{"id":65381,"date":"2021-06-19T15:12:18","date_gmt":"2021-06-19T15:12:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=65381"},"modified":"2021-06-19T15:12:18","modified_gmt":"2021-06-19T15:12:18","slug":"nicaragua-2021-una-nuova-aggressione-imperiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=65381","title":{"rendered":"Nicaragua 2021: una nuova aggressione imperiale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sergio Rodr\u00edguez Gelfenstein,<strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/libya360.wordpress.com\/2021\/06\/16\/nicaragua-2021-a-new-imperial-aggression\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Internationalist 360\u00b0<\/a><\/strong>,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/gun-nicaragua.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-60171 alignright\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/gun-nicaragua-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"245\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/gun-nicaragua-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/gun-nicaragua-768x547.jpg 768w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/gun-nicaragua.jpg 834w\" sizes=\"(max-width: 245px) 100vw, 245px\" \/><\/a>Il Nicaragua \u00e8 un piccolo Paese dell\u2019America centrale con una popolazione 50 volte e un\u2019area 75 volte pi\u00f9 piccola degli USA. Il PIL degli USA (nel 2019) fu 1772 volte quello del Nicaragua. Gli USA hanno 5113 testate nucleari, 11 portaerei e 18 sottomarini nucleari, il Nicaragua niente. Qualcuno sano di mente pu\u00f2 credere che il Nicaragua minacci gli USA?<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il problema \u00e8 la democrazia, quanto sono preoccupati gli USA della democrazia in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti o nella nostra regione in Paraguay, Brasile, Honduras, Venezuela, Haiti o Cile, dove hanno pianificato, organizzato e sostenuto colpi di Stato contro la democrazia? Per non parlare del passato in cui sostenevano ogni dittatura della regione. Nello stesso Nicaragua, gli USA furono mentore di Somoza che, secondo il presidente Roosevelt, era \u201cun figlio di puttana\u201d, ma era \u201cil nostro figlio di puttana\u201d. Allora da dove viene l\u2019odio furioso che i successivi governi degli USA hanno provato e provano per il Nicaragua? Senza dubbio dalla sua storia. Alcun Paese dell\u2019America Latina e dei Caraibi inflisse agli USA tante sconfitte come la patria di Ruben Dario e Augusto C. Sandino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerate questo. La posizione geografica nella cintura centroamericana gli valse fin dall\u2019inizio lo sguardo ambizioso delle potenze. Cos\u00ec, a met\u00e0 del XIX secolo, il filibustiere nordamericano William Walker (oggi lo chiameremmo mercenario) con la tacita approvazione del governo degli Stati Uniti, invase il Nicaragua con una forza militare che infine lo spinse (supportato da un settore degli onnipresenti immeritevoli e indegni che compaiono in ogni processo politico) alla Presidenza della Repubblica. Le forze patriottiche furono costrette a una guerra nazionale per resistere all\u2019invasione straniera. Dopo avanzate e ritirate tentando di consolidare il controllo sul Paese, Walker sub\u00ec una clamorosa sconfitta il 14 settembre 1856 nella battaglia di San Jacinto per mano dei patrioti nicaraguensi che furono rafforzati e guidati dal Colonnello Jos\u00e9 Santos Estrada. Fu l\u2019inizio della fine, tra molti altri tentativi che Walker fece per tenere il potere, fu perseguito e molestato nel 1860. Il tentativo degli Stati Uniti di infine impadronirsi del Nicaragua fu eseguito per la prima volta. Poco pi\u00f9 di mezzo secolo dopo, nel 1912, dopo diversi tentativi falliti, il Nicaragua fu nuovamente occupato dagli Stati Uniti. L\u2019obiettivo era lo stesso: mettere in sicurezza il territorio in modo che gli Stati Uniti costruissero un canale prima che lo potesse fare un qualsiasi concorrente. Nel 1916 fu firmato il Trattato Bryan-Chamorro tra Stati Uniti e Nicaragua, che trasform\u00f2 il Paese in un protettorato yankee. Nell\u2019ambito del controllo di esso, nel 1928 gli Stati Uniti crearono la Guardia Nazionale come forza di occupazione nativa del proprio Paese al servizio della potenza nordamericana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1927, contro la presenza statunitense che ammontava a 5mila soldati e 500 ufficiali e anche contro il tradimento (come si vede, sempre presente) del generale Jos\u00e9 Mar\u00eda Moncada che firm\u00f2 cogli Stati Uniti il cosiddetto \u201cPacto del Espino Negro\u201d, il Generale Augusto C. Sandino insorse con lo slogan \u201cNon mi vendo n\u00e9 mi arrendo. Voglio una patria libera o la morte\u201d, scatenando una guerra regolare fin quando aerei nordamericani bombardarono cittadine disarmate infliggendo pesanti perdite alla popolazione civile, lo convinsero del bisogno di usare la guerriglia, comandando un esercito di contadini che la poetessa cilena Gabriela Mistral battezz\u00f2 \u201cpiccolo esercito pazzo per la volont\u00e0 di sacrificio\u201d. La guerra dilag\u00f2 su tutto il territorio nazionale man mano che i successi di Sandino crescevano fin quando l\u2019esercito nordamericano fu costretto a ritirarsi sconfitto dal Nicaragua nel gennaio 1933. Questa fu la seconda sconfitta degli Stati Uniti in Nicaragua, di natura militare, che a sua volta fu la prima subita dagli Stati Uniti in America Latina. Anche se l\u2019assassinio di Sandino paralizz\u00f2 temporaneamente la lotta del popolo nicaraguense, non ne ferm\u00f2 lo slancio libertario. Le idee di Sandino si generalizzarono, presero vita tra i giovani e nel 1961 divenne organizzazione e struttura quando fondata sotto la guida del Comandante Carlos Fonseca Amador, il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN) che dopo una lunga lotta di 18 anni con la massiccia partecipazione del popolo nicaraguense sconfisse il \u201cfiglio di puttana degli Stati Uniti\u201d che lo difesero fino all\u2019ultimo proteggendone la fuga e senza che pagasse i crimini contro il popolo. Un\u2019altra sconfitta degli Stati Uniti, questa volta politica, perch\u00e9 in Nicaragua si insedi\u00f2 un governo popolare e rivoluzionario che per la prima volta nella storia istituzionalizz\u00f2 il Paese creando un solido esercito a garanzia della sovranit\u00e0 e dell\u2019integrit\u00e0 territoriale, e che inoltre, sempre per la prima volta, non doveva rendere conto a nessuna potenza straniera. Solo la fatica prodotta dall\u2019essere costretti a vivere sotto una brutale guerra interventista, che secondo alcune fonti caus\u00f2 circa 150000 vittime tra morti, feriti e disabili, estromise per via elettorale l\u2019FSLN dal potere. Tuttavia, nell\u2019interregno del giugno 1986, la Corte internazionale di giustizia (ICJ) dell\u2019Aia emise a favore del Nicaragua una sentenza nella causa intentata contro gli Stati Uniti per la guerra e l\u2019instabilit\u00e0 negli anni del governo sandinista. Ennesima sconfitta degli Stati Uniti col Nicaragua, questa volta diplomatica e giuridica, che rese evidente a livello internazionale il carattere imperialista e interventista della loro politica estera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1990 in poi, nel Paese si insedi\u00f2 una serie di governi neoliberisti che riportavano gli indici di sviluppo sociale ai livelli della dittatura. Ma l\u2019FSLN con alla testa il Comandante Daniel Ortega non si perse d\u2019animo anche se la sconfitta elettorale produsse nuove e gravi diserzioni e tradimenti come, ripeto, \u00e8 sempre accaduto in ogni momento. L\u2019FSLN inizi\u00f2 quindi a costruire una nuova storia sotto la perseveranza di Daniel, prevalendo per 17 anni contro la riluttanza, con la fiducia nel popolo contro il sospetto sulle sue capacit\u00e0, con la volont\u00e0 contro la fatica, con la fermezza contro l\u2019ambiguit\u00e0, l\u2019FSLN torn\u00f2 al potere nello stesso modo con cui lo perse: per via elettorale. Una nuova sconfitta degli Stati Uniti, di natura politica, che non compresero come furono cacciati i governi neoliberisti che \u201camministrarono\u201d il Paese dal 1990 al 2007 nonostante il sostegno imperialista. Il governo sandinista si dedic\u00f2 alla ricostruzione del Paese. Addirittura lanci\u00f2 una nuova campagna di alfabetizzazione (il Nicaragua \u00e8 l\u2019unico Paese al mondo dichiarato due volte libero dall\u2019analfabetismo dall\u2019Unesco). La popolazione riottenne accesso all\u2019assistenza sanitaria pubblica dopo che il Paese fu riportato ai livelli sanitari prerivoluzionari per mortalit\u00e0 infantile, posti letto per abitante, budget, vaccinazione infantile, mortalit\u00e0 materna, eliminazione di malattie endemiche e altro. Ancora una volta, la sicurezza sociale torn\u00f2 nell\u2019interesse del governo e furono aumentati i budget sociali per l\u2019intrattenimento, la cultura, lo sport e altro. Il Paese usc\u00ec letteralmente dal buio, quando subiva 12 ore di black-out al giorno, creando una rete nazionale di approvvigionamento elettrico sviluppando energie alternative come alcun altro Paese dell\u2019America Latina. E tutto questo in un quadro di pace cittadina, di convivenza democratica, con un modello esemplare di economia mista in cui gli imprenditori investirono nel loro Paese grazie alla stabilit\u00e0 che il governo gener\u00f2. Nel settembre 2008, solo un anno dopo il ritorno al potere dell\u2019FSLN, a conclusione dell\u2019analisi dei risultati economici del Paese, il Comitato Esecutivo del Fondo Monetario Internazionale (FMI) stabil\u00ec che \u201cle politiche macroeconomiche del Nicaragua rimangono prudenti e che il programma della riduzione della povert\u00e0 \u00e8 soddisfacente\u201d. Quasi otto anni dopo, nell\u2019aprile 2016, la stessa organizzazione finanziaria internazionale, dopo una visita della Commissione nel Paese, stabil\u00ec che \u201cL\u2019economia nicaraguense continua a registrare alti tassi di crescita e politiche macroeconomiche sostenibili. Nel 2015 il Prodotto Interno Lordo (PIL) crebbe del 4,9% e la media degli ultimi cinque anni (5,2%) \u00e8 una delle pi\u00f9 alte della regione\u201d. Nuova sconfitta per gli Stati Uniti, questa volta di natura economica ma con impatto politico: il governo dell\u2019FSLN dimostr\u00f2 che il suo modello politico di crescita sostenibile era praticabile e credibile nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo era pi\u00f9 di quanto gli Stati Uniti potessero sopportare, e capirono che si sviluppa un modello replicabile ad altre latitudini: un piccolo Paese con scarse risorse sa costruire un esperimento sovrano di economia mista e sviluppo sociale nel quadro di democrazia e pace civile. Il presidente neo-insediato Donald Trump ordin\u00f2 l\u2019accelerazione di tutti i piani eversivi sempre presenti nel portafoglio delle agenzie di intelligence ed ordin\u00f2 il rovesciamento del governo, contando sull\u2019appoggio sempre presente di forze locali, soprattutto affaristi scontenti della ricchezza che hanno e bramosi di maggiori profitti, settori di destra tradizionale che pensano in inglese, la gerarchia cattolica contrapposta a Papa Francesco e gruppi di ex-sandinisti staccatisi dal tronco originario per vari motivi, validi o meno, ma che comunque non giustificano l\u2019accomodarsi al servizio di una potenza straniera e diventarne dipendenti. Nell\u2019aprile 2018 si scaten\u00f2 un brutale tentativo di golpe, che i media nazionali e internazionali si precipitarono a decretare vittorioso senza contare sulla volont\u00e0 di resistenza del popolo nicaraguense, sulla forza istituzionale del Paese, in particolare sull\u2019esercito e la leadership dell\u2019FSLN e del Comandante Daniel Ortega. Il tentativo provoc\u00f2 200 morti, tra cui 20 poliziotti, oltre a gravi danni all\u2019economia nazionale.252 edifici pubblici e privati furono distruttivi, 209 chilometri di strade o autostrade, 278 macchinari e attrezzature per l\u2019edilizia e 389 veicoli furono dati alle fiamme. Alla fine, l\u2019offensiva insurrezionale dell\u2019opposizione, a cui l\u2019ambasciata nordamericana partecip\u00f2 pubblicamente, fu ancora una volta sconfitta, per\u00f2 i danni arrecati all\u2019economia frenarono il progresso di alcuni anni che decise il chiaro miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Tuttavia, nel pieno della pandemia, il 21 febbraio 2020, il Comitato esecutivo del Fondo monetario internazionale (FMI) tenne una nuova consultazione in Nicaragua. Nel suo rapporto concluse che \u201cDall\u2019aprile 2018, i disordini sociali e le sue conseguenze hanno eroso la fiducia e portato a grandi deflussi di capitali e depositi bancari, influendo negativamente sull\u2019attivit\u00e0 economica del Nicaragua. Si stima che il PIL reale subir\u00e0 un\u2019altra contrazione nel 2019 del 5,7% (la crescita del 2018 \u00e8 stata del -3,8%) a causa della domanda aggregata, del fisco e delle sanzioni\u201d. A questo punto consiglio al lettore di tornare indietro e guardare il rapporto dell\u2019agenzia del 2016 per fare dei confronti, cos\u00ec come si dovrebbe includere nell\u2019analisi l\u2019ultimo fattore citato: le sanzioni che iniziarono a gravitare sullo sviluppo del Paese nell\u2019aggressione imperialista degli Stati Uniti. Il rapporto aggiunse che: \u201cSebbene il rallentamento economico port\u00f2 a un avanzo delle partite correnti nel 2018 e nel 2019, il miglioramento fu interamente neutralizzato dall\u2019invertimento del saldo finanziario. Le autorit\u00e0 concessero politiche monetarie e finanziarie meno restrittive nel 2018-19 al fine di evitare una spirale economica al ribasso\u201d. Questa \u00e8 una chiara dimostrazione della capacit\u00e0 istituzionale del Paese di fronteggiare le prove della rinnovata agenda interventista di una potenza straniera come dimostrano le azione illustrate dalle autorit\u00e0 del Paese. Una nuova sconfitta per gli Stati Uniti, che non poterono n\u00e9 rovesciare il governo n\u00e9 la sua via alla normalizzazione, non solo in piena aggressione, ma anche in piena pandemia. Ma non bast\u00f2, ora in prossimit\u00e0 delle elezioni presidenziali, gli Stati Uniti ancora una volta scatenavano le proprie truppe per delegittimare le istituzioni del Paese, metterne in discussione l\u2019ordine costituzionale e provare con mezzi esteri ci\u00f2 che una opposizione screditata e divisa non pu\u00f2 raggiungere coi propri sforzi. Come non pu\u00f2 non fare un Paese che si rispetti, il Nicaragua rafforzava il peso della legge su stabilit\u00e0 e pace del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a ci\u00f2 si scaten\u00f2 un nuovo coro per tentare l\u2019ennesima aggressione al Nicaragua. La migliore prova che ci\u00f2 che fa il governo nicaraguense \u00e8 giusto \u00e8 il rifiuto delle misure dell\u2019OSA, del suo segretario generale Luis Almagro e dei governi di Stati Uniti e Spagna, tra gli altri. Questi sono chiari segnali che la strada giusta \u00e8 stata imboccata. In questo caso il coro \u00e8 accompagnato dalla destra socialdemocratica e social-cristiana internazionale e da certa sinistra salottiera che fa discorsi radicali ma non va oltre le solite analisi da democrazia rappresentativa. \u00c8 necessario sapere quanto un giorno, ogni giorno, una settimana, ogni settimana, un mese, ogni mese, un anno, ogni anno significhi vivere una vita sotto vessazione con aggressioni, interventi militari, sanzioni economiche, blocchi, tentativi di assassinare leader e innumerevoli azioni terroristiche dell\u2019agenda politica imperialista. Con tutto il rispetto, vorrei dire che bisogna viverci per sapere di cosa si tratta. Senza toccare nessuno, quelli di noi che hanno avuto la fortuna di vivere il tempo dei fucili e usarli, nel tempo della politica onesta e delle matite e dei computer da usare nella stessa lotta, conosciamo la differenza tra l\u2019uno e l\u2019altro. E in questi momenti, scusate se mi ripeto, ricordo sempre il comandante Tom\u00e1s Borge quando mi diceva: \u201cSe sei confuso, guarda sempre dov\u2019\u00e8 Fidel. \u00c8 l\u00ec che devi essere. E Fidel ci ha saputo dire che bisognava sapere in quale trincea si trova l\u2019imperialismo per essere nella trincea di fronte\u201d. Per me, sulla lunga strada della rivoluzione, questi sono bussola e guida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella storia ci sono sempre stati traditori e disertori. Dov\u2019\u00e8 il generale Rafael del Pino, eroe di Playa Gir\u00f3n? Dov\u2019\u00e8 Dariel \u201cBenigno\u201d Alarc\u00f3n, compagno del Che in Bolivia? Chi serve oggi Joaqu\u00edn Villalobos, ex-capo dell\u2019Esercito Rivoluzionario Popolare di El Salvador? Cosa sono diventati certi ministri e funzionari del governo di Salvador Allende, che per pi\u00f9 di 30 anni si sono arricchiti amministrando il modello neoliberista cileno difendendo la Costituzione di Pinochet? Tutti coloro che accompagnarono il comandante Ch\u00e1vez il 4 febbraio 1992 seguono oggi le sue idee? Se qualcuno \u00e8 interessato all\u2019argomento, controlli la Costituzione venezuelana del 1999, veda chi la firm\u00f2 e dove \u00e8 oggi. Anche Eduardo Galeano e Jos\u00e9 Saramago misero in discussione e ruppero con la rivoluzione cubana essendo contrari alle misure estreme che il Paese adott\u00f2 di fronte alla persistente aggressione degli Stati Uniti. Da uomini intelligenti, alla fine compresero la situazione e morirono in pace con Fidel e il popolo cubano. Boaventura de Souza fu un critico permanente e forte del processo bolivariano. Bisogna saper distinguere tra critica e tradimento. Infine, deve prevalere la massima del Comandante Camilo Cienfuegos: \u201cChi combatte, non importa dove, \u00e8 nostro fratello\u201d. Chi non commette errori? \u00c8 possibile superare in breve tempo 25 secoli di societ\u00e0 di classe? I costruttori della nuova societ\u00e0 non portano con s\u00e9 vizi e piaghe del passato? Dov\u2019\u00e8 il manuale per la costruzione di questa nuova societ\u00e0 e il modello da seguire? Non esiste, perch\u00e9 questo \u00e8 un processo vivo, dialettico, basato su errori e sbagli. Sono esseri umani in carne ed ossa, non esenti da errori, quelli che propongono l\u2019assalto al potere per consegnarlo al popolo. Il precetto cristiano dice: \u201cChi \u00e8 senza peccato scagli la prima pietra\u201d. Nel caso del Nicaragua, nessuno pu\u00f2 raccontarmi la storia. Fui ingiustamente ed ignominiosamente espulso dal Paese quando ero ambasciatore del Venezuela del comandante Hugo Chavez. Non \u00e8 l\u2019oggetto di questo scritto, solo un riferimento per dire che non pu\u00f2 essere l\u2019ambito proprio che motiva l\u2019azione di un rivoluzionario. E nemmeno il risentimento, il desiderio di preminenza e la sopravvalutazione individuale possono essere ci\u00f2 che ne smuove la vita a favore del popolo. Noi rivoluzionari non siamo quelli che pongoo il dilemma del tutto o niente. Gli slogan \u201cPatria o morte\u201d, \u201cVinceremo\u201d e \u201cLibera patria o morte\u201d furono adottati da Fidel e Sandino dopo che le circostanze glielo imposero. Va ricordato il brutale decreto di Guerra all\u2019ultimo sangue che Bolivar fu costretto a firmare nel 1813 nel pieno della lotta per l\u2019indipendenza contro la Spagna e in cui non furono accettate mezze misure. Ad un certo punto, a Cuba e Nicaragua diminu\u00ec l\u2019uso di quegli slogan che identificavano la loro vocazione rivoluzionaria come modo per allentare le tensioni, ma l\u2019aggressione non cess\u00f2. Era l\u2019imperialismo che poneva il \u201ctutto o niente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E in queste condizioni, purtroppo, non c\u2019\u00e8 spazio per terze opzioni. O stai coll\u2019imperialismo o con la Patria. Ognuno scelga la sua trincea. Non ho dubbi su quale sia la mia.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Traduzione di <a href=\"http:\/\/aurorasito.altervista.org\/?p=18038\"><strong>Alessandro Lattanzio<\/strong><\/a><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Nicaragua 2021: una nuova aggressione imperiale\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sergio Rodr\u00edguez Gelfenstein,\u00a0Internationalist 360\u00b0, Il Nicaragua \u00e8 un piccolo Paese dell\u2019America centrale con una popolazione 50 volte e un\u2019area 75 volte pi\u00f9 piccola degli USA. 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