{"id":14590,"date":"2016-03-23T15:17:00","date_gmt":"2016-03-23T15:17:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=14590"},"modified":"2016-03-23T19:30:12","modified_gmt":"2016-03-23T19:30:12","slug":"obama-nel-gran-teatro-o-il-gran-teatro-di-obama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=14590","title":{"rendered":"Obama nel Gran Teatro o il Gran Teatro di Obama?"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\">Iroel S\u00e1nchez\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/lapupilainsomne.wordpress.com\/2016\/03\/23\/obama-en-el-gran-teatro-o-el-gran-teatro-de-obama-en-la-habana-por-iroel-sanchez\/\">https:\/\/lapupilainsomne.wordpress.com<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\"><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/obama-cubano.jpg\" rel=\"attachment wp-att-14591\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-14591 alignright\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/obama-cubano-207x300.jpg\" alt=\"obama cubano\" width=\"207\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/obama-cubano-207x300.jpg 207w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/obama-cubano-768x1113.jpg 768w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/obama-cubano-706x1024.jpg 706w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/obama-cubano.jpg 963w\" sizes=\"(max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/><\/a>Cuba, America Latina e il mondo hanno ascoltato, con grande aspettativa, Barack Obama questo 22 marzo dal Gran Teatro dell&#8217;Avana, con un discorso conciliante, intelligente e seducente. Non era la prima volta che durante la sua visita ha utilizzato, ampiamente, la parola e si \u00e8 diretto ai cubani attraverso la televisione nazionale, ma s\u00ec la sola in cui il presidente USA non avrebbe condiviso con nessuno il palco e avrebbe avuto tutto il spazio per s\u00e9 da quando, due giorni prima, \u00e8 arrivato in questa isola.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><!--more--><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\">Come s&#8217;addice alla cultura politica che rappresenta, e sta accadendo da quando ha messo piede a L&#8217;Avana, ancora una volta nulla \u00e8 stato lasciato al caso, e pi\u00f9 precisamente, il teleprompter portato da Washington -lo stesso utilizzato nella registrazione del suo dialogo con<strong><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=14486\"> il pi\u00f9 popolare comico di Cuba<\/a><\/strong>?- lo accompagnava in ogni lato del palco con un discorso attentamente scritto.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\">Per uno spettatore attento del pubblico, erano perfettamente riconoscibili un paio si persone -situate dentro il gruppo di 40 membri del Congresso che hanno viaggiato dagli USA per l&#8217;occasione- ogni volta in cui la parola dell&#8217;oratore doveva essere risposta con applausi. Questo gruppo di legislatori e la delegazione USA che ha accompagnato il Presidente nella sua visita, sono stati gli unici che hanno applaudito le molte volte in cui il suo intervento ha preso la strada dei consigli paternalistici o, peggio ancora, dell&#8217;ingerenza pi\u00f9 o meno dissimulata.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\">Pochi secondi prima di iniziare un precipitoso trovarobe\u00a0ha collocato, davanti al podio, lo scudo dell&#8217;aquila calva, come se fosse necessario un segno di prevalenza tra le bandiere cubane e statunitense doppiamente situate sul fondo del palco e di fronte agli spettatori.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\"><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/obama-teatro6.jpg\" rel=\"attachment wp-att-14581\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-14581 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/obama-teatro6-300x199.jpg\" alt=\"obama-teatro6\" width=\"262\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/obama-teatro6-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/obama-teatro6.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 262px) 100vw, 262px\" \/><\/a>Come era prevedibile, l&#8217;inizio \u00e8 stato dedicato a condannare gli attacchi terroristici che erano stati appena commessi dallo Stato Islamico in Belgio e l&#8217;impegno a &#8220;fare tutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario&#8221; per &#8220;assicurare alla giustizia i responsabili&#8221; ma, come era sperabile, neppure questo terribile fatto ha motivato, nell&#8217;oratore, un riferimento ai 3478 cubani che sono morti vittime del terrorismo praticato, finanziato e incoraggiato dagli USA contro il paese che, con le sue stesse parole, gli ha dato un &#8220;caloroso benvenuto&#8221; con la sua famiglia e la sua delegazione. Tanto meno ha parlato della totale inazione del governo, da lui guidato, &#8220;per assicurare alla giustizia i responsabili&#8221; di tali crimini.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\">Varie volte per\u00f2 \u00e8 ricorso allo storytelling, che lo scrittore Christian Salmon definisce come la &#8220;macchina per fabbricare storie e formattare le menti&#8221; per -da storie personali trattate con finalit\u00e0 politica- presentare la Rivoluzione cubana come un qualcosa del passato. Cos\u00ec ci ha raccontato verit\u00e0 incontestabili: che il padre arriv\u00f2 negli USA nel 1959 e che lui nacque lo stesso anno dell&#8217;invasione, della CIA, sconfitta alla Baia dei Porci, per nascondere che eventi come il sequestro del bimbo Eli\u00e1n Gonz\u00e1lez e l&#8217;ingiusta detenzione dei Cinque antiterroristi cubani riguardano il XXI secolo e sono stati vissuti dalle pi\u00f9 giovani generazioni di quest&#8217;isola.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\">Ma dobbiamo riconoscere che anche si ebbero elogi: qualsiasi persona intelligente -Obama lo \u00e8- sa che le critiche sono pi\u00f9 facili da accettare se sono precedute da quelli. I nostri medici e atleti sono stati applauditi, sempre a titolo individuale, senza riconoscere, e tanto meno porre in discussione, i programmi e regolamenti, in pieno funzionamento, che il governo USA ha destinato per privarci di loro.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\">Alcune coppie di opposti sono stati, insistentemente, utilizzati durante il discorso (giovani-storia, Stato-individuo, Governo-popolo, passato-futuro) in una strategia di divisione diretta all&#8217;interno della societ\u00e0 cubana, in cui lo storytelling ritorn\u00f2 sostenuto in &#8220;imprenditori&#8221; emigranti di successo, il cui esempio, il nostro ospite, pensa che dobbiamo e possiamo seguire a partire dal &#8220;cambiamento&#8221; che lui ora non ci impone, ma ci suggerisce dai nostri stessi compatrioti che hanno approfittato delle &#8220;opportunit\u00e0&#8221; che il capitalismo USA offre e che gli raccontarono alcuni di coloro che si rivolsero a lui quando, un giorno prima, ha assunto il ruolo di Babbo Natale in una fabbrica di birra a l&#8217;Avana. Tra l&#8217;altro, la parola cambiamento c&#8217;era 14 volte nel discorso.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\">Ci\u00f2 che insegna la realt\u00e0 \u00e8 che per ogni successo ci sono migliaia sulla strada, e che ogni successo economico nel mondo di oggi significa, la maggior parte delle volte, l&#8217;affondamento delle speranze di molti. Incoraggiare l&#8217;iniziativa privata a Cuba, quando come professore di Harvard sa che la maggior verit\u00e0 contenuta nel Manifesto comunista \u00e8 che essa \u00e8 abolita, in pratica, per nove decimi dell&#8217;umanit\u00e0, non \u00e8 esattamente un atto di onest\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\">Dopo aver percorso alcune somiglianze tra Cuba e USA, l&#8217;antagonismo interessato tra i due paesi ha avuto un paragrafo chiave in cui la democrazia \u00e8 monopolio del sistema che gli USA hanno cercato d&#8217;imporre al mondo; il socialismo \u00e8 sinonimo di chiusura e lo Stato cubano \u00e8 un sequestratore di diritti: &#8220;Cuba ha un sistema a partito unico, gli USA una democrazia multipartitica; Cuba ha un modello economico socialista, gli USA un mercato aperto; Cuba sottolinea il ruolo e i diritti dello Stato, gli USA si fondano sui diritti dell&#8217;individuo&#8221;.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\">Tuttavia, dovremmo chiedere ai nordamericani quanti giorni durerebbe il loro sistema multipartitico se, come i cubani, avessero diritto a nominare e scegliere tra loro eguali, senza intermediari di qualsiasi partito, che li rappresentano. Nella stessa linea di democratizzazione, lo stesso Presidente per cui un giorno prima c&#8217;erano solo imprenditori di successo e per il quale i lavoratori sembravano non esistere, ci ha detto, dal palco del Gran Teatro, che nel suo paese &#8220;i lavoratori hanno voce&#8221; omettendo che nella sua terra solo l&#8217;11% dei dipendenti \u00e8 sindacalizzato.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\">Guardando intorno a noi, l\u00ec dove agli USA non gli sembra male il &#8220;sistema&#8221;, la &#8220;democrazia&#8221; ed\u00a0il &#8220;modello economico&#8221; risulta che l&#8217;esercizio reale dei &#8220;diritti dell&#8217;individuo&#8221; \u00e8, pur essendo molto pi\u00f9 menzionati che a Cuba, una chimera. Come dice lo storico Fernando Martinez Heredia, presuppone una grandissima confusione, ma ci potrebbe essere una parte di persone che pensano che poich\u00e9 Obama venga a Cuba, la situazione materiale di una gran parte dei cubani migliorer\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\">Nessun paese limitrofo a Cuba sta meglio, socialmente, di questa isola, pur non avendo blocco economico. Lungi da ci\u00f2, soffrono problemi come la violenza strutturale, il lavoro minorile ed il traffico di droga che qui neppure esistono. Quando gli USA parlano di &#8220;potenziare il popolo cubano&#8221; ci\u00f2 a cui realmente si riferiscono \u00e8 la costruzione di una minoranza che, come in quei luoghi, gli amministri il paese in base ai loro interessi. Ora dicono che non imporranno lo screditato &#8220;cambio di regime&#8221;, anche se non hanno ritirato un solo centesimo dei miliardari fondi per esso. Ora vogliono creare, con nuove politiche, le condizioni perch\u00e9 lo facciamo noi stessi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\">Il 4 giugno 2009 Obama parl\u00f2 presso l&#8217;Universit\u00e0 del Cairo, una citt\u00e0 emblematica per l&#8217;Islam ed il mondo arabo, a tutto il Medio Oriente. Fu un discorso impressionante di un presidente che non era ancora da cinque mesi in carica. <strong><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/2009\/discorsi\/8giugno.htm\">Fidel scrisse allora<\/a><\/strong>: <\/span><span lang=\"es-ES\">&#8220;<\/span><span lang=\"es-ES\">Neanche il Papa Benedetto XVI avrebbe pronunciato frasi pi\u00f9 ecumeniche di quelle di Obama. Ho immaginato per un attimo al pio fedele musulmano, cattolico, cristiano o ebraico, o di qualunque altra fede, ascoltando il Presidente all&#8217;ampia sala dell&#8217;Universit\u00e0 Al-Azhar. A un certo punto non avrebbe saputo se era a una cattedrale cattolica, a un tempio cristiano, a una moschea o a una sinagoga&#8221;.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\">Come mi ha suggerito un&#8217;amica, si possono porre le parole Cuba o cubani, dove dice Islam, Iran, palestinesi o musulmani; invece di citazioni del Corano (la parola di Maometto) mettere quelle di Marti riportate dal presidente USA, questo 22 di marzo, e confrontare le frasi di quel discorso che Fidel cit\u00f2 profeticamente nelle sue Riflessioni con quello che ha appena detto Obama nel Grand Teatro. Sono decine quelle che potrebbero essere citate con una impressionante coincidenza, ma per motivi di spazio non le relaziono.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\"><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/gadafi_8.jpg\" rel=\"attachment wp-att-14489\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-14489 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/gadafi_8-300x285.jpg\" alt=\"gadafi_8\" width=\"300\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/gadafi_8-300x285.jpg 300w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/gadafi_8.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Subito dopo arriv\u00f2 la &#8220;primavera araba&#8221;, il crollo delle societ\u00e0 secolarizzate come la Siria, l&#8217;ascesa del fanatismo religioso e il sostegno degli USA allo Stato Islamico e la risata della sua Segretaria di Stato Hillary Clinton al sapere dello squartamento di Gheddafi. Oggi i palestinesi stanno ancora peggiore rispetto al 2009, se questo \u00e8 possibile, ed i popoli arabi sono i grandi perdenti del &#8220;cambiamento&#8221; promosso da Washington.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\">Sette anni pi\u00f9 tardi, il Medio Oriente \u00e8 un ardente inverno senza fine in vista e Obama continua dando discorsi ecumenici. Ora parla all&#8217;America Latina da Cuba, in mezzo ad una controriforma neoliberista, nella regione, guidata dal suo governo, e cita -nel Gran Teatro- Jose Marti, precisamente colui le cui ultime parole raccolsero la sua intenzione di &#8220;impedire per tempo con l&#8217;indipendenza di Cuba che si estendesse per le Antille gli Stati Uniti e cadano, con tale forza aggiuntiva, sulle nostre terre d&#8217;America&#8221;. Cuba l&#8217;ha ricevuto e ascoltato con rispetto ed \u00e8 disposta ad avanzare verso la pace per la quale tanto ha lottato per il bene del suo popolo e quello USA, ma non si deve confondere la cortesia con l&#8217;ingenuit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"es-ES\">(Juventud rebelde)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong><span lang=\"es-ES\">\u00bfObama en el Gran Teatro o el gran teatro de Obama en La Habana? <\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Por Iroel S\u00e1nchez<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Cuba, Am\u00e9rica Latina y el mundo escucharon con gran expectativa a Barack Obama este 22 de marzo desde el Gran Teatro de La Habana, con un discurso conciliador, inteligente y seductor. No era la primera vez en que durante su visita usaba ampliamente de la palabra y se dirig\u00eda a los cubanos a trav\u00e9s de la televisi\u00f3n nacional, pero s\u00ed la \u00fanica en que el Presidente de los Estados Unidos no compartir\u00eda con nadie el escenario y tendr\u00eda todo el espacio para s\u00ed desde que dos d\u00edas antes arrib\u00f3 a esta Isla.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Como corresponde a la cultura pol\u00edtica que representa, y ha venido ocurriendo desde que puso un pie en La Habana, otra vez nada fue dejado a la casualidad, y para m\u00e1s precisi\u00f3n, los teleprompters tra\u00eddos desde Washington, \u00bflos mismos que utiliz\u00f3 en la grabaci\u00f3n de su di\u00e1logo con el c\u00f3mico m\u00e1s popular de Cuba? lo escoltaban a cada lado del escenario con un discurso cuidadosamente escrito.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Para un espectador atento de la platea, eran perfectamente reconocibles un par de personas \u2014situadas dentro del grupo de 40 congresistas que viajaron desde EE.UU. para la ocasi\u00f3n\u2014 en cada momento en que la palabra del orador deb\u00eda ser respondida con palmas. Ese grupo de legisladores, y la delegaci\u00f3n estadounidense que acompa\u00f1\u00f3 al Presidente en su visita, fueron los \u00fanicos que aplaudieron las numerosas veces en que su intervenci\u00f3n tom\u00f3 el camino de los consejos paternalistas, o peor a\u00fan, el de la injerencia m\u00e1s o menos disimulada.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Unos segundos antes de comenzar, un apresurado utilero coloc\u00f3 delante del podio el escudo del \u00e1guila calva, como si fuera necesario un signo de prevalencia entre las banderas cubanas y estadounidenses doblemente situadas al fondo del escenario y frente a los espectadores.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Como era previsible, el comienzo estuvo dedicado a condenar los atentados terroristas que acaba de cometer el Estado Isl\u00e1mico en B\u00e9lgica y al compromiso de \u00abhacer todo lo que sea necesario\u00bb para \u00abllevar la justicia a los responsables\u00bb pero, como era esperable, ni ese terrible hecho motiv\u00f3 en el orador una referencia a los 3 478 cubanos que han muerto v\u00edctimas del terrorismo practicado, financiado y alentado desde Estados Unidos contra el pa\u00eds que, seg\u00fan sus propias palabras le dio una \u00abcalurosa bienvenida\u00bb junto a su familia y su delegaci\u00f3n. Mucho menos habl\u00f3 de la total inacci\u00f3n del Gobierno que encabeza \u00abpara llevar la justicia a los responsables\u00bb de esos cr\u00edmenes.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Varias veces, sin embargo acudi\u00f3 al storytelling, que el escritor Christian Salmon define como la \u00abm\u00e1quina de fabricar historias y formatear las mentes\u00bb, para \u2014desde relatos personales tratados con intencionalidad pol\u00edtica\u2014 presentar la Revoluci\u00f3n Cubana como algo del pasado. As\u00ed nos cont\u00f3 verdades incontrastables: que su padre arrib\u00f3 a EE.UU. en 1959 y que \u00e9l naci\u00f3 el mismo a\u00f1o de la invasi\u00f3n de la CIA derrotada en Playa Gir\u00f3n, para encubrir que hechos como el secuestro del ni\u00f1o Eli\u00e1n Gonz\u00e1lez y la injusta prisi\u00f3n de los cinco antiterroristas cubanos corresponden al siglo XXI y fueron vividos por las m\u00e1s j\u00f3venes generaciones de esta Isla.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Pero hay que reconocer que tambi\u00e9n hubo elogios: cualquier persona inteligente \u2014Obama lo es\u2014 sabe que las cr\u00edticas son m\u00e1s f\u00e1ciles de aceptar si van precedidas por aquellos. Nuestros m\u00e9dicos y atletas fueron aplaudidos, siempre a t\u00edtulo individual, sin reconocer, y mucho menos cuestionar, los programas y regulaciones en pleno funcionamiento que el Gobierno de Estados Unidos ha destinado a privarnos de ellos.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Algunos pares opuestos fueron insistentemente utilizados durante el discurso (j\u00f3venes-historia, Estado-individuo, Gobierno-pueblo, pasado-futuro), en una estrategia divisiva dirigida al interior de la sociedad cubana en la que el storytelling retorn\u00f3 apoyado en \u00abemprendedores\u00bb emigrados exitosos, cuyo ejemplo nuestro invitado cree debemos y podemos seguir a partir del \u00abcambio\u00bb que \u00e9l ya no nos impone, sino que nos sugiere desde nuestros propios compatriotas que han aprovechado las \u00aboportunidades\u00bb que el capitalismo estadounidense ofrece y lo que le contaron algunos de los que se dirigieron a \u00e9l cuando un d\u00eda antes asumi\u00f3 el rol de Pap\u00e1 Noel en una cervecera de La Habana. Por cierto, la palabra cambio estuvo 14 veces en el discurso.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Lo que ense\u00f1a la realidad es que por cada \u00e9xito quedan miles en el camino, y que cada triunfo econ\u00f3mico en el mundo de hoy supone la mayor\u00eda de las veces el hundimiento de las esperanzas de muchos. Estimular la iniciativa privada en Cuba, cuando como profesor de Harvard sabe que la mayor verdad contenida en el Manifiesto comunista es que ella est\u00e1 abolida en la pr\u00e1ctica para nueve d\u00e9cimas partes de la humanidad, no es precisamente un acto de honestidad.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Despu\u00e9s de recorrer algunas similitudes entre Cuba y EE.UU., el contraste interesado entre los dos pa\u00edses tuvo un p\u00e1rrafo clave en que la democracia es monopolio del sistema que EE.UU. ha tratado de imponer en el mundo; el socialismo es sin\u00f3nimo de cerraz\u00f3n y el Estado cubano es un secuestrador de derechos: \u00abCuba tiene un sistema unipartidista, Estados Unidos una democracia multipartidista; Cuba tiene un modelo econ\u00f3mico socialista, Estados Unidos un mercado abierto; Cuba recalca el papel y los derechos del Estado, Estados Unidos se funda en los derechos del individuo\u00bb.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Sin embargo, habr\u00eda que preguntarle a los norteamericanos cu\u00e1ntos d\u00edas durar\u00eda su sistema multipartidista si, como los cubanos, tuvieran derecho a nominar y elegir entre sus iguales, sin intermediarios de ning\u00fan partido, qui\u00e9nes los representan. En la misma l\u00ednea democratizante, el mismo Presidente para el que un d\u00eda antes solo exist\u00edan emprendedores de \u00e9xito y para el cual los trabajadores parec\u00edan no existir, nos dijo en el escenario del Gran Teatro que en su pa\u00eds \u00ablos trabajadores tienen voz\u00bb, omitiendo que en su tierra solo el 11 por ciento de los empleados est\u00e1 sindicalizado.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Mirando a nuestro alrededor, all\u00ed donde a EE.UU. no le parecen mal el \u00absistema\u00bb, la \u00abdemocracia\u00bb y el \u00abmodelo econ\u00f3mico\u00bb, resulta que el ejercicio real de \u00ablos derechos del individuo\u00bb es, a pesar de ser mucho m\u00e1s mencionados que en Cuba, una quimera. Como dice el historiador Fernando Mart\u00ednez Heredia, supone una tremend\u00edsima confusi\u00f3n, pero pudiera existir una parte de las personas que piense que porque Obama viene a Cuba, la situaci\u00f3n material de una parte grande de los cubanos va a mejorar.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Ning\u00fan pa\u00eds del entorno de Cuba est\u00e1 mejor socialmente que esta Isla, a pesar de no tener bloqueo econ\u00f3mico. Lejos de eso, sufren problemas como la violencia estructural, el trabajo infantil y el narcotr\u00e1fico que aqu\u00ed ni existen. Cuando EE.UU. habla de \u00abempoderar al pueblo cubano\u00bb a lo que se refiere realmente es a la construcci\u00f3n de una minor\u00eda que, como en esos lugares, le administre el pa\u00eds de acuerdo a sus intereses. Ya dicen que no impondr\u00e1n el desacreditado \u00abcambio de r\u00e9gimen\u00bb, aunque no han retirado un solo centavo de los multimillonarios fondos destinados a ello. Ahora quieren crear con sus nuevas pol\u00edticas las condiciones para que lo hagamos nosotros mismos.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">El 4 de junio de 2009 Obama habl\u00f3, desde la Universidad de El Cairo, una ciudad emblem\u00e1tica para el Islam y el mundo \u00e1rabe, a todo el Oriente Medio. Fue un discurso impresionante de un Presidente que no llevaba cinco meses en el cargo. Fidel escribi\u00f3 entonces: \u00abNi siquiera el Papa Benedicto XVI habr\u00eda pronunciado frases m\u00e1s ecum\u00e9nicas que las de Obama. Imagin\u00e9 por un segundo al piadoso creyente musulm\u00e1n, cat\u00f3lico, cristiano o jud\u00edo, o de cualquier otra religi\u00f3n, escuchando al Presidente en la amplia sala de la Universidad de Al-Azhar. En determinado momento no sabr\u00eda si estaba en una catedral cat\u00f3lica, un templo cristiano, una mezquita o una sinagoga\u00bb.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Como me sugiri\u00f3 una amiga, se pueden poner las palabras Cuba o cubanos donde dice Islam, Ir\u00e1n, palestinos o musulmanes; en vez de citas del Cor\u00e1n (la palabra de Mahoma) colocar las de Mart\u00ed referidas por el Presidente de EE.UU. este 22 de marzo y comparar frases de aquel discurso que Fidel cit\u00f3 prof\u00e9ticamente en sus Reflexiones con lo que acaba de decir Obama en el Gran Teatro. Son decenas las que pudieran citarse con una impresionante coincidencia pero por razones de espacio no las relaciono.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Poco despu\u00e9s lleg\u00f3 la \u00abPrimavera \u00e1rabe\u00bb, el quiebre de sociedades secularizadas como Siria, el auge del fanatismo religioso y el apoyo de EE.UU. al Estado Isl\u00e1mico y la risa de su Secretaria de Estado Hillary Clinton al conocer del descuartizamiento de Ghadafi. Hoy los palestinos est\u00e1n aun peor que en 2009, si eso es posible, y los pueblos \u00e1rabes son los grandes perdedores del \u00abcambio\u00bb impulsado por Washington.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">Siete a\u00f1os m\u00e1s tarde, el Oriente Medio es un ardiente invierno sin final a la vista y Obama sigue dando discursos ecum\u00e9nicos. Ahora le habla a Am\u00e9rica Latina desde Cuba, en medio de una contrarreforma neoliberal en la regi\u00f3n, impulsada por su Gobierno, y cita \u2014en un gran teatro\u2014 a Jos\u00e9 Mart\u00ed, precisamente aquel cuyas \u00faltimas palabras recogieron su prop\u00f3sito de \u00abimpedir a tiempo con la independencia de Cuba que se extiendan por las Antillas los Estados Unidos y caigan, con esa fuerza m\u00e1s, sobre nuestras tierras de Am\u00e9rica\u00bb. Cuba lo ha recibido y escuchado con respeto y est\u00e1 dispuesta a avanzar hacia la paz por la que tanto ha luchado en bien de su pueblo y el de EE.UU., pero no se debe confundir cortes\u00eda con ingenuidad.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span lang=\"es-ES\">(Juventud rebelde)<\/span><\/em><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Obama nel Gran Teatro o il Gran Teatro di Obama?\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Iroel S\u00e1nchez\u00a0https:\/\/lapupilainsomne.wordpress.com Cuba, America Latina e il mondo hanno ascoltato, con grande aspettativa, Barack Obama questo 22 marzo dal Gran Teatro dell&#8217;Avana, con un discorso conciliante, intelligente e seducente. Non era la prima volta che durante la sua visita ha utilizzato, ampiamente, la parola e si \u00e8 diretto ai cubani attraverso la televisione nazionale, ma &hellip; <a href=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=14590\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Obama nel Gran Teatro o il Gran Teatro di Obama?<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Obama nel Gran Teatro o il Gran Teatro di Obama?\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[21,2372],"tags":[4636,4634,3064,133,4080,4635,4467],"views":2,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14590"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14590"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14590\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14590"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14590"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14590"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}