José “El Chino” Fernandez Santos è nato all’Avana il 24 dicembre 1941 e si è unito al Movimento 26 Luglio nel 1957, all’età di 16 anni. Iniziò il suo lavoro, non appena la Rivoluzione trionfò, lavorando per il Dipartimento di Investigazioni dell’Esercito Ribelle (DIER) e da lì passò al Dipartimento di Sicurezza dello Stato.
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Sicurezza dello Stato, eroismo silenzioso per preservare la Rivoluzione
Dal 26 marzo 1959 ha sconfitto, uno per uno, i piani sovversivi, attentati, sabotaggi e altre azioni che gli USA hanno forgiato per rovesciare il processo rivoluzionario cubano.
Pedro Rioseco www.granma.cu
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Dove il G-2 si fece popolo e prodezza la sua storia
Una minuziosa investigazione che conduce alla genesi della politica controrivoluzionaria dei governi USA contro la Rivoluzione cubana e la necessaria risposta, in legittima difesa delle aspirazioni e delle sacre conquiste del popolo, vedrà presto la luce nel libro ‘G-2 nell’occhio dell’uragano’, di Manuel Hevia Frasquieri e Pedro Etcheverry Vázquez, come meritato omaggio al Ministero dell’Interno nel suo 60° anniversario, che sarà commemorato il prossimo 6 giugno
Francisco Arias Fernández www.granma.cu
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Sessant’anni in difesa della Rivoluzione
Fabián Escalante Font https://lapupilainsomne.wordpress.com
Prossimamente si commemoreranno i 60 anni dalla fondazione dei Servizi di Sicurezza cubani, una decisione rivoluzionaria e fondamentale per salvaguardare quel processo politico, economico e sociale che era appena iniziato. I suoi diretti antecedenti era in un’organizzazione simile creata dal Comandante Raúl Castro nel Secondo Fronte Orientale Frank País durante la lotta guerrigliera per proteggere l’ordine e smascherare le infiltrazioni nemiche.
Cuba e USA prima di Girón (Parte IV e finale)
Fabián Escalante https://lapupilainsomne.wordpress.com
Il piano consisteva nel reclutare il capo del gruppo di polizia per collocare, furtivamente, nella stanza del dirigente cubano una scatola di sigari. Questi avrebbero contenuto una piccola carica esplosiva destinata a fare saltare la sua testa. Il poliziotto si rifiutò, con veemenza, brandendo l’argomento che la sua missione era quella di prendersi cura di lui, non di ucciderlo.
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