{"id":27367,"date":"2017-10-31T05:13:41","date_gmt":"2017-10-31T05:13:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=27367"},"modified":"2017-10-31T16:27:39","modified_gmt":"2017-10-31T16:27:39","slug":"dove-il-nemico-della-rivoluzione-bolivariana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=27367","title":{"rendered":"Dov&#8217;\u00e8 il nemico della Rivoluzione bolivariana?"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Marco Teruggi\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cubadebate.cu\/opinion\/2017\/10\/30\/donde-esta-el-enemigo-de-la-revolucion-bolivariana\/#.WfgFIl1b7IU\"><strong>http:\/\/www.cubadebate.cu\/opinion<\/strong><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/chavismo-580x359.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27368 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/chavismo-580x359-300x186.jpg\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/chavismo-580x359-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/chavismo-580x359.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><\/a>Pochi avrebbero indovinato, alcuni mesi fa, nel pronosticare che avremmo installato un&#8217;Assemblea Nazionale Costituente e avremmo vinto 18 governatori. Queste successive vittorie resteranno per la storia come una lezione di battaglia politica, di gestione dei tempi e scenari. L&#8217;onest\u00e0 dovr\u00e0 dire che chi comand\u00f2 fu Nicol\u00e1s Maduro. \u00c8 necessario riconoscerlo: siamo in guerra ed il presidente dirige il blocco chavista. Lo fa meglio che il nemico, che, in questi giorni ha dato una dimostrazione di pubblico sbandamento, di ci\u00f2 che accade con un esercito di generali, di poco valore, che si sparano tra loro e, talvolta, ai loro stessi piedi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><!--more--><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Abbiamo guadagnato qualcosa di vitale: potere politico, cio\u00e8 tempo. Oltre ad avere reindirizzato il conflitto al percorso elettorale. Ad aver sbagliato la tattica potremmo stare nello scenario che ha cercato di imporre la destra, uno scontro nazionalizzato, una generalizzazione di assedi ed assalti. Invece, andiamo verso le elezioni comunali, dopo le presidenziali, senza garanzie -non ci sono in politica- ma con pronostici favorevoli. Le analisi di destra, alcune di sinistra -sinistra?- sono in crisi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo quadro vinto con la politica non significa un trionfo definitivo: non c&#8217;\u00e8, combattiamo contro gli USA. A questo punto, con un&#8217; esercitazione militare che sta per materializzarsi sul confine tra Per\u00f9, Brasile e Colombia, devono fare calcoli su come riarmare una strategia di presa del potere. Proveranno un intervento diretto e camuffato per accelerare il tempo? Scommetteranno sul medio termine con la permanenza dell&#8217;offensiva economica?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Abbiamo l&#8217;iniziativa politica. L&#8217;equilibrio si rivolse a nostro favore e da questa possibilit\u00e0 \u2013ora non siamo contro le corde- appare la richiesta di risoluzioni economiche. Emerge, come molte richieste, in modo disorganizzato, nelle reti sociali, nell&#8217;analisi nei programmi televisivi, nei comunicati delle organizzazioni popolari, nelle conversazioni spontanee di strada. \u00c8 reale, tanto reale come una situazione materiale che si deteriora per le classi popolari -per chi altro?-, la base storica del chavismo, il suo territorio di gestazione e forza davanti alle battaglie pi\u00f9 difficili. I numeri noni chiudono, \u00e8 una evidenza che colpisce ogni giorno.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00c8 anche evidente -dimostrarlo \u00e8 una battaglia comunicativa centrale- che la crisi economica \u00e8 parte della strategia della guerra prolungata. Il suo disegno viene dagli USA, insieme ad una rete di potere economico nazionale e transnazionale che ha, a sua volta, elementi\/responsabilit\u00e0 interne. Interno significa nel nostro blocco. Porre unicamente il problema economico sul fronte nemico \u00e8 chiudere l&#8217;analisi che pu\u00f2 portare a connessioni, nostre contraddizioni, \u00e8 chiudere una dimensione senza la quale non sembra possibile capire perch\u00e9 non riusciamo a stabilizzare la situazione. Il nemico \u00e8 troppo potente? Dov&#8217;\u00e8 il nemico?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Una risposta l&#8217;ha data il presidente all&#8217;affermare che il principale nemico \u00e8, insieme agli USA, la corruzione. A mano a mano che il Procuratore Generale informa delle indagini ed arresti emerge la dimensione economica che affrontiamo: appropriazione indebita, deficit, calo della produzione nel settore petrolifero, sovra fatturazione nelle importazioni, furto di migliaia di milioni di dollari. Mafie in aree strategiche dell&#8217;economia. Combattere con armi danneggiate rende difficile ogni combattimento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00c8 sorprendente che questo nodo critico non si amplifichi comunicativamente, rimane ridotto a pochi portavoce e a brevi momenti nei propri media. Pu\u00f2 essere spiegato con la difficolt\u00e0 di affrontarlo in termini concettuali -come si analizzano le cause, lo sviluppo, la profondit\u00e0- la difficolt\u00e0 ad aprire un tema che necessariamente conduce al riesame interno, alla logica politico\/comunicativa che solo sa costruire una storia felice del paese, la cultura burocratico-autoritaria che chiude dibattiti con frasi massimaliste caricate di un ordine schiacciante.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La lotta contro la corruzione non sar\u00e0 vinta nell&#8217;immediato -si pu\u00f2 definitivamente sconfiggere un fenomeno cos\u00ec complesso- ma permette di attaccare uno dei fronti principali che spiegano la situazione attuale. Non esiste una unica risposta che magicamente possa risolvere un problema multi-causale che, oltre ad essere economico, \u00e8 politico. E dal punto di vista politico, si possono giustamente aprire alcune domande per cercare di comprendere la propria strategia davanti alla guerra, una strategia che, alla fine di ottobre 2017, \u00e8 difficile da chiarire. Non \u00e8 chiaro, ad esempio, se si desidera mettere un tetto all&#8217;aumento dei prezzi o se si consentono aumenti che appaiono, di fatto, nei supermercati; non \u00e8 chiaro neppure se v&#8217;\u00e8 una volont\u00e0 di avanzare su coloro che ci attaccano, parlo dei proprietari terrieri -che hanno finanziato i gruppi paramilitari tra aprile e luglio-, grandi impresari speculatori, per esempio, o si cerca, in modo permanente, un accordo a cui non si arriva; non si capisce perch\u00e9 si consegnano dollari a coloro che non rispettano la loro parte dell&#8217;accordo. Sono alcuni punti. Dobbiamo togliere potere a coloro che non ci hanno dichiarato guerra?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le domande si devono alla complessit\u00e0 dello scenario, il silenzio su determinati punti, la difficolt\u00e0 di comunicazione, la risposta che a volte cerca di chiudere il dibattito con l&#8217;affermazione che tutto \u00e8 risolto in missioni\/grandi missioni\/clap\/carta della patria\/0800 salute.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quasi qualsiasi azione pu\u00f2 essere giustificata sotto l&#8217;argomento che si tratta di una mossa tattica nel contesto di una guerra o che non ci sono condizioni per fare altrimenti -negando che le condizioni possano essere innescate da una volont\u00e0 politica-. La questione \u00e8 se dietro la tattica esiste una strategia. E&#8217; una preoccupazione che s&#8217;inquadra nel chavismo, un movimento policlassista con visioni differenti ed interessi economici che a volte anche lo sono e mettono a fuoco, in questo caso, la priorit\u00e0 del privato su quello statale e comunitario\/sociale. Ci\u00f2 comporta implicazioni politiche, ideologiche ed economiche.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si potr\u00e0 sostenere che non sono dibattiti da fare fino a quando non si consolida il potere politico -municipale e presidenziale- o che solo la battaglia contro la corruzione sia di per s\u00e9 un fronte troppo grande. Il problema \u00e8 che, mentre si cerca l&#8217;accordo che non si ottiene con gli stessi che sono i responsabili della situazione, un chilo di formaggio costa 50 mila Bolivar, le previsioni non indicano che l&#8217;aumento si fermer\u00e0, ed il discorso costruito sembra spesso impermeabile a tale realt\u00e0. Risulta difficile misurare il danno sotterraneo, sulla soggettivit\u00e0, che provoca questo sostenuto quadro economico. Ma opera, lavora nel silenzio quotidiano su un movimento storico che \u00e8, per riprendere John William Cooke, l&#8217;identit\u00e0 politica del popolo lavoratore venezuelano -qualcosa che la destra non riesce ad incorporare nella sua analisi, bench\u00e9 sia presente nell&#8217;idea di reimpostare la societ\u00e0 per poter governarla.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Siamo in una condizione che pochi pensavano mesi fa. Abbiamo iniziativa politica, un&#8217;unit\u00e0 che si \u00e8 mantenuta, un&#8217;opposizione che lotta tra s\u00e9. Nella sfera economica sono condensati gli attacchi e le contraddizioni. Penso che esista un consenso per adottare misure di guerra davanti a questo quadro di guerra diretto dagli USA. Ne abbiamo bisogno.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">(Tratto dal blog <a href=\"https:\/\/hastaelnocau.wordpress.com\/2017\/10\/29\/donde-esta-el-enemigo-de-la-revolucion\/\"><strong>Hasta el Nocaut<\/strong><\/a>)<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong>\u00bfD\u00f3nde est\u00e1 el enemigo de la Revoluci\u00f3n Bolivariana?<\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Por: Marco Teruggi<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Pocos habr\u00edan acertado hace unos meses en pronosticar que instalar\u00edamos una Asamblea Nacional Constituyente y ganar\u00edamos dieciocho gobernaciones. Estas sucesivas victorias quedar\u00e1n para la historia como una lecci\u00f3n de batalla pol\u00edtica, de manejo de tiempos y escenarios. La honestidad deber\u00e1 decir que quien comand\u00f3 fue Nicol\u00e1s Maduro. Es necesario reconocerlo: estamos en guerra y el presidente dirige el bloque chavista. Lo hace mejor que el enemigo, que, en estos d\u00edas, ha dado una muestra de desbandada p\u00fablica, de lo que sucede con un ej\u00e9rcito de generales de poca monta que se disparan entre s\u00ed y, a veces, a sus propios pies.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Hemos ganado algo vital: poder pol\u00edtico, es decir tiempo. Adem\u00e1s de haber reencauzado el conflicto al camino electoral. De haber fallado la t\u00e1ctica podr\u00edamos estar en el escenario que busc\u00f3 imponer la derecha, una confrontaci\u00f3n nacionalizada, una generalizaci\u00f3n de asedios y asaltos. En cambio, vamos hacia las elecciones municipales, luego presidenciales, sin garant\u00edas -no las hay en pol\u00edtica- pero con pron\u00f3sticos favorables. Los an\u00e1lisis de derechas, algunas izquierdas -\u00bfizquierdas?- est\u00e1n en crisis.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Este cuadro ganado con pol\u00edtica no significa un triunfo definitivo: no lo hay, peleamos contra los Estados Unidos. A estas horas, con un ejercicio militar a poco de concretarse en la frontera entre Per\u00fa, Brasil y Colombia, deben hacer c\u00e1lculos de c\u00f3mo rearmar una estrategia de toma del poder. \u00bfIntentar\u00e1n una intervenci\u00f3n directa y camuflada para acelerar el tiempo? \u00bfApostar\u00e1n al mediano plazo con la permanencia de la ofensiva econ\u00f3mica?<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Tenemos la iniciativa pol\u00edtica. El empate se volc\u00f3 a nuestro favor, y, desde esa posibilidad -ya no estamos contra las cuerdas- aparece el pedido de resoluciones econ\u00f3micas. Emerge, como muchos pedidos, de manera desorganizada, en redes sociales, an\u00e1lisis en programas de televisi\u00f3n, comunicados de organizaciones populares, conversaciones callejeras espont\u00e1neas. Es real, tan real como una situaci\u00f3n material que desmejora para las clases populares -\u00bfpara alguien m\u00e1s?-, la base hist\u00f3rica del chavismo, su territorio de gestaci\u00f3n y fuerza ante las batallas m\u00e1s dif\u00edciles. Los n\u00fameros no cierran, es una evidencia que golpea cada d\u00eda.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Es evidente tambi\u00e9n -demostrarlo es una batalla comunicacional central- que la crisis econ\u00f3mica es parte de la estrategia de guerra prolongada. Su dise\u00f1o viene desde los Estados Unidos, en conjunto con una trama de poder econ\u00f3mico nacional y transnacional, que tiene a su vez elementos \/ responsabilidades internas. Interno significa en el bloque nuestro. Situar \u00fanicamente el problema econ\u00f3mico en el frente enemigo, es cerrar el an\u00e1lisis que puede conducir a conexiones, nuestras contradicciones, es clausurar una dimensi\u00f3n sin la cual no parece posible comprender por qu\u00e9 no logramos estabilizar la situaci\u00f3n. \u00bfEl enemigo es demasiado poderoso? \u00bfD\u00f3nde est\u00e1 el enemigo?<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Una respuesta la dio el presidente al afirmar que el enemigo principal es, junto con los Estados Unidos, la corrupci\u00f3n. A medida que el Fiscal General informa de la investigaci\u00f3n y los arrestos emerge la dimensi\u00f3n econ\u00f3mica a la que nos enfrentamos: desfalco, d\u00e9ficit, disminuci\u00f3n de la producci\u00f3n en el \u00e1rea petrolera, sobrefacturaci\u00f3n en las importaciones, robo en miles de millones de d\u00f3lares. Mafias en \u00e1reas estrat\u00e9gicas de la econom\u00eda. Pelear con armas da\u00f1adas dificulta cualquier combate.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Resulta llamativo que este nudo cr\u00edtico no se amplifique comunicacionalmente, quede reducido a contados voceros y momentos breves en los medios propios. Puede explicarse por la dificultad para abordarlo en t\u00e9rminos conceptuales -c\u00f3mo se analizan las causas, el desarrollo, la profundizaci\u00f3n- la dificultad para abrir un tema que necesariamente conduce a la revisi\u00f3n interna, la l\u00f3gica pol\u00edtica\/comunicacional que solo sabe construir un relato feliz del pa\u00eds, la cultura burocr\u00e1tica-autoritaria que cierra debates con frases maximalistas cargadas de un orden aplastante.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>El enfrentamiento contra la corrupci\u00f3n no se ganar\u00e1 en lo inmediato -\u00bfse puede derrotar definitivamente un fen\u00f3meno tan complejo?- pero permite atacar uno de los frentes principales que explican el cuadro actual. No existe una respuesta \u00fanica que m\u00e1gicamente pueda solucionar un problema multicausal que adem\u00e1s de econ\u00f3mico, es pol\u00edtico. Y desde una mirada puesto en lo pol\u00edtico se pueden justamente abrir algunas preguntas para intentar comprender la estrategia propia ante la guerra, una estrategia que, en este final de octubre de 2017 cuesta clarificar. No resulta claro, por ejemplo, si se busca poner un techo al aumento de precios o si se permiten aumentos que aparecen de hecho en supermercados; no queda claro tampoco si existe una voluntad de avanzar sobre qui\u00e9nes nos atacan, hablo de terratenientes -que financiaron grupos paramilitares entre abril y julio-, grandes empresarios especuladores, por ejemplo, o se busca en permanencia un acuerdo al que no se llega; no se comprende por qu\u00e9 se entregan d\u00f3lares a quienes no cumplen con su parte del acuerdo. Son algunos puntos. \u00bfVamos a quitarle poder a quienes no declararon la guerra?<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Las preguntas se deben a la complejidad del escenario, el silencio sobre determinados puntos, la dificultad comunicacional, la respuesta que a veces busca cerrar el debate con la afirmaci\u00f3n que todo est\u00e1 resuelto en misiones\/grandes misiones\/clap\/carnet de la patria\/0800 salud.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Casi cualquier acci\u00f3n puede justificarse bajo el argumento de se trata de una jugada t\u00e1ctica en el marco de una guerra, o que no existen condiciones para hacer otra cosa -negando que las condiciones puedan desencadenarse desde una voluntad pol\u00edtica-. La pregunta es si detr\u00e1s de la t\u00e1ctica existe una estrategia. Es una inquietud que se enmarca dentro del chavismo, un movimiento policlasista con miradas diferentes e intereses econ\u00f3micos que a veces tambi\u00e9n lo son, y centran, en este caso, la priorizaci\u00f3n del privado por sobre lo estatal y lo comunal\/social. Eso conlleva implicancias pol\u00edticas, ideol\u00f3gicas y econ\u00f3micas.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Se podr\u00e1 argumentar que no son debates para dar hasta que no se consolide el poder pol\u00edtico -municipales y presidenciales- o que solo la batalla contra la corrupci\u00f3n es en s\u00ed un frente demasiado grande. El problema es que mientras se busca el acuerdo que no resulta con los mismos que se pone como responsables de la situaci\u00f3n, un kilo de queso cuesta 50 mil bol\u00edvares, los pron\u00f3sticos no indican que el aumento se detendr\u00e1, y el discurso construido parece muchas veces impermeable a esa realidad. Resulta dif\u00edcil medir el da\u00f1o subterr\u00e1neo, sobre la subjetividad, que causa este cuadro econ\u00f3mico sostenido. Pero opera, trabaja en el silencio cotidiano sobre un movimiento hist\u00f3rico que es, para retomar a John William Cooke, la identidad pol\u00edtica del pueblo trabajador venezolano -algo que la derecha no logra incorporar a sus an\u00e1lisis, aunque est\u00e1 presente en la idea de resetear la sociedad para poder gobernarla.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Estamos en una condici\u00f3n que pocos pensaban meses atr\u00e1s. Tenemos iniciativa pol\u00edtica, una unidad que se ha mantenido, una oposici\u00f3n enfrentada entre s\u00ed. En lo econ\u00f3mico est\u00e1n condensados los ataques y las contradicciones. Creo que existe un consenso para tomar medidas de guerra ante este cuadro de guerra dirigido desde los Estados Unidos. Las necesitamos.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>(Tomado del blog Hasta el Nocaut)<\/em><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Dov&#039;\u00e8 il nemico della Rivoluzione bolivariana?\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Teruggi\u00a0http:\/\/www.cubadebate.cu\/opinion Pochi avrebbero indovinato, alcuni mesi fa, nel pronosticare che avremmo installato un&#8217;Assemblea Nazionale Costituente e avremmo vinto 18 governatori. Queste successive vittorie resteranno per la storia come una lezione di battaglia politica, di gestione dei tempi e scenari. L&#8217;onest\u00e0 dovr\u00e0 dire che chi comand\u00f2 fu Nicol\u00e1s Maduro. \u00c8 necessario riconoscerlo: siamo in guerra &hellip; <a href=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=27367\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Dov&#8217;\u00e8 il nemico della Rivoluzione bolivariana?<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Dov&#039;\u00e8 il nemico della Rivoluzione bolivariana?\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[11,2372],"tags":[93,598,7635,52],"views":1,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27367"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27367"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27367\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27367"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27367"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27367"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}