanismo le abbia permesso di camminare fino al luogo dove il suo salvatore l’ha trovata in condizioni fisiche così deplorevoli.
Martí in Fidel, più che un simbolo
Non fu un caso, ma un ordine preciso che Fidel fosse fotografato davanti a un manifesto di José Martí al Vivac di Santiago de Cuba.
«Si metta lì» era un ordine, non una coincidenza che Fidel fosse fotografato davanti a un poster di José Martí al Vivac di Santiago de Cuba.
Fidel: La lotta per la pace è la lotta per la sopravvivenza dell’umanità
L’eredità del Comandante in Capo nel campo del multilateralismo e della pace è riconosciuta come un faro morale per i movimenti sociali, i leader progressisti e i paesi del Sud.
Il capo storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro Ruz, si è distinto nel corso della sua vita per essere stato un fervente difensore del multilateralismo e un instancabile promotore della pace mondiale. La lotta per l’equità e la giustizia per tutti ha costituito il fulcro della sua azione rivoluzionaria, per Cuba e per il resto delle nazioni.
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10 complotti x assassinare Fidel Castro
Pochi giorni prima del 99° anniversario della nascita dello storico leader della Rivoluzione cubana, la casa editrice Ocean Sur ha presentato il libro ‘Dieci complotti per assassinare Fidel Castro’, di Fabián Escalante Font.
I terrapieni di Fidel: fermi cammini per lo sviluppo turistico
Quello che allora alcuni accusarono di pazzia o capriccio si è rivelato una strategia geniale per lo sviluppo turistico
Sotto il sole implacabile del tropico, una lingua di roccia e terra usurpa il mare con testardaggine. Non è un fenomeno naturale, ma è l’impronta indelebile di una visione audace del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz.
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Il Centro Fidel Castro inizia l’omaggio al dirigente storico della Rivoluzione Cubana
Il Centro Fidel Castro Ruz ha appena presentato un programma di attività in commemorazione del 99º anniversario della nascita del leader storico della Rivoluzione Cubana.
La vice direttrice del centro, Sissy Abay, ha spiegato in una conferenza stampa che l’istituzione ha disegnato un gruppo d‘attività, soprattutto per bambini e adolescenti, che inserite nella vita culturale della società.
Il Comandante in Capo Fidel Castro Ruz e la memoria storica sull’Africa
Nel settembre del 1960, il Comandante Fidel Castro pronunciò il suo primo e storico discorso sulla politica estera della Rivoluzione, all’Assemblea Generale ONU, e incontrò Kwame Nkrumah, Sekou Touré, Gamal Abdel Nasser, paladini dell’indipendenza e dell’anti-imperialismo in Africa. In quell’occasione, l’Unione Sovietica presentò e fu approvato il progetto di Risoluzione 1514 (XV) all’Assemblea Generale, intitolato “Dichiarazione sul diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza dei popoli coloniali”, che proclamava quell’anno come l’anno della decolonizzazione e creava un Comitato di lavoro per sostenere i popoli ancora non indipendenti. Cuba fu tra i fondatori di tale Comitato e ne divenne vicepresidente, restando per anni uno dei suoi membri più attivi.
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Bolívar in Chávez e Fidel
“Giuro davanti a voi, giuro per il Dio dei miei padri, giuro su loro, giuro sul mio onore e giuro sulla mia patria, che non darò riposo al mio braccio, né riposo alla mia anima fino a quando non avrò spezzato le catene che ci opprimono per volontà del potere spagnolo”.
(Parole di Simón Bolívar davanti al suo maestro Simón Rodríguez, sulla Collina di Monte Sacro, Roma, 15 agosto 1805).
A Monte Sacro, Roma, la vita scorre normalmente, senza neppure percepire l’eco del giuramento di Simón Bolívar del 15 agosto 1805, che unì in lotta, ideali e sentimenti, quasi 200 anni dopo, i comandanti Fidel e Chávez: il sogno dell’anfizionia dei popoli della nostra America in piena libertà. Tuttavia, qui, nelle terre continentali e caraibiche che vanno dal Rio Bravo alla Patagonia, la volontà di unione e vera indipendenza arde, si ravviva come una fiamma, che segna i conflitti politici di oggi.










