{"id":4269,"date":"2014-12-15T15:47:21","date_gmt":"2014-12-15T15:47:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=4269"},"modified":"2014-12-15T15:47:21","modified_gmt":"2014-12-15T15:47:21","slug":"oliver-zamora-oria-adesso-obama-puo-togliere-il-blocco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=4269","title":{"rendered":"Oliver Zamora Oria: &#8220;adesso Obama pu\u00f2 togliere il blocco&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"aboveUnitContent\">\n<div class=\"userContentWrapper\">\n<div class=\"_wk\">\n<div id=\"id_548eff69ce5949f16692397\" class=\"text_exposed_root text_exposed\" style=\"text-align: justify;\">Il manifesto \u2013 intervista di Geraldina Colotti, 12.12.2014<\/div>\n<div class=\"text_exposed_root text_exposed\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0A Roma, l&#8217;analista cubano esperto in relazioni internazionali<br \/>\n<span class=\"text_exposed_show\"><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/zamora.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-4270 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/zamora-300x209.jpg\" alt=\"zamora\" width=\"268\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/zamora-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/zamora.jpg 526w\" sizes=\"(max-width: 268px) 100vw, 268px\" \/><\/a>\u00abA Cuba non stiamo tornando al capitalismo, ma i tempi sono cambiati e il socialismo dev\u2019essere creativo per affrontare nuove sfide\u00bb, dice al manifesto Oliver Zamora Oria. Analista politico e scrittore, volto noto della Tv cubana, segue in particolare le relazioni tra Stati uniti e Cuba. Zamora \u00e8 in Italia su invito dell\u2019Associazione di amicizia Italia-Cuba. Lo abbiamo incontrato alla Sapienza, durante un dibattito organizzato dalla rete di solidariet\u00e0 Caracas Chiama nell\u2019aula occupata \u201cTre Serrande\u201d. Attorniato dagli studenti, Zamora risponde alle domande senza ritrosie. <\/span><\/div>\n<div class=\"text_exposed_root text_exposed\" style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/div>\n<div class=\"text_exposed_root text_exposed\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"text_exposed_root text_exposed\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"text_exposed_show\">Parla del ruolo dei giovani, della democrazia e delle istituzioni cubane. \u00abA Cuba e nel resto dell\u2019America latina \u2014 dice \u2013 gli studenti sono il motore del cambiamento: in Cile, le loro manifestazioni hanno innescato un grande movimento, costruito alleanze con i minatori e con altri settori colpiti dal neoliberismo, che ha avuto in Cile il suo laboratorio pi\u00f9 feroce durante e dopo la dittatura di Pinochet. E ora stanno mobilitando il Messico, dove la scomparsa dei 43 normalistas ha fatto emergere la domanda di un cambiamento profondo. Il loro punto di forza \u2013 afferma \u2014 \u00e8 il rapporto con la grande storia del movimento operaio, che invece si \u00e8 spezzato dalle vostre parti. A Cuba e ora in Venezuela, i giovani hanno dato una lezione al mondo: prima dimostrando che l\u2019ordine delle cose si pu\u00f2 cambiare, poi facendo vedere come si pu\u00f2 sviluppare un progetto di paese nonostante le difficolt\u00e0. Da noi, nonostante il feroce blocco economico imposto dagli Usa, malgrado la caduta del campo socialista che sosteneva la nostra economia, non abbiamo chiuso un solo liceo, n\u00e9 privatizzato i servizi pubblici o sfruttato i migranti. E non abbiamo paura di affrontare il cambio generazionale dei nostri dirigenti\u00bb.<\/span><\/div>\n<div class=\"text_exposed_root text_exposed\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"text_exposed_show\"><br \/>\nCon il manifesto, Zamora parla dei segnali di disgelo che arrivano dagli Stati Uniti e del sul nuovo slancio di Cuba: che per il 2015 prevede un incremento del Pil superiore al 4%, gi\u00e0 registrato nel corso di quest\u2019anno a seguito delle riforme economiche messe in atto nel settore manifatturiero, della costruzione, del commercio e dell\u2019agricoltura.<\/span><\/div>\n<div class=\"text_exposed_root text_exposed\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"text_exposed_show\"><br \/>\n<em>Il New York Times ha pubblicato ben sei editoriali per chiedere la fine del blocco economico contro il suo paese imposto dagli Stati uniti e rinnovato anche quest\u2019anno. Alcuni deputati Usa si sono recati a Cuba. Che cosa significa?<\/em><\/span><\/div>\n<div class=\"text_exposed_root text_exposed\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"text_exposed_show\"><br \/>\nIl Nyt rappresenta settori influenti dell\u2019\u00e9lite nordamericana, se interviene cos\u00ec \u00e8 per preparare il terreno al presidente affinch\u00e9 avvii un processo di normalizzazione. Il libro di Hillary Clinton, praticamente un manifesto elettorale per la sua prossima candidatura, ha detto chiaramente che il bloqueo contro Cuba \u00e8 fallito. L\u2019orientamento del potente settore cubano di Miami su questo tema \u00e8 cambiato, chi aspira alla prossima presidenza degli Stati Uniti (e noi speriamo che sia ancora Obama), lo sa. Faccio un esempio. Alle elezioni di medio termine, Charlie Crist \u00e8 stato candidato in Florida per il Partito democratico, dopo aver cambiato casacca (prima era repubblicano). In Florida vive il 70% della comunit\u00e0 cubana degli Usa. Crist ha perso contro il suo avversario repubblicano, ma nel distretto di Miami Dade ha ottenuto oltre 100.000 preferenze in pi\u00f9 di lui. E aveva impostato la campagna spiegando quanto pu\u00f2 essere positivo per la Florida \u2013 uno stato in crisi \u2013 un cambio di indirizzo con Cuba: produrrebbe \u2013 ha detto \u2013 40.000 nuovi posti di lavoro e un ricavo di oltre 3.600 milioni di dollari. Togliere il bloqueo sar\u00e0 un processo lungo e complicato, ma pensiamo che le condizioni ci siano. E\u2019 un tema che trova consensi sia tra i democratici che tra i repubblicani. La rivoluzione cubana ha sempre guardato con attenzione alla relazione con chi \u00e8 andato via. Abbiamo lavorato sui tempi lunghi, fidando anche sul cambiamento generazionale e sul diverso contesto. Cuba, certo rappresenta un \u201ccattivo\u201d esempio per gli Stati uniti. E per questo continua a essere inserita in tutte le possibili liste nere. Ma chi pu\u00f2 ragionevolmente pensare oggi che rappresenti un pericolo vero per gli Usa? La prima ondata di chi ha lasciato l\u2019isola era composta soprattutto dai sostenitori del dittatore Batista, dalla grande borghesia e dai latifondisti espropriati. Nell\u2019allora contesto della Guerra fredda, gli Stati uniti li hanno accolti e foraggiati. La Cia ha venduto loro oltre 300 imprese perch\u00e9 potessero riprodursi e continuare a finanziare attentati contro di noi. Ma ora quelle persone, che si erano appropriate del tema Cuba nella politica statunitense, sono quasi tutte morte o molto anziane. I loro figli e nipoti hanno una relazione lontana e diversa con Cuba, sono pi\u00f9 interessati ai propri interessi negli Usa. In mezzo, a fine anni \u201980, c\u2019\u00e8 stata una generazione di rifugiati economici: che sono stati praticamente obbligati a parlare male di Cuba, ma ora chiedono di normalizzare la situazione con il loro paese d\u2019origine. Oltre il 60% dei cubani residenti negli Usa chiede un cambiamento politico. E questo pu\u00f2 essere positivo per Obama, soprattutto ora che ha una situazione di minoranza parlamentare ma un buon consenso su questo tema.<br \/>\n<\/span><\/div>\n<div class=\"text_exposed_root text_exposed\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"text_exposed_root text_exposed\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"text_exposed_show\"><em>Il contractor statunitense Alan Gross \u00e8 da 5 anni in carcere a Cuba. Washington ha ribadito che la sua liberazione \u00abresta una priorit\u00e0\u00bb. Il Nyt ha criticato il pressapochismo della Cia che invia allo sbaraglio per\u00acsone poco preparate per compiere azioni sovversive. A che punto stanno le cose?<\/em><\/span><\/div>\n<div class=\"text_exposed_root text_exposed\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"text_exposed_show\"><br \/>\nOra negli Usa c\u2019\u00e8 un movimento per liberare Gross, e che risponde agli interessi dei potenti gruppi economici di origine ebraica, di grande influenza sulla politica nordamericana. Ma nelle carceri Usa restano tre nostri compatrioti che stavano lottando contro il terrorismo, invece sono stati condannati all\u2019ergastolo. Prima erano cinque, ma due hanno scontato la pena e sono tornati a casa. La loro liberazione peser\u00e0 per noi prima di qualunque altro accordo con gli Stati uniti. Per la liberazione di Gross, chiediamo il rientro dei nostri tre compagni. Ora Obama ha la facolt\u00e0 e anche la situazione politica che gli consente di farlo.<br \/>\n<\/span><\/div>\n<div class=\"text_exposed_root text_exposed\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"text_exposed_root text_exposed\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"text_exposed_show\"><em>Che cosa cambierebbe se le relazioni con gli USA venissero normalizzate?<\/em><br \/>\n<\/span><\/div>\n<div class=\"text_exposed_root text_exposed\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"text_exposed_root text_exposed\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"text_exposed_show\">So che molti amici di Cuba temono un ritorno indietro. Sappiano che siamo preparati. Nelle cooperative che oggi lavorano per conto proprio, gli operai eleggono il proprio capo e si sono gi\u00e0 sindacalizzati. Nelle grandi manifestazioni del Primo maggio, vi sono striscioni che dicono \u00abNoi siamo i cuentapropistas\u00bb a sostegno del socialismo. Abbiamo imparato dalle esperienze negative del continente e anche dalla caduta del blocco socialista. L\u00ec hanno subito l\u2019impatto dell\u2019industria culturale nordamericana, di cui non conoscevano niente. Da noi, i giovani conoscono la musica, i film, le serie tv nordamericane. A differenza dei paesi socialisti di allora, i nostri ragazzi non si sono allontanati dalla politica, conoscono la storia, il marxismo e le cause della crisi capitalistica nei vostri paesi. Con il settore turistico, abbiamo anche gi\u00e0 sperimentato i problemi che comportano gli investimenti esteri: una parola che \u00e8 quasi una bestemmia in America latina, per via dei disastri compiuti dalle multinazionali e la subalternit\u00e0 politica. Ma questo \u00e8 successo con i governi di destra. A Cuba \u00e8 per\u00f2 stata varata una legge precisa per chi viene a investire, che presenta vincoli precisi: chi non \u00e8 d\u2019accordo, non pu\u00f2 venire. Per\u00f2 i tempi sono cambiati, dobbiamo modernizzarci e non abbiamo i capitali per farlo, anche perch\u00e9 \u00e8 difficile e costoso per noi ottenere crediti internazionali a causa del bloqueo. Ci servono infrastrutture e nuove tecnologie che non possiamo procurarci attraverso gli scambi solidali che abbiamo messo in campo nel continente. Se per oltre cinquant\u2019anni gli Usa non sono riusciti a farla finita con la rivoluzione \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 sostenuta dal popolo. Quest\u2019anno, sono trascorsi vent\u2019anni dal varo dell\u2019accordo neoliberista Nafta in Messico. E dieci dalla formazione dell\u2019Alba, l\u2019Alleanza boliviariana per i popoli della nostra America ideata da Cuba e Venezuela per l\u2019interscambio solidale. I disastri dell\u2019uno e i benefici dell\u2019altra sono sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/oliver-zamora-oria-adesso-obama-puo-togliere-il-bloqueo\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow nofollow\"><strong>http:\/\/ilmanifesto.info<\/strong><\/a><\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"letterboxedImage photoWrap\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Oliver Zamora Oria: &quot;adesso Obama pu\u00f2 togliere il blocco&quot;\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il manifesto \u2013 intervista di Geraldina Colotti, 12.12.2014 \u00a0A Roma, l&#8217;analista cubano esperto in relazioni internazionali \u00abA Cuba non stiamo tornando al capitalismo, ma i tempi sono cambiati e il socialismo dev\u2019essere creativo per affrontare nuove sfide\u00bb, dice al manifesto Oliver Zamora Oria. 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