Quando Fidel Castro Ruz afferma che ai cubani c’è una cosa che non piace, nel tono e nei gesti di un dirigente come lui, non sta facendo una dimostrazione personale di quella che in questa terra si chiama “spavalderia da quartiere”. Quando conclude che quella “cosa” che non ci piace è “che ci minaccino”, non lo fa come il classico spaccone di strada, a volte senza grandi conseguenze, ma come una figura centrale della nostra storia che piuttosto proclama, alla sua statura e per i nemici che a volte si rifiutano di ascoltarlo, il mandato imperturbabile delle lotte del suo popolo.
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