Condannato a 30 anni di reclusione il terrorista

Francisco Antonio Chávez Abarca

 

 

23 dicembre 2010 - www.granma.cu (afp)

 

 

La Commissione dei Delitti contro la Sicurezza di Stato del Tribunale Provinciale Popolare de L’Avana, ha imposto, martedì 21 dicembre, la condanna a 30 anni di reclusione al salvadoregno Francisco Antonio Chávez Abarca per il delitto di terrorismo.

 

Con una minuziosa presentazione  di prove di periti, di documenti e con testimonianze, il tribunale ha chiarito i fatti terroristici  eseguiti e orientati da Chávez Abarca alle persone assunte per  mettere bombe nelle installazioni turistiche cubane.

 

Tra i testimoni varie vittime di quei fatti e altri testimoni oculari.

 

Inoltre hanno testimoniato i cittadini di El Salvador e Guatemala, Raúl Ernesto Cruz León y Nader Kamal Musallam Barakat, rispettivamente, che hanno riconosciuto gli oggetti consegnati dall’accusato per eseguire le azioni terroristiche a Cuba.

 

Adottando questa decisione, il Tribunale ha considerato quanto approvato nell’aprile del 2008 dal Consiglio di Stato a proposito delle condanne a morte, che sono state commutate, ed anche il pentimento dell’accusato.

 

Chávez Abarca potrà fare ricorso in Cassazione, presso la Sala corrispondente del  Tribunale Supremo Popolare.

 

 

“Obbedivo agli ordini di Posada Carriles”

 

 

Il salvadoregno Francisco Chávez Abarca, che è stato processato  a Cuba per terrorismo, ha ammesso la sua responsabilità nell’esecuzione di un’ondata di attentati con bombe nell’Isola, nel 1997, per i quali aveva pagato vari centroamericani.

 

Nell’udienza orale cominciata lunedì 20 nella Sala dei Delitti contro la Sicurezza dello Stato del Tribunale Provinciale de L’Avana,  Chávez Abarca ha riconosciuto la sua responsabilità nella scalata terrorista degli attacchi agli hotel a L’Avana e nella spiaggia di Varadero oltre che contro interessi cubani all’estero. 

 

Inoltre il salvadoregno di 38 anni ha ammesso d’aver obbedito agli ordini diretti del terrorista Luis Posada Carriles, ed aver aiutato ad assumere cittadini centroamericani per gli attentati del 1997, nei quali fu ucciso un giovane italiano.

 

Tra questi ha citato i suoi connazionali  Ernesto Cruz León e Otto Rodríguez Llerena, tutti e due condannati a morte come esecutori degli attentati, ma beneficiati dal Tribunale Supremo di Cuba, che ha commutato le pene in 30 anni di carcere negli appelli del 3 e del 6 dicembre.

 

Chávez Abarca ed il silenzio

sospetto dei suoi complici

 

 

11 luglio 2010 - da Francisco Alvarado Godoy Percy www.cubadebate.cu

(ex agente della Sicurezza cubana)

 

 

Non ci può essere alcun dubbio. Francisco Chávez Abarca ha il triste privilegio di riunire nella sua persona  tutti i mali e i vizi impensabile di essere riassunti in un solo individuo:  creazione "sui generis" e inumana di una vita tormentosa  dove  si raccolgono e si accumulano, in placida disputa,  il terrorista ed il mercenario, l'assassino spietato e senza scrupoli, il ladro di mestiere, amante dello straniero, lo spaccone che odia il lavoro e lo sforzo degno, e, soprattutto, il servile lacchè capace di qualsiasi atrocità per un pò del protagonismo  venduti  nei western e thriller  nord americani, come il suo eccessivo desiderio di avventura e di denaro. Questa miscela atroce un giorno lo portò ad associarsi come in passato Sancho Panza ─ con il perdono di don Miguel de Cervantes ─  con altri criminali di maggior caratura come illusori e moderni Quijotes del male,  antitesi dell’ originale, Luis Posada Carriles e i suoi soci nella FNCA, così come  la mafia cubano–venezuelana di  Miami, che ospita il donchisciottesco e irrealistico sogno  di distruggere la Rivoluzione cubana e bolivariana.

 

Questo vagabondaggi tortuoso al servizio del male, i permanenti collegamenti con i suoi partner del terrore, così come una infondata  impunità ─ grazie alla compiacenza, negli ultimi anni, di alcuni governi centro americani  ─  lo hanno condotto, pochi giorni fa, in Venezuela per ripetere l'ondata di terrore che implementò,  su ordine di Posada e la FNCA , negli anni novanta, contro strutture turistiche a Cuba.

 

Ora è stato arrestato all’Aeroporto Internazionale  Simon Bolivar di Maiquetia, questa volta senza pensarci due volte, perché il Venezuela non è il Guatemala né El Salvador né l'Honduras, né il Costarica, dove poteva camminare impunemente sotto false identità e con l’appoggio della CIA e di alcuni membri dell'alta gerarchia dei servizi di intelligence e delle forze armate di questi paesi, così come degli strati governativi o partiti di destra, come il salvadoregno ARENA, che tessono trame, a volte,  alle spalle dell’opinione pubblica o altre volte in modo sfacciato e aperto.

 

Mentre Francisco Chávez Abarca  é stato estradato a Cuba, dove, sono sicuro, che sarà giudicato con tutto il peso della legge, ma nel quadro del giusto processo, i suoi complici tacciono. E’ solo apparsa in sua difesa la voce di sua moglie, Karla Trigueros, che non è del tutto estranea  alle attività del marito, perché  conosceva almeno ognuno dei suoi passi, alludendo a un sequestro da parte delle autorità di intelligence venezuelana in piena capitale guatemalteca. Il classico discorso per confondere l'opinione pubblica, guidato dai contrattisti di Chávez Abarca, che sembra non aver colpito alcuno.

 

Mentre Miami sembra ignorare chi è veramente Chávez Abarca e i suoi capi hanno un mutismo sospetto, marcando  le distanze dal terrorista, comincia a salire intorno alla sua cattura un crescente show mediatico. Alcuni mezzi stampa in El Salvador e Guatemala, nonché varie agenzie di stampa, avide di speculazioni, hanno fatto eco alle infondate accuse di Karla Trigueros , implicando il servizio di intelligence salvadoregno, l’Organismo di Intelligence di Stato (OIE) così come l'agenzia di intelligence del Venezuela, il Servizio d’Intelligence Bolivariano (SEBIN), in un possibile rapimento del marito.

 

Cuba da parte  sua, come è noto in tutto il mondo, ha consegnato, in differenti momenti, ai governi di Guatemala, Panama, Honduras e El Salvador , informazioni sui dossier criminali di Chávez Abarca e Luis Posada Carriles, così come in relazione con le attività terroriste della  rete centro americana  e dei loro legami con gli estremisti anti-cubani di Miami. Questi governi sapevano  che Abarca era ricercato dall’ Interpol e su di lui pendeva una condanna dal marzo 1999, in cui fu giudicato per attività terroristiche contro  installazioni turistiche cubane insieme a due altri salvadoregni: Raul Ernesto Cruz Leon e Otto Rodriguez Llerena. Il suo crimine era ben definito giuridicamente: propiziare, insieme ai riferiti salvadoregni, a Posada Carriles e ai mafiosi di Miami della Fondazione Nazionale Cubano Americana, diversi attentati esplosivi che hanno assassinato il giovane italiano Fabio Di Celmo, ferendo diverse persone e causando gravi danni alle cose. Ciò è stato confermato nei giorni scorsi dal presidente Mauricio Funes e dal suo ministro degli esteri.

 

Malgrado queste relazioni presentate da Cuba, il terrorista salvadoregno si é mosso impunemente attraverso l'America centrale e poco o nulla è stato fatto per arrestarlo. Il salvadoregno Francisco Chávez Abarca , è entrato in Guatemala, procedente da El Salvador, il 26 agosto 2004, ma non c'è alcuna traccia sulle posteriori partenze, secondo la Direzione Generale dell'Immigrazione guatemalteca. Non era , forse, lo stesso giorno in cui Mireya Moscoso liberò in modo incostituzionale Posada Carriles e i suoi complici dal carcere a Panama? Che coincidenza!

 

L’interessante del caso è che Chávez Abarca, addestrato da Posada Carriles, ha sistematicamente fatto ricorso all'uso di varie identità, come Manuel Gonzalez, William Gonzalez e Roberto Solorzano, come il suo "capo" Posada Carriles. Questa volta ha usato il passaporto falso a nome di Carlos Adolfo González Ruiz, data di nascita 3 maggio 1972 e nato presumibilmente in Siquinalá, Escuintla, Repubblica del Guatemala ─ paradossalmente, nello stesso luogo in cui sono nato io ─ . Anche se questo passaporto, secondo  la migrazione del Guatemala, non é stato utilizzato in seguito per uscire dal paese, tuttavia, Chávez Abarca si é mosso, durante gli ultimi anni, per vari paesi dell'America centrale, dal 2004. Lo ha fatto utilizzando altri passaporti falsi o, semplicemente, è stato deliberatamente "ignorato" dai suoi complici in seno alle autorità d'immigrazione di Honduras , Costarica e Guatemala? Perché non è stato arrestato quando entrò in Honduras, mentre si attuava il golpe contro Manuel Zelaya e rimase al potere il terrorista di stato Roberto Micheletti? Saranno, forse, infondati i sospetti che ha partecipato alla repressione contro il popolo honduregno e assassinato alcuni dirigenti e giornalisti legati alla resistenza? E infine, perché il governo del Costarica, che si vanta di essere essenzialmente un difensore della democrazia e di non approvare il terrorismo, non lo ha arrestato il 1 luglio quando ha lasciato il suo paese, in un aereo di TACA, diretto a Maiquetía?

 

 

Nel frattempo a Miami...

 

 

Miami si é convertito non solo in un tranquillo e sicuro rifugio per terroristi e estremisti di origine cubana. Lì si sono trovati centinaia di teppisti, squallidi e senza patria venezuelani per convivere, cospirare e pianificare tutti i tipi di attentati e assassini contro i leader delle rivoluzioni cubana e venezuelana.

 

Insieme ordiscono sordide trame non solo mediatiche e destabilizzanti, ma anche i piani di assassinio e ondate terroristiche. Non tutto è "lotta pacifica", “né solidarietà comune e partecipativa". Il sostegno del padrone li protegge e li rende impuniti per preparare commando armati, addestrare giornalmente con armi, anche proibite dalla legge degli Stati Uniti,  e di organizzare e dirigere le loro basi contro-rivoluzionarie interne a Cuba e in Venezuela. Non molto tempo fa, il 25 giugno, il Congresso degli Stati Uniti ha deciso di assegnare un Certificato Congressuale all’esilio venezuelano, ciò che consente loro di vedersi aperte le porte agli aiuti degli Stati Uniti nel loro lavoro contro la Rivoluzione Bolivariana.

 

Naturalmente, una simile misura ha scatenato una gioia irrazionale nella controrivoluzione venezuelana, al punto che hanno preparato una festa con i controrivoluzionari di origine cubana, come il congressista Mario Diaz Balart, alleato ad oltranza degli anti bolivariani, niente di meno che all’Hilton Garden INN Miami Airport West Hotel.

 

Miami è una base propizia per la guerra mediatica in quanto conta sulla copertura gratuita di una stampa  ideologicamente identificata con l' anti-comunismo e l'estrema destra. Prova di ciò è che un gruppo di controrivoluzionari venezuelani, sotto gli auspici della Fondazione per la Difesa dei Prigionieri, Esiliati e Famigliari (FUNDAPREFC), Venezuelani Perseguitati Politici in Esilio (VEPPEX ), l’Independent Venezuelan-American Citizens (IVAC) e Radionexx, hanno organizzato una conferenza stampa per denigrare e contribuire alla demonizzazione internazionale di Hugo Chavez e del suo governo. Insieme con i senza patria venezuelani come Theresly Malave, dell’organizzazione provocatrice Giustizia, Progresso e Pace, e Nelson Afiuni, si sono riuniti diversi anti Chavez come Ivan Ballesteros, tenente colonnello in pensione della Forza Aerea Venezuelana e candidato all'Assemblea Nazionale.

 

Sulla stessa sintonia di guerra mediatica, lo scorso 11 giugno, è andato a Miami Roderick Navarro, che si etichetta come "il più importante dirigente universitario del Venezuela" in chiara violazione del sostegno fornito dalla maggior parte degli studenti, in Venezuela, alla Rivoluzione Bolivariana. Non è la prima volta, naturalmente, che gli Stati Uniti invitano studenti nel loro territorio per orchestrare campagne contro Chavez. Già lo ha fatto nell’ agosto 2009 e lo ha continuato a farlo sistematicamente. Da parte sua, Navarro ha adempiuto al suo ruolo, oltre alle diatribe contro Chavez, con i suoi partner di ORVEX, FUNDAPREFC, VEPPEX, IVAC e la Rete degli Studenti Venezuelani Uniti (REVU), si é dedicato a fraternizzare e ricevere istruzioni dai mafiosi cubani del Direttorio Democratico Cubano e di altre organizzazioni dalla nota storia terrorista, che si sono associate tra loro per portare a termine tutti i tipi di attacchi contro Cuba e Venezuela.

 

Tanto é così che non risulta strano vedere  fraternizzare i terroristi cubani con squallidi venezuelani come Patricia Poleo, el capitano GN Javier Nieto Quintero, Iván Ballesteros , il tenente della GN José Antonio Colina Pulido, il tenente di Marina Henry Clemen, il maggiore GN Manuel Ramirez, il capitano GN Pedro Flores, il generale GN Marcos Ferreira ed il contrammiraglio Carratu Molina.

 

Un altro fatto anti venezuelano preparato dagli  squallidi a Miami si è tenuto lo scorso 13 aprile, in una campagna per sabotare il lavoro dei diplomatici venezuelani negli Stati Uniti, con false accuse circa il loro operato. Anche lì erano presenti mafiosi anti-cubani di Miami. La verità è che, mentre s’inscenano questi spettacoli mediatici, campagne destabilizzatrici, marce provocatorie e ogni genere di gazzarra, altre cose accadono nel più tenebroso silenzio.

 

In segreto, mentre i media danno copertura e sovradimensionano questi fatti pubblici, terrorista cubani e venezuelani ordiscono piani di assassinio contro Hugo Chavez e preparano attentati terroristici in Cuba e Venezuela per creare il caos e la morte di centinaia di innocenti.

 

Non mi riferisco, ovviamente, ai fantocci di Rodolfo Frómeta Caballero e i suoi Commando F-4, insieme al piccolo gruppo di ex militari venezuelani che si addestrano con loro. Né agli imbroglioni del Direttorio Democratico Cubano e MAR per Cuba. Mi riferisco ai terroristi più pericolosi, ora liberi per la strada come Luis Posada Carriles, Gaspar Jiménez Escobedo, Pedro Remon, Guillermo Novo Sampoll, Santiago Álvarez Fernández-Magrina e altri, e ai loro soci all'interno della Fondazione Nazionale Cubano Americana (FNCA), il Consiglio per la Libertà di Cuba (CLC), Fratelli al Riscatto, Alpha 66, Cuba Indipendente e Democratica (CID), Brigata 2506, Club degli Ex Prigionieri Politici, che sono direttamente legati alle azioni criminali e terroristiche contro Cuba, stabilendo legami diretti anche con Francisco Chávez Abarca. Questi terroristi e gruppi, alleati con ORVEX, FUNDAPREFC, VEPPEX, IVAC e La Rete di Studenti Venezuelani Uniti (REVU), nonché gli stessi squallidi che vivono in Venezuela, sono gli artefici dei piani terroristici che si attueranno in Venezuela durante le prossime elezioni, tra cui un piano di assassino contro Chavez e altri leader del PSUV.

 

 

Vincoli di ieri, non traggono in inganno

 

 

Da diversi anni la FNCA, il cui gruppo paramilitare ha organizzato e finanziato l'ondata di terrore contro il turismo a L'Avana e Varadero, utilizzando Posada Carriles e la sua rete terrorista centroamericana, che comprendeva Chávez Abarca come reclutatore di mercenari e diretto esecutore di attentati, ha mantenuto non solo una pubblica, se non anche segreta, belligeranza contro il Venezuela. Già nel 2006, Jorge Mas Santos , l'attuale presidente, intensificava i suoi attacchi contro Hugo Chavez e il suo sostegno a Cuba, affermando che il Venezuela: "E' un pericolo e chiedo agli Stati Uniti e alla comunità internazionale che attraverso sforzi diplomatici non permettano che Hugo Chavez intervenga nella questione cubana".

 

Qualche tempo dopo, nel 2008, l’allora direttore esecutivo della FNCA, Joe Garcia, non ha esitato a riconoscere i suoi legami con la controrivoluzione anti bolivariana, dichiarando al El Nuevo Herald: "È vero, abbiamo consigliato l'opposizione venezuelana, come abbiamo fatto con molti altri paesi in diverse situazioni" (...) "ma non siamo immischiati nella situazione interna del paese, perché con il monumentale lavoro per la libertà di  Cuba già ne abbiamo più che sufficiente". Poi, in detta intervista, ha puntualizzato:”ci siamo incontrati con membri dell'opposizione, quella organizzata e quella disorganizzata, con membri dell’esilio venezuelano , e quando ci hanno chiesto le nostre opinioni a Washington su quanto sta accadendo in Venezuela le abbiamo trasmesse".

 

Nel mio caso particolare, in cui ho lavorato per la FNCA, per diversi anni, naturalmente come uno dei suoi terroristi  ma in realtà agente della sicurezza cubana, occasione in cui scoprii i principali membri della sua cellula paramilitare come Francisco José Hernández Calvo, Horacio Salvador Garcia Cordero, Luis Zúñiga Rey, Alfredo Domingo Otero così come Luis Posada Carriles e Gaspar Jiménez Escobedo, non ho il minimo dubbio che questo gruppo terroristico sia immischiato nel piano di attentati che avrebbe effettuato Chávez Abarca in Venezuela. Io li conosco e li ho studiati con attenzione. Loro hanno messo la loro esperienza e, probabilmente, i gruppi anti bolivariani, a Miami e in Venezuela, hanno messo le risorse finanziarie, la logistica necessaria, gli esplosivi da utilizzare, case sicure, veicoli ed altri mezzi di trasporto, connessioni per assicurare l'impunità e la selezione degli obiettivi. La verità, al riguardo,  verrà presto alla luce.

 

La richiesta del deputato Juan Jose Mendoza, presidente della Commissione Sicurezza e Difesa dell'Assemblea Nazionale del Venezuela, perché si chiarisca la verità e la partecipazione dell’auto chiamata "opposizione” permetterà  di rivelare tutti i dettagli di questo complotto terroristico contro il popolo venezuelano. Senza esitazione, il deputato ha detto la grande verità di ciò che sarebbe accaduto: "Chávez Abarca era venuto  a provocare la morte di migliaia di venezuelani, uomini , donne e bambini per creare un'ondata di terrore e di destabilizzazione perché il Venezuela non avesse un processo elettorale il prossimo 26 settembre".

 

Ora é nelle mani della giustizia cubana colui che entrò a Cuba, tra aprile e maggio 1997, in tre occasioni, usando un passaporto salvadoregno con la sua vera identità e identificato con il numero 816604, per collocare due cariche esplosive nell’Hotel Melia Cohiba: la prima nell’allora discoteca "Aché" di detto hotel e che provocò una grande distruzione dopo la sua detonazione  all’alba del 12 aprile di quello stesso anno; la seconda posta al 15° piano della stessa struttura, il 30 aprile, non esplose. Se la sua colpa per queste azioni è indiscutibile, il suo crimine è ancora più grande per essersi dedicato a reclutare Raul Ernesto Cruz Leon e altri tre guatemaltechi per realizzare l'ondata di attentati d1997. Questa volta non sfuggirà alla giustizia.

 

 

Miami ordina: terrore a Caracas
 

 

8 luglio 2010 - F.Casari www.altrenotizie.it

 

 

 

Francisco Chavez Abarca, è un terrorista salvadoregno. Il suo nome si trova nella “lista rossa” dell’Interpol, quella che definisce i ricercati di “massima pericolosità” per i quali si ordina l’arresto immediato. Ma da ora Chavez Abarca diverrà pericoloso solo per i suoi complici. E’ stato infatti arrestato dai servizi di sicurezza venezuelani mentre, con un passaporto falso a nome di tale Carlos Gonzales, cercava di entrare illegalmente nel paese dove, su ordine di Luis Posada Carriles, noto terrorista cubano americano legatissimo alla FNCA di Miami, avrebbe dovuto realizzare attentati terroristici in Venezuela.

 

Il contatto tra lui e Posada Carriles è stato Daniel Barrudia, terrorista guatemalteco anch’esso agli ordini della Fundaciòn Nacional Cubano Americana, la lobby terroristica e mafiosa attraverso la quale gli Stati Uniti costruiscono le azioni di destabilizzazione contro Cuba che non realizzano in proprio. Alla domanda su chi lo avesse inviato e a chi doveva rispondere del suo operato, Chavez Abarca ha risposto senza esitare: Luis Posada Carriles. Che, a quanto pare, non perde l’abitudine di organizzare bombe e lutti in giro per il continente americano.

 

Stando alla sua confessione, Abarca riceveva istruzioni in codice attraverso la posta elettronica; si menziona quale luogo di ritrovo con altri tre compari - due di questi venezuelani - il ristorante “El caney del chivo”, che si trova nelle vicinanze dell’aeroporto di Maiquetia, località Catia la Mar, vicino a Caracas. Le riunioni dell’osceno quartetto erano parte dell’esecuzione operativa del piano organizzato da Posada Carriles. Nelle riunioni, si esaminavano le possibilità di generare caos e incidenti per destabilizzare il Venezuela e gli incontri servivano a scegliere luoghi e date del piano. Tra le opzioni previste, quella di organizzare incidenti di piazza in occasione delle elezioni parlamentari venezuelane del prossimo 26 settembre.

 

“Quando mi è stato offerto l’incarico, mi è stato detto che dovevo andare in Venezuela per parlare con i referenti locali di Posada, di non preoccuparmi per il denaro perché abbonda ed io potevo chiedere la cifra che volevo” ha riferito Abarca alle autorità venezuelane. “Eravamo pronti a realizzare azioni di cospirazione” ha poi aggiunto il salvadoregno.

 

Le autorità si sicurezza venezuelane (Sebin, Servicio Bolivariano de Inteligencia) ritengono che nell’organizzazione terroristica siano anche coinvolti alcuni dei militari ostili al governo di Hugo Chavez, gli stessi che nel 2002 provocarono incidenti in piazza Francia, nella zona di Altamira, a est di Caracas. Farebbero parte dell’organizzazione, più ampia, appoggiata dagli USA, che diede vita al fallito colpo di stato del 2002.

 

Chavez Abarca, impacchettato, è stato spedito a Cuba, che ne aveva richiesto l’estradizione. Già, perché Abarca prima reclutò e collaborò attivamente con Ernesto Cruz De Leon, l’altro terrorista salvadoregno, che nel 1997 effettuò alcuni attentati terroristici a Cuba. Precisamente a L’Avana, dove vennero piazzati ordigni negli alberghi della capitale cubana: uno di questi, nella hall dell’hotel Copacabana, uccise l’italiano Fabio Di Celmo. Cruz De Leon venne arrestato, processato e condannato, ma raccontò con dovizia di particolari la genesi, i mandanti e la realizzazione degli attentati. Il terrorista Chávez Abarca aveva visitato tre volte l’Isola ed aveva anche posto - in due diverse occasioni, ma una venne scoperta e disinnescata - delle bombe nell’Hotel Meliá Cohiba.

 

Inoltre aveva reclutato in Guatemala Armando Antonio González e Jorge Venancio Ruiz, che raggiunsero Cuba e misero una bomba nel Hotel Sol Palmeras il 22 agosto del 1997. Poi ritornarono nell’Isola per collocare il 19 ottobre due bombe in un minibus e in uno stand di vendita vicino all’aeroporto José Martí. Alcuni mesi dopo Chávez Abarca, sempre orientato da Posada Carriles, contattò i delinquenti guatemaltechi María Elena González Meza e Nader Camal Musalam Barakat, che vennero però arrestati con esplosivi al loro arrivo a L’Avana, il 4 marzo del 1998.

 

Agivano tutti agli ordini di Luis Posada Carriles, terrorista cubano americano legatissimo alla Fnca che organizzava, da Miami, la catena di atti criminali contro Cuba. Il “bin Ladin delle americhe”, come é stato definito, non ebbe peraltro vergogna, né timore, di rivendicare il suo ruolo nell’organizzazione terroristica. Con la vanità che gli è propria, raccontò ad un giornale di essere lui ad aver contrattato De Leon e disse, a proposito del povero Di Celmo, che si era trovato “nel posto sbagliato, al momento sbagliato”.

 

Giova ricordare che la belva Carriles, terrorista cubano-americano con l’hobby del tritolo, ha un curriculum criminale che va oltre ogni immaginazione e sopportazione (http://www.altrenotizie.org/speciali/il-terrorismo-contro-cuba.html?start=10).

 

Colpevole d’innumerevoli atti terroristici contro Cuba (il più grave l’esplosione in volo sui cieli delle Barbados, il 6 ottobre del 1976, di un aereo civile della Cubana de aviaciòn che uccise 73 civili) dallo scorso 15 marzo si trova in libertà provvisoria e gira indisturbato per le strade di Miami, dopo che il tribunale per l’immigrazione, che lo ha processato per ingresso illegale negli Usa, ha deciso di sospendere in definitivamente il processo.

 

Che lo liberassero era prevedibile: le sue minacce - aveva avvertito Washington che non avrebbe taciuto i suoi legami con la CIA in caso di condanna - hanno ottenuto l’effetto voluto.

 

Posada era arrivato negli USA proveniente da Panama, dove era in carcere per aver ordito, nel Novembre del 2000, insieme ai suoi compari  Gaspar Jiménez Escobedo, Pedro Remon e Guillermo Novo Sampoll, un complotto dinamitardo per assassinare Fidel Castro, in occasione di un discorso che il leader cubano avrebbe dovuto tenere all’università della capitale dell’Istmo. Su segnalazione dei cubani, venne arrestato e imprigionato. Ma, nel 2004, con il processo ancora in corso, il terrorista cubano-americano venne liberato, grazie all’indulto cucito su misura per lui e i suoi soci, promulgato dalla ex-presidente panamense Mireya Moscoso alla fine del suo mandato.

 

Per la cronaca, anche la Moscoso è profuga della giustizia del suo paese, che l’ha accusata di essere fuggita con una somma enorme di denaro sottratta illegalmente alle casse panamensi. Anche lei, come tutti i peggiori arnesi latinoamericani, si trova felicemente residente nella capitale della Florida. Se c’è una qualità che alla CIA non difetta, è il senso dell’amicizia e della riconoscenza.

 

D’altra parte, le richieste al governo statunitense da parte sia di Cuba, sia del Venezuela, di estradizione per terrorismo dell’esponente cubano-americano, hanno sempre avuto un rifiuto secco da parte delle autorità nordamericane. La convenzione di Montreal, quando il terrorista è “amico”, diventa carta straccia. I voti della comunità cubano americana di Miami, sono un tesoro pari a quello del silenzio di chi, messo alle strette, potrebbe rivelare tanto sulle covert action di Langley.

 

Durante la sua detenzione, la FNCA organizzò a Miami una manifestazione per chiedere la liberazione di Posada. Lo definivano un povero vecchio amante della pittura, che non nuoceva più a nessuno. A sua volta, da libero, pochi mesi orsono, Posada partecipò ad una manifestazione - sempre a Miami - a sostegno delle cosiddette “damas de blanco”, parenti di detenuti cubani condannati per cospirazione e collaborazione con una potenza straniera ostile a Cuba.

 

Le “damas” a L'Avana sostenevano la liberazione dei loro parenti condannati e, a Miami, con Posada, si marciava per sostenere le “damas” . Niente di strano: ognuno sostiene - ed è sostenuto - dai suoi affini.