Pastora Soler: l’aragosta, la censura e la Mafia di Miami
José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación
A Miami, il potere politico è nelle mani di una mafia ultradestra di origine cubana (1), che controlla anche i media e il settore della cultura.
Lì, impone la persecuzione a ogni artista che non rispetti il parametro anticomunista. Non che lo violi, ma che non lo rispetti. Per non essere vittima di un boicottaggio alle proprie tournée e concerti o subire la chiusura del mercato musicale latino, cantanti e altri artisti devono realizzare condanne pubbliche della “dittatura” che, assicurano, c’è a Cuba. Una “dittatura” che, curiosamente, non ha mai obbligato un artista a giurarle fedeltà politica per poter esibirsi.
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