{"id":16521,"date":"2016-06-08T14:14:38","date_gmt":"2016-06-08T14:14:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=16521"},"modified":"2016-06-08T17:49:25","modified_gmt":"2016-06-08T17:49:25","slug":"linteresse-usa-per-il-mercato-cubano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=16521","title":{"rendered":"L&#8217;interesse USA per il mercato cubano"},"content":{"rendered":"<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Jesus Arboleya\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/lapupilainsomne.wordpress.com\/2016\/06\/07\/el-interes-de-estados-unidos-por-el-mercado-cubano-por-jesus-arboleya\/\"><strong>https:\/\/lapupilainsomne.wordpress.com<\/strong><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\"><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/capitalist-bloqueo-tumba.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-16522 alignright\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/capitalist-bloqueo-tumba-286x300.gif\" alt=\"capitalist bloqueo tumba\" width=\"286\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/capitalist-bloqueo-tumba-286x300.gif 286w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/capitalist-bloqueo-tumba-768x806.gif 768w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/capitalist-bloqueo-tumba-976x1024.gif 976w\" sizes=\"(max-width: 286px) 100vw, 286px\" \/><\/a>Cuba non \u00e8 la Cina, questo lo sappiamo tutti. Cosa spiega allora l&#8217;insolito interesse delle imprese USA al mercato cubano?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Una risposta me la diede, anni fa, un produttore di grano USA: &#8220;E&#8217; l&#8217;unico paese al mondo che offre un pane al giorno ad undici milioni di persone&#8221;. Tuttavia, con tutto il vero che racchiude questa asserzione, \u00e8 insufficiente a spiegare cosa succede. La questione \u00e8 pi\u00f9 complessa.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\"><!--more--><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">In un mondo in cui lo sviluppo del commercio dipendeva in gran parte dal dominio militare dei territori, durante il suo primo secolo di vita, gli USA hanno cercato di ampliarsi entro i loro confini terrestri. Provarlo al di l\u00e0 dei mari, glielo impediva lo scarso sviluppo della sua forza navale.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Cuba era l&#8217;eccezione. Gi\u00e0 nel 1802, Thomas Jefferson la includeva nel progetto espansionista, ma, per mancanza di un sufficiente potere militare ad ottenerlo, affermava che il modo era attraverso il controllo del commercio.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Il mercato cubano era una priorit\u00e0 per lo sviluppo di quel paese per tre motivi: il suo potenziale economico, la sua posizione geografica e la sua complementarit\u00e0 con l&#8217;economia USA. Nonostante il tempo trascorso e gli enormi cambiamenti che hanno avuto luogo nel mondo, queste condizioni rimangono valide.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Gran parte degli scopi degli USA si materializzarono sotto il colonialismo spagnolo e si concretarono, completamente, con l&#8217;istituzione del regime neocoloniale a Cuba, nel 1902. La Rivoluzione Cubana cambi\u00f2, bruscamente, questo stato di dipendenza, ma il recupero del mercato cubano rimase uno dei pilastri della politica USA verso Cuba. Cerc\u00f2 di farsi nel modo peggiore fino a quando Obama ha riconosciuto il fallimento e ha cambiato i metodi per ottenerlo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">L&#8217;importanza relativa del potenziale economico di Cuba per gli investitori USA \u00e8 sensibilmente diminuito, rispetto al XIX secolo, quando Cuba era il principale produttore di zucchero del mondo. Ma questo fenomeno era gi\u00e0 apprezzabile nel primo quarto del XX secolo, quando il mercato dello zucchero diminuiva la sua importanza mondiale ed il capitale USA cercava investimenti pi\u00f9 redditizi dentro e fuori di Cuba.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Eppure, non era un mercato trascurabile per alcuni settori imprenditoriali USA, e lo stesso \u00e8 vero oggi, dovuto a che l&#8217; &#8220;accessibilit\u00e0&#8221; determina elevati livelli di competitivit\u00e0 ed un migliore rendimento degli investimenti. D&#8217;altra parte, Cuba rimane il pi\u00f9 grande mercato potenziale delle Antille.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Per molte aziende USA il commercio con Cuba \u00e8 parte del loro mercato naturale, il che implica che, praticamente, l&#8217;infrastruttura esistente serve, allo stesso modo, a vendere o comprare a Cuba che in qualsiasi altro luogo negli USA.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Poich\u00e9 l&#8217;isola rimane dove \u00e8 sempre, la sua importanza geografica per gli USA continua vigente. Non \u00e8 pi\u00f9 la sua importanza militare, come nel passato. Anche se alcuni insistono sulla necessit\u00e0 di mantenere la Base Navale di Guant\u00e1namo per questi scopi, la realt\u00e0 \u00e8 che la guerra moderna non richiede &#8220;carboniere&#8221;.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Tuttavia, Cuba ha un&#8217;importanza strategica per il commercio USA in Atlantico e la possibilit\u00e0 di utilizzare installazioni, come il porto di Mariel, potrebbe contribuire al rendimento delle catene di valore che oggi caratterizzano il mercato mondiale; come hanno sottolineato alcuni economisti.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">A questo si somma il potenziale turistico, con le sue implicazioni per altri rami dell&#8217;economia USA; l&#8217;esplorazione petrolifera nei mari adiacenti; le necessit\u00e0 di Cuba di modernizzare il proprio parco tecnologico e la sua infrastruttura, cos\u00ec come il grande volume di importazioni richiesti dal consumo nazionale e dalle reti di servizi sociali. \u00c8 chiaro che per tutto questo si richiede denaro ma, in condizioni normali, ci\u00f2 si risolve tramite investimenti diretti e crediti, come avviene in tutto il mondo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Queste opportunit\u00e0 giustificano che persista la &#8220;complementariet\u00e0&#8221; dell&#8217;economia cubana rispetto a quella USA, ma esistono altre componenti forse ancora pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Tra le linee strategiche degli USA c&#8217;\u00e8 lo sviluppo dell&#8217; &#8220;industria della conoscenza&#8221; al fine di mantenere la supremazia delle imprese USA in questo settore, ci\u00f2 che costituisce una delle basi della sua egemonia globale.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Il limite di questo sviluppo lo impone il capitale umano disponibile. Da qui l&#8217;insistenza di alcuni settori, tra cui il presidente Obama, della necessit\u00e0 di migliorare i livelli di istruzione del paese. Allo stato attuale, questo deficit \u00e8 stato risolto, in parte, dalla cosiddetta &#8220;fuga di cervelli&#8221; e la politica di immigrazione degli USA \u00e8 estremamente ampia per facilitare ci\u00f2; risparmiando il costo che implica la loro formazione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Tuttavia, una volta radicato in quel paese, uno scienziato straniero vale lo stesso come uno USA, ci\u00f2 che spiega che il 20% degli investimenti delle transnazionali USA per la ricerca e sviluppo di nuove tecnologie siano realizzati all&#8217;estero, anche in paesi concorrenti come la Cina e l&#8217;India.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Dal mio punto di vista, il pi\u00f9 grande interesse delle societ\u00e0 USA per Cuba sta nel poter approfittare del capitale umano esistente nel paese, per il suo aggancio a costi inferiori con produzioni di alto valore aggiunto, in un clima di stabilit\u00e0 politica e sociale che difficilmente si trova altrove.+<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Le aree di opportunit\u00e0 in questo senso sono molto grandi, a causa della formazione dei cubani in linee strategiche quali le tecnologie dell&#8217;informazione e delle comunicazioni, la biotecnologia, farmaceutica e lo sviluppo delle energie rinnovabili, tra gli altri.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Questa logica si scontra con la tesi di promuovere il cambiamento di regime a Cuba. Non per le virt\u00f9 etiche delle transnazionali USA, molte volte promotrici di guerre devastanti in funzione dei loro interessi, ma perch\u00e9 semplicemente non gli conviene sovvertire un regime che produce, da s\u00e9, il capitale umano di cui hanno bisogno e potrebbero utilizzarlo nelle migliori condizioni. Almeno, questo dovrebbe essere il criterio dei pi\u00f9 intelligenti.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Anche si contraddice con l&#8217;attuale politica migratoria USA verso Cuba. Essendo cos\u00ec ci\u00f2 che conviene a queste aziende non \u00e8 che i professionisti cubani emigrino, ma usarli nel paese per abbassare i loro costi di produzione. Inoltre, pu\u00f2 essere utile a Cuba, nella misura in cui farebbe aumentare le opportunit\u00e0 di lavoro per queste persone e migliorerebbe le loro condizioni di vita, riducendo le tensioni migratorie che oggi affronta la societ\u00e0 cubana.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Allora, quello che \u00e8 cambiato rispetto al passato, non sono le condizioni che spiegano l&#8217;interesse per il mercato cubano, ma le regole in cui tali condizioni storiche possono materializzarsi.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">In primo luogo, perch\u00e9 a causa del blocco ancora persiste il divieto che societ\u00e0 USA investano o commercino con Cuba. Le poche autorizzazioni recentemente adottate sono viziate da procedure e limitazioni che impediscono che possano funzionare normalmente, come avviene negli altri paesi. A ci\u00f2 si somma l&#8217;incertezza generata dalla stabilit\u00e0 di questa politica tra la polarizzazione e disfunzionalit\u00e0 esistente nel corpo politico USA.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">In secondo luogo, perch\u00e9 il mercato cubano non \u00e8 &#8220;normale&#8221; per la pratica abituale delle imprese USA nel mondo. Il governo USA non \u00e8 nella posizione di imporre preferenze e condizioni, come avviene altrove, ma dovr\u00e0 concordare i suoi interessi con quelli del paese e operare su un piano di parit\u00e0 con i suoi concorrenti.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Alle norme che regolano gli investimenti stranieri in generale -che alcuni criticano come troppo lente e burocratiche-, specialmente nel caso di societ\u00e0 USA, si aggiunge l&#8217;interesse a non generare nuove forme di dipendenza, che limitino la sovranit\u00e0 del paese. A questo si aggiunge la sfiducia originata nel conflitto storico tra i due paesi e quella che causa le dichiarate intenzioni degli obiettivi della nuova politica verso Cuba.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">Siamo quindi in una fase di studio e tentativi, dove ci sono molte insidie da evitare, il che spiega le difficolt\u00e0 di fare affari, nonostante l&#8217;evidente interesse di entrambe le parti.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"RIGHT\">\u00a0(<a href=\"http:\/\/progresosemanal.us\/20160607\/interes-estados-unidos-mercado-cubano\/\"><strong>Progresso settimanale<\/strong><\/a>)<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><strong><em>El inter\u00e9s de Estados Unidos por el mercado cubano<\/em><\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Jes\u00fas Arboleya<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Cuba no es China, eso lo sabemos todos. \u00bfQu\u00e9 explica entonces el inusitado inter\u00e9s de las empresas norteamericanas en el mercado cubano?<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Una respuesta me la dio hace a\u00f1os un productor de trigo estadounidense: \u201cEs el \u00fanico pa\u00eds del mundo que entrega un pan diario a once millones de personas\u201d. No obstante, con todo lo cierto que encierra esta afirmaci\u00f3n, es insuficiente para explicar lo que acontece. El asunto es m\u00e1s complejo.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>En un mundo donde el desarrollo del comercio depend\u00eda en buena medida del dominio militar de los territorios, durante su primer siglo de existencia, Estados Unidos trat\u00f3 de expandirse dentro de sus fronteras terrestres. Intentarlo m\u00e1s all\u00e1 de los mares, se lo imped\u00eda el escaso desarrollo de su fuerza naval.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Cuba era la excepci\u00f3n. Tan temprano como 1802, Thomas Jefferson la inclu\u00eda dentro del proyecto expansionista, pero, a falta de un poder militar suficiente para lograrlo, afirmaba que la manera era a trav\u00e9s del control del comercio.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>El mercado cubano era una prioridad para el desarrollo de ese pa\u00eds por tres razones: su potencial econ\u00f3mico, su ubicaci\u00f3n geogr\u00e1fica y su complementariedad con la econom\u00eda norteamericana. A pesar del tiempo transcurrido y los enormes cambios que han tenido lugar en el mundo, estas condicionantes mantienen su vigencia.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Buena parte de los prop\u00f3sitos de Estados Unidos se materializaron bajo el colonialismo espa\u00f1ol y se concretaron a plenitud con el establecimiento del r\u00e9gimen neocolonial en Cuba en 1902. La Revoluci\u00f3n Cubana alter\u00f3 bruscamente este estado de dependencia, pero la recuperaci\u00f3n del mercado cubano continu\u00f3 siendo uno de los pilares de la pol\u00edtica norteamericana hacia Cuba. Trat\u00f3 de hacerse de la peor manera, hasta que Obama reconoci\u00f3 el fracaso y cambi\u00f3 los m\u00e9todos para lograrlo.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>La importancia relativa del potencial econ\u00f3mico de Cuba para los inversionistas norteamericanos ha disminuido sensiblemente en comparaci\u00f3n con el siglo XIX, cuando Cuba era la principal productora de az\u00facar del mundo. Pero este fen\u00f3meno ya era apreciable a mediados de la primera mitad del siglo XX, cuando el mercado azucarero disminu\u00eda su importancia mundial y el capital norteamericano buscaba inversiones m\u00e1s rentables dentro y fuera de Cuba.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Aun as\u00ed, no se trataba de un mercado despreciable para ciertos sectores empresariales estadounidenses y lo mismo ocurre en la actualidad, debido a que la \u201caccesibilidad\u201d determina altos niveles de competitividad y un mejor rendimiento de las inversiones. Por otro lado, Cuba contin\u00faa siendo el mayor mercado potencial de las Antillas.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Para muchas empresas norteamericanas el comercio con Cuba forma parte de su mercado natural, lo que implica que pr\u00e1cticamente la infraestructura existente sirve igual para vender o comprar a Cuba, que en cualquier otro lugar dentro de los propios Estados Unidos.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Como la Isla sigue estando donde siempre, su importancia geogr\u00e1fica para Estados Unidos contin\u00faa vigente. Ya no se trata de su importancia militar, como ocurr\u00eda en el pasado. Aunque algunos insisten en la necesidad de mantener la Base Naval de Guant\u00e1namo con estos fines, la realidad es que la guerra moderna no requiere de \u201ccarboneras\u201d.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Sin embargo, Cuba mantiene una importancia estrat\u00e9gica para el comercio de Estados Unidos en el Atl\u00e1ntico y la posibilidad de utilizar instalaciones, como el puerto del Mariel, pudiera aportar al rendimiento de las cadenas de valor que hoy d\u00eda caracterizan el mercado mundial, como han enfatizado algunos economistas.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>A ello se suma el potencial del turismo, con sus implicaciones para otras ramas de la econom\u00eda estadounidense; la exploraci\u00f3n petrolera en mares adyacentes; las necesidades de Cuba para modernizar su parque tecnol\u00f3gico y su infraestructura, as\u00ed como el gran volumen de importaciones que requiere el consumo nacional y las redes de servicio social. Est\u00e1 claro que para todo esto hace falta dinero, pero en condiciones normales ello se resuelve mediante inversiones directas y cr\u00e9ditos, como ocurre en todo el mundo.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Estas oportunidades justifican el criterio de que persiste la \u201ccomplementariedad\u201d de la econom\u00eda cubana respecto a la norteamericana, pero existen otros componentes quiz\u00e1s a\u00fan m\u00e1s importantes.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Entre las l\u00edneas estrat\u00e9gicas de Estados Unidos est\u00e1 el desarrollo de la llamada \u201cindustria del conocimiento\u201d, con el fin de mantener la supremac\u00eda de las empresas norteamericanas en esta esfera, lo que constituye una de las bases de su hegemon\u00eda mundial.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>El l\u00edmite a este desarrollo lo impone el capital humano disponible. De ah\u00ed la insistencia de ciertos sectores, incluyendo el presidente Obama, de la necesidad de mejorar los niveles de educaci\u00f3n del pa\u00eds. En estos momentos, este d\u00e9ficit se resuelve, en parte, mediante el llamado \u201crobo de cerebros\u201d y la pol\u00edtica inmigratoria de Estados Unidos es sumamente amplia para facilitarlo, ahorr\u00e1ndose el costo que implica su formaci\u00f3n.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>No obstante, una vez radicado en ese pa\u00eds, un cient\u00edfico extranjero vale lo mismo que un norteamericano, lo que explica que el 20 % de las inversiones de las transnacionales estadounidenses destinadas a la investigaci\u00f3n y el desarrollo de nuevas tecnolog\u00edas se realizan en el exterior, incluso en pa\u00edses competidores como China y la India.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Desde mi punto de vista, el mayor inter\u00e9s de las empresas norteamericanas en Cuba radica en poder aprovechar el capital humano existente en el pa\u00eds, para su encadenamiento a menor costo con producciones de alto valor agregado, en un clima de estabilidad pol\u00edtica y social que dif\u00edcilmente se encuentra en otros lugares.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Las \u00e1reas de oportunidades en este sentido son muy amplias, debido a la formaci\u00f3n de cubanos en renglones estrat\u00e9gicos como las tecnolog\u00edas de la informaci\u00f3n y las comunicaciones, la biotecnolog\u00eda, la farmac\u00e9utica y el desarrollo de energ\u00edas renovables, entre otras.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Esta l\u00f3gica se enfrenta a la tesis del promover el cambio de r\u00e9gimen en Cuba. No por las virtudes \u00e9ticas de las transnacionales norteamericanas, muchas veces promotoras de guerras devastadoras en funci\u00f3n de sus intereses, sino porque simplemente no les conviene subvertir un r\u00e9gimen que produce por s\u00ed mismo el capital humano que necesitan y pudieran utilizarlo en las mejores condiciones. Al menos, este debiera ser el criterio de los m\u00e1s inteligentes.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Tambi\u00e9n se contradice con la actual pol\u00edtica migratoria de Estados Unidos hacia Cuba. Toda vez que lo que conviene a estas empresas no es que los profesionales cubanos emigren, sino utilizarlos en el pa\u00eds, para bajar sus costos de producci\u00f3n. Por otra parte, pudiera ser beneficioso para Cuba, en la medida en que aumentar\u00eda las posibilidades de trabajo para estas personas y mejorar\u00eda sus condiciones de vida, disminuyendo las tensiones migratorias que hoy enfrenta la sociedad cubana.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Entonces, lo que ha cambiado respecto al pasado no son las condicionantes que explican el inter\u00e9s por el mercado cubano, sino las reglas bajo las cuales estas condicionantes hist\u00f3ricas pueden materializarse.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>En primer lugar, porque debido al bloqueo a\u00fan persiste la prohibici\u00f3n de que empresas norteamericanas inviertan o comercien con Cuba. Las escasas autorizaciones recientemente adoptadas, est\u00e1n viciadas de procedimientos y limitantes que impiden que puedan ejecutarse de manera normal, como ocurre en otros pa\u00edses. A lo que se suma la incertidumbre que genera la estabilidad de esta pol\u00edtica, en medio de la polarizaci\u00f3n y disfuncionalidad existente en el cuerpo pol\u00edtico norteamericano.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>En segundo lugar, porque el mercado cubano tampoco es \u201cnormal\u201d para la pr\u00e1ctica acostumbrada de las empresas norteamericanas en el mundo. El gobierno norteamericano no est\u00e1 en la posici\u00f3n de imponer preferencias y condiciones, como ocurre en otras partes, sino que tendr\u00e1 que consensuar sus intereses con los del pa\u00eds y funcionar en condiciones de igualdad con sus competidores.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>A las normas que rigen la inversi\u00f3n extranjera en general -que algunos critican por excesivamente lentas y burocr\u00e1ticas-, especialmente en el caso de las empresas norteamericanas, se agrega el inter\u00e9s de no generar nuevas formas de dependencia, que limiten la soberan\u00eda del pa\u00eds. A ello se le suma la desconfianza originada en el conflicto hist\u00f3rico entre los dos pa\u00edses y la que provoca las intenciones declaradas de los objetivos de la nueva pol\u00edtica hacia Cuba.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Estamos, por tanto, en una fase de estudios y tanteos, donde existen muchos escollos que salvar, lo que explica las dificultades existentes para concretar negocios, a pesar del inter\u00e9s manifiesto de ambas partes.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>(<a href=\"http:\/\/progresosemanal.us\/20160607\/interes-estados-unidos-mercado-cubano\/\"><strong>Progreso Semanal<\/strong><\/a>)<\/em><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"L&#039;interesse USA per il mercato cubano\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jesus Arboleya\u00a0\u00a0https:\/\/lapupilainsomne.wordpress.com Cuba non \u00e8 la Cina, questo lo sappiamo tutti. Cosa spiega allora l&#8217;insolito interesse delle imprese USA al mercato cubano? Una risposta me la diede, anni fa, un produttore di grano USA: &#8220;E&#8217; l&#8217;unico paese al mondo che offre un pane al giorno ad undici milioni di persone&#8221;. Tuttavia, con tutto il vero &hellip; <a href=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=16521\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">L&#8217;interesse USA per il mercato cubano<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"L&#039;interesse USA per il mercato cubano\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[20,21,184,2372],"tags":[201,4590,4046,5315,1899],"views":2,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16521"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16521"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16521\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16521"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16521"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16521"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}