{"id":22391,"date":"2017-04-04T18:07:33","date_gmt":"2017-04-04T18:07:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=22391"},"modified":"2017-04-04T18:08:01","modified_gmt":"2017-04-04T18:08:01","slug":"ecuador-il-popolo-ha-detto-non-un-passo-indietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=22391","title":{"rendered":"Ecuador: il popolo ha detto non un passo indietro"},"content":{"rendered":"<p>Atilio Bor\u00f3n<a href=\"http:\/\/www.cubadebate.cu\/opinion\/2017\/04\/03\/ecuador-el-pueblo-dijo-ni-un-paso-atras\/#.WOOyAGhSDIU\"><strong>\u00a0http:\/\/www.cubadebate.cu<\/strong><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Lenin.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-22392 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Lenin-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Lenin-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Lenin.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La vittoria ottenuta da Alianza Pa\u00eds nel ballottaggio del 2 aprile conferma che il popolo ecuadoriano ha saputo discernere ci\u00f2 che era in gioco: la continuit\u00e0 di un governo che ha segnato un prima e un dopo nella storia contemporanea dell&#8217;Ecuador o il suicidio salto nel vuoto emulando la tragedia argentina.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><!--more--><br \/>\nLen\u00edn Moreno e Jorge Glas rappresentano il consolidamento dei progressi raggiunti in molti settori della vita sociale, durante dieci anni, sotto la direzione di Rafael Correa;\u00a0il loro avversario, Guillermo Lasso, personificava il ritorno dell&#8217;alleanza sociale che tradizionalmente aveva governato l&#8217;Ecuador con le disastrose conseguenze a tutti note.\u00a0Un paese con grandi maggioranze nazionali secolarmente sottomesse nella povert\u00e0, con indici di disuguaglianza ed esclusione economica, sociale e culturale aberranti.\u00a0Una nazione vittima dell&#8217;insaziabile voracit\u00e0 dei banchieri e latifondisti che saccheggiavano, impunemente, una popolazione che tenevano come ostaggio e che, nella loro dissolutezza, provocarono la mega-crisi economica e finanziaria del 1999. In uno sfoggio di falsificazione dei fatti storici quella tremenda\u00a0crisi la chiamarono, amabilmente, &#8220;vacanza bancaria&#8221;, nonostante nella sua voragine si pose fine alla moneta ecuadoriana, che fu sostituita dal dollaro USA, e provoc\u00f2 la fuga precipitosa di quasi due milioni di ecuadoriani che fuggirono\u00a0all&#8217;estero per porsi in salvo dall&#8217;ecatombe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversi sono i fattori che spiegano questo incoraggiante risultato, per l&#8217;Ecuador e per tutta l&#8217;America Latina.\u00a0Uno: i traumatici ricordi del 1999 e la sfacciataggine con cui le parti sociali e le forze politiche di quella crisi -prima di tutti Guillermo Lasso- proponevano l&#8217;adozione di misure politiche che l&#8217;avevano originata.\u00a0La candidatura della destra ha manifestato che avrebbe ampliato i margini di autonomia delle forze del mercato, avrebbe ridotto la spesa pubblica, avrebbe privatizzato la sanit\u00e0 e l&#8217;istruzione, avrebbe tagliato le imposte e avrebbe posto fine all&#8217;idra a sette teste del presunto &#8220;populismo economico&#8221;.\u00a0La politica sociale sarebbe stata ridotta perch\u00e9, senza dire come, Lazo assicurava che avrebbe creato un milione di nuovi posti di lavoro in quattro anni, ma ha fatto molto ben attenzione a notificare, questa promessa, nel programma di governo che, come prescrive la legge elettorale, ha iscrittoe davanti ad un notaio.\u00a0A livello internazionale, Lazo dichiar\u00f2 che avrebbe chiuso la sede di UNASUR, avrebbe consegnato Julian Assange alle autorit\u00e0 britanniche e si sarebbe allontanato da tutti gli accordi ed organismi regionali come UNASUR, CELAC ed ALBA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due: l&#8217;intenso lavoro di campagna fatto dal binomio Moreno-Glas, che gli ha permesso stabilire un profondo vincolo con la base sociale del corre\u00edsmo e realizzare, ancora una volta, un estenuante giro per le 24 province del paese, fornendo una presenza territoriale e organizzativa i cui redditi sono stati evidenti nel momento di aprire\u00a0le urne.\u00a0Un altro fattore esplicativo, il terzo, \u00e8 stato il sostegno di Correa e il suo valoroso sforzo per puntellare, con una vertiginosa dinamica governativa, la campagna della formula ufficiale.\u00a0Se qualcosa necessitava per ratificare il carattere eccezionale della sua leadership era questo: una vittoria senza precedenti nella storia dell&#8217;Ecuador, perch\u00e9 mai prima un governo era stato rieletto al cambiare la candidatura presidenziale.\u00a0In linea con ci\u00f2 dobbiamo ricordare che nel primo turno Alianza Pa\u00eds aveva ottenuto la maggioranza assoluta dei membri dell&#8217;Assemblea Nazionale e che un 55% dei cittadini ha votato a favore della proposta del governo di vietare che gli alti funzionari e governanti potessero tenere i loro denari investiti in paradisi fiscali.\u00a0In altre parole, sostegno interno nell&#8217;ambito istituzionale ed a livello della societ\u00e0 civile, non mancher\u00e0 al nuovo presidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei giorni precedenti predominava negli ambienti di Alianza Pais una profonda preoccupazione.\u00a0Le inchieste non stavano producendo i risultati che ci si aspettava e ponevano in dubbio l&#8217;entusiasmo militante con cui Moreno e Glas erano ricevuti in tutto il paese.\u00a0La campagna di terrorismo mediatico fu di tale portata e bassezza morale, e questo \u00e8 il terzo fattore da prendere in considerazione, che fece s\u00ec che il votante aliancista temesse manifestarsi davanti alle domande dei sondaggisti.\u00a0Le accuse lanciate contro Correa e Glas erano tanto tremende come completamente prive di sostanza.\u00a0Il dato significativo \u00e8 che la destra accusava nei media ma si asteneva di fare una denuncia nei tribunali.\u00a0Come disse uno degli osservatori in occasione dell&#8217;incontro con la gente di CREO-SUMA: &#8220;non vogliamo pettegolezzi, fornite dati concreti&#8221;.\u00a0Non l&#8217;hanno mai fatto.\u00a0Ma schiacciata ed intimidita da questa artiglieria mediatica (che ha avuto l&#8217;attiva collaborazione di alcuni &#8220;fasulli giornalisti&#8221; argentini, in realt\u00e0 agenti della propaganda al servizio delle peggiori cause) e per le velate minacce dei profeti della restaurazione una parte significativa degli\u00a0intervistati si definivano come &#8220;indecisi&#8221;, quando in realt\u00e0 non lo erano.\u00a0La verit\u00e0 \u00e8 venuta alla luce a partire dallo scrutinio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una precedente nota abbiamo detto che questa elezione sarebbe state la &#8220;battaglia di Stalingrado&#8221;, perch\u00e9 dal suo esito sarebbe dipeso il futuro dell&#8217;Ecuador e dell&#8217;America Latina.\u00a0Una sconfitta avrebbe dato pretesti alla destra regionale e avrebbe accelerato la modifica regressiva della mappa socio-politica del Sud America, rafforzando i traballanti governi di Argentina e Brasile, fondamentali protagonisti dell&#8217;attuale retrocessione politica, e confutando la tesi di alcuni analisti, profeti di sventura, che si sono affrettati a dichiarare la &#8220;fine del ciclo progressista&#8221;, mentre il deceduto continuava a respirare.\u00a0La vittoria di Alleanza Paese conferma che la lotta continua, che le battute d&#8217;arresto sperimentate negli ultimi tempi sono solo questo, che la vecchia talpa della storia continua il suo lavoro e che qui, alla met\u00e0 dal mondo, un popolo cosciente ha preso il futuro nella sue mani ed ha detto &#8220;non un passo indietro&#8221;.\u00a0Come ha affermato Correa, abbiamo fatto molto, ma molto di pi\u00f9 deve essere fatto.\u00a0Aver vinto questa cruciale battaglia \u00e8 una grande notizia non solo per l&#8217;America Latina, ma per tutti coloro che, nel resto del mondo, lottano per porre fine alla barbarie neoliberista. Salute\u00a0Ecuador!<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong>Ecuador: el pueblo dijo ni un paso atr\u00e1s<\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Por: Atilio Bor\u00f3n<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>La victoria obtenida por Alianza Pa\u00eds en el balotaje del 2 de Abril confirma que el pueblo ecuatoriano supo discernir lo que estaba en juego: la continuidad de un gobierno que marc\u00f3 un antes y un despu\u00e9s en la historia contempor\u00e1nea del Ecuador o el suicida salto al vac\u00edo, emulando la tragedia argentina.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Len\u00edn Moreno y Jorge Glas representan la consolidaci\u00f3n de los avances logrados en numerosos campos de la vida social durante diez a\u00f1os bajo el liderazgo de Rafael Correa; su adversario, Guillermo Lasso, personificaba el retorno de la alianza social que tradicionalmente hab\u00eda gobernado al Ecuador con las desastrosas consecuencias por todos conocidas. Un pa\u00eds con grandes mayor\u00edas nacionales secularmente sumidas en la pobreza, con \u00edndices de desigualdad y exclusi\u00f3n econ\u00f3mica, social y cultural aberrantes. Una naci\u00f3n v\u00edctima de la insaciable voracidad de banqueros y latifundistas que saqueaban impunemente a una poblaci\u00f3n que ten\u00edan como reh\u00e9n y que, en su desenfreno, provocaron la megacrisis econ\u00f3mica y financiera de 1999. En un alarde de falsificaci\u00f3n de los hecho hist\u00f3ricos a esa tremenda crisis la denominaron, amablemente, \u201cferiado bancario\u201d, a pesar de que en su vor\u00e1gine acab\u00f3 con la moneda ecuatoriana, que fue reemplazada por el d\u00f3lar estadounidense, y provoc\u00f3 la estampida de unos dos millones de ecuatorianos que huyeron al exterior para ponerse a salvo de la hecatombe.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Son varios los factores que explican este alentador resultado, para Ecuador y para toda Am\u00e9rica Latina. Uno: los traum\u00e1ticos recuerdos del 1999 y el descaro con que los agentes sociales y las fuerzas pol\u00edticas de aquella crisis \u2013antes que nadie Guillermo Lasso- propon\u00edan la adopci\u00f3n de las mismas pol\u00edticas que la hab\u00edan originado. La candidatura de la derecha manifest\u00f3 que ampliar\u00eda los m\u00e1rgenes de autonom\u00eda de las fuerzas del mercado, reducir\u00eda el gasto p\u00fablico, privatizar\u00eda la salud y la educaci\u00f3n, bajar\u00eda los impuestos y acabar\u00eda con la hidra de siete cabezas del supuesto \u201cpopulismo econ\u00f3mico\u201d. La pol\u00edtica social ser\u00eda recortada porque sin decir c\u00f3mo, Lasso aseguraba que crear\u00eda un mill\u00f3n de nuevos empleos en cuatro a\u00f1os, pero se cuid\u00f3 muy bien de notarizar esta promesa en el programa de gobierno que, tal como lo prescribe la legislaci\u00f3n electoral, inscribi\u00f3 ante un escribano p\u00fablico. En el terreno internacional, Lasso declar\u00f3 que cerrar\u00eda la sede de la UNASUR, entregar\u00eda a Julian Assange a las autoridades brit\u00e1nicas y se alejar\u00eda de todos los acuerdos y organismos regionales como la UNASUR, la CELAC y el ALBA.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Dos, el intenso trabajo de campa\u00f1a hecho por el binomio Moreno-Glas, que le permiti\u00f3 establecer un profundo v\u00ednculo con la base social del corre\u00edsmo y de llevar a cabo, de nueva cuenta, una extenuante recorrida por las 24 provincias del pa\u00eds, afianzando una presencia territorial y organizacional cuyos r\u00e9ditos fueron evidentes a la hora de abrir las urnas. Otro factor explicativo, el tercero, fue el apoyo de Correa y su denodado esfuerzo por apuntalar con una vertiginosa din\u00e1mica gubernamental, la campa\u00f1a de la f\u00f3rmula oficialista. Si algo hac\u00eda falta para ratificar el car\u00e1cter excepcional de su liderazgo era esto: una victoria in\u00e9dita en la historia ecuatoriana porque nunca antes un gobierno se hab\u00eda re-elegido al cambiar la candidatura presidencial. En l\u00ednea con esto hay que recordar que en la primera vuelta Alianza Pa\u00eds hab\u00eda obtenido la mayor\u00eda absoluta de los diputados a la Asamblea Nacional y que un 55 por ciento de la ciudadan\u00eda vot\u00f3 a favor de la propuesta del gobierno de prohibir que los altos funcionarios y gobernantes pudieran tener sus dineros invertidos en para\u00edsos fiscales. En otras palabras, apoyo interno en lo institucional y en el plano de la sociedad civil no le faltar\u00e1 al nuevo presidente.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>En los d\u00edas previos predominaba en los ambientes de la Alianza Pa\u00eds una profunda preocupaci\u00f3n. Las encuestas no estaban arrojando los resultados que se esperaba y pon\u00edan en cuesti\u00f3n el entusiasmo militante con que Moreno y Glas eran recibidos en todo el pa\u00eds. La campa\u00f1a de terrorismo medi\u00e1tico fue de tal magnitud y bajeza moral, y este es el tercer factor que hay que tomar en cuento, que hizo que el votante aliancista temiese manifestarse ante las preguntas de los encuestadores. Las acusaciones lanzadas en contra de Correa y Glas eran tan tremendas como carentes por completo de sustancia. Lo significativo del caso es que la derecha acusaba en los medios pero se absten\u00eda de hacer una denuncia en los tribunales. Como dijo uno de los observadores en la reuni\u00f3n con la gente de CREO-SUMA: \u201cno queremos chismes, aporten datos concretos\u201d. Nunca lo hicieron. Pero, abrumada e intimada por esta artiller\u00eda medi\u00e1tica (que cont\u00f3 con la activa colaboraci\u00f3n de algunos \u201cdizque periodistas\u201d argentinos, en realidad agentes de propaganda al servicio de las peores causas) y por las veladas amenazas de los profetas de la restauraci\u00f3n una parte significativa de los encuestados se defin\u00edan como \u201cindecisos\u201d cuando en realidad no lo estaban. La verdad sali\u00f3 a la luz a partir del escrutinio.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>En una nota anterior dec\u00edamos que esta elecci\u00f3n ser\u00eda la \u201cbatalla de Stalingrado\u201d, porque de su desenlace depender\u00eda el futuro del Ecuador y de Am\u00e9rica Latina. Una derrota dar\u00eda p\u00e1bulos a la derecha regional y acelerar\u00eda la modificaci\u00f3n regresiva del mapa sociopol\u00edtico sudamericano, fortaleciendo a los tambaleantes gobiernos de Argentina y Brasil, protagonistas fundamentales del actual retroceso pol\u00edtico, y refutando la tesis de algunos analistas agoreros que se apresuraron a decretar el \u201cfin del ciclo progresista\u201d mientras el finado segu\u00eda respirando. La victoria de Alianza Pa\u00eds confirma que la lucha contin\u00faa, que los traspi\u00e9s experimentados en fechas recientes son s\u00f3lo eso, que el viejo topo de la historia contin\u00faa su labor y que aqu\u00ed, en la mitad del mundo, un pueblo consciente tom\u00f3 el futuro en sus manos y dijo \u201cni un paso atr\u00e1s\u201d. Como lo afirmara Correa, hicimos mucho pero queda mucho m\u00e1s por hacer. Haber ganado esta batalla crucial es una gran noticia no s\u00f3lo para los latinoamericanos sino para todos quienes, en el resto del mundo, pugnan por poner fin a la barbarie neoliberal. \u00a1Salud Ecuador!<\/em><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Ecuador: il popolo ha detto non un passo indietro\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Atilio Bor\u00f3n\u00a0http:\/\/www.cubadebate.cu La vittoria ottenuta da Alianza Pa\u00eds nel ballottaggio del 2 aprile conferma che il popolo ecuadoriano ha saputo discernere ci\u00f2 che era in gioco: la continuit\u00e0 di un governo che ha segnato un prima e un dopo nella storia contemporanea dell&#8217;Ecuador o il suicidio salto nel vuoto emulando la tragedia argentina.<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Ecuador: il popolo ha detto non un passo indietro\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[11,794,2372],"tags":[2622,3085,592,1896,2621,6499,7027],"views":1,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22391"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22391"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22391\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22391"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22391"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22391"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}