Mario Campa – Economista e politologo
L’Hondurasgate ha mostrato solo i ferri visibili di una macchina oliata i cui ingranaggi sfuggono alla vista.
La speranza riposta in un gol di Roberto Sánchez e Iván Cepeda al tempo di recupero si è presto dissolta. Le recenti sconfitte della sinistra in Perù e Colombia hanno assottigliato la già esigua rete di resistenza in America Latina di fronte alla Dottrina Monroe e al corollario Trump (Donroe). Aggiungendo a quanto visto in Argentina, Bolivia e Cile, gli ultra guadagnano presenza territoriale e la legittimità che la vittoria concede. Il progressismo e le sovranità hanno una base nutrita e galvanizzata, sebbene siano in ritirata. Seguita pedissequamente, la teoria del pendolo anticipava questo scenario dopo l’ultima marea rosa (rossa?). Per questo stesso motivo, poiché il pendolo va e viene, l’ottimista incorreggibile trae magro conforto dal fatto che l’attuale ondata di rovesci ha una data di scadenza inesorabile, sebbene il tempo sia incerto e le garanzie nulle.



