Tatiana Coll* La Jornada
Il presidente del Consiglio dei Ministri, dittatore della Spagna e restauratore della monarchia, Cánovas del Castillo, di fronte al successo travolgente dell’invasione dell’Occidente da parte degli indipendentisti, dichiarò di essere disposto a mantenere il dominio su Cuba “fino all’ultimo uomo e all’ultima peseta”. Per garantirlo, nominò il generale Valeriano Weyler, il 10 febbraio 1896, al comando dell’esercito spagnolo nell’isola. Era già ben noto ai cubani, poiché fin dalla prima guerra dei dieci anni, aveva fucilato intere famiglie, bruciato e saccheggiato interi villaggi. In questa occasione si sarebbe realizzata una vera e propria guerra di sterminio, la cui strategia centrale sarebbe stata “concentrare le famiglie contadine” anche se ciò avesse portato “miseria e fame orribili”.
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