{"id":8604,"date":"2015-06-10T18:24:02","date_gmt":"2015-06-10T18:24:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=8604"},"modified":"2015-06-10T18:36:06","modified_gmt":"2015-06-10T18:36:06","slug":"paesi-ue-e-cuba-lezioni-del-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=8604","title":{"rendered":"Paesi UE e Cuba: lezioni del passato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Santiago Perez Benitez, Claudia Martinez Hernandez\u00a0[1]\u00a0 <strong><a href=\"https:\/\/lapupilainsomne.wordpress.com\/2015\/06\/09\/paises-de-la-ue-y-cuba-lecciones-del-pasado\/#more-49796\">https:\/\/lapupilainsomne.wordpress.com<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/cuba-union-europea.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-8605 alignright\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/cuba-union-europea-300x169.jpg\" alt=\"cuba-union-europea\" width=\"300\" height=\"169\" \/><\/a>L&#8217;esistenza stessa del modello cubano rappresenta una sfida al potere delle transnazionale e all&#8217;ordine globale imposto dallo Stato nordamericano e dalle grandi potenze dell&#8217;Europa Occidentale. A questo sistema non gli conviene Stati nazionali che negozino in modo energico con le transnazionale; manifestino posizioni ideologiche alternative; denuncino e cerchino di modificare l&#8217;ordine costituito, mentre si siano mostrati capaci di conservare il potere interno, nella loro societ\u00e0, e diversificare le loro relazioni estere. Cuba \u00e8 un riferimento per i settori latino americano, europei e di altre societ\u00e0 del chiamato terzo mondo, che desiderano cambiare le regole sistemiche di cui si avvantaggia il capitalismo europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><br \/>\n\u00c8 per questo che \u00e8 esistita, e continuer\u00e0 ad esistere, una strategia a lungo termine del capitalismo globale, e dei suoi stati nazionali dominanti, per rovesciare, sovvertire o erodere, per quanto possibile, il sistema dell&#8217;isola attraverso metodi e strumenti economici, diplomatici, politici, comunicativi, ideologici sovversivi e, se necessario, militari. E&#8217; impensabile che il governo USA, o le potenze della UE e della NATO, smettano di cercare questi obiettivi, anche se si firmer\u00e0, alla fine del 2015, un Accordo di Cooperazione e Dialogo Politico tra la UE e Cuba, e si ristabiliranno i rapporti diplomatici e si apriranno le Ambasciate negli USA e a Cuba. Per motivi strutturali, \u00e8 praticamente impossibile che Washington o Bruxelles agiscano in e con Cuba come fanno altri paesi capitalisti sviluppati, per non parlare dei paesi del BRICS ed i restanti paesi dell&#8217;ONU, che rispettano lo status quo dell&#8217;isola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo generalit\u00e0, per\u00f2, non spiega le sfumature che hanno differenziato le strategie per cercare di rovesciare o modificare il sistema cubano, tra gli USA e la UE, n\u00e9 le modifiche che si sono verificate nelle diverse congiunture delle relazioni bilaterali dell&#8217;isola con questi attori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/fidelcastro-pizarra.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-1992 alignright\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/fidelcastro-pizarra-300x180.jpg\" alt=\"fidelcastro pizarra\" width=\"278\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/fidelcastro-pizarra-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/fidelcastro-pizarra.jpg 629w\" sizes=\"(max-width: 278px) 100vw, 278px\" \/><\/a>A differenza delle undici amministrazioni USA che hanno cercato, sin ora, di rovesciare il sistema cubano con lo scontro diretto, l&#8217;uso o l&#8217;impiego della minaccia militare, l&#8217;imposizione del blocco economico e l&#8217;isolamento internazionale; le maggiori potenze dell&#8217;Europa Occidentale non hanno bloccato n\u00e9 minacciato militarmente l&#8217;isola; hanno tenuto relazioni diplomatiche &#8220;normali&#8221; con L&#8217;Avana; hanno favorito le relazioni economiche; hanno offerto cooperazione e reso possibili gli scambi con gli organismi cubani. Le loro ambasciate agiscono, all&#8217;Avana, in modo legittimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proiezione europea, differente da quella USA, \u00e8 dovuta a diversi fattori:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b0I paesi dell&#8217;UE non hanno avuto il potere &#8220;duro&#8221; -militare ed economico- per ottenere di cambiare la realt\u00e0 cubana, attraverso minacce militari o blocchi economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b0La politica verso Cuba non \u00e8 stata un fattore che incide nella politica interna nei paesi della UE (ad eccezione della Spagna), come s\u00ec lo \u00e8 stato per gli USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b0La UE ha voluto marcare le differenze con gli USA, per rivendicare quote di autonomia in politica estera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b0Avevano concreti interessi economici approfittando dell&#8217;assenza dei concorrenti USA nel mercato dell&#8217;isola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b0Persistono pressioni della sua societ\u00e0 civile, in cui sono sempre esistite simpatie per Cuba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b0Nella sua lettura -pi\u00f9 paziente e riflessiva di quella USA- il modo migliore per ottenere i cambi a Cuba \u00e8 stata quella dell&#8217; &#8220;impegno costruttivo&#8221;, strategia che le ha gi\u00e0 dato risultato per la trasformazione al capitalismo delle elite e societ\u00e0 dei paesi Europa Occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b0Sono partiti dal presupposto che &#8220;una transizione pacifica e riuscita di Cuba verso l&#8217;economia di mercato&#8221; esige un ruolo di sostegno attivo della UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica delle grandi potenze della UE, e di questa come entit\u00e0, \u00e8 stata d&#8217;ingerenza e ha coinciso con Washington nel mantenere l&#8217;opera di sovversione; attivit\u00e0 d&#8217;intelligence; condanne in sedi multilaterali; pressioni diplomatiche, attivismo delle sue missioni a l&#8217;Avana, tra altri strumenti. Nel dialogo politico e negli altri incontri con il governo, gli europei -con maggiore accesso, fin ora, che gli USA- hanno cercato di ottenere concessioni da l&#8217;Avana nel campo della &#8220;democrazia&#8221; e &#8220;diritti umani&#8221;, al fine di ottenere legittimazione interna per quelli che percepiscono come &#8220;agenti&#8221; di cambiamento di sistema a Cuba, e modifiche agli ordinamenti interni, come il Codice Penale, tra gli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente, la differenziazione di sfumature tra le strategie USA e le potenze europee \u00e8 stata utile per il governo cubano, che ha mantenuto una proiezione di scontro e, all&#8217;unisono, di cooperazione -secondo la congiuntura- con le istituzioni della UE e con i vari governi di Spagna, Francia, Regno Unito, Germania, Italia e Olanda, principali paesi membri con cui l&#8217;Avana ha mantenuto rapporti bilaterali. [2]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi paesi sono stati tradizionali fonti di importazione, tecnologie e crediti per Cuba; e mercati per le esportazioni cubane. Si sono distinti, in particolare dopo gli anni novanta, come importanti fonti di turisti e fonti d&#8217;investimento per l&#8217;economia dell&#8217;isola. In realt\u00e0, oggi detengono il 24% del commercio estero, il 24% dell&#8217;afflusso di turisti ed il 60% delle imprese comuni gi\u00e0 esistenti. Dal punto di vista politico, l&#8217;Europa Occidentale ha rappresentato un punto importante per la diversificazione delle relazioni estere del paese, in particolare subito dopo la caduta del campo socialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni sessanta, nonostante le pressioni USA, le relazioni bilaterali con questi stati non si ruppero, e con conflitti e cooperazione -Guerra Fredda nel mezzo- si mantennero. In generale i rapporti bilaterali con questi paesi, fino alla fine degli anni ottanta,\u00a0 sono stati segnati dal perdurare di legami storici e culturali; la preservazione degli interessi economici europei a Cuba; una certa riluttanza europea alle richieste USA di ridurre i legami con il paese; il supporto a Cuba in settori della societ\u00e0 europea; le politiche governative europee verso i paesi socialisti dell&#8217;Europa Orientale e verso l&#8217;America Latina, i cui contesti definivano la strategia nei confronti di Cuba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da parte sua, le principali questioni che complicavano i rapporti, tra il 1959 ed il 1989, furono le nazionalizzazioni realizzate da Cuba; le differenze politico-ideologiche della guerra fredda; l&#8217;ingresso di Cuba nel CAME (COMECON ndt) ed il suo impegno per le relazioni con i paesi socialisti; l&#8217;aumento delle normative protezionistiche nel contesto dell&#8217;integrazione europea; ed il sostegno europeo alle varie forme di provocazione al Governo cubano, oltre ai conflitti in altre aree del mondo e nelle sedi multilaterali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altra variabile chiave per comprendere le politiche europee in questo periodo fu la percezione che stavano avendo, in ogni specifica situazione storica, della forza interna ed esterna della Rivoluzione Cubana. Un periodo di riavvicinamento, a giudicare dalle visite realizzate -qualcosa che oggi sembra ripetersi- fu a met\u00e0 degli anni ottanta, quando era evidente la forza interna ed esterna del modello cubano. Ad esempio, nel 1985 ci visitarono il Cancelliere francese Roland Dumas e Giulio Andreotti, Ministro degli Esteri d&#8217;Italia. Nel novembre 1986 ci visit\u00f2 il primo ministro spagnolo <strong><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=8572\">Felipe Gonz\u00e1lez<\/a><\/strong>, ripetendo la visita, che nel 1978, aveva fatto Adolfo Suarez.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, dopo la disintegrazione dell&#8217;URSS e l&#8217;emergere congiunturale di un mondo unipolare, prevalse la percezione europea della debolezza interna ed esterna di Cuba, ci\u00f2 che port\u00f2 ad un aumento della pressione, l&#8217;ingerenza negli affari interni e l&#8217;indurimento delle posizioni diplomatiche nei negoziati con l&#8217;Avana. Furono poche le visite di alti funzionari europei nel nostro paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel marzo 1989 Cuba present\u00f2 alla Commissione Europea i suoi obiettivi di cooperazione e propose lavorare per la conclusione di un Accordo Quadro che contribuisse alla formazione di un contesto politico giuridico pi\u00f9 favorevole e facilitasse l&#8217;instaurazione di un dialogo permanente tra le parti. Questo avvenne poco dopo aver stabilito relazioni diplomatiche con l&#8217;allora Comunit\u00e0 Economica Europea, nel 1988. Tuttavia, la Commissione non rispose alla proposta formale cubana, forse perch\u00e9 aspettava il collasso del sistema rivoluzionario come uno scenario probabile, dopo la decomposizione dell&#8217;Unione Sovietica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quell&#8217;anno ad oggi, Cuba non ha avuto un Accordo formale con la UE, a differenza del resto dei paesi dell&#8217;America Latina. E&#8217; stato una specie di tempestoso percorso ciclico, di 26 anni, dove si hanno avute tappe di deterioramento, altre di distensione e momenti di crisi. Parallelamente, i rapporti con gli Stati Membri della UE hanno rispecchiato, con le particolarit\u00e0 di ciascuno e tenendo conto delle diverse situazioni nazionali, gli alti e bassi di questa relazione conflitto-cooperazione che \u00e8 esistita tra Cuba e la UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grosso modo, potrebbero essere elencate le seguenti tappe:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* Dal 1989 fino al 1996. Inizia il processo di deterioramento dei rapporti con l&#8217;acuirsi delle contraddizioni politico-ideologiche in seguito ai cambiamenti del contesto internazionale e la scomparsa dell&#8217;URSS. Si producono importanti conflitti di Cuba con gli stati membri per le crisi provocate nelle Ambasciate europee all&#8217;Avana, e le azioni contro Cuba nella Commissione dei Diritti Umani a Ginevra e nel Parlamento Europeo. Tuttavia, dopo i primi risultati positivi delle misure cubane per superare il Periodo Speciale, e i cambi realizzati, si gener\u00f2 una diversa percezione verso il paese e si aprirono prospettive per la cooperazione tra la UE e Cuba, ed un aumento dei nessi con gli Stati membri, in particolare con Spagna, Francia e Italia. Si succedettero importanti visite reciproche e s&#8217;incrementarono i legami economici e commerciali. Alla fine del 1995 si svolse un&#8217;importante visita, a Cuba, della troika allo scopo di sviluppare il dialogo politico e s&#8217;inizi\u00f2 il processo per l&#8217;eventuale negoziazione di un Accordo Quadro. Questo, per\u00f2, s&#8217;interruppe\u00a0 con la provocazione del 24 febbraio 1996, che port\u00f2 all&#8217;abbattimento di <a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/posizionecomune.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-3640 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/posizionecomune-300x187.gif\" alt=\"posizionecomune\" width=\"300\" height=\"187\" \/><\/a>aerei, l&#8217;adozione della legge Helms Burton negli USA, e, infine, l&#8217;adozione della Posizione Comune della UE, nel dicembre 1996, che postula come obiettivo della politica ufficiale della UE il cambiamento di regime a Cuba (che denominarono &#8220;transizione alla democrazia pluralista&#8221;) e la subordinazione delle azioni della UE ai cambiamenti interni che,\u00a0 presumibilmente, Cuba avrebbe dovuto fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* Ciclo dal 1997 al 2003. Tappa in cui si produsse l&#8217;Intesa tra la UE e gli USA, e l&#8217;attuazione della Posizione Comune, invocata con grande frequenza, che caus\u00f2 un netto deterioramento delle relazioni bilaterali. La questione Cuba fu spesso affrontata nei Vertici Transatlantici. Tuttavia, dal 2000, ripresero le visite europee a Cuba, tra cui quella del ministro degli Esteri spagnolo, e diverse visite di funzionari cubani di alto rango nelle capitali europee. Fu decisiva la visita del Papa a Cuba, nel 1998. In Europa si appoggiarono le nostre rivendicazioni per il ritorno del bimbo Eli\u00e1n Gonz\u00e1lez. In risposta alle richieste provenienti da 71 paesi dell&#8217;Asia, dei Caraibi e del Pacifico, il 10 marzo 2000, Cuba ha espresso il suo interesse a sottoscrivere l&#8217;accordo dei paesi ACP con la UE, come mezzo per raggiungere un legame formale con l&#8217;Unione, ma a fronte delle inaccettabili condizioni della controparte europea dovette ritirarsi da esso. Nel dicembre 2001 una troika europea si rec\u00f2 a l&#8217;Avana per riprendere il dialogo politico, che gener\u00f2 un clima di una qualche distensione nei legami bilaterali. Oltre alla Spagna si evidenziarono i legami,\u00a0 in quella fase, con i tedeschi, in particolare con gli stati federali. Il 24 febbraio 2003, in base alle richieste dei paesi ACP e funzionari della Commissione, Cuba ha presentato al Consiglio UE la sua formale richiesta di adesione all&#8217;Accordo di Coton\u00f9. La situazione, tuttavia, si rese rapidamente strana per le provocazioni effettuate, in marzo a l&#8217;Avana, dalla controrivoluzione interna ed esterna, nel contesto delle &#8220;celebrazioni&#8221;, a Washington, per il &#8220;successo&#8221; della campagna militare in Iraq e l&#8217;aumento della minacce a Cuba. Per le azioni di Cuba d&#8217;imprigionare 75 controrivoluzionari la UE adott\u00f2 sanzioni, nel giugno 2003, che tornarono a riportare le relazioni politiche con la UE ad un punto critico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* Ciclo dal 2004 ad oggi. Dal 2004 al 2008 le relazioni rimasero danneggiate, anche se a partire dal 2005 sono state sospese, ma non eliminate, le sanzioni. All&#8217;inizio di questo periodo, come risposta alle sanzioni, la maggior parte delle Ambasciate rimasero praticamente &#8220;congelate&#8221; a l&#8217;Avana. Praticamente non si effettuarono visite ad alto livello tra Cuba e l&#8217;Europa Occidentale. L&#8217;entrata, nel maggio 2004, dei paesi ex socialisti dell&#8217;Europa Orientale nella UE peggior\u00f2 i rapporti di forza a favore dei nemici della normalizzazione con Cuba. Dal 2008 si profil\u00f2, per la terza volta, il cammino verso una certa determinata distensione delle relazioni, in quanto le sanzioni furono revocate. Si riannod\u00f2 il Dialogo Politico Ministeriale, anche se ebbe luogo solo a febbraio dopo un lungo periodo di riflessione, dal 2010 fino al 2012, che si spiega con la resistenza di vari stati membri contrari alla normalizzazione; infine gli europei approvarono le direttive di negoziazione e, attualmente, per la prima volta, dall&#8217;aprile 2014, si sta negoziando un Accordo Quadro di Cooperazione e Dialogo Politico con Cuba che, secondo l&#8217;Alta Rappresentante, <strong><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=6663\">Federica Mogherini,<\/a><\/strong> potrebbe essere firmato entro la fine del 2015. In questo periodo hanno visitato l&#8217;Avana il ministro degli esteri spagnolo e, per la prima volta in molti anni, i ministri degli esteri di Olanda, Italia, Francia, ed il presidente di quest&#8217;ultimo paese <strong><a href=\"http:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=7908\">Francois Hollande<\/a><\/strong>. Nessuno ha incontrato la controrivoluzione interna. Sono anche aumentate le visite cubane in Europa e gli scambi con vari funzionari dei paesi membri, a vari livelli. Si \u00e8 effettuata la VI Sessione di dialogo politico ministeriale, nel 2015, ed in giugno s&#8217;inizier\u00e0 un dialogo, a livello tecnico, sui diritti umani tra Cuba e la UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ciascuno di questi cicli i fattori comuni che pi\u00f9 hanno influenzato il comportamento delle politiche della UE verso Cuba sono stati:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-La percezione europea della situazione interna ed esterna dell&#8217;isola.<br \/>\n-Lo stato delle relazioni degli USA con Cuba e la politica USA.<br \/>\n-La posizione dei governi degli Stati Membri pi\u00f9 influenti nella definizione della politica della UE nei confronti di Cuba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi fattori si sono espressi in modo diverso in ciascun ciclo, a seconda delle situazioni del contesto internazionale, regionale e bilaterale. Come notato, la percezione europea della situazione interna ed esterna di Cuba \u00e8 stata determinante nel deterioramento dei legami nei primi anni novanta e, a partire dai primi risultati economici e cambi a Cuba, nella distensione verificatasi intorno al 1994 e 1995 . Attualmente ha influenzato il cambiamento della politica della UE, il rafforzamento interno di Cuba, dei suoi nessi esterni, in particolare con l&#8217;America Latina e altri attori del sistema internazionale. Allo stesso tempo, i cambi generati dall&#8217;aggiornamento del modello economico -ratificati dal VI Congresso del PCC nel 2011- hanno promosso la percezione europea che possano essere funzionali, a lungo termine, ai propri interessi strategici, per cui avrebbe dovuto &#8220;sostenerli e accompagnarli&#8221;. Il rilascio di prigionieri controrivoluzionari, nel 2010, attraverso negoziati con la chiesa cattolica e la Spagna, \u00e8 stato anche un fattore che ha inciso nell&#8217;attuale complesso processo di distensione tra la UE e Cuba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fattore USA, da parte sua, fu definitivo nell&#8217;azione europea verso Cuba in momenti come l&#8217;adozione della Legge Helms-Burton, gli accordi USA-UE, le provocazioni nel 2003 o, al contrario, l&#8217;annuncio del ripristino delle relazioni bilaterali, il 17 dicembre 2014, che ha consentito un maggiore sviluppo dei legami bilaterali con gli Stati Membri e della UE con Cuba. Si \u00e8 registrato un aumento significativo degli interessi economici degli europei nel nostro paese, a fronte della cosiddetta &#8220;perdita della paura&#8221; di avere rapporti economici con Cuba, e le possibilit\u00e0 che esista una maggiore ulteriore flessibilit\u00e0 dei regolamenti del blocco contro Cuba. Per la prima volta si sta tendendo ad una identificazione delle politiche USA con le europee, non solo negli obiettivi ma nei metodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fattore dei cambi di governi negli Stati Membri, come esplicativi delle politiche europee verso Cuba, si \u00e8 visto riflesso nelle differenze tra l&#8217;aggressivit\u00e0 del governo spagnolo di Aznar e l&#8217;intenzione conciliante del governo spagnolo di Zapatero. Entrambi i governi, in modo opposto, furono decisivi nel processo di rottura del dialogo, nel 1996 con l&#8217;adozione della Posizione Comune, o la revoca delle sanzioni, nel 2008. N\u00e9 fu uguale la posizione della Germania come influente Stato membro, nella posizione della UE nei confronti di Cuba, durante i tentativi di distensione nel 2001-2003 con il governo del partito socialdemocratico di Gerhard Schroeder, che la posizione ostruzionistica che ha giocato la Cancelleria Federale di Angela Merkel, nel seno della UE, nel periodo a partire dal 2008, bench\u00e9 non ha bloccato il processo di negoziazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono state anche altre variabili esplicative del percorso europeo, sia a favore o contro, il mantenimento dei legami con Cuba. Durante la fase sono stati costanti determinati interessi economici nel paese, indipendentemente dal livello delle relazioni politiche, quelli che si sono manifestati pi\u00f9 fortemente nei momenti in cui si percepivano miglioramenti nell&#8217;economia cubana e cambiamenti favorevoli alla legislazione sugli investimenti stranieri, come avviene attualmente. Si \u00e8 percepito come un importante elemento l&#8217;esistenza, all&#8217;interno della societ\u00e0 europea, di un grande movimento di solidariet\u00e0 con Cuba che, a volte, \u00e8 riuscito a influire sulla presa di decisioni politiche e soprattutto relativizzare l&#8217;aggressione delle forze di destra in determinati governi, come quello britannico per esempio. Un ruolo importante lo hanno svolto le visite papali, nel 1998 e nel 2012, nonch\u00e9 il miglioramento delle relazioni tra il governo di Cuba e la Santa Sede e la Chiesa cattolica dell&#8217;isola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;insistenza di alcuni settori europei, di destra, nella promozione della controrivoluzione interna ed esterna, a Cuba, ha generato provocazioni che hanno implicato la reversione di certe tendenze verso la normalizzazione delle relazioni, come si osserv\u00f2 chiaramente nel periodo del 1996 con la provocazione degli aerei, o le azioni della primavera del 2003, che, alla fine, portarono, rispettivamente, all&#8217;adozione della Posizione Comune e alle sanzioni. E&#8217; chiaro inoltre, che per quanto riguarda il tema Cuba, c&#8217;\u00e8, all&#8217;interno della UE, i suoi Stati Membri e nel Parlamento Europeo, un forte dibattito sul corso da seguire. Questa mancanza di consenso \u00e8 ci\u00f2 che ha spiegato la lentezza nel processo decisionale rispetto a Cuba cos\u00ec come le sue contraddizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella misura in cui i paesi membri della UE, a causa della crisi, sono stati pi\u00f9 divisi, si \u00e8 reso pi\u00f9 fattibile l&#8217;attuazione della politica bilaterale con gli Stati Membri. Quando le decisioni vengono prese all&#8217;unanimit\u00e0 i passi pi\u00f9 importanti verso Cuba, a livello della UE,\u00a0 si sono\u00a0 rallentati o frenati, anche se possono essere pi\u00f9 solidi. L&#8217;interazione tra le politiche degli Stati Membri e la politica a livello comunitario \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 complessa e ricca di sfumature.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per proiettare uno scenario delle relazioni della la UE ed i suoi stati membri con Cuba, bisogna inevitabilmente prendere come riferimenti e lezioni i fattori storici di cui sopra, nonch\u00e9 le modifiche che possano avere, in futuro, queste variabili. Anche se sar\u00e0 un passo in avanti e la correzione di un errore storico, la possibile firma dell&#8217;Accordo di Cooperazione e di Dialogo Politico tra Bruxelles e l&#8217;Avana non significher\u00e0 che i rapporti cambino il suo modello di sviluppo storico: conflitto e cooperazione, sia a livello della UE, come delle relazioni bilaterali tra Cuba e gli Stati membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Avana, 8 giugno 2015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[1] Membri del team di Ricerca del Centro di Ricerca di Politica Internazionale dell&#8217;Avana (CIPI), ascritto\u00a0 all&#8217;Istituto Superiore di Relazioni Internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[2] Si citano solo i paesi pi\u00f9 influenti all&#8217;interno della UE e nelle relazioni con Cuba. In generale, oggi Cuba ha relazioni diplomatiche con tutti i paesi della UE e ha Ambasciate in 21 di essi. Ci sono 18 paesi dell&#8217;Unione che hanno una rappresentanza all&#8217;Avana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Pa\u00edses de la UE y Cuba: Lecciones del pasado<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Santiago P\u00e9rez Ben\u00edtez, Claudia Mart\u00ednez Hern\u00e1ndez[1]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> La propia existencia del modelo cubano representa un desaf\u00edo al poder de las transnacionales y al orden global impuesto por el Estado norteamericano y las principales potencias de Europa Occidental. A este ordenamiento no le convienen Estados nacionales que negocien de manera en\u00e9rgica con las transnacionales; manifiesten posturas ideol\u00f3gicas alternativas; denuncien y traten de modificar el orden establecido, al tiempo que se hayan mostrado capaces de conservar el poder interno en su sociedad y diversificar sus relaciones externas. Cuba es un referente para los sectores latinoamericanos, europeos y de otras sociedades del llamado tercer mundo, que deseen cambiar las reglas sist\u00e9micas de las que se beneficia el capitalismo europeo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> Es por ello que ha existido, y seguir\u00e1 existiendo, una estrategia de largo plazo del capitalismo global y de sus estados nacionales dominantes por derrocar, subvertir o erosionar, en la medida de lo posible, al sistema de la isla por m\u00e9todos o instrumentos econ\u00f3micos, diplom\u00e1ticos, pol\u00edticos, comunicacionales, ideol\u00f3gicos, subversivos, encubiertos y si es necesario, militares. Resulta impensable que el gobierno norteamericano o las potencias de la UE y la OTAN dejen de buscar estos objetivos, incluso si se firmara a fines del a\u00f1o 2015 un Acuerdo de Cooperaci\u00f3n y Di\u00e1logo Pol\u00edtico entre la UE y Cuba, y si se restablecieran las relaciones diplom\u00e1ticas y se abrieran Embajadas en EEUU y en Cuba. Por causas estructurales, resulta pr\u00e1cticamente imposible que Washington o Bruselas act\u00faen en y con Cuba como lo hacen otros pa\u00edses capitalistas desarrollados, para no mencionar a los BRICS y el resto de los pa\u00edses de la ONU, que respetan el status quo en la Isla.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> Esta generalidad, sin embargo, no explica los matices que han diferenciado las estrategias para tratar de derrocar o modificar al sistema cubano entre EEUU y la Uni\u00f3n Europea, ni los cambios que se han sucedido en las distintas coyunturas de las relaciones bilaterales de la isla con estos actores.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> A diferencia de las once administraciones norteamericanas que han intentado hasta ahora derrocar al sistema cubano con el enfrentamiento directo, el uso o empleo de la amenaza militar, la imposici\u00f3n del bloqueo econ\u00f3mico y el aislamiento internacional; las principales potencias de Europa Occidental no han bloqueado ni amenazado militarmente a la Isla; han tenido relaciones diplom\u00e1ticas \u201cnormales\u201d con la Habana; han fomentado las relaciones econ\u00f3micas; han ofertado cooperaci\u00f3n y posibilitado los intercambios con organismos cubanos. Sus Embajadas act\u00faan en la Habana de manera leg\u00edtima.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> La proyecci\u00f3n europea diferente a la norteamericana se ha debido a m\u00faltiples factores:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> Los pa\u00edses de la UE han carecido del poder \u201cduro\u201d \u2013militar y econ\u00f3mico- para lograr cambiar la realidad cubana a trav\u00e9s de amenazas militares o bloqueos econ\u00f3micos.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La pol\u00edtica hacia Cuba no ha sido un factor de incidencia en la pol\u00edtica interna en los pa\u00edses de la UE (con excepci\u00f3n de Espa\u00f1a) como s\u00ed lo ha sido para Estados Unidos.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La UE ha deseado marcar diferencias con EEUU para reivindicar cuotas de autonom\u00eda en pol\u00edtica exterior.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Han tenido intereses econ\u00f3micos concretos aprovechando la ausencia de competidores norteamericanos en el mercado de la Isla.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Persisten presiones de su sociedad civil donde han existido siempre simpat\u00edas por Cuba.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>En su lectura \u2013 m\u00e1s paciente y reflexiva que la norteamericana- la mejor manera de provocar los cambios en Cuba ha sido la del \u201ccompromiso constructivo\u201d, estrategia que ya les dio resultado para la transformaci\u00f3n al capitalismo de las \u00e9lites y sociedades de los pa\u00edses de Europa Oriental.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Han partido de la premisa de que \u201cuna transici\u00f3n pac\u00edfica y acertada de Cuba hacia la econom\u00eda de mercado\u201d exige un papel de apoyo activo de la UE.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La pol\u00edtica de las principales potencias de la Uni\u00f3n Europea, y de \u00e9sta como entidad, ha sido injerencista y ha coincidido con Washington en el mantenimiento de la labor de subversi\u00f3n; trabajo de inteligencia; condenas en foros multilaterales; presiones diplom\u00e1ticas, activismo de sus misiones en la Habana, entre otros instrumentos. En el di\u00e1logo pol\u00edtico y dem\u00e1s encuentros con el gobierno, los europeos \u2013 con mucho mayor acceso hasta ahora que los norteamericanos-han tratado de obtener concesiones de la Habana en las \u00e1reas de \u201cdemocracia\u201d y \u201cderechos humanos\u201d, buscando obtener la legitimidad interna para los que perciben como \u201cagentes\u201d del cambio sist\u00e9mico en Cuba, y modificaciones a ordenamientos internos como el C\u00f3digo Penal, entre otros.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Por supuesto, la diferenciaci\u00f3n de matices entre las estrategias de EEUU y las potencias europeas ha sido de utilidad para el gobierno cubano, que ha mantenido una proyecci\u00f3n de enfrentamiento y a la vez de cooperaci\u00f3n \u2013seg\u00fan sea la coyuntura- con las instituciones de la UE y con los distintos gobiernos de Espa\u00f1a, Francia, Reino Unido, Alemania, Italia y Holanda, principales pa\u00edses miembros con los que la Habana ha mantenido nexos bilaterales.[2]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Estos pa\u00edses han sido tradicionales fuentes de importaci\u00f3n, tecnolog\u00edas y cr\u00e9ditos para Cuba; as\u00ed como mercados para las exportaciones cubanas. Se han destacado, sobre todo despu\u00e9s de los a\u00f1os noventa, como importantes emisores de turistas y fuentes de inversiones para la econom\u00eda de la isla. De hecho, hoy ocupan el 24% del comercio exterior, el 24% de los emisores de turistas y el 60% de los negocios conjuntos existentes. Desde el punto de vista pol\u00edtico, la Europa Occidental ha representado un punto importante para la diversificaci\u00f3n de las relaciones exteriores del pa\u00eds, sobre todo inmediatamente despu\u00e9s de la ca\u00edda del bloque socialista.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>En los sesenta, pese a las presiones de EEUU, las relaciones bilaterales con los estados mencionados no se rompieron, y con conflictos y cooperaci\u00f3n \u2013 guerra fr\u00eda de por medio- se mantuvieron. En general las relaciones bilaterales hasta fines de los ochenta con estos pa\u00edses estuvieron marcadas por la permanencia de los v\u00ednculos hist\u00f3ricos y culturales; la preservaci\u00f3n de los intereses econ\u00f3micos europeos en Cuba; determinada reticencia europea a la exigencia norteamericana de reducir los nexos con el pa\u00eds; el apoyo a Cuba en sectores de la sociedad europea; las pol\u00edticas gubernamentales europeas hacia los pa\u00edses socialistas de Europa del Este y hacia Am\u00e9rica Latina, en cuyos contextos enmarcaban la estrategia hacia Cuba.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Por su parte, los principales temas que complejizaron las relaciones entre 1959 y 1989 fueron las nacionalizaciones realizadas en Cuba; las diferencias pol\u00edtico-ideol\u00f3gicas de la guerra fr\u00eda; el ingreso de Cuba al CAME y su apuesta por las relaciones con los pa\u00edses socialistas; el aumento de las regulaciones proteccionistas en el marco de la integraci\u00f3n europea; y el apoyo europeo a diferentes formas de provocaciones al Gobierno cubano, adem\u00e1s de los conflictos en otras \u00e1reas del mundo y en foros multilaterales.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Otra variable clave para entender las pol\u00edticas europeas en este per\u00edodo fue la percepci\u00f3n que fueron teniendo en cada coyuntura hist\u00f3rica espec\u00edfica de la fortaleza interna y externa de la Revoluci\u00f3n Cubana. Un per\u00edodo de acercamiento, a juzgar por las visitas realizadas \u2013algo que hoy parece repetirse- fue el de mediados de los ochenta, cuando era notoria la fortaleza interna y externa del modelo cubano. Por ejemplo, en 1985 nos visitaron el Canciller franc\u00e9s Roland Dumas y Giulio Andreotti, Ministro de Relaciones Exteriores de Italia. En noviembre del 1986 nos visit\u00f3 el Presidente del gobierno espa\u00f1ol Felipe Gonz\u00e1lez, repitiendo la visita que en 1978 hab\u00eda hecho Adolfo Su\u00e1rez.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sin embargo, despu\u00e9s de la desintegraci\u00f3n de la URSS y el surgimiento coyuntural de un mundo unipolar, prim\u00f3 la percepci\u00f3n europea de la debilidad interna y externa de Cuba, lo que motiv\u00f3 el incremento de la presi\u00f3n, la injerencia en los asuntos internos y el endurecimiento de las posiciones diplom\u00e1ticas en las negociaciones con la Habana. Fueron contadas las visitas de altos funcionarios europeos a nuestro pa\u00eds.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>En marzo de 1989 Cuba present\u00f3 a la Comisi\u00f3n Europea sus objetivos de cooperaci\u00f3n y propuso trabajar en la conclusi\u00f3n de un Acuerdo Marco que contribuyera a la formaci\u00f3n de un entorno pol\u00edtico jur\u00eddico m\u00e1s favorable y facilitara el establecimiento de un di\u00e1logo permanente entre ambas partes. Esto fue poco tiempo despu\u00e9s de establecer relaciones diplom\u00e1ticas con la entonces Comisi\u00f3n Econ\u00f3mica Europea en 1988. Sin embargo, la Comisi\u00f3n no respondi\u00f3 a la propuesta formal cubana, quiz\u00e1s porque esperaban el colapso del sistema revolucionario como un escenario probable luego de la descomposici\u00f3n de la Uni\u00f3n Sovi\u00e9tica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Desde ese a\u00f1o y hasta la actualidad, Cuba no ha tenido un Acuerdo formal con la UE, a diferencia del resto de los pa\u00edses latinoamericanos. Ha sido una especie de tormentoso sendero c\u00edclico de 26 a\u00f1os donde ha habido etapas de deterioro, otras de distensi\u00f3n y momentos de crisis. Paralelamente, las relaciones con los Estados miembros de la UE han reflejado, con los particularidades de cada uno y atendiendo a las distintas coyunturas nacionales, los vaivenes de esta relaci\u00f3n de conflicto-cooperaci\u00f3n que ha existido entre Cuba y los pa\u00edses de la UE.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Grosso modo, pudieran se\u00f1alarse las siguientes etapas:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Desde 1989 hasta 1996. Se inicia el proceso de deterioro de las relaciones con la agudizaci\u00f3n de las contradicciones pol\u00edtico-ideol\u00f3gicas como resultado de los cambios en el contexto internacional y la desaparici\u00f3n de la URSS. Se producen importantes conflictos de Cuba con los estados miembros por las crisis provocadas en las Embajadas europeas en la Habana, y las acciones contra Cuba en la Comisi\u00f3n de Derechos Humanos en Ginebra y en el Parlamento Europeo. Sin embargo, tras los primeros resultados positivos de las medidas cubanas para superar el Periodo Especial, y los cambios realizados, se gener\u00f3 una percepci\u00f3n diferente hacia el pa\u00eds y se abrieron perspectivas para la cooperaci\u00f3n entre la UE y Cuba, y un incremento de los nexos con los Estados miembros, sobre todo con Espa\u00f1a, Francia e Italia. Se sucedieron importantes visitas mutuas y se incrementaron los v\u00ednculos econ\u00f3micos y empresariales. A fines de 1995 se realiz\u00f3 una importante visita de la troyka a Cuba con vista a desarrollar el di\u00e1logo pol\u00edtico y se comenz\u00f3 el proceso para una eventual negociaci\u00f3n de un Acuerdo Marco. Todo ello, sin embargo, se interrumpi\u00f3 con la provocaci\u00f3n del 24 de febrero del 1996 que trajo consigo el derribo de las avionetas, la adopci\u00f3n de la Helms Burton en EEUU, y finalmente la adopci\u00f3n de la Posici\u00f3n Com\u00fan de la UE en diciembre de 1996, que plantea como objetivo de la pol\u00edtica oficial de la UE el cambio de r\u00e9gimen en Cuba (lo denominaron \u201ctransici\u00f3n a la democracia pluralista\u201d) y la supeditaci\u00f3n de las acciones de la UE a los cambios internos que supuestamente deb\u00eda hacer Cuba.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ciclo de 1997 hasta 2003. Etapa en la que se produjo el Entendimiento entre la UE y Estados Unidos (EEUU), y la aplicaci\u00f3n de la Posici\u00f3n com\u00fan, invocada con una gran frecuencia, lo que ocasion\u00f3 un fuerte deterioro de las relaciones bilaterales. El tema Cuba se abord\u00f3 con frecuencia en las Cumbres Trasatl\u00e1nticas. Sin embargo, a partir del a\u00f1o 2000 se reiniciaron las visitas europeas a la Isla, incluyendo la del Canciller espa\u00f1ol, y varias visitas de altos funcionarios cubanos a capitales europeas. Fue clave la visita del Papa a Cuba en 1998. En Europa se apoyaron los reclamos de nuestro pa\u00eds para la devoluci\u00f3n del ni\u00f1o Eli\u00e1n Gonz\u00e1lez. Como respuesta a los pedidos de 71 pa\u00edses de Asia, Caribe y Pac\u00edfico, el 10 de marzo del 2000 Cuba manifest\u00f3 su inter\u00e9s en suscribir el acuerdo de los pa\u00edses ACP con la UE como v\u00eda de lograr un nexo formal con la Uni\u00f3n, pero ante los inaceptables condicionamientos de la contraparte europea tuvo que retirarse del mismo. A la altura de diciembre del 2001 una troyka europea viaj\u00f3 a la Habana para reanudar el di\u00e1logo pol\u00edtico, que gener\u00f3 un ambiente de cierta distensi\u00f3n en los v\u00ednculos bilaterales. Adem\u00e1s de con Espa\u00f1a, se destacaron los nexos en la etapa con los alemanes, sobre todo con los estados federales. El 24 de febrero del 2003, sobre la base de las peticiones de los pa\u00edses ACP y funcionarios de la Comisi\u00f3n, Cuba present\u00f3 en el Consejo de la UE su solicitud formal de adhesi\u00f3n al Acuerdo de Coton\u00fa. La situaci\u00f3n, sin embargo, se enrareci\u00f3 r\u00e1pidamente por las provocaciones realizadas en marzo en la Habana por la contrarrevoluci\u00f3n interna y externa, en el contexto de las \u201ccelebraciones\u201d en Washington por la \u201cexitosa\u201d campa\u00f1a militar en Irak, y el incremento de las amenazas para Cuba. Ante las acciones de Cuba de encarcelar a 75 contrarrevolucionarios, la UE adopt\u00f3 sanciones en junio del 2003 que volvieron a retrotraer las relaciones pol\u00edticas con la UE a un punto cr\u00edtico.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ciclo desde 2004 hasta la actualidad. Desde 2004 hasta 2008 las relaciones se encontraron deterioradas, a pesar de que a partir del 2005 se suspendieron, pero no eliminaron las sanciones. A inicios de este per\u00edodo, como respuesta a las sanciones, la mayor\u00eda de las Embajadas estuvieron virtualmente \u201ccongeladas\u201d en la Habana. Pr\u00e1cticamente no se realizaron visitas de alto nivel entre Cuba y Europa Occidental. La entrada en mayo del 2004 de los pa\u00edses exsocialistas de Europa del Este a la UE empeor\u00f3 la correlaci\u00f3n de fuerzas a favor de los enemigos de la normalizaci\u00f3n con Cuba. A partir del 2008 se vislumbr\u00f3, por tercera vez, el camino hacia determinada distensi\u00f3n de las relaciones, pues las sanciones fueron levantadas. Se reanud\u00f3 el Di\u00e1logo Pol\u00edtico Ministerial, aunque sesion\u00f3 s\u00f3lo en febrero del Despu\u00e9s de un dilatado per\u00edodo de reflexi\u00f3n del 2010 hasta el 2012, que se explica por la resistencia de varios Estados Miembros opuestos a la normalizaci\u00f3n, finalmente los europeos aprobaron directivas de negociaci\u00f3n y, en la actualidad, por primera vez, desde abril del 2014 se est\u00e1 negociando un Acuerdo Marco de Cooperaci\u00f3n y Di\u00e1logo Pol\u00edtico con Cuba que, seg\u00fan la Alta Representante Federica Mogherini pudiera firmarse para fines del 2015. En este per\u00edodo han visitado la Habana el Canciller espa\u00f1ol y por primera vez en muchos a\u00f1os, los Ministros de Relaciones Exteriores de Holanda, Italia, Francia, y el Presidente de este \u00faltimo pa\u00eds Francois Hollande. Ninguno se ha entrevistado con la contrarrevoluci\u00f3n interna. Tambi\u00e9n se han incrementado las visitas cubanas a Europa y los intercambios con varios funcionarios de los pa\u00edses miembros a distintos niveles. Se efectu\u00f3 la VI Sesi\u00f3n de di\u00e1logo pol\u00edtico ministerial en el 2015 y en el mes de junio se iniciar\u00e1 un di\u00e1logo a nivel t\u00e9cnico sobre derechos humanos entre Cuba y la UE.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>En cada uno de estos ciclos los factores comunes que m\u00e1s influyeron en el comportamiento de las pol\u00edticas de la UE hacia Cuba fueron:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La percepci\u00f3n europea sobre la situaci\u00f3n interna y externa de la Isla.<br \/>\nEl estado de las relaciones de los EEUU con Cuba y la pol\u00edtica norteamericana.<br \/>\nLa posici\u00f3n de los gobiernos de los Estados Miembros m\u00e1s influyentes en la definici\u00f3n de la pol\u00edtica de la UE hacia Cuba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Estos factores se manifestaron de forma diferente en cada ciclo, en dependencia de las coyunturas del contexto internacional, regional y bilateral. Como se apunt\u00f3, la percepci\u00f3n europea sobre la situaci\u00f3n interna y externa de Cuba fue clave en el deterioro de los nexos a inicios de los noventa y a partir de los primeros resultados econ\u00f3micos y los cambios introducidos en Cuba, en la distensi\u00f3n ocurrida hacia 1994 y 1995. En la actualidad ha influ\u00eddo en el cambio de pol\u00edticas de la UE, el fortalecimiento interno de Cuba, de sus nexos externos, sobre todo con Am\u00e9rica Latina y dem\u00e1s actores del sistema internacional. Al mismo tiempo, los cambios generados por la actualizaci\u00f3n del modelo econ\u00f3mico\u2013ratificados por el VI Congreso del PCC en el 2011- han promovido la percepci\u00f3n europea de que pueden ser funcionales, en el largo plazo, a sus intereses estrat\u00e9gicos, por lo que habr\u00eda que \u201capoyarlos y acompa\u00f1arlos\u201d. La liberaci\u00f3n de presos contrarrevolucionarios en el 2010, mediante negociaciones con la iglesia cat\u00f3lica y con Espa\u00f1a, tambi\u00e9n fue un factor que incidi\u00f3 en el complejo proceso de distensi\u00f3n actual entre la UE y Cuba.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">El factor norteamericano, por su parte, fue definitorio en la actuaci\u00f3n europea hacia Cuba en momentos como la aprobaci\u00f3n de la Ley Helms-Burton, los entendimientos EEUU-UE, las provocaciones en el 2003, o, en sentido contrario, el anuncio del restablecimiento de relaciones bilaterales el 17 de diciembre del 2014, que ha permitido un mayor desarrollo de los nexos bilaterales con los Estados miembros y de la UE con Cuba. Se ha percibido un incremento importante de los intereses econ\u00f3micos de los europeos en nuestro pa\u00eds, ante la llamada \u201cp\u00e9rdida del miedo\u201d a tener relaciones econ\u00f3micas con Cuba, y las posibilidades de que existan mayores flexibilizaciones ulteriores de las regulaciones del bloqueo contra Cuba. Por primera vez se est\u00e1 tendiendo a una identificaci\u00f3n de las pol\u00edticas norteamericanas con las europeas, no s\u00f3lo en los objetivos, sino en los m\u00e9todos.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>El factor de los cambios de gobiernos en los Estados Miembros como explicativos de las pol\u00edticas europeas hacia Cuba se ha visto reflejado en las diferencias entre la agresividad del Gobierno espa\u00f1ol de Aznar y la intenci\u00f3n conciliadora del tambi\u00e9n Gobierno espa\u00f1ol de Zapatero. Ambos gobiernos, de manera opuesta, fueron determinantes en el proceso de ruptura del di\u00e1logo en el 1996 con la adopci\u00f3n de la Posici\u00f3n Com\u00fan, o en el levantamiento de las sanciones en el 2008. Tampoco fue igual la postura de Alemania como estado miembro influyente en la postura de la UE hacia Cuba durante los intentos de distensi\u00f3n en el 2001-2003 con el gobierno del partido socialdem\u00f3crata de Gerhard Schroeder, que la postura obstruccionista que ha jugado la Canciller\u00eda Federal de Angela Merkel en el seno de la UE en el per\u00edodo a partir del 2008, aunque no ha bloqueado el proceso negociador.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Han existido tambi\u00e9n otras variables explicativas del curso europeo, ya sea a favor o en contra, del mantenimiento de los nexos con Cuba. Durante la etapa han sido constantes determinados intereses econ\u00f3micos en el pa\u00eds, independientemente del nivel de las relaciones pol\u00edticas, lo que se ha manifestado con mayor fuerza en los momentos en que se perciben mejoras en la econom\u00eda cubana y cambios favorables a la legislaci\u00f3n sobre la inversi\u00f3n extranjera, como en la actualidad. Se ha percibido como un elemento importante la existencia al interior de la sociedad europea de un importante movimiento de solidaridad con Cuba que, por momentos, ha logrado impactar en la toma de decisiones pol\u00edticas y sobre todo relativizar la agresividad de fuerzas de derecha en determinados gobiernos como el brit\u00e1nico, por ejemplo. Un papel importante lo han desempe\u00f1ado las visitas papales en 1998 y en 2012, as\u00ed como la mejor\u00eda de las relaciones entre el gobierno de Cuba y la Santa Sede y la iglesia cat\u00f3lica en la Isla.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La insistencia de algunos sectores europeos de derecha en la promoci\u00f3n de la contrarrevoluci\u00f3n interna y externa en Cuba ha generado provocaciones que han implicado la reversi\u00f3n de determinadas tendencias a la normalizaci\u00f3n de las relaciones, como se observ\u00f3 claramente en el per\u00edodo del 1996 con la provocaci\u00f3n de las avionetas, o las acciones de la primavera del 2003 que al final llevaron a la adopci\u00f3n de la Posici\u00f3n Com\u00fan y las sanciones respectivamente. Est\u00e1 claro, por otro lado, que en cuanto al tema Cuba existe al interior de la UE, sus Estados Miembros y en el Parlamento Europeo, un agudo debate con relaci\u00f3n al curso a seguir. Esta falta de consenso es la que ha explicado la lentitud en la toma de decisiones respecto a Cuba, as\u00ed como las contradicciones existentes.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>En la medida en que los pa\u00edses miembros de la UE, producto de la crisis, han estado m\u00e1s divididos, se ha hecho m\u00e1s factible la aplicaci\u00f3n de la pol\u00edtica de bilateralizaci\u00f3n con los Estados Miembros. Cuando las decisiones se toman por unanimidad los pasos m\u00e1s importantes hacia Cuba, a nivel de la UE, se han ralentizado o frenado, aunque pueden ser m\u00e1s s\u00f3lidos. La interacci\u00f3n entre las pol\u00edticas de los Estados Miembros y la pol\u00edtica a nivel comunitario se ha tornado cada vez m\u00e1s compleja y llena de matices.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Para proyectar un escenario de las relaciones de la UE y sus estados miembros con Cuba hay que inevitablemente tomar como referencias y lecciones los factores hist\u00f3ricos mencionados, as\u00ed como las variaciones que puedan tener estas variables en el futuro. Aunque ser\u00e1 un paso de avance y la correcci\u00f3n de un error hist\u00f3rico, la posible firma del Acuerdo de Cooperaci\u00f3n y de Di\u00e1logo Pol\u00edtico entre Bruselas y la Habana no significar\u00e1 que las relaciones modifiquen su patr\u00f3n de desarrollo hist\u00f3rico: conflicto y cooperaci\u00f3n, tanto a nivel de la UE, como de las relaciones bilaterales de Cuba con los Estados miembros.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Habana, 8 de junio del 2015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[1] Miembros del equipo de Investigaciones del Centro de Investigaciones de Pol\u00edtica Internacional de la Habana (CIPI), adscripto al Instituto Superior de Relaciones Internacionales.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[2] S\u00f3lo se mencionan los pa\u00edses m\u00e1s influyentes al interior de la UE y en las relaciones con Cuba. De manera general, hoy Cuba tiene relaciones diplom\u00e1ticas con todos los pa\u00edses de la UE y tiene Embajadas en 21 de ellos. Hay 18 pa\u00edses de la Uni\u00f3n que tienen representaci\u00f3n en la Habana.<\/em><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Paesi UE e Cuba: lezioni del passato\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Santiago Perez Benitez, Claudia Martinez Hernandez\u00a0[1]\u00a0 https:\/\/lapupilainsomne.wordpress.com L&#8217;esistenza stessa del modello cubano rappresenta una sfida al potere delle transnazionale e all&#8217;ordine globale imposto dallo Stato nordamericano e dalle grandi potenze dell&#8217;Europa Occidentale. A questo sistema non gli conviene Stati nazionali che negozino in modo energico con le transnazionale; manifestino posizioni ideologiche alternative; denuncino e cerchino &hellip; <a href=\"https:\/\/www.cubainformazione.it\/?p=8604\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Paesi UE e Cuba: lezioni del passato<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top:5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Pinterest\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_twitter_via = \"cubainforma\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"cubainforma\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Paesi UE e Cuba: lezioni del passato\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[794],"tags":[2583,1837,1862,1274,2584,1762,601,1241,302,455,34,2585],"views":0,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8604"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8604"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8604\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8604"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8604"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cubainformazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8604"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}