{"id":17538,"date":"2016-07-25T11:31:10","date_gmt":"2016-07-25T11:31:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=17538"},"modified":"2016-07-25T16:29:11","modified_gmt":"2016-07-25T16:29:11","slug":"alfredo-lopez-maestro-di-rivoluzionari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=17538","title":{"rendered":"Alfredo Lopez, maestro di rivoluzionari"},"content":{"rendered":"<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Pedro Antonio Garc\u00eda\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.granma.cu\/cuba\/2016-07-19\/alfredo-lopez-maestro-de-revolucionarios-19-07-2016-22-07-11\">http:\/\/www.granma.cu<\/a><\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/alfredo-lpez.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-17539 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/alfredo-lpez-184x300.jpg\" alt=\"alfredo lpez\" width=\"184\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/alfredo-lpez-184x300.jpg 184w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/alfredo-lpez-627x1024.jpg 627w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/alfredo-lpez.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 184px) 100vw, 184px\" \/><\/a>Narrano che <strong><a href=\"http:\/\/www.ecured.cu\/Alfredo_L\u00f3pez\">Alfredo Lopez<\/a>\u00a0\u00a0<\/strong>(2 \u00a0agosto 1894 Sagua La Grande &#8211; 20 luglio \u00a01926 Avana)\u00a0 era duro e secco. <a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=12903\"><strong>Julio Antonio Mella<\/strong><\/a> lo giustificava: \u00abCos\u00ec era necessario che fosse. Per dirigere le folle che lui diresse, per incanalarle per la via rivoluzionaria&#8221;. Piccolo di statura, il loro valore raggiungeva vette inimmaginabili. Al funerale di un amico, che aveva visto morire, dicono, accompagn\u00f2 la processione al cimitero, revolver in mano, guidando una folla inferocita, accerchiato da una doppia colonna di polizia.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><!--more--><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Nacque il 2 agosto 1894. Da bambino soffr\u00ec la discriminazione in una societ\u00e0 che lo disprezzava per essere figlio naturale e povero. Data la mancanza di risorse a casa, and\u00f2 in cerca di un&#8217;occupazione, all&#8217;et\u00e0 in cui altri solo pensano agli studi e al baseball. Con difficolt\u00e0\u00a0giunse a L&#8217;Avana. Divenne linotipista a forza di dedizione e talento. Avrebbe potuto godere di un buon salario, ma decise essere sindacalista e condividere la sorte dei poveri della terra.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Organizz\u00f2 sindacati e scioperi. Al momento del trionfo della Rivoluzione russa di Lenin, si solidarizz\u00f2 con lei. Nel Congresso Operaio, del 1920, sostenne che l&#8217;evento salutasse i bolscevichi. La sua mozione fu accettata. Sostenitore della creazione di una centrale sindacale nazionale ed unica partecip\u00f2 attivamente alla fondazione della Federazione Operaia di L&#8217;Avana (FOH) nel 1921 (che poi diresse), importante ed essenziale primo passo verso l&#8217;unit\u00e0 del proletariato per l&#8217; indiscutibile peso specifico che aveva la provincia capitale all&#8217;interno del movimento operaio.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/03Marzo25_Mella.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-7751 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/03Marzo25_Mella-300x219.jpg\" alt=\"03Marzo25_Mella\" width=\"300\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/03Marzo25_Mella-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/03Marzo25_Mella.jpg 735w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;Aveva un grande talento pratico&#8221; era solito dire Mella. Quando il fondatore della FEU ide\u00f2 l&#8217;Universit\u00e0 Popolare Jos\u00e9 Mart\u00ed per elevare il livello culturale degli operai e dei loro figli, ebbe in Alfredo un collaboratore entusiasta che prest\u00f2 i locali del Centro Operaio e anche le sedi di alcuni sindacati perch\u00e9 servissero come aule.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">In un&#8217;occasione, narra Julio Antonio, un compagno spagnolo esclam\u00f2: &#8220;Che vengano gli americani e la facciano finita con la repubblica. Sar\u00e0 lo stesso. Siamo operai e niente di pi\u00f9&#8221;. Alfredo mostr\u00f2 il suo disaccordo. &#8220;No, ragazzo, non essere sciocco. La nostra repubblica \u00e8 da scherzo. La nostra borghesia \u00e8 come tutte. Ma cos\u00ec stiamo meglio. Se vengono gli yankee, vedrete cosa ci succede. Finisce tutto&#8221;. E ci\u00f2 nonostante, il leader sindacale, abbracci\u00f2 la lotta sociale, la nazionalit\u00e0 cubana.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Alla fine del 1925 Alfredo e Mella furono presi dalla polizia di Machado. Quella notte il sindacalista dorm\u00ec nelle segrete di una caserma della polizia, il dirigente studentesco lo tirarono fuori dalla cella &#8220;per portarlo in prigione&#8221;. In realt\u00e0 avevano intenzione di assassinarlo, ma alla fine non ebbero il coraggio. Al contrario, al leader della FOH ed a coloro che rimasero nelle segrete, i loro carcerieri assicurarono che Mella era morto cercando di fuggire.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Il giorno successivo, quando il giovane studente fu riportato nella sua cella, Alfredo non nascose la sua soddisfazione; &#8220;Ragazzo, che notte ci hai fatto passare. Ti credevamo morto. I cani lo dissero&#8221;. In quel volto indurito dalla discriminazione di una societ\u00e0 ingiusta e la lotta contro la storia\u00a0della neocolonia, Mella scopr\u00ec &#8220;un&#8217;espressione paterna e negli occhi un candore e allegria di bambino&#8221;.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Il fondatore della FEU, in quell&#8217;occasione, era accusato senza prove di un crimine che, a tutta evidenza, non aveva potuto commettere. Per commuovere il paese, Mella inizi\u00f2 uno sciopero della fame, incompreso da molti. Alfredo, anche se disapprovava questo metodo, continu\u00f2 al suo fianco come suo mentore e compagno.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Quando Mella, gi\u00e0 in gravi condizioni, fu trasferito in un ospedale, il leader della FOH stringeva la sua mano e accanto al veicolo, anche se rispettava la decisione del suo pi\u00f9 giovane amico, gli disse: &#8220;Non essere stupido, non lasciarti morire, abbiamo molto da fare e ancora molto da pulire per vincere. Mangia, ragazzo&#8221;. E nel suo viso Mella di nuovo vide l&#8217;espressione paterna.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Machado dovette ripiegare davanti al clamore popolare e sospendere l&#8217;arbitraria causa legale contro Mella, per questo Mella si vide costretto ad andare all&#8217;estero, nel gennaio 1926. Alfredo rimase a Cuba ed il 20 luglio dello stesso anno, mentre si dirigeva al Centro Operaio fu intercettato da un\u00a0branco\u00a0 di poliziotti armati di bastoni. Questa volta i pugni del valoroso sindacalista cedettero alla superiorit\u00e0 numerica. I suoi resti si trovarono, dopo il rovesciamento della tirannia di Machado, alle pendici del castello di Atar\u00e9s.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Presentendo la tragica fine del suo amico, nell&#8217;agosto 1926, Mella scrisse su Alfredo Mella Lopez: &#8220;Guerriero, non ho parole per te. L&#8217;autore di queste righe oggi si sente orfano. Principiante nella lotta, fu con il tuo esempio, con la tua azione, che maturai esperienza [&#8230;] Nessuno sa dove ti trovi, per caso \u00e8 dato ai rivoluzionari scegliere la forma della nostra morte? Cadiamo come soldati, dove la pallottola nemica ci trova&#8221;.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">&#8220;Maestro, fratello e compagno: le opere che tu facesti sono muti monumenti alla tua memoria. Quando giunga alla classe oppressa l&#8217;ora del nostro trionfo, la otterremo in gran parte per ci\u00f2 che tu iniziasti. Non avrai viali delle citt\u00e0 borghesi n\u00e9 statue nei parchi pubblici.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Ma ogni proletario sapr\u00e0 che le organizzazioni che tu fondasti sono i migliori monumenti alla tua memoria&#8221;.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em><strong>Alfredo L\u00f3pez, maestro de revolucionarios<\/strong><\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Pedro Antonio Garc\u00eda<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Cuentan que Alfredo L\u00f3pez era duro y se\u00adco. Julio Antonio Mella lo justificaba: \u201cAs\u00ed era necesario que fuese. Para dirigir las multitudes que \u00e9l dirigi\u00f3, para encauzarlas por la senda revolucionaria\u201d. Peque\u00f1o de estatura, su valor alcanzaba alturas inimaginables. En el sepelio de un amigo, a quien hab\u00eda visto morir, dicen, acompa\u00f1\u00f3 el cortejo al cementerio, rev\u00f3lver en mano, encabezando una muchedumbre enardecida, acechados por una doble columna de polic\u00edas.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Naci\u00f3 el 2 de agosto de 1894. Desde ni\u00f1o padeci\u00f3 la discriminaci\u00f3n de una sociedad que lo despreciaba por ser hijo natural y po\u00adbre. Ante la falta de recursos en su hogar, march\u00f3 en busca de un empleo, a la edad en que otros solo piensan en los estudios y en el b\u00e9isbol. Dando tumbos lleg\u00f3 a La Habana. Se hizo linotipista a fuerza de dedicaci\u00f3n y talento. Pudo haber disfrutado de buenos salarios, pero decidi\u00f3 ser sindicalista y compartir la suerte de los pobres de la tierra.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Organiz\u00f3 gremios y huelgas. Cuando triunf\u00f3 la Revoluci\u00f3n Rusa de Lenin, se solidariz\u00f3 con ella. En el Congreso Obrero de 1920 abog\u00f3 por que el evento saludara a los bolcheviques. Su moci\u00f3n fue aceptada. Partidario de la creaci\u00f3n de una central sindical nacional y \u00fanica, particip\u00f3 activamente en la fundaci\u00f3n de la Federaci\u00f3n Obrera de La Habana (FOH) en 1921 (la cual luego lider\u00f3), importante e imprescindible primer paso hacia la unidad del proletariado por el indiscutible peso espec\u00edfico que ten\u00eda la provincia capital dentro del movimiento obrero.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>\u201cTen\u00eda un gran talento pr\u00e1ctico\u201d, sol\u00eda decir Mella. Cuando el fundador de la FEU ide\u00f3 la Universidad Popular Jos\u00e9 Mart\u00ed para elevar el nivel cultural de los obreros y sus hijos, tuvo en Alfredo un entusiasta colaborador que prest\u00f3 los locales del Centro Obrero e incluso las sedes de algunos sindicatos para que sirvieran como aulas.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>En una ocasi\u00f3n, narra Julio Antonio, un camarada espa\u00f1ol exclam\u00f3: \u201cQue vengan los americanos y acaben con la rep\u00fablica. Es\u00adta\u00adremos igual. Somos obreros y nada m\u00e1s\u201d. Al\u00adfre\u00addo mostr\u00f3 su desacuerdo. \u201cNo, chico, no seas tonto. Nuestra rep\u00fablica es de choteo. Nuestra burgues\u00eda es como todas. Pero as\u00ed estamos mejor. Si viene el yanqui, ya ver\u00e1s lo que nos pasa. Se acaba todo\u201d. Y con todo, el l\u00edder sindical abarcaba la lucha social, la nacionalidad cubana.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>A finales de 1925 a Alfredo y a Mella los detuvo la polic\u00eda machadista. Esa noche el sindicalista durmi\u00f3 en las mazmorras de un cuartel de la polic\u00eda, al dirigente estudiantil lo sacaron de la celda \u201cpara llevarlo a la c\u00e1rcel\u201d. En realidad ten\u00edan intenciones de asesinarlo pero al final no se atrevieron. En cambio, al l\u00edder de la FOH y a los que se quedaron en las mazmorras, sus carceleros les aseguraron que Mella hab\u00eda muerto tratando de fugarse.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Al otro d\u00eda, cuando el joven estudiante fue devuelto a su celda, Alfredo no ocultaba su satisfacci\u00f3n; \u201cMuchacho, que noche nos has hecho pasar. Te cre\u00edamos muerto. Los perros lo dijeron\u201d. Y en aquel rostro endurecido por la discriminaci\u00f3n de una sociedad injusta y la lucha contra los anales de la neocolonia, Mella descubri\u00f3 \u201cuna expresi\u00f3n paternal y en los ojos, una candidez y alegr\u00eda de ni\u00f1o\u201d.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Al fundador de la FEU, en aquella ocasi\u00f3n, le acusaban sin pruebas de un delito que, a todas luces, no hab\u00eda podido cometer. Para conmocionar al pa\u00eds, Mella inici\u00f3 una huelga de hambre, incomprendida por muchos. Alfredo, aunque desaprobaba ese m\u00e9todo, continu\u00f3 a su lado como su mentor y camarada.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Cuando a Mella, ya en estado grave, lo trasladaban a un centro hospitalario, el l\u00edder de la FOH apresaba su mano y ya junto al veh\u00edculo, aunque respetaba la decisi\u00f3n de su m\u00e1s joven amigo, le dijo: \u201cNo seas bobo, no te dejes morir, tenemos mucho que hacer y a\u00fan mucho que limpiar para triunfar. Come, chico\u201d. Y en su cara vio Mella otra vez la expresi\u00f3n paternal.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Machado tuvo que replegarse ante el clamor popular y suspender la arbitraria causa judicial contra Mella, pero este se vio obligado a marchar al extranjero en enero de 1926. Alfredo permaneci\u00f3 en Cuba y el 20 de julio de ese a\u00f1o, mientras se dirig\u00eda al Centro Obrero, fue interceptado por una jaur\u00eda policiaca ar\u00admada de bastonazos. Esta vez los pu\u00f1os del recio sindicalista sucumbieron ante la superioridad num\u00e9rica. Sus restos se hallaron tras el derrocamiento de la tiran\u00eda machadista en las faldas del castillo de Atar\u00e9s.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Presintiendo el fin tr\u00e1gico de su amigo, en agosto de 1926, Mella escribi\u00f3 sobre Alfredo L\u00f3pez: \u201cGuerrero, no tengo palabras para ti. El autor de estas l\u00edneas se siente hoy hu\u00e9rfano. Biso\u00f1o en la lucha, fue con tu ejemplo, con tu acci\u00f3n, que \u00e9l adquiri\u00f3 experiencia [\u2026] Nadie conoce tu paradero, \u00bfacaso nos es dado a los revolucionarios escoger la forma de nuestra muerte? Caemos como soldados, donde la bala enemiga nos encuentre\u201d.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>\u201cMaestro, hermano y compa\u00f1ero: las obras que t\u00fa hiciste son mudos monumentos a tu memoria. Cuando nos llegue a la clase oprimida la hora de nuestro triunfo, la obtendremos en gran parte por lo que t\u00fa iniciaste. No tendr\u00e1s avenidas de ciudades burguesas ni estatuas en los parques p\u00fablicos.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Pero cada proletario sabr\u00e1 que las organizaciones que t\u00fa fundaste son los mejores monumentos a tu memoria\u201d.<\/em><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Alfredo Lopez, maestro di rivoluzionari\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pedro Antonio Garc\u00eda\u00a0http:\/\/www.granma.cu Narrano che Alfredo Lopez\u00a0\u00a0(2 \u00a0agosto 1894 Sagua La Grande &#8211; 20 luglio \u00a01926 Avana)\u00a0 era duro e secco. 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