{"id":112265,"date":"2026-08-12T07:40:04","date_gmt":"2026-08-12T07:40:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=112265"},"modified":"2026-08-12T07:42:20","modified_gmt":"2026-08-12T07:42:20","slug":"fidel-e-la-smisurata-umanita-della-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=112265","title":{"rendered":"Fidel e la smisurata umanit\u00e0 della Rivoluzione"},"content":{"rendered":"<h5 style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/fidel-ai.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-112266 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/fidel-ai-252x300.png\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/fidel-ai-252x300.png 252w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/fidel-ai.png 452w\" sizes=\"(max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/><\/a>Fidel ebbe tutte le condizioni per non essere Fidel. Era figlio di una famiglia facoltosa, di buona posizione economica, con possibilit\u00e0 di studiare all&#8217;Avana, di diventare avvocato, di lavorare in un ufficio legale privato, con una vita relativamente agiata.<\/strong><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aveva tutte le premesse, familiari e di talento personale, per un&#8217;esistenza agiata e tranquilla, senza grandi privazioni, che gli avrebbe permesso di costruirsi una traiettoria professionale di rilievo. &#8220;Fidel ha stoffa e non mancher\u00e0 l&#8217;artista&#8221;, profetizz\u00f2 il professore gesuita Armando Llorente, il quale non dubit\u00f2 che il giovane studente avrebbe riempito di pagine brillanti il libro della sua vita, anche senza sospettare lontanamente il contenuto futuro di quei fogli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fidel, invece di mettere tutti quei vantaggi e privilegi al servizio dell&#8217;ottenimento di benefici personali, si dedic\u00f2 alla lotta per obiettivi pi\u00f9 trascendenti di emancipazione sociale e nazionale. Essere rivoluzionario non \u00e8 una caratteristica genetica, acquisita con la nascita, ma una condizione che si va formando attraverso scelte individuali durante il percorso vitale di una persona. Fidel si defin\u00ec come rivoluzionario con le scelte che fece e le posizioni che and\u00f2 assumendo nel corso della sua vita. Avrebbe potuto scegliere i canali della politica tradizionale, anche in epoca di dittatura, e diventare uno dei tanti quadri dell&#8217;Ortodossia che puntavano ad accordi pacifici per assicurarsi scranni e prebende. Ma scelse il sentiero pi\u00f9 difficile, quello rivoluzionario, e sorprese tutti, alla testa di un gruppo di giovani praticamente sconosciuti, come lui, alla guida di un assalto che nessuno si aspettava, contro la fortezza militare pi\u00f9 grande fuori dall&#8217;Avana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una costante nella storia di Fidel fu quella di sorprendere sempre con decisioni che sfidavano la logica di stretti calcoli di fattibilit\u00e0. Il fondamento pratico della sua politica rivoluzionaria fu quello di trasformare in realt\u00e0 sogni che sembravano impossibili. La normalit\u00e0 nell&#8217;America Latina del XX secolo, inclusa l&#8217;esperienza cubana, \u00e8 che processi rivoluzionari vittoriosi contro regimi dittatoriali aprivano la strada a riformulazioni dell&#8217;egemonia borghese e del dominio imperialista, che in nessun caso producevano rotture aperte con l&#8217;ordine vigente. A Cuba, dove la sudditanza neocoloniale agli USA appariva come un destino inevitabile, il rovesciamento di Batista avrebbe potuto significare il ritorno del paese alla situazione imperante il 9 marzo 1952, con il potere reale nelle mani di sempre e la continuit\u00e0 della tutela straniera, forse ora sotto nuove forme e vesti. In questo scenario, il pi\u00f9 probabile secondo le ferree leggi della geopolitica e della dominazione, la condizione di eroe mitico che aveva liberato il paese da una dittatura gli avrebbe garantito a Fidel una posizione di privilegio, l&#8217;applauso e il sostegno di &#8220;potenti forze dominanti&#8221; nazionali e straniere, e una vita senza rischi, senza l&#8217;esposizione a pi\u00f9 di 600 piani di attentati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, ancora una volta Fidel scelse il cammino pi\u00f9 duro e pericoloso, ma l&#8217;unico che poteva portare giustizia e dignit\u00e0 al popolo cubano, quello di una rivoluzione profonda, la trasformazione radicale delle strutture di sfruttamento che attraversavano la societ\u00e0 insulare, anche se ci\u00f2 implicava sfidare il potere imperiale pi\u00f9 imponente e travolgente di tutti i tempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fidel \u00e8 una delle grandi personalit\u00e0 storiche del XX secolo, che lasci\u00f2 un&#8217;impronta indelebile nel divenire dell&#8217;umanit\u00e0. E questa dimensione universale la acquis\u00ec non da una nazione centrale, con abbondanti risorse economiche, ma da una piccola isola alla periferia del sistema mondo capitalista, aggredita e bloccata, e con enormi limiti materiali. In queste condizioni, dal sottosviluppo e da un passato coloniale e neocoloniale, aver trasformato il nostro paese in un riferimento e potenza mondiale nei pi\u00f9 vari ambiti, ed essersi trasformato egli stesso in un simbolo internazionale della lotta dei popoli per la loro emancipazione, ha un merito straordinario e accresce la sua statura di dirigente rivoluzionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una peculiarit\u00e0 della guida di Fidel, coltivata fin dall&#8217;insurrezione, era la sua capacit\u00e0 tattica di decifrare con esattezza le chiavi di ogni momento storico, e agire di conseguenza. Questa qualit\u00e0 di saper procedere secondo le esigenze della congiuntura, mantenendo al contempo una fermezza incrollabile nei principi, gli procur\u00f2 un&#8217;enorme fiducia tra i suoi compagni per prendere le decisioni appropriate in ogni circostanza. Cos\u00ec lo esprimeva Armando Hart, in una lettera a Celia S\u00e1nchez alla fine del 1957: &#8220;lui ha una straordinaria capacit\u00e0 di comprendere quando politicamente dobbiamo fare proposte di tipo radicale&#8221;. [1] La maggior parte dei cubani speriment\u00f2 anche, nel corso dei decenni della Rivoluzione al potere, la sicurezza che, indipendentemente dall&#8217;entit\u00e0 delle difficolt\u00e0 che affrontavamo, Fidel avrebbe sempre saputo cosa fare e ci avrebbe condotto alla vittoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo eccezionale talento per realizzare correzioni necessarie e svolte in corso d&#8217;opera a strategie politiche gi\u00e0 decise, e di gestire con intelligenza i suoi ritmi e tempi, lo avvicina a un altro grande del XX secolo, Vladimir Lenin, riconosciuto anche per la sua abilit\u00e0 dialettica, come nelle Tesi di Aprile, per operare cambi tattici improvvisi e non seguire linee rette nel conseguimento di obiettivi rivoluzionari. Ben si potrebbe applicare al dirigente cubano la sembianza che Trotsky fece di Lenin: &#8220;quello stratega rivoluzionario che sapeva orientarsi in modo geniale alla vista di ogni situazione (&#8230;) era un genio, un perfetto genio umano, il che non vuol dire che fosse una macchina calcolatrice che funzionasse in modo infallibile. Quello che accadeva era che gli errori che lui commetteva erano molti meno di quelli che qualsiasi altro avrebbe commesso, messo al suo posto&#8221;. [2]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dimensione smisurata in tutto ci\u00f2 che faceva fu notata in Fidel da uno dei suoi amici pi\u00f9 cari e amati, lo scrittore colombiano Gabriel Garc\u00eda M\u00e1rquez, che lo defin\u00ec come qualcuno &#8220;incapace di concepire qualsiasi idea che non sia smisurata&#8221;. Fare una rivoluzione come quella cubana, in mezzo alle condizioni e agli ostacoli che affront\u00f2, con gli obiettivi che si propose, non poteva essere altro che un&#8217;idea smisurata. Non era un progetto che potesse trovare spazio entro stampi normali o logici, doveva espandere al massimo le frontiere del possibile. E questa \u00e8 stata una marca permanente della rivoluzione cubana: proporsi mete e obiettivi molto superiori a quelli che sembrano permettere le condizioni materiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il miglior omaggio a Fidel nel suo centenario \u00e8 continuare a concepire idee smisurate per mantenere e approfondire questa rivoluzione fuori dal comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[1] Lettera di Armando Hart a Celia S\u00e1nchez, 6 dicembre 1957. Fondo Armando Hart D\u00e1valos, Archivio dell&#8217;Ufficio per gli Affari Storici della Presidenza della Repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[2] Trotsky, Le\u00f3n:\u00a0<em>La mia vita<\/em>, Editorial Verbum, Madrid, 2019, p. 501.<\/p>\n<hr \/>\n<blockquote>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.cubainformacion.tv\/cuba\/20260811\/124449\/124449-fidel-y-la-descomunal-humanidad-de-la-revolucion\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>Fidel y la descomunal humanidad de la Revoluci\u00f3n<\/em><\/strong><\/span><\/a><\/h4>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Fidel tuvo todas las condiciones para no ser Fidel. Era hijo de una familia acaudalada, de buena posici\u00f3n econ\u00f3mica, con posibilidad de estudiar en La Habana, de hacerse abogado, de trabajar en un bufete privado, con una vida relativamente c\u00f3moda.<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ten\u00eda todas las premisas, familiares y de talento personal, para una existencia muelle y tranquila, sin grandes penurias, que le permitiera labrarse una trayectoria profesional destacada. \u201cFidel tiene madera y no faltar\u00e1 el artista\u201d, augur\u00f3 el profesor jesuita Armando Llorente, quien no dud\u00f3 que el joven estudiante llenar\u00eda de p\u00e1ginas brillantes el libro de su vida, aunque sin sospechar siquiera el contenido futuro de esos folios.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fidel, en lugar de poner todas esas ventajas y privilegios en funci\u00f3n de la obtenci\u00f3n de beneficios personales, se dedic\u00f3 a la lucha por objetivos m\u00e1s trascendentes de emancipaci\u00f3n social y nacional. Ser revolucionario no es una caracter\u00edstica gen\u00e9tica, adquirida con el nacimiento, sino una condici\u00f3n que se va formando a trav\u00e9s de elecciones individuales durante el recorrido vital de una persona. Fidel se fue definiendo como revolucionario con las elecciones que tom\u00f3 y las posiciones que fue asumiendo a lo largo de su vida. Pudo haber elegido los cauces de la pol\u00edtica tradicional, incluso en \u00e9poca de dictadura, y convertirse en uno de tantos cuadros de la Ortodoxia que pujaban por arreglos pac\u00edficos para asegurarse curules y prebendas. Pero escogi\u00f3 la senda m\u00e1s dif\u00edcil, la revolucionaria, y sorprendi\u00f3 a todos, al frente de un grupo de j\u00f3venes pr\u00e1cticamente desconocidos, como \u00e9l, dirigiendo un asalto que nadie esperaba, contra la fortaleza militar m\u00e1s grande fuera de La Habana.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una constante en la historia de Fidel fue la de sorprender siempre con decisiones que desafiaban la l\u00f3gica de estrechos c\u00e1lculos de factibilidad. El fundamento pr\u00e1ctico de su pol\u00edtica revolucionaria fue la de convertir en realidades sue\u00f1os que parec\u00edan imposibles. Lo normal en la Am\u00e9rica Latina del siglo XX, incluida la experiencia cubana, es que procesos revolucionarios victoriosos contra reg\u00edmenes dictatoriales, abr\u00edan paso a reformulaciones de la hegemon\u00eda burguesa y el dominio imperialista, que en ning\u00fan caso produc\u00edan rupturas abiertas con el orden vigente. En Cuba, donde la sujeci\u00f3n neocolonial a Estados Unidos luc\u00eda como un sino inevitable, el derrocamiento de Batista podr\u00eda haber significado el regreso del pa\u00eds a la situaci\u00f3n imperante el 9 de marzo de 1952, con el poder real en las manos de siempre y la continuidad del tutelaje for\u00e1neo, quiz\u00e1s ahora bajo nuevas formas y ropajes. En este escenario, el m\u00e1s probable seg\u00fan las normas de hierro de la geopol\u00edtica y la dominaci\u00f3n, la condici\u00f3n de h\u00e9roe m\u00edtico que hab\u00eda liberado al pa\u00eds de una dictadura le habr\u00eda garantizado a Fidel una posici\u00f3n de privilegio, el aplauso y el apoyo de \u201cpoderosas fuerzas dominantes\u201d nacionales y extranjeras, y una vida sin riesgos, sin la exposici\u00f3n a m\u00e1s de 600 planes de atentados.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sin embargo, otra vez tom\u00f3 Fidel el camino m\u00e1s duro y peligroso, pero el \u00fanico que pod\u00eda traerle justicia y dignidad al pueblo cubano, el de una revoluci\u00f3n profunda, la transformaci\u00f3n radical de las estructuras de explotaci\u00f3n que atravesaban a la sociedad insular, aunque ello implicara desafiar al poder imperial m\u00e1s imponente y avasallador de todos los tiempos.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fidel es una de las grandes personalidades hist\u00f3ricas del siglo XX, que dej\u00f3 una huella imperecedera en el devenir de la humanidad. Y esa dimensi\u00f3n universal la adquiri\u00f3 no desde una naci\u00f3n central, con abundantes recursos econ\u00f3micos, sino desde una peque\u00f1a isla en la periferia del sistema mundo capitalista, agredida y bloqueada, y con enormes l\u00edmites materiales. En esas condiciones, desde el subdesarrollo y desde un pasado colonial y neocolonial, haber convertido a nuestro pa\u00eds en una referencia y potencia mundial en los m\u00e1s variados \u00e1mbitos, y haberse convertido \u00e9l mismo en un s\u00edmbolo internacional de la lucha de los pueblos por su emancipaci\u00f3n, tiene un m\u00e9rito extraordinario y acrecienta su estatura de dirigente revolucionario.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una peculiaridad del liderazgo de Fidel, cultivada desde la insurrecci\u00f3n, era su capacidad t\u00e1ctica para descifrar con exactitud las claves de cada momento hist\u00f3rico, y actuar en consecuencia. Esa cualidad de saber c\u00f3mo proceder seg\u00fan las exigencias de la coyuntura, al tiempo que se manten\u00eda una firmeza inclaudicable en los principios, le granje\u00f3 una enorme confianza entre sus compa\u00f1eros para tomar las decisiones adecuadas en cada circunstancia. As\u00ed lo expresaba Armando Hart, en carta a Celia S\u00e1nchez a finales de 1957: \u201c\u00e9l tiene una extraordinaria capacidad para comprender cu\u00e1ndo pol\u00edticamente debemos hacer planteamientos de tipo radical\u201d.[1] La mayor\u00eda de los cubanos experimentamos tambi\u00e9n, a lo largo de las d\u00e9cadas de la Revoluci\u00f3n en el poder, la seguridad de que, sin importar la envergadura de las dificultades que enfrent\u00e1ramos, Fidel siempre sabr\u00eda qu\u00e9 hacer y nos conducir\u00eda a la victoria.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Su excepcional talento para realizar correcciones necesarias y giros sobre la marcha a estrategias pol\u00edticas ya decididas, y de manejar con inteligencia sus ritmos y tiempos, lo asemeja a otro grande del siglo XX, Vladimir Lenin, reconocido tambi\u00e9n por su habilidad dial\u00e9ctica, como en las Tesis de Abril, para operar cambios t\u00e1cticos repentinos y no seguir l\u00edneas rectas en la consecuci\u00f3n de objetivos revolucionarios. Bien podr\u00eda aplicarse al l\u00edder cubano la semblanza que hizo Trotsky de Lenin: \u201caquel estratega revolucionario que sab\u00eda orientarse de un modo genial a la vista de cada situaci\u00f3n (\u2026)\u00a0 era un genio, un perfecto genio humano, lo cual no quiere decir que fuese una m\u00e1quina calculadora que funcionase de un modo infalible. Lo que ocurr\u00eda era que los errores que \u00e9l comet\u00eda eran muchos menos de los que cualquier otro hubiera cometido, puesto en su lugar\u201d.[2]<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La dimensi\u00f3n may\u00fascula en todo cuanto hac\u00eda fue advertida en Fidel por uno de sus amigos m\u00e1s cercanos y queridos, el escritor colombiano Gabriel Garc\u00eda M\u00e1rquez, quien lo defini\u00f3 como alguien \u201cincapaz de concebir ninguna idea que no sea descomunal\u201d. Hacer una revoluci\u00f3n como la cubana, en medio de las condiciones y obst\u00e1culos que enfrent\u00f3, con los objetivos que se propuso, no pod\u00eda ser otra cosa que una idea descomunal. No era un proyecto que pudiera hallar cabida dentro de moldes normales o l\u00f3gicos, ten\u00eda que expandir al m\u00e1ximo las fronteras de lo posible. Y esa ha sido una marca permanente de la revoluci\u00f3n cubana: proponerse metas y objetivos muy superiores a los que parecen permitir las condiciones materiales.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>El mejor homenaje a Fidel en su centenario es seguir concibiendo ideas descomunales para mantener y profundizar esta revoluci\u00f3n fuera de lo com\u00fan.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Notas:<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[1]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Carta de Armando Hart a Celia S\u00e1nchez, 6 de diciembre de 1957. Fondo Armando Hart D\u00e1valos, Archivo de la Oficina de Asuntos Hist\u00f3ricos de la Presidencia de la Rep\u00fablica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[2] Trotsky, Le\u00f3n: Mi vida, Editorial Verbum, Madrid, 2019, p. 501.<\/em><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Fidel e la smisurata umanit\u00e0 della Rivoluzione\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fidel ebbe tutte le condizioni per non essere Fidel. 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