Non siamo di fronte a una semplice apatia, ma a un vasto coma vigile. Viviamo immersi in una diffusa umanità lobotomizzata, di “gente che vive senza fiatare” in un sistema che rende sguatteri privi di diritti e guardiani delle proprie catene. Il risultato è un quadro clinico grottesco: sudditi persuasi di essere liberi mentre vengono saturati 24 ore su 24 da una propaganda che inverte la realtà e normalizza l’abuso. Sudditi pronti a dimenticare in un lampo i loro stessi slogan. Quelli che ieri ripetevano come automi “c’è un aggressore e un aggredito”, oggi applaudono l’aggressione pura, lo stupro della sovranità altrui, l’atto predatorio elevato a “difesa dell’ordine”, dimostrando che la loro morale è un interruttore manovrato dal padrone.
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