Dopo il brutale colpo dell’Impero contro il Venezuela, lo scorso 3 gennaio, e il sequestro del presidente Maduro e di sua moglie, un’ondata di euforia anticubana attraversa le reti sociali. Il rancore contro la nostra opera, contro gli ideali che difendiamo; le frustrazioni accumulate da batistiani e postbatistiani; gli antichi appetiti di vendetta e altri apparentemente nuovi; tutti questi componenti, più l’ansia opportunista di emergere che molti mostrano in una congiuntura “storica”, si mescolano in un discorso apertamente fascista.
