In questo mondo già segnato da crisi interconnesse — climatica, pandemica, geopolitica — non stiamo assistendo a un aggiustamento dell’architettura internazionale post-Guerra Fredda, bensì al suo rapido smantellamento. Il ritorno di Donald Trump alla presidenza USA non è un semplice evento elettorale: è la materializzazione di un progetto politico che esalta come virtù la rottura con il multilateralismo. Ma questo fenomeno non nasce nel vuoto: è amplificato e, in una certa misura, normalizzato da un discorso mediatico che, adottando eufemismi e cornici interpretative parziali, finisce per giustificare azioni imperialiste con nuove etichette.
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