{"id":36963,"date":"2018-11-09T14:46:54","date_gmt":"2018-11-09T14:46:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=36963"},"modified":"2018-11-09T14:46:54","modified_gmt":"2018-11-09T14:46:54","slug":"la-guerra-non-convenzionale-contro-il-venezuela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=36963","title":{"rendered":"La guerra non convenzionale contro il Venezuela"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0<span class=\"author vcard\"><a class=\"url fn n\" href=\"http:\/\/aurorasito.altervista.org\/?author=1\">aurorasito<\/a><\/span><\/strong>\u00a0Rebeca M. Westphal,<strong><a href=\"http:\/\/misionverdad.com\/columnistas\/ataques-en-la-frontera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mision Verdad<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/sebin12sep.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-36964\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/sebin12sep-300x113.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"113\" srcset=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/sebin12sep-300x113.jpg 300w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/sebin12sep.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aumento delle situazioni irregolari nella regione di confine dello Stato venezuelano va esaminato tenendo conto delle caratteristiche fondamentali della societ\u00e0 criminale occidentale che, per dare spazio illimitato alle multinazionali cerca la frattura violenta delle frontiere nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><br \/>\nDall\u2019inizio del secolo, il Venezuela ha dato origine a cambiamenti del modello economico globale, optando per relazioni di uguaglianza tra nazioni, nonch\u00e9 investimenti sociali agli finanziamenti per le imprese. Ecco perch\u00e9 la motivazione di varie alternative per poter scatenare conflitti ha molto a che fare col bisogno dei privati di ridurre la capacit\u00e0 degli Stati-nazione di amministrare le risorse naturali nei loro territori, necessarie a sostenere l\u2019industria del consumo globalizzato. Tale idea rientra nell\u2019assassinio di truppe della Guardia Nazionale Bolivariana (GNB) nel pieno della campagna per neutralizzare il traffico di droga ai confini del Venezuela, affrontando le strategie estere che danneggiano la normalit\u00e0 economica. Durante il violento conflitto del 5 novembre, nello stato di Amazonas, riportato dal Ministro della Difesa Vladimir Padrino L\u00f3pez, 12 persone furono ferite, oltre ai tre agenti del GNB uccisi. La rappresaglia esplose dopo che le operazioni contro contrabbando e traffico di droga dell\u2019esercito venezuelano portarono alla cattura di nove paramilitari colombiani con armi da guerra. La distrazione che la Colombia diffonde coll\u2019account Twitter del suo ministero degli Esteri a Bogot\u00e1, suggerendo frettolosamente che i perpetratori dell\u2019attacco siano membri della guerriglia colombiana, segnala l\u2019approfondimento dei veri elementi della violenta escalation al confine colombiano-venezuelano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Gruppi irregolari, traffico di droga e agenda politica colombiana<\/strong><\/em><br \/>\nLo Stato colombiano ha assunto il compito di rafforzare economicamente e politicamente le mafie del narcotraffico negli ultimi 60 anni. La struttura criminale nel paese ha ramificato i flussi commerciali coll\u2019ottimizzazione della produzione. Quanto basta per ricordare, come promemoria, che l\u2019aumento della coltivazione della foglia di coca nel 2018 fu del 31% rispetto agli anni precedenti. Questo porta a chiedersi quali siano le rotte commerciali illegali che gli operatori devono impostare per collocare i loro prodotti nel mercato internazionale dei consumatori. Il Venezuela, in questo senso, \u00e8 un passo geostrategico per arrivare nei Paesi del Nord Atlantico, in particolare negli Stati Uniti, dove c\u2019\u00e8 la maggior parte dei consumatori di narcotici nel mondo. La corsa tra i cartelli per controllare questa rotta e ampliare i confini dell\u2019industria illegale della droga costringe il governo venezuelano a sviluppare politiche di sicurezza alla frontiera per contenere tali attivit\u00e0 illecite. Un\u2019altra decisione sul business della droga \u00e8 la regolamentazione della benzina che viene sollevata nel nuovo piano dei prezzi internazionali del carburante, elemento necessario nella preparazione della pasta di cocaina e da cui si fornisce il traffico di droga colombiano col contrabbando dell\u2019estrazione in Venezuela. Ma i motivi che scatenano scontri nell\u2019Amazzonia colombiana-venezuelana non derivano esclusivamente da movimenti per salvaguardare la sovranit\u00e0 venezuelana, ma sono anche legati a disaccordi tra il governo colombiano e l\u2019amministrazione di Washington sul controllo del traffico di droga. Le politiche economiche della Colombia sono supervisionate direttamente dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti da quando fu approvato l\u2019Accordo di libero scambio tra i due Paesi. Pertanto, pesa sugli ultimi negoziati tra il governo entrante di Iv\u00e1n Duque e il presidente Donald Trump nella lotta al traffico di droga, tenendo conto che l\u2019esportazione di cocaina \u00e8 uno dei pilastri fondamentali del para-economia colombiana. In una riunione tenutasi a settembre, all\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nella riunione intitolata \u201cAppello globale all\u2019azione sul problema globale della droga\u201d, Trump mostrava preoccupazione per le \u201ccifre allarmanti di produzione e consumo di sostanze psicoattive \u201d e accolse con favore la campagna antidroga di Duque. Questo, pi\u00f9 che una congratulazione, \u00e8 un obbligo che il presidente colombiano deve adempiere, generando risultati concreti con la diminuzione della produzione di droghe che gli Stati Uniti possono accettare senza intaccare i profitti degli attori coinvolti nella complessa struttura de traffico internazionale di droga. Nel campo pratico, gli operatori che aggirano tale diplomazia circostanziale portano la merce ai comuni dai produttori dalla Colombia, usando nuove rotte che li allontanano dalle minacce e che non interrompono la crescita dei profitti. Inoltre, spostano i raccolti nelle aree confinanti col Venezuela, esponendole a dispute tra paramilitari, mercenari e altri membri del gruppo criminale che guida ol traffico di droga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Arco Minerario del Orinoco e lotta transnazionale per le risorse minerarie<\/strong><\/em><br \/>\nSebbene sia necessario ribadire la suddetta partecipazione del traffico di droga come pratica irregolare che altera l\u2019ordine pubblico di un Paese, non bisogna dimenticare che tali gruppi armati sono il braccio militare degli interessi transnazionali e possono facilmente essere trasferiti ad altri compiti, secondo il bisogni dei finanziatori. Quali altri motivi possono innescare conflitti armati in una regione cos\u00ec sensibile alla copertura dei media? Uno sguardo alla geografia dell\u2019Amazzonia risponde a questa domanda. Lo Stato dell\u2019Amazzonia nord-orientale fa parte dell\u2019Orinoco Mining Arc (AMO), area nazionale creata nel 2016 come strategica per la sistemazione di diverse ricchezze minerarie e petrolifere, costituendo la recente politica statale di diversificazione dell\u2019economia. Nel sottosuolo di questa regione ci sono giacimenti di oro, coltan, diamanti, bauxite e altri minerali. Le aziende che operano nelle vicinanze del triplo confine che condivide Amazonas con Brasile e Colombia possono facilmente, in questi Paesi, eludere la legislazione nazionale sulla protezione dell\u2019ambiente e il rispetto dei diritti delle comunit\u00e0 che vivono nelle aree minerarie. \u201c\u00c8 pi\u00f9 facile essere illegali che legali\u201d, secondo il Controllore Generale della Repubblica di Colombia. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che lo Stato agisce come rappresentante artificiale in condanna della criminalit\u00e0 organizzata, mentre allo stesso tempo permette alle multinazionali vantaggi sul piano illegale, acquisendo reddito paraeconomico. La rapida ascesa di Jair Bolsonaro in Brasile delinea anche nuove aggressioni transfrontaliere violando il suolo venezuelano e continuare l\u2019estrazione illegale di risorse minerarie, dato che nella sua campagna elettorale sollev\u00f2 la necessit\u00e0 di sostenere le industrie estrattive straniere, deregolamentando le procedure ambientali in Amazzonia e fissando una posizione ostile al governo di Maduro. Un\u2019altra motivazione che collega i settori della criminalit\u00e0 organizzata all\u2019estrazione illegale \u00e8 che tale attivit\u00e0 \u00e8 la pi\u00f9 redditizia nel riciclare il traffico di droga. La somma di tali due attori politici, fondamentali per le aggressioni al Venezuela, pu\u00f2 aumentare il finanziamento ai gruppi armati legati ad attivit\u00e0 minerarie illegali, provocano uno scenario di violenze nelle aree di confine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Crimine organizzato ed esempi in Africa<\/strong><\/em><br \/>\nPer meno di tali motivi, conflitti sanguinosi si scatenano nel continente africano. La rapida revisione di tre specifici casi contemporanei (Angola, Sierra Leone e Repubblica Democratica del Congo) ci consente di comprendere come la logica della predazione neoliberale lavori per accedere alle materie prime, sempre pi\u00f9 scarse e necessarie per sostenere l\u2019apparato industriale del consumismo. In questi tre Paesi, le multinazionali europee e nordamericane si accontentarono di svuotare la dispensa minerale, fomentando rivalit\u00e0 tra trib\u00f9, movimenti separatisti, adesioni di Paesi che si affacciano al conflitto, attacchi a minoranze etniche o religiose attivando situazioni di caos, disabilitando la capacit\u00e0 di ordine degli Stati-nazione e innescando l\u2019intervento di forze militari straniere nei territori delle liti. Le situazioni in Angola e Sierra Leone mostrano la somiglianza di entrambi i conflitti verificatisi nel contesto del commercio di diamanti. La partecipazione eterogenea di eserciti nazionali, mercenari, gruppi paramilitari e forze internazionali di mantenimento della pace ebbe un saldo di 70000 e 1 milione di morti, rispettivamente. D\u2019altra parte, nei 20 anni di violenze in Congo, Paese dai vari giacimenti di oro, diamanti, cobalto, columbio, tantalio, rame, radio e uranio, sono morti 4 milioni di cittadini. Le societ\u00e0 importatrici di coltan, principalmente di Stati Uniti, Germania, Canada e Regno Unito, capitalizzarono l\u201980% delle riserve mondiali di questo elemento strategico, concentrato nella RDC. L\u2019approvazione dell\u2019AMO come zona di sviluppo strategico gioca, tenendo conto del riferimento africano, un ruolo importante che porta alla creazione di un quadro giuridico per l\u2019estrazione dei minerali. Ci\u00f2 espone le organizzazioni criminali che traggono beneficio dall\u2019attivit\u00e0 mineraria illegale nel sud del Venezuela, perdendo importanti affari. Inoltre, lo Stato venezuelano integra queste risorse nel supporto a un\u2019architettura finanziaria parallela a quella tradizionale, sviluppando criptovalute che hanno valore nelle riserve di minerali trovate nell\u2019AMO. Allo stesso modo, utilizza le riserve auree per relazionarsi commercialmente sul mercato internazionale e interno, attuando il Piano di risparmio dell\u2019oro per proteggere la popolazione venezuelana, vittima della svalutazione indotta del bolivar. Questi progetti sono supportati da Cina, Russia e Turchia, nazioni che sviluppano meccanismi che potrebbero consentire la rottura dell\u2019assedio economico imposto dagli Stati Uniti. Un\u2019azione che va sabotata dagli agenti delle \u00e9lite mondiale in declino per ridurre l\u2019impatto dell\u2019ascesa delle potenze emergenti. Attaccare l\u2019area dell\u2019AMO, in questo senso, \u00e8 una via rapida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Pacificazione della regione sudamericana: pretesto imperiale per intervenire in Venezuela<\/strong><\/em><br \/>\nL\u2019acutizzazione di questi conflitti offre agli attori nordamericani della guerra al governo di Nicol\u00e1s Maduro un canale geostrategico per avere una base nalla stabilit\u00e0 politica ed entrare militarmente nel Paese. Quest\u2019ultimo avviene col trasferimento dell\u2019asse della guerra non convenzionale contro il Paese ai confini, tenendo conto del fatto che esiste una strategia per ridimensionarlo tramite le economie illegali basate sul traffico di droga e il contrabbando. Questa \u00e8 l\u2019interpretazione che si applica ai tentativi dei media corporativi di confrontare, decontestualizzare, il Venezuela con le regioni dell\u2019Africa subsahariana che hanno subito la frattura nel tessuto sociale, prodotto da scontri violenti, sfollamento forzato della popolazione e precarizzazione delle condizioni di lavoro dei lavoratori minerari. Assegnare tali elementi al Venezuela, omettendo che le politiche nazionali riguardanti la generazione di profitti per lo Stato non corrispondano alle modalit\u00e0 del predatore neoliberista, \u00e8 la prova che alimentare la narrativa della repressione interna, della crisi umanitaria e della crisi migratoria non funziona. In questo modo, gli Stati Uniti reindirizzano il discorso sulla violazione dei diritti umani nel triplice confine del Venezuela, alimentata dalle lotte tra agenti locali delle compagnie minerarie e del traffico globale di droga. Negare il lavoro dello Stato venezuelano per contenere tali gruppi \u00e8 il modo per respingerlo come entit\u00e0 sovrana e continuare con la logica della sicurezza militare, a scapito della diplomazia e delle pressioni finanziarie.<\/p>\n<p>Traduzione di <a href=\"http:\/\/aurorasito.altervista.org\/?p=3435\"><strong>Alessandro Lattanzio<\/strong><\/a><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"La guerra non convenzionale contro il Venezuela\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0aurorasito\u00a0Rebeca M. 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