{"id":113429,"date":"2026-09-24T08:51:05","date_gmt":"2026-09-24T08:51:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=113429"},"modified":"2026-09-24T08:51:05","modified_gmt":"2026-09-24T08:51:05","slug":"trump-mi-ha-fatto-pensare-a-marti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=113429","title":{"rendered":"Trump mi ha fatto pensare a Mart\u00ed"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/trump-onu-bn.webp\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-113430\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/trump-onu-bn-1024x683.webp\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"316\" srcset=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/trump-onu-bn-1024x683.webp 1024w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/trump-onu-bn-300x200.webp 300w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/trump-onu-bn-768x512.webp 768w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/trump-onu-bn.webp 1080w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.diario-red.com\/opinion\/iramis-rosique-cardenas\/trump-hizo-pensar-marti\/20260923203738076798.html\">Iramis Rosique C\u00e1rdenas<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La sfrontatezza che Donald Trump ha esibito a New York, e il fatto che vi abbiano reagito solo le delegazioni di Cuba e dell&#8217;Iran, non costituiscono semplici incidenti diplomatici n\u00e9 gesti testimoniali, ma sono la conferma che l&#8217;equilibrio del mondo che Mart\u00ed cercava, e che tutti noi abbiamo bisogno, permane rotto.<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trump mi ha fatto pensare a Mart\u00ed. \u00c8 stato molto inaspettato. La sfrontatezza del discorso dell&#8217;imperatore nordamericano questo marted\u00ec all&#8217;Assemblea Generale, l&#8217;acquiescenza del pubblico mentre minacciava di annientare un&#8217;intera nazione o di piegarne un&#8217;altra, mi hanno portato automaticamente a ricordare alcune idee di un cubano che cap\u00ec e vide molto presto le possibili tragedie che minacciavano \u2014come le chiam\u00f2\u2014 \u00able nazioni romantiche del continente\u00bb e, forse, anche il mondo intero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La solitudine di Cuba e dell&#8217;Iran, le uniche delegazioni nell&#8217;aula plenaria a ritirarsi durante l&#8217;infame discorso, nell&#8217;immagine speculare delle loro solitudini di fronte all&#8217;imperialismo nordamericano. Una settimana fa abbiamo avuto il vertice di quella recente promessa chiamata BRICS. Oggi abbiamo la riunione di quell&#8217;altra \u2014e ormai vecchia promessa\u2014 chiamata ONU. E l&#8217;unica cosa che possiamo trarre da entrambe \u00e8 che nessuna delle due pu\u00f2 prendere in mano la questione dell&#8217;Iran, n\u00e9 quella di Cuba. Nemmeno quella della Palestina. Il messaggio che ci lasciano \u00e8 che gli USA non li ferma nessuno. Per questo ho pensato a Mart\u00ed.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jos\u00e9 Mart\u00ed ha una riflessione sul posto di Cuba \u2014 e delle Antille, quelle \u00abisole dolorose del mare\u00bb \u2014 nel mondo che viene poco menzionata e persino dimenticata, ma senza la quale non si pu\u00f2 capire tutto ci\u00f2 che la Cuba rivoluzionaria \u00e8 stata e ha fatto per il mondo. Il Maestro ci dice qualcosa come: \u00abNel fiel dell&#8217;America stanno le Antille, che sarebbero, se schiave, mero pontone della guerra di una repubblica imperiale (\u2026) mero fortino della Roma americana; e se libere (\u2026) sarebbero nel continente la garanzia dell&#8217;equilibrio, quella dell&#8217;indipendenza per l&#8217;America spagnola ancora minacciata\u00bb1. E poi pi\u00f9 tardi suggella un po&#8217; il nostro destino di popoli liberi dicendo: \u00ab\u00c8 un mondo quello che stiamo equilibrando: non sono solo due isole quelle che andiamo a liberare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui, in un certo senso, Cuba si incontra con l&#8217;Iran: entrambi i paesi operano come anomalie territoriali che varrebbe la pena dominare per il consolidamento di zone di influenza esclusiva. L&#8217;isola caraibica sorveglia l&#8217;accesso al golfo e custodisce le rotte dell&#8217;Atlantico occidentale, mentre la repubblica persiana domina lo stretto di Hormuz e i corridoi energetici dell&#8217;Asia Centrale. Non esiste tra L&#8217;Avana e Teheran altra identit\u00e0 che una circostanza condivisa: entrambe concentrano la pressione sistematica degli USA ed entrambe sostengono il rifiuto di capitolare davanti ad essa. Entrambe inoltre fanno i conti con il fatto apparentemente incontestabile in questi giorni che chi rifiuta di integrarsi nel perimetro di controllo dei nordamericani assume il costo di affrontare il loro apparato di punizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo mi porta a un&#8217;altra idea martiana sulla geopolitica, avvertita anche a tempo nelle sue cronache sulla Conferenza Internazionale Americana tra il 1889 e il 1890. Di fronte alla proiezione egemonica che Mart\u00ed osserva da parte USA, propone la necessit\u00e0 di nuotare tra le potenze, approfittare delle loro rivalit\u00e0 come finestre di autonomia. Era chiaro allora per lui che, nel caso di una Cuba indipendente, era necessario approfittare delle contraddizioni tra gli attori dominanti dell&#8217;epoca: la Spagna, gli USA e gli imperi europei. La sopravvivenza dell&#8217;isola sarebbe dipesa da una politica estera orientata a diversificare i legami e a frammentare la pressione esterna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella capacit\u00e0 di manovra esterna presuppone, tuttavia \u2014sia per Cuba, sia per l&#8217;Iran, sia per qualsiasi altro\u2014, un tabellone internazionale dove le contraddizioni tra le potenze aprano fessure operative. Lo scenario attuale mostra la dinamica opposta. Il regime di coercizione unilaterale e il controllo extraterritoriale del sistema finanziario bloccano i canali elementari del commercio internazionale. Le potenze emergenti articolate nei BRICS ampliano le loro aree di influenza e disputano parcelle dell&#8217;egemonia monetaria, ma custodiscono i propri equilibri economici: nessun attore di peso assumer\u00e0 costi diretti n\u00e9 rischier\u00e0 i propri mercati per, ad esempio, alleviare l&#8217;assedio su Teheran o L&#8217;Avana. La \u00abmultipolarit\u00e0\u00bb in embrione \u2014se la si pu\u00f2 chiamare cos\u00ec\u2014 non fonda un ordine di contenimenti giuridici, ma un riassestamento pragmatico di forze dove le nazioni che non siano potenze tornano a rimanere senza protezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un mondo con pi\u00f9 poli non \u00e8 necessariamente un mondo con pi\u00f9 sovranit\u00e0. L&#8217;esistenza di varie potenze capaci di disputare spazi di influenza pu\u00f2 ampliare il margine di manovra di alcuni Stati, ma non elimina di per s\u00e9 la disuguaglianza tra chi ha la capacit\u00e0 di imporre costi e chi pu\u00f2 appena decidere con chi commerciare, come \u00e8 il nostro caso a Cuba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le nazioni piccole, la multipolarit\u00e0 pu\u00f2 significare pi\u00f9 opzioni, ma anche pi\u00f9 calcoli. La Cina non smette di essere la Cina perch\u00e9 gli USA sono il suo rivale; la Russia non smette di perseguire i propri interessi perch\u00e9 disputa l&#8217;egemonia occidentale; l&#8217;India, il Brasile o i paesi del Golfo non devono per forza convertire i loro disaccordi con Washington in una politica di confronto con esso. Le potenze possono aprire spazi di autonomia per paesi terzi, ma non necessariamente sono interessate a garantire loro quell&#8217;autonomia. La sfrontatezza che Donald Trump ha esibito a New York, e il fatto che vi abbiano reagito solo le delegazioni di Cuba e dell&#8217;Iran, non costituiscono semplici incidenti diplomatici n\u00e9 gesti testimoniali, ma sono la conferma che l&#8217;equilibrio del mondo che Mart\u00ed cercava, e che tutti noi abbiamo bisogno, permane rotto.<\/p>\n<hr \/>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>Trump me hizo pensar en Mart\u00ed<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em><a href=\"https:\/\/www.diario-red.com\/opinion\/iramis-rosique-cardenas\/trump-hizo-pensar-marti\/20260923203738076798.html\">Iramis Rosique C\u00e1rdenas<\/a><\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>La desfachatez que exhibi\u00f3 Donald Trump en Nueva York, y el hecho de que solo reaccionaran a ella las delegaciones de Cuba y de Ir\u00e1n, no constituyen simples incidentes diplom\u00e1ticos ni gestos testimoniales, sino que son confirmaci\u00f3n de que el equilibrio del mundo que Mart\u00ed busc\u00f3, y que todos necesitamos, permanece roto<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Trump me ha hecho pensar en Mart\u00ed. Fue muy inesperado. La desfachatez del discurso del emperador norteamericano este martes en la Asamblea General, la aquiescencia del p\u00fablico mientras amenazaba con aniquilar una naci\u00f3n entera o doblegar a otra, me llevaron autom\u00e1ticamente a recordar algunas ideas de un cubano que entendi\u00f3 y vio muy pronto las tragedias posibles que amenazaban a \u2014como las llam\u00f3\u2014 \u00ablas naciones rom\u00e1nticas del continente\u00bb y, quiz\u00e1, tambi\u00e9n al mundo entero.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La soledad de Cuba e Ir\u00e1n siendo las \u00fanicas delegaciones en la sala plenaria en retirarse durante el infame discurso, en la imagen especular de sus soledades enfrentando al imperialismo norteamericano. Hace una semana tuvimos la cumbre de aquella reciente promesa llamada BRICS. Hoy tenemos la reuni\u00f3n de esa otra \u2014y ya vieja promesa\u2014 llamada ONU. Y lo \u00fanico que podemos sacar en limpio de ambas es que ninguna de las dos puede tomar cartas en el asunto de Ir\u00e1n, ni en el de Cuba. Tampoco en el de Palestina. El mensaje que nos dejan es que a Estados Unidos no lo para nadie. Por eso he pensado en Mart\u00ed.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Jos\u00e9 Mart\u00ed tiene una reflexi\u00f3n sobre el lugar de Cuba \u2014y de las Antillas, esas \u00abislas dolorosas del mar\u2014 en el mundo que se menciona poco y hasta se olvida, pero sin la cual no se puede entender todo lo que ha sido y ha hecho para el mundo la Cuba revolucionaria. El Maestro nos dice algo as\u00ed como: \u00abEn el fiel de Am\u00e9rica est\u00e1n las Antillas, que ser\u00edan, si esclavas, mero pont\u00f3n de la guerra de una rep\u00fablica imperial (\u2026) mero fort\u00edn de la Roma americana; y si libres (\u2026) ser\u00edan en el continente la garant\u00eda del equilibrio, la de la independencia para la Am\u00e9rica espa\u00f1ola a\u00fan amenazada\u00bb1. Y luego m\u00e1s tarde sella un poco nuestro destino de pueblos libres al decir: \u00abEs un mundo lo que estamos equilibrando: no son s\u00f3lo dos islas las que vamos a libertar\u00bb.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ac\u00e1, de cierto modo, Cuba se encuentra con Ir\u00e1n: ambos pa\u00edses operan como anomal\u00edas territoriales que valdr\u00eda la pena dominar para la consolidaci\u00f3n de zonas de influencia exclusiva. La isla caribe\u00f1a vigila el acceso al golfo y custodia las rutas del Atl\u00e1ntico occidental, mientras que la rep\u00fablica persa domina el estrecho de Ormuz y los corredores energ\u00e9ticos de Asia Central. No existe entre La Habana y Teher\u00e1n m\u00e1s identidad que una circunstancia compartida: ambas concentran la presi\u00f3n sistem\u00e1tica de Estados Unidos y ambas sostienen la negativa a capitular ante ella. Ambas tambi\u00e9n lidian con el hecho al parecer incontestable en estos d\u00edas de que quien reh\u00fasa integrarse al per\u00edmetro de control de los norteamericanos asume el costo de enfrentar su aparato de castigo.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Esto me lleva otra idea martiana sobre geopol\u00edtica, advertida tambi\u00e9n a tiempo en sus cr\u00f3nicas sobre la Conferencia Internacional Americana entre 1889 y 1890. Frente a la proyecci\u00f3n hegem\u00f3nica que Mart\u00ed observa por parte de Estados Unidos, propone la necesidad de nadar entre las potencias, aprovechar sus rivalidades como ventanas de autonom\u00eda. Era claro entonces para \u00e9l que, en el caso de una Cuba independiente, era necesario aprovechar las contradicciones entre los actores dominantes de la \u00e9poca: Espa\u00f1a, Estados Unidos y los imperios europeos. La supervivencia de la isla depender\u00eda de una pol\u00edtica exterior orientada a diversificar los v\u00ednculos y fragmentar la presi\u00f3n externa.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Esa capacidad de maniobra exterior presupone, no obstante \u2014ya sea para Cuba, para Ir\u00e1n, o para cualquier otro\u2014, un tablero internacional donde las contradicciones entre las potencias abran fisuras operativas. El escenario actual exhibe la din\u00e1mica contraria. El r\u00e9gimen de coerci\u00f3n unilateral y el control extraterritorial del sistema financiero bloquean los canales elementales del comercio internacional. Las potencias emergentes articuladas en los BRICS ampl\u00edan sus \u00e1reas de influencia y disputan parcelas de la hegemon\u00eda monetaria, pero cuidan sus propios equilibrios econ\u00f3micos: ning\u00fan actor de peso asumir\u00e1 costos directos ni arriesgar\u00e1 sus mercados para, por ejemplo, aliviar el asedio sobre Teher\u00e1n o La Habana. La \u00abmultipolaridad\u00bb en ciernes \u2014si se la puede llamar as\u00ed\u2014 no funda un orden de contenciones jur\u00eddicas, sino un reacomodo pragm\u00e1tico de fuerzas donde las naciones que no sean potencias vuelven a quedar desamparadas.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un mundo con m\u00e1s polos no es necesariamente un mundo con m\u00e1s soberan\u00eda. La existencia de varias potencias capaces de disputar espacios de influencia puede ampliar el margen de maniobra de algunos Estados, pero no elimina por s\u00ed misma la desigualdad entre quienes tienen capacidad para imponer costos y quienes apenas pueden decidir con qui\u00e9n comerciar, como es nuestro caso en Cuba.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Para las naciones peque\u00f1as, la multipolaridad puede significar m\u00e1s opciones, pero tambi\u00e9n m\u00e1s c\u00e1lculos. China no deja de ser China porque Estados Unidos sea su rival; Rusia no deja de perseguir sus propios intereses porque dispute la hegemon\u00eda occidental; India, Brasil o los pa\u00edses del Golfo no tienen por qu\u00e9 convertir sus desacuerdos con Washington en una pol\u00edtica de confrontaci\u00f3n con \u00e9l. Las potencias pueden abrir espacios de autonom\u00eda para terceros pa\u00edses, pero no necesariamente est\u00e1n interesadas en garantizarles esa autonom\u00eda. La desfachatez que exhibi\u00f3 Donald Trump en Nueva York, y el hecho de que solo reaccionaran a ella las delegaciones de Cuba y de Ir\u00e1n, no constituyen simples incidentes diplom\u00e1ticos ni gestos testimoniales, sino que son confirmaci\u00f3n de que el equilibrio del mundo que Mart\u00ed busc\u00f3, y que todos necesitamos, permanece roto.\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Trump mi ha fatto pensare a Mart\u00ed\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Iramis Rosique C\u00e1rdenas La sfrontatezza che Donald Trump ha esibito a New York, e il fatto che vi abbiano reagito solo le delegazioni di Cuba e dell&#8217;Iran, non costituiscono semplici incidenti diplomatici n\u00e9 gesti testimoniali, ma sono la conferma che l&#8217;equilibrio del mondo che Mart\u00ed cercava, e che tutti noi abbiamo bisogno, permane rotto.<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Trump mi ha fatto pensare a Mart\u00ed\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[13390,21,794],"tags":[2626,5656,1898,392],"views":1,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/113429"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=113429"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/113429\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":113431,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/113429\/revisions\/113431"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=113429"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=113429"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=113429"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}