{"id":114172,"date":"2026-11-02T12:17:44","date_gmt":"2026-11-02T12:17:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=114172"},"modified":"2026-11-02T12:18:54","modified_gmt":"2026-11-02T12:18:54","slug":"cosa-nasconde-il-cartello-dellambasciata-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=114172","title":{"rendered":"Cosa nasconde il cartello dell&#8217;ambasciata USA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/freedom-250-modificata.webp\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-114174\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/freedom-250-modificata.webp\" alt=\"\" width=\"592\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/freedom-250-modificata.webp 592w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/freedom-250-modificata-300x170.webp 300w\" sizes=\"(max-width: 592px) 100vw, 592px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.cubadebate.cu\/especiales\/2026\/11\/01\/lo-que-esconde-el-cartel-de-la-embajada-estadounidense\/\">Luis Dom\u00ednguez Castellano<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ambasciata USA all&#8217;Avana ha appeso un cartello sulla facciata della sua sede. Il cartello dice &#8220;Freedom 250&#8221;, volendo dire libert\u00e0 e apparentemente facendo riferimento all&#8217;anniversario della Dichiarazione di Indipendenza di quel paese, approvata nel 1776, 250 anni fa.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, il messaggio pu\u00f2 generare confusione o essere ingannevole. Sebbene il testo del documento commemorato sia stato redatto e pubblicato in quella data lontana, la libert\u00e0 non era allora una realt\u00e0 nelle 13 colonie, n\u00e9 lo fu nella nuova repubblica che sorse con l&#8217;indipendenza di quei territori dal colonialismo britannico, che mantenne la schiavit\u00f9 come un&#8217;istituzione a pieno titolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sembra nemmeno che fosse una genuina intenzione dei promotori del documento, impegnati a espandersi con l&#8217;indipendenza verso ovest del continente nordamericano, su territorio che non gli apparteneva ed era popolato dalle comunit\u00e0 originarie, a spese del cui massacro, schiavit\u00f9, sfollamento e distruzione culturale, crebbe e si espanse la nazione &#8220;libera e indipendente&#8221; che si proponeva di sorgere con la Dichiarazione di Indipendenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, tutti o la maggior parte dei firmatari della Dichiarazione erano in quel momento proprietari di schiavi e continuarono a esserlo. Alcuni possedevano come propriet\u00e0 le dotazioni pi\u00f9 grandi nelle 13 colonie di esseri umani sottomessi al giogo della schiavit\u00f9. Uno di loro, al quale si attribuisce la paternit\u00e0 fondamentale del testo, Thomas Jefferson, ebbe tra i suoi schiavi vari figli, che procre\u00f2 con la sua schiava Sally Hemmings, e che nacquero e crebbero in quella condizione. Quei figli non ebbero la loro libert\u00e0 fino alla morte del padre, in adempimento di quanto egli lasci\u00f2 redatto nel suo testamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La schiavit\u00f9 non fu soppressa legalmente negli USA fino al 1865, 161 anni fa, non 250. A quel punto, si era gi\u00e0 avanzati considerevolmente nel genocidio delle popolazioni originarie. Si era strappata buona parte del territorio del Messico e si era sottomessa a una posizione di inferiorit\u00e0 le popolazioni messicane che rimasero sotto il regime USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente, le detenzioni indefinite negli USA raggiungono cifre straordinarie. Si calcola che, di 740 mila persone detenute in diversi centri di reclusione, a due terzi non \u00e8 mai stata inflitta una condanna per reati. Si stima che il numero di persone attualmente detenute senza processo, cio\u00e8 senza libert\u00e0, raggiunga la cifra di 400 mila. Le cause sono diverse, molte sono frutto delle retate per temi migratori degli ultimi due anni, ma molte anche perch\u00e9 si tratta di cittadini con scarse risorse economiche, incapaci di pagare la cauzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbondano le storie sull&#8217;uso di quelle detenzioni come forma di coercizione e castigo in assenza di prove o persino di reati. \u00c8 una risorsa utilizzata dalle forze dell&#8217;ordine con approccio razzista e come strumento di dominazione su comunit\u00e0 intere, tanto in quartieri specifici delle grandi citt\u00e0, quanto in piccole comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;abuso di detenzioni arbitrarie negli USA e in molte parti del mondo da parte del governo statunitense \u00e8 diventato una pratica ufficiale della strategia di politica estera e sicurezza nazionale durante la cosiddetta &#8220;guerra contro il terrorismo&#8221;. La quantit\u00e0 di persone di diverse nazionalit\u00e0 alle quali \u00e8 stata crudelmente privata la libert\u00e0, molti di loro per lunghi anni, costituisce un crimine che nessun cartellino pu\u00f2 cancellare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 consigliabile cercare di chiarire cosa si nasconde dietro ogni cartello o messaggio che emani dall&#8217;ambasciata USA a Cuba.<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Cosa nasconde il cartello dell&#039;ambasciata USA\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luis Dom\u00ednguez Castellano L&#8217;ambasciata USA all&#8217;Avana ha appeso un cartello sulla facciata della sua sede. 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