Il Segretario di Stato si presenta come un lottatore per la libertà, ma dietro quella facciata si nascondono decenni di legami con il narcotraffico, la frode e una politica di odio irrazionale contro l’isola.
Nuovamente il mitomane Marco Rubio torna a mentire. In questa occasione davanti a un tribunale di Miami che giudica il suo intimo amico ed ex-congressista, David Rivera.
Nella contea di Miami-Dade, quasi 3000 persone sono state sfrattate dalle loro case nel parco di case mobili Li’l Abner, a Sweetwater—molti di loro residenti anziani e della classe lavoratrice che avevano passato decenni a costruirsi una vita in un luogo che credevano di potersi permettere.
Cubainformación presenta una nuova puntata del suo spazio “Miami Fake”, dedicato a smascherare la valanga di notizie false, titoli manipolati e campagne di disinformazione politica prodotte dai cosiddetti media a “tema cubano”, quasi tutti con sede a Miami e finanziati direttamente o indirettamente da agenzie del Governo USA. Media come Diario de Cuba, ADN Cuba, Cubanet, CiberCuba, Cubanos por el Mundo, Martí Noticias e altri portali minori articolano, giorno dopo giorno, un discorso unico: sostenere il blocco, promuovere l’asfissia economica e giustificare l’ingerenza contro Cuba.
Bob Menendez, il senatore cubano-americano che oggi è accusato di corruzione davanti a un tribunale federale, è diventato la caricatura della corruzione nella politica USA.
Il membro del Burò Politico e primo ministro, Manuel Marrero Cruz, ha segnalato, mercoledì 28, in una riunione di lavoro effettuata nel Palazzo della Rivoluzione, la necessità di rinforzare l’integralità nello scontro ai reati, la corruzione, le illegalità e le indiscipline sociali.
Il senatore democratico del New Jersey Robert Bob Menéndez, responsabile, negli ultimi tre decenni, della persecuzione e vessazione nei confronti di tutti i regimi popolari, progressisti e di sinistra in America Latina e nei Caraibi si prepara ad affrontare il tribunale di Manhattan, accusato di arricchimento illecito, ricezione di tangenti, traffico di influenze e collusione con un Governo straniero (Egitto) per consentire l’esportazione di armi.
Con l’arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca, il “democratico” Robert (Bob) Menéndez, 67 anni -nato a Cuba- è stato riconfermato presidente del Comitato Relazioni Estere del Senato e sta facendo l’indicibile per inasprire il blocco economico e finanziario che gli USA mantengono contro Cuba e Venezuela.
L’ex deputato Juan Guaidó è già in territorio USA, dopo aver annunciato per settimane che le autorità venezuelane si preparavano ad arrestarlo, lunedì 24 ha annunciato di essere arrivato in Colombia a piedi, “nello stesso maniera in cui lo hanno fatto milioni di venezuelani prima di me”.
Corruzione, frode, traffico di droga e altre piaghe sono dietro le fortune dei gerarchi che fanno politica contro Cuba negli USA, secondo il libro Miami Soldi Sporchi.
Questo secondo l’autore, Hedelberto López Blanch, che nel suo testo smonta la propaganda coniata dai potenti media statunitensi secondo cui gli emigranti cubani si sono fatti strada da soli e che più di uno è diventato milionario grazie ai benefici del sistema.
Nel 2017 la procuratrice generale del Venezuela, Luisa Ortega Díaz, denunciava la convocazione di un’Assemblea nazionale costituente e accusava il presidente Nicolás Maduro di aver incassato una tangente di 35 milioni di dollari, nel contesto dello scandalo Odebrecht, in cui erano implicati molti dirigenti latino-americani. Accusava inoltre l’uomo forte del Paese, Diosdado Cabello, di aver ricevuto una tangente di 100 milioni di dollari nell’ambito di un’altra vicenda di corruzione.
Questa domenica l’emissario privato di Juan Guaidó negli USA, Carlos Vecchio, si è fatto eco attraverso il suo account Twitter di un’informazione pubblicata dal quotidiano svizzero Le Matin Dimanche (replicata da Bloomberg), dove si dà per confermato che le autorità elvetiche abbiano individuato diversi conti bancari con denaro presumibilmente “malversato in Venezuela” nell’ordine di 10 miliardi di dollari.
Un’indagine di una giornalista statunitense svela l’implicazione del “procuratore generale” di Guaidó in tangenti petrolifere contro il Venezuela
Un’indagine approfondita della giornalista statunitense Anya Parampil, per il sito web d’informazione The Grayzone, rivela la rete di corruzione e tangenti a danno dello Stato venezuelano in cui è coinvolto José Ignacio Hernández, che fino a luglio era il “procuratore generale” del presunto “governo” del deputato dell’opposizione Juan Guaidó.
Sta per compiersi un mese dalla “rinuncia” dell’avvocato José Ignacio Hernández alla fittizia procura della Repubblica del Venezuela, assegnato da Juan Guaidó nel quadro del tentativo di usurpare le legittime funzioni dello stato venezuelano sotto l’egida strategica di Washington.