Quando uccidere diventa un processo più rapido, più remoto e più efficiente, la barbarie smette di essere un’eccezione e funziona come un’industria
Emilia Reed
C’è stato un tempo in cui la guerra si decideva su mappe di carta, con ufficiali chini su un tavolo, chiamate radio e ore – a volte giorni – per verificare un’informazione prima di premere un bottone. Oggi, invece, la guerra comincia ad assomigliare a uno schermo: immagini satellitari, video di droni, sensori, coordinate e un’intelligenza artificiale che incrocia tutti questi dati in tempo reale. Questo sistema si chiama Progetto Maven, e comprenderlo permette di discernere una parte decisiva del nuovo potere militare USA.
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