come gli influencer MAGA si sono convertiti nel braccio esecutivo del governo
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Nick Shirley, l’influencer trumpista che mentì sul suo visto per inventare un «sequestro» a Cuba
Il governo cubano ha agito con trasparenza di fronte ad una violazione migratoria accertata: è entrato come turista, ha fatto giornalismo sotto copertura ed è uscito volontariamente dal Paese il 1° maggio. Il suo racconto di “spie”, “chirurgie con torce” e “rotta di fuga” è puro copione anticomunista.
L’opposizione (anti)cubana
Non si può fare a meno di restare stupiti dal livello dell’opposizione (anti)cubana. Che sia a Miami o a Madrid, le reti sociali suscitano interesse quando l’argomento di discussione è Cuba. Questa piccola isola caraibica esercita un fascino totale e suscita passioni molto forti, oltre a rivelare una fauna degna del miglior studio dell’evoluzione.
Influencer prepagati o manipolatori della realtà?
Essere un creatore digitale in questi giorni di social network, trending topic e monetizzazione, più che una moda, per alcuni diventa uno stile di vita.
Per alcuni creatori, aggiornare i propri follower sulla loro vita quotidiana, costruire o idealizzare la loro esistenza, controllare le loro abitudini e offrire loro consigli sulle dinamiche di tutti i giorni è il loro sostentamento, mentre per altri l’obiettivo è mediare opinioni negative e decostruire una realtà attaccando la cognizione di chi li prende come punto di riferimento.
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Influencer o latitanti?
Attraverso i cybermercenari, la Casa Bianca fa rivivere vecchie pratiche della Guerra Fredda e del Piano Condor
Eseguono ordini della Comunità di Intelligence USA anche se, indistintamente, siano accuditi dall’Agenzia Internazionale per lo Sviluppo (USAID), dal National Endowment for Democracy (NED), dal National Democratic Institute (NDI), Freedom House, Atlas Network o altre mostruosità terroristiche e sovversive, e si presentano come “giornalisti indipendenti“, youtubers, editorialisti, corrispondenti o non nascondino il loro status di agenti mercenari dei monopoli comunicativi occidentali.
Miserabili 2.0
La mendicità digitale è vecchia quanto Internet, ma ora è più fastidiosa di quando è iniziata. È online da più di 20 anni ed è servita per tutti i tipi di cause, fino a approdare direttamente in politica per ridurre quasi ogni incontro umano all’atto e all’arte di chiedere con esagerazioni ed inganni.
L’ultimo capitolo della mercificazione: il grande business degli “influencer”
Geraldina Colotti
Nell’universo del capitalismo digitale, basato sulla centralità dell’eccedenza di informazione sottratta agli utenti, i cosiddetti influencer muovono fette di mercato sempre più consistenti a livello mondiale per scopi di profitto. Si tratta di figure che costituiscono il punto di congiunzione tra il marchio, ossia il produttore, e il consumatore, ovvero il follower che mette il “like” e che segue le indicazioni di un determinato personaggio.
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Come opera il neoterrorismo promosso da youtuber dagli USA?
Dietro le azioni terroriste promosse da youtuber, dagli USA, contro Cuba, con una forza particolarmente intensificata a partire dai falliti tentativi di destabilizzazione avvenuti intorno all’11 luglio 2021, c’è molto montaggio e scarso interesse per ciò che può accadere a coloro che servono come burattini
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Influencer o agente politico degli USA?
L’inserimento di Yotuel nella lista degli ospiti della Casa Bianca risponde alla strategia di comunicazione concepita per avvicinare il discorso di Washington al popolo cubano, in particolare alle generazioni più giovani
Daily Pérez Guillén www.granma.cu
L’influencer Lester Mallory
Presentati come inedite esplosioni sociali, gli eventi di questa domenica nel paese costituiscono un capitolo -e non una prima- della cosiddetta guerra non convenzionale
Juan Antonio Borrego www.granma.cu
Luis Almagro si esibirà nel teatro di varietà di Miami
M. H. Lagarde www.cubadebate.cu
Un’altra prova di sino a che limite sia giunto il declino della propaganda anticubana sarà senza dubbio l’annunciata apparizione di Luis Almagro, segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA), e John Barsa, attuale amministratore dell’USAID, nella politicante teatro di varietà diretto, da Miami, dall’ “influencers” Alexander Otaola.
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