L’ascesa di José Antonio Kast apre un nuovo ciclo politico in Cile segnato dalla svolta all’ultradestra, un Congresso frammentato che obbliga a patti costanti e una possibile riconfigurazione dell’equilibrio politico tanto all’interno del Paese quanto in America Latina
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Bukele, Kast e le domande comode
Nella sala che ospita le sessioni e le apparizioni mediatiche di Bukele di fronte al suo gabinetto, e che è dominata dal ritratto di Monsignor Óscar Arnulfo Romero, assassinato nella cappella de El Hospitalito dagli squadroni della morte nel 1980 e canonizzato santo nel 2018, sono comparsi il presidente di El Salvador e José Antonio Kast, difensore del regime degli squadroni della morte in Cile e che tra un mese assumerà la presidenza del Paese in cui, sotto il comando di Pinochet, furono assassinati almeno cinque sacerdoti: Joan Alsina, Miguel Woodward, André Jarlan, Antonio Llidó e Gerardo Poblete.
Il ritorno del pinochettismo a La Moneda
e l’allarme del progressismo latinoamericano
Il trionfo di José Antonio Kast al ballottaggio del 14 dicembre, con oltre il 58% dei voti, segna il ritorno del pinochettismo al governo cileno. Un esito che preoccupa le forze progressiste di tutta l’America Latina e impone una riflessione strategica profonda.
Il pericolo di perdere la memoria
Il popolo cileno ha appena eletto un nuovo presidente, José Antonio Kast, politico di ultradestra che ha dichiarato il suo sostegno alla sanguinaria dittatura militare di Augusto Pinochet ed ha assicurato che voterebbe per lui se questi fosse vivo.
Quando la sinistra tradisce il popolo: la strada che ha portato Kast al potere in Cile
Il fallimento del progetto costituente, le concessioni al modello neoliberista e la gestione timida di Boric hanno creato il vuoto in cui è cresciuta l’ultradestra neoliberista
Cile: come il Cid, Pinochet vince le elezioni dopo la morte
Senza progetto, senza programma, senza alternativa, non c’è speranza. E senza speranza, trionfa l’oscurantismo. Senza un orizzonte di cambio sociale, le classi popolari soccombono al discorso redentore.
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Il pinochettismo ritorna al potere
La netta vittoria di José Antonio Kast al ballottaggio è destinata a esercitare una profonda influenza in Cile. Si consolida una solida forza di estrema destra, neofascista, come prodotto della convergenza di due varianti radicali del pinochettismo – una guidata da Kast e l’altra, ancora più estrema, da Johannes Kaiser – alle quali si è unita la rappresentante di una finzione chiamata “destra democratica” incarnata dall’ex sindachessa di Providencia, Evelyn Matthei, presunta erede dell’eredità di Sebastián Piñera.
Attaccare Maduro: una tavola di salvezza per un indebolito Gabriel Boric
La posizione del governo cileno guidato da Gabriel Boric verso il Venezuela è ascesa ad alti livelli di ostilità; in linea con l’agenda golpista avviata dopo le elezioni del 28 luglio.
In Venezuela, questa agenda è stata capeggiata da Edmundo González e María Corina Machado, che disconoscono i risultati ufficiali, si sono dichiarati vincitori senza prove verificabili e hanno lanciato appelli di tipo insurrezionale che hanno portato a un’ondata di violenza criminale per le strade del paese.
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