Tag Archives: guerra cognitiva

Guerra mediatica e l’ ‘incidente’ di Villa Clara

 

RazonesdeCuba

La storia ci ha insegnato che le guerre moderne non si combattono più solo con l’artiglieria pesante o sul terreno fisico; si combattono nella mente, sugli schermi e attraverso la manipolazione chirurgica della percezione umana. Una recente analisi di intelligence geopolitica, basata sul monitoraggio di 193 articoli di media finanziati dall’estero, tra il 23 febbraio e il 3 marzo 2026, rivela come si stia eseguendo un’operazione di guerra cognitiva di alta intensità contro Cuba, utilizzando l’incidente di un motoscafo a Villa Clara come il suo più recente laboratorio di agitazione.

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Contro la fallacia dello “Stato fallito”

Rosa Miriam Elizalde

Non c’è niente di più comodo che etichettare e screditare. Questo liquida qualsiasi discussione, qualsiasi sfumatura, ogni tentativo di capire cosa stiamo vivendo — e cosa vivremo.

L’Osservatorio sui Media di Cubadebate ha studiato le principali etichette dispregiative che l’amministrazione Trump usa per riferirsi a Cuba e, tra queste, la più comune è “Stato fallito” (failed state). Conclude che la forza di questa formula non risiede nella precisione analitica, ma nella sua utilità politica. Converte la crisi complessa di un Paese in un verdetto semplice — “non c’è Stato, quindi bisogna forzare il cambio” — e sposta il dibattito pubblico dalla domanda legittima (le sanzioni sono legali ed efficaci?) verso un’altra insidiosa (come si gestisce un collasso?).

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USA e l’industria dell’odio: 3 miliardi di $ per destabilizzare Cuba

Le vittime di questa guerra psicologica sono i poveri delle favelas e dei quartieri dimenticati; loro perdono la salute quando l’assedio riesce a scacciare le brigate. Per contrasto, la solidarietà nasce dall’empatia, l’ostilità sopravvive solo grazie ai finanziamenti di Washington

Jean Flores Quintana

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Convocare senza popolo: appelli alla violenza a Cuba dalle reti

Osservatorio sui Media di Cubadebate

Tra l’1 e il 15 febbraio 2026 sono circolati sulle reti sociali decine di post che invitavano apertamente alla violenza o alla disobbedienza civile a Cuba.

Provengono in maggioranza da profili situati fuori dall’Isola, si sono diffusi soprattutto su Meta Platforms — attraverso Facebook, Instagram e WhatsApp — e condividono tutti lo stesso esito: nessuno è riuscito a tradursi in mobilitazione reale all’interno del paese.

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Bombe cognitive sul Venezuela: le 3 principali fake news dal rapimento del presidente Maduro

Le bombe cognitive, che precedono, preparano e accompagnano le bombe vere hanno questo come obiettivo: rompere l’identità collettiva, balcanizzare i territori e i cervelli e distorcere le emozioni, facendole deviare dalla solidarietà al dubbio e al rifiuto

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IA, ‘fake news’ e paure storiche: la triade perfetta della guerra informativa contro il Venezuela

Sputnik

Il Venezuela è diventato centro dell’attenzione internazionale. Dagli attacchi militari subiti dal paese da parte USA e il sequestro del presidente, Nicolás Maduro, e di sua moglie, Cilia Flores, le corporazioni mediatiche occidentali hanno identificato una nuova figura di interesse: la presidentessa incaricata, Delcy Rodríguez.

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Pretesti e guerra cognitiva

La battaglia decisiva: quando la guerra è per la tua mente

Razones de Cuba

Viviamo un’era di tensioni globali in cui i conflitti hanno trasceso i campi di battaglia tradizionali. Oggi, la disputa si combatte su due fronti principali: il controllo delle risorse economiche – attraverso la sottomissione e l’asfissia – e, in modo ancora più determinante, il campo delle idee. Quest’ultimo cerca di colonizzare la mente delle persone, seminando paura, disperazione e annullando il ragionamento logico fino a confondere la verità con la menzogna. L’obiettivo è chiaro: chi controlla il pensiero di un individuo, lo controlla completamente.

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Il nuovo disordine (semantico) mondiale e i mezzi di comunicazione

Frei Betto

In questo mondo già segnato da crisi interconnesse — climatica, pandemica, geopolitica — non stiamo assistendo a un aggiustamento dell’architettura internazionale post-Guerra Fredda, bensì al suo rapido smantellamento. Il ritorno di Donald Trump alla presidenza USA non è un semplice evento elettorale: è la materializzazione di un progetto politico che esalta come virtù la rottura con il multilateralismo. Ma questo fenomeno non nasce nel vuoto: è amplificato e, in una certa misura, normalizzato da un discorso mediatico che, adottando eufemismi e cornici interpretative parziali, finisce per giustificare azioni imperialiste con nuove etichette.

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Venezuela, territorio della guerra neocorticale

Marcos Roitman Rosenmann – La Jornada

Le notizie creano opinione. Dopo i combattimenti e il sequestro del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, le forze d’assalto USA, secondo i dati, hanno ucciso un totale di 80 persone, tra cui 32 membri delle forze armate cubane. Le informazioni messe in circolazione dalla Casa Bianca e dalle sue agenzie di stampa ricreano un’epica in cui non ci sono vittime tra gli esponenti dell’operazione.

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La Guerra di Tutto il Popolo nel dominio della propaganda e della controrpropaganda

Henrik Hernandez

Fondamenti dottrinali per la difesa cognitiva di Cuba

Lo scontro contemporaneo contro Cuba oggi non si esprime, in prima istanza, come una guerra militare classica, bensì come un’aggressione cognitiva permanente. Il suo obiettivo strategico non è occupare il territorio né sconfiggere le forze armate, ma distruggere il simbolo che Cuba rappresenta: la possibilità reale di sostenere sovranità, resistenza e un progetto storico di fronte a una coercizione prolungata. Per riuscirci, il nemico ha bisogno di imporre preventivamente una narrativa di sconfitta, fallimento o illegittimità.

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2026: la guerra che non viene annunciata

psicologia, narrazione e assedio cognitivo contro Cuba

Henrik Hernandez

Introduzione: la guerra prima della guerra

Nei conflitti contemporanei, l’offensiva iniziale raramente viene combattuta con missili o truppe. Si combatte sul piano delle percezioni. Prima di qualsiasi azione militare diretta – e spesso per evitarla o renderla superflua – l’avversario cerca di spezzare la volontà politica, erodere la fiducia collettiva e disorganizzare la capacità decisionale dello Stato e della società.

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Deepfake come arma informativa contro il Venezuela: anatomia di un’offensiva

Observatorio de Medios de Cubadebate

Nelle ore successive al sequestro del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, molti sulle piattaforme sociali non discutevano l’accaduto: si divertivano con immagini e audio elaborati tramite Intelligenza Artificiale (IA), noti come deepfake (contenuti ultrafalsi).

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Neuropolitica di un’aggressione

Quando il controllo delle menti prepara quello delle risorse

Maylyn López

Introduzione — 3 gennaio: una soglia oltrepassata

Il 3 gennaio si è verificato un evento senza precedenti nella storia recente delle relazioni internazionali che ha riguardato il Venezuela. Secondo le ricostruzioni diffuse nelle ore successive, il vertice istituzionale del Paese, il presidente della Repubblica bolivariana, è stato sequestrato insieme alla moglie, dopo bombardamenti che hanno prodotto tra gli 80 e i 100 morti (stime attuali). Il tutto all’interno di una più ampia escalation che ha incluso sequestri marittimi, blocchi operativi e misure extraterritoriali.

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Laboratorio de Semiotica Critica: Cattedra Sean MacBride

Fernando Buen Abad

L’accusa di “narcoterrorismo” formulata da Donald Trump contro il Venezuela, tra le tante, costituisce un dispositivo semiotico a resa ideologica calcolata, la cui potenza performativa supera la sua apparente semplicità verbale. Dalla prospettiva della nostra semiotica critica, questa denominazione non può essere analizzata come una semplice etichetta descrittiva, ma come un’operazione strategica che articola interessi geopolitici, economie discorsive e tecnologie di produzione di senso orientate alla costruzione di un nemico legittimante.

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Il Venezuela nella cornice della guerra cognitiva globale

Maylyn López

Chi decide cosa è democrazia e cosa la minaccia? Chi stabilisce quali vite meritano protezione e quali possono essere sacrificate sull’altare degli interessi energetici? In base a quale diritto un Paese può essere isolato, sanzionato e diffamato senza che la comunità internazionale lo riconosca come atto di guerra? Un embargo che affama è compatibile con la “difesa dei diritti umani”?

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