TERZO ANNIVERSARIO DEL

GOLPE IN VENEZUELA

"Abbiamo imparato la lezione, non ci

 prenderanno di nuovo alla sprovvista"

 

JUAN DIEGO NUSA PEÑALVER (servizio speciale della AIN) 21 aprile 2005

 

Nel terzo anniversario del fallito golpe contro il presidente costituzionale Hugo Chávez, avvenuto l’11 aprile 2002, l’opposizione venezuelana ha preteso di presentarsi come una vittima, quando in realtà è stata l’esecutrice del sinistro piano.

 

E’ già di dominio pubblico il ruolo da protagonista svolto dall’Amministrazione USA in questo pronunciamento antidemocratico, che pretendeva di abbattere la Rivoluzione Bolivariana.

 

Il nocciolo della questione non è il contrasto tra i vecchi partiti e le politiche a favore dei poveri del presidente venezuelano, ma l’intenzione della Casa Bianca e delle sue transnazionali di riconquistare le ricchezze possedute da questo paese, detentore delle maggiori riserve di petrolio del mondo e dei più importanti giacimenti di gas del continente americano.

 

Contro questa Repubblica si è tentato quasi tutto, dalla serrata petrolifera, alle furibonde campagne mediatiche, fino al classico tentativo di colpo di Stato nello stile delle dittature militari latinoamericane degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso.

 

Adán Chavez Frías, ambasciatore del Venezuela a Cuba e testimone eccezionale di quei fatti, ha concesso un’intervista su questi avvenimenti ed i loro insegnamenti.

 

Che lezione ha tratto la Rivoluzione Bolivariana dal tentativo di colpo di Stato dell’11 aprile 2002?

 

"La lezione che quel golpe ha dato a tutti i venezuelani, dobbiamo dirlo con tutta franchezza, è che ci ha preso alla sprovvista, di sorpresa... Ma l’abbiamo imparata questa lezione ed oggi il popolo venezuelano ha cominciato ad organizzarsi in un modo tale che, a tre anni da quei deplorevoli fatti, ci siamo rafforzati come processo di cambiamento e come Governo rivoluzionario.

 

Grazie a questo rafforzamento sapremo affrontare qualsiasi altro tentativo di questa natura. Sappiamo che continueranno ad insistere, come dimostrano le nostre denunce sui piani di assassinio contro il Capo di Stato venezuelano.

 

Il nostro popolo è cosciente di quel che significa difendere la Rivoluzione Bolivariana e della necessità di prepararsi ad un eventuale intervento del Governo nordamericano, dato che non è un segreto per nessuno che l’opposizione ha avuto il sostegno diretto dell’Amministrazione USA per pianificare e finanziare questo assalto violento al potere.

 

Vogliamo mantenere i rapporti col Governo degli Stati Uniti, ma esigiamo venga rispettato il fondamentale principio dell’autodeterminazione dei popoli".

 

Secondo molti giornalisti il golpe dell’11 aprile ha avuto una matrice fascista...

 

"Non abbia il minor dubbio che si è trattato di un pronunciamento dell’estrema destra più rancida della quale si possa avere notizia e lo provano le azioni intraprese nelle poche ore che hanno avuto il potere nelle loro mani.

 

Hanno perseguito i leaders del Governo bolivariano, i rappresentanti delle forze del cambiamento. Ricordiamo il sequestro del ministro degli Interni e della Giustizia, del deputato Tarek William Saab, di come hanno assassinato persone innocenti, della repressione contro il popolo quando questo è sceso in strada chiedendo il ritorno del Presidente detenuto.

 

Il primo decreto del signor Pedro Carmona Estanga, una volta auto insediatosi alla presidenza il 12 aprile, era diretto ad eliminare tutti i poteri pubblici. Con un tratto di penna pretendevano di far scomparire uno Stato democratico.

 

La Rivoluzione Bolivariana, che ha un carattere antineoliberista, ha toccato grossi interessi egemonici nordamericani, ha lottato e continuerà a lottare per la sovranità, la vera libertà dei popoli ed un mondo multipolare.

 

Queste aspirazioni si scontrano frontalmente con l’obiettivo della superpotenza planetaria di mantenere l’America Latina ed i Caraibi nello stato di ‘cortile di casa’.

 

Non hanno autorità morale per parlare di una presunta corsa al riarmo del Governo venezuelano, che ha già chiarito a sufficienza di non avere nessuna intenzione di questo tipo.

 

Stiamo solamente, come è diritto di ogni Stato, sostituendo un armamento obsoleto con mezzi moderni e per questo abbiamo firmato un accordo con i russi per l’acquisto di circa 100.000 fucili AKM, in modo da rafforzare la nostra Forza Armata Nazionale (FAN).

 

Il Venezuela vuole la pace, non desidera scontrarsi con nessuno, facciamo i nostri voti per mantenere dei buoni rapporti con l’Amministrazione USA e con tutti i Governi del mondo. Ma non permetteremo soprusi nei nostri confronti. Non ci prenderanno nuovamente di sorpresa come nell’aprile 2002.

 

Abbiamo eccellenti relazioni con tutti i nostri vicini e non attaccheremo nessuno. Il nostro popolo e le sue forze armate costituzionaliste sono preparate a respingere qualsiasi attacco su qualsiasi terreno".

 

Qual è l’attuale situazione del processo di cambiamento?

 

"La Rivoluzione Bolivariana sta vivendo il suo miglior momento. Resta molto da fare, ma non ho il minimo dubbio che stiamo andando nella giusta direzione.

 

Le dimostrazioni di sostegno del popolo venezuelano al suo Governo Nazionale sono ogni giorno più forti.

 

Sono sotto gli occhi di tutti i successi ottenuti dai piani sociali, che abbiamo chiamato missioni, come Rivas, Robinson I e II, Barrio Adentro, Operación Milagro e altre, ideate per saldare l’enorme debito sociale accumulato durante l’estinta IV Repubblica del ‘Patto di Punto Fijo’.

 

Approfitto dell’opportunità per esprimere nuovamente la nostra riconoscenza per il sostegno datoci dal popolo e dal Governo cubani, che condividono il merito di questi successi così significativi nel campo della salute, dell’istruzione e dello sport, successi che possiamo mostrare al mondo".