{"id":113991,"date":"2026-10-24T05:56:58","date_gmt":"2026-10-24T05:56:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=113991"},"modified":"2026-10-24T05:57:20","modified_gmt":"2026-10-24T05:57:20","slug":"chi-ha-paura-di-steve-bannon-guerra-cognitiva-e-defecazioni-ideologiche-imperiali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=113991","title":{"rendered":"Chi ha paura di Steve Bannon? Guerra cognitiva e defecazioni ideologiche imperiali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/bannon.webp\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-113992 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/bannon-240x300.webp\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/bannon-240x300.webp 240w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/bannon-819x1024.webp 819w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/bannon-768x960.webp 768w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/bannon.webp 1122w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><strong><a href=\"http:\/\/www.cubadebate.cu\/opinion\/2026\/10\/24\/quien-le-teme-a-steve-bannon-guerra-cognitiva-y-deyecciones-ideologicas-imperiales\/\">Fernando Buen Abad<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa domanda non riguarda unicamente un individuo, la sua traiettoria politica n\u00e9 le operazioni ideologiche che lo hanno trasformato in una figura emblematica dell&#8217;estrema destra USA. Interroga, in realt\u00e0, una zona pi\u00f9 profonda della coscienza contemporanea: cosa accade a una societ\u00e0 quando la degradazione del linguaggio diventa metodo di intervento politico, quando l&#8217;oscenit\u00e0 acquisisce statuto di franchezza, quando la crudelt\u00e0 pretende di passare per lucidit\u00e0 e quando la demolizione dei legami umani viene pubblicizzata come una forma superiore di libert\u00e0?<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Steve Bannon rappresenta, in quell&#8217;orizzonte, qualcosa di pi\u00f9 significativo di una personalit\u00e0 polemica: incarna una modalit\u00e0 di combattimento semiotico che impiega la provocazione, la polarizzazione, il risentimento e la fabbricazione sistematica di antagonismi per disputare l&#8217;organizzazione simbolica della vita collettiva.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&#8220;I democratici non contano. La vera opposizione sono i media. E il modo di trattarli \u00e8 inondare la zona di merda&#8221;.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si tratta di attribuirgli poteri soprannaturali n\u00e9 di trasformarlo in protagonista di una mitologia invertita, ma di esaminare criticamente le condizioni materiali, mediatiche e culturali che permettono a simili strategie di trovare interlocutori, amplificatori e beneficiari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema non \u00e8 soltanto Bannon; \u00e8 anche la struttura di ricezione che rende possibile presentare la barbarizzazione del discorso come emancipazione, annunciare la volgarit\u00e0 come autenticit\u00e0 e vendere il deterioramento dell&#8217;intelligenza pubblica come ribellione contro l\u2019\u00e9lite. Chi lo teme, allora?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo temono coloro che comprendono che la politica non si disputa esclusivamente mediante leggi, bilanci, istituzioni o correlazioni di forza, ma anche attraverso segni, affetti, immaginari e abitudini percettive. Lo temono coloro che sanno che una societ\u00e0 pu\u00f2 essere espropriata della sua capacit\u00e0 critica molto prima che le vengano formalmente strappati i suoi diritti; coloro che riconoscono che la disumanizzazione comincia quando certe persone smettono di apparirci come soggetti di dignit\u00e0 e iniziano a essere rappresentate come rifiuti, invasori, parassiti, nemici assoluti o materiale sacrificabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quello spostamento semantico si gioca una delle operazioni pi\u00f9 pericolose del potere contemporaneo: trasformare l&#8217;avversario in un&#8217;entit\u00e0 moralmente espellibile, spogliata della complessit\u00e0 che permetterebbe di comprenderne le circostanze, discutere le sue idee o combattere i suoi interessi senza rinunciare ai principi di umanit\u00e0 che giustificano la propria lotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra semiotica critica deve penetrare in quella macchina senza lasciarsi affascinare dalla sua stridore. Deve studiare come si producono i significati, chi controlla i loro circuiti di circolazione, quali interessi materiali si nascondono dietro determinate rappresentazioni e in che modo si articolano i segni apparentemente spontanei per costruire egemonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una prospettiva marxista, una simile analisi esige di collegare la superficie discorsiva con i rapporti sociali di produzione, le dispute per il potere e le contraddizioni di una societ\u00e0 attraversata dalla mercificazione dell&#8217;esperienza. Lo scandalo non \u00e8 una sostanza innocente: pu\u00f2 trasformarsi in merce, l&#8217;indignazione in carburante pubblicitario e l&#8217;attenzione pubblica in una fonte straordinaria di redditivit\u00e0 politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u00e0 dove l&#8217;industria mediatica premia il frastuono al di sopra dell&#8217;argomentazione, la menzogna pu\u00f2 acquisire un vantaggio competitivo; l\u00e0 dove gli algoritmi privilegiano la reazione immediata, l&#8217;odio trova condizioni propizie per riprodursi; l\u00e0 dove la sofferenza altrui si trasforma in spettacolo, la sensibilit\u00e0 collettiva rischia di atrofizzarsi fino a confondere l&#8217;esposizione reiterata alla violenza con una comprensione pi\u00f9 profonda del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non basta, quindi, denunciare la sporcizia discorsiva: bisogna comprendere l&#8217;economia politica che la produce, la tecnologia che la amplifica e la cultura che la normalizza. Quell&#8217;esame esige, inoltre, di chiedersi quale concezione dell&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 implicita in tali procedimenti. L&#8217;idea di sporcare tutto di merda, intesa come principio di intervento simbolico, non consiste semplicemente nell&#8217;impiegare parole volgari o nel trasgredire convenzioni di cortesia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua dimensione pi\u00f9 corrosiva appare quando si cerca di sporcare la percezione stessa dell&#8217;umano, contaminare la conversazione pubblica con sospetti indiscriminati e avvilire la deliberazione fino a renderla irriconoscibile. Si cerca che nessuna affermazione di verit\u00e0, giustizia o solidariet\u00e0 conservi sufficiente credibilit\u00e0 per orientare l&#8217;azione collettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una politica della saturazione: inondare lo spazio comune con tale quantit\u00e0 di rumore, disprezzo e contraddizione che distinguere tra fatti e falsit\u00e0 sembri un compito inutile e la cittadinanza finisca per rifugiarsi in identit\u00e0 chiuse, adesioni emotive o lealt\u00e0 prive di esame critico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando tutto sembra corrotto, la corruzione smette di scandalizzare; quando tutti vengono presentati come nemici, la nemicizia perde il suo carattere eccezionale e si trasforma in atmosfera; quando l&#8217;inganno si moltiplica fino all&#8217;esaurimento, il vero rischia di essere percepito come un&#8217;altra opinione intercambiabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa degradazione non deve essere confusa con una vittoria definitiva di coloro che la promuovono. Il nichilismo pu\u00f2 paralizzare, sebbene sia anche possibile smascherarlo; la provocazione disorganizza la coscienza, ma al tempo stesso rivela le fragilit\u00e0 di un ordine che ha permesso di strumentalizzare la disperazione sociale in nome di una grandezza immaginaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio per questo, la risposta democratica non pu\u00f2 limitarsi a riprodurre, con segno ideologico contrario, i procedimenti che pretende di combattere. Se l&#8217;estrema destra avvilisce il linguaggio, non la si sconfigge facendo della volgarit\u00e0 una virt\u00f9; se trasforma la politica in spettacolo di umiliazione, non la si supera moltiplicando gli oltraggi; se fabbrica nemici per amministrare il risentimento, non si costruisce emancipazione inventando nuove categorie di esseri umani indegni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;imitazione tattica pu\u00f2 sembrare efficace a breve termine, ma comporta una sconfitta strategica: chi adotta la grammatica dell&#8217;avversario finisce per accettare, anche senza accorgersene, parte della sua concezione del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La critica semiotica deve essere, per questo, una pratica capace di disarticolare le associazioni fraudolente tra forza e crudelt\u00e0, sincerit\u00e0 e brutalit\u00e0, libert\u00e0 e disprezzo. Al tempo stesso, deve ricostruire le condizioni culturali per argomentare la verit\u00e0, comprendere la giustizia e sperimentare la solidariet\u00e0 come una potenza materiale, non come un ornamento sentimentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dignificare l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 meglio che sporcarla perch\u00e9 la dignit\u00e0 non costituisce una concessione retorica, ma una condizione storica indispensabile per qualsiasi progetto autenticamente emancipatore. Questo non significa occultare i conflitti, assolvere i potenti n\u00e9 sostituire la lotta politica con una moralina conciliante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Implica comprendere che la critica rigorosa pu\u00f2 essere implacabile senza essere disumanizzante, che la denuncia documentata possiede maggiore forza dell&#8217;ingiuria indiscriminata e che la trasformazione delle strutture ingiuste esige di ampliare l&#8217;intelligenza collettiva, non di ridurla a una successione di riflessi biliosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Suppone restituire alle persone la loro condizione di soggetti storici, capaci di comprendere le determinazioni che le attraversano, mettere in discussione le istituzioni che le subordinano e partecipare alla creazione di relazioni sociali meno alienanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel compito esige di combattere lo sfruttamento, la disuguaglianza e la manipolazione senza trasformare coloro che ne subiscono le conseguenze in oggetti di disprezzo. Non si realizza mediante un&#8217;idealizzazione astratta dei comportamenti umani, ma attraverso cambiamenti concreti nelle condizioni che producono umiliazione, ignoranza, precariet\u00e0 e dipendenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui risiede una differenza fondamentale tra l&#8217;umanesimo emancipatore e la retorica vuota: il primo indaga le cause, organizza capacit\u00e0 e trasforma relazioni; la seconda si limita a pronunciare parole edificanti mentre lascia intatti i meccanismi della degradazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi ha paura di Steve Bannon? Lo temono coloro che riconoscono la potenza di una politica capace di trasformare il risentimento in identit\u00e0 e la confusione in strumento di governo. Dovrebbero temerlo anche coloro che, combattendolo, si mostrano disposti a sacrificare i propri principi sull&#8217;altare dell&#8217;efficacia immediata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una democrazia pu\u00f2 sopravvivere a una personalit\u00e0 autoritaria e, tuttavia, restare profondamente danneggiata se incorpora come abitudini permanenti il disprezzo, la menzogna e la disumanizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vera sfida consiste nell&#8217;impedire che l&#8217;eccezione grottesca si trasformi in norma culturale, che il linguaggio pubblico perda la sua capacit\u00e0 di nominare la realt\u00e0 e che la cittadinanza finisca per considerare inevitabile ci\u00f2 che dovrebbe combattere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Davanti a quella minaccia, serve una superiorit\u00e0 intellettuale, etica e politica capace di spiegare i suoi meccanismi, esporre i suoi interessi e organizzare alternative verificabili. Il compito consiste nel conquistare una coerenza tra il linguaggio dell&#8217;emancipazione e le pratiche che pretendono di realizzarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u00e0 dove il disprezzo cerca di ridurre l&#8217;essere umano a una caricatura, la critica deve restituirgli il suo spessore storico; l\u00e0 dove la manipolazione frammenta l&#8217;esperienza comune, l&#8217;organizzazione collettiva deve ricostruire legami; l\u00e0 dove la menzogna pretende di chiudere la possibilit\u00e0 di una verit\u00e0 condivisa, la conoscenza deve recuperare la sua funzione pubblica. La dignit\u00e0 non \u00e8 debolezza, cos\u00ec come la crudelt\u00e0 non \u00e8 fortezza e lo stridore non equivale a intelligenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione decisiva, di conseguenza, non \u00e8 se dobbiamo temere Bannon come individuo, ma se saremo capaci di comprendere e affrontare il sistema di significazioni che trasforma la degradazione in spettacolo, l&#8217;odio in merce e la disperazione in obbedienza. La risposta esige lucidit\u00e0 teorica, organizzazione democratica, educazione critica e una volont\u00e0 incrollabile di trasformare le condizioni materiali dell&#8217;esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Davanti alla tentazione di sporcare tutto di merda, dignificare l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 una decisione filosofica, una posizione politica e una responsabilit\u00e0 storica. Non perch\u00e9 sia innocente, perfetta o estranea alle sue contraddizioni, ma perch\u00e9 solo riconoscendosi nella sua complessit\u00e0 potr\u00e0 superare le forme di dominazione che la mutilano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sporcizia pu\u00f2 conquistare titoli, occupare schermi e produrre adesioni fugaci; la dignit\u00e0, quando si trasforma in coscienza organizzata e pratica trasformatrice, pu\u00f2 modificare il corso della storia. E questa \u00e8, in ultima istanza, la differenza tra amministrare l&#8217;avvilimento del mondo e lavorare per renderlo umanamente abitabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Tratto da <strong><a href=\"https:\/\/contralinea.com.mx\/opinion\/articulo\/quien-le-teme-a-steve-bannon-guerra-cognitiva-y-deyecciones-ideologicas-imperiales\/\">Contral\u00ednea<\/a><\/strong>)<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Chi ha paura di Steve Bannon? Guerra cognitiva e defecazioni ideologiche imperiali\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fernando Buen Abad Questa domanda non riguarda unicamente un individuo, la sua traiettoria politica n\u00e9 le operazioni ideologiche che lo hanno trasformato in una figura emblematica dell&#8217;estrema destra USA. Interroga, in realt\u00e0, una zona pi\u00f9 profonda della coscienza contemporanea: cosa accade a una societ\u00e0 quando la degradazione del linguaggio diventa metodo di intervento politico, quando &hellip; <a href=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=113991\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Chi ha paura di Steve Bannon? Guerra cognitiva e defecazioni ideologiche imperiali<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Chi ha paura di Steve Bannon? Guerra cognitiva e defecazioni ideologiche imperiali\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[13390,794,2372],"tags":[18808,14171,10040],"views":1,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/113991"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=113991"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/113991\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":113994,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/113991\/revisions\/113994"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=113991"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=113991"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=113991"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}