Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista e Presidente della Repubblica, ha trasmesso un saluto alla 50ª edizione della Festa dell’Avante!, organizzata dal Partito Comunista Portoghese (PCP).
Messaggio per la 50ª edizione della Festa dell’Avante!
Caro Paulo Raimundo, Segretario Generale del Partito Comunista Portoghese:
Cari militanti del PCP, della Gioventù Comunista Portoghese, ospiti e partecipanti alla 50ª edizione della Festa dell’Avante!:
Cari amici portoghesi:
Dalla Cuba sotto blocco, che resiste ai tentativi genocidi di soffocare la Rivoluzione, senza rinunciare alla costruzione socialista, vi felicito e vi invio un abbraccio riconoscente, a nome del nostro Partito Comunista e dell’eroico popolo cubano.
Grazie, mille volte grazie, per le storiche e costanti manifestazioni di solidarietà verso il nostro Paese, in particolare nelle attuali difficili circostanze, in cui stiamo affrontando una criminale escalation della permanente aggressione del governo degli Stati Uniti, lo stesso impero che in modo arbitrario, menzognero e politicamente manipolato, ha definito la piccola, pacifica e solidale Repubblica di Cuba come una minaccia inusuale e straordinaria per la sua sicurezza nazionale.
L’accompagnamento del Partito Comunista Portoghese al nostro popolo, al PCC e alla Rivoluzione, le sue dichiarazioni di sostegno, le iniziative a favore di Cuba e contro il criminale blocco economico, commerciale, finanziario e l’assedio energetico che ci impone l’imperialismo yankee, fanno parte di un saldo e indissolubile rapporto di fratellanza che ci onora.
Oggi Cuba resiste eroicamente a un’offensiva imperiale che possiamo definire genocidio silenzioso. Il popolo cubano soffre ogni giorno le privazioni e le difficoltà di un inasprimento del blocco yankee senza precedenti, che colpisce duramente settori chiave dello sviluppo come la produzione di energia elettrica, il turismo e la produzione di alimenti, danneggiando direttamente conquiste essenziali come la salute e l’istruzione.
Vorrei condividere con voi, brevemente, alcuni dati che illustrano questa difficile situazione: ogni giorno non si utilizzano 1400 MW di capacità installata in gruppi elettrogeni, per mancanza di carburanti, un deficit che si traduce in blackout di oltre 20 ore.
Più di 98500 interventi chirurgici programmati (12000 dei quali pediatrici) non hanno potuto essere eseguiti per mancanza di risorse ed energia nelle sale operatorie; a 34000 donne in gravidanza non sono state effettuate le indispensabili ecografie prenatali e 67000 bambini non hanno aggiornato i loro piani di immunizzazione, entrambi indicatori in cui storicamente Cuba è stata all’avanguardia a livello mondiale.
Sotto pressioni e minacce statunitensi, incompatibili con la libertà di commercio, diverse aziende e compagnie di navigazione si sono ritirate dal Paese. Come conseguenza della persecuzione delle nostre importazioni, più di 7000 container con carichi indispensabili per settori vitali sono trattenuti in porti di paesi caraibici e nessuna delle compagnie che operano nell’area osa sfidare il divieto imperiale.
I due ordini esecutivi del 29 gennaio e del 1° maggio hanno portato il tentativo di soffocamento economico contro il Paese a livelli mai visti prima, a causa dell’applicazione delle cosiddette “sanzioni secondarie” dal marcato carattere extraterritoriale, che colpiscono la presenza di aziende straniere in settori strategici per lo sviluppo del Paese.
Ecco perché, nello spazio europeo, è urgente continuare a difendere l’applicazione dello Statuto del Blocco, legislazione stabilita dal 1996, proprio per contrastare l’extraterritorialità di queste politiche unilaterali. Vi lancio un appello a promuovere, in tutti gli scenari possibili, l’applicazione di questa legge che offre le garanzie e la protezione di cui hanno bisogno le controparti, sia portoghesi che di tutta Europa, per continuare a sviluppare progetti economici di impatto nel nostro Paese.
Cari compagni e compagne:
Nonostante la pretesa genocida dell’impero, Cuba non si arrende! E vi riassumerò questa decisione in un solo dato: quest’anno si sono laureati nel Paese 30185 giovani universitari, preparati e pronti a contribuire con le loro conoscenze e i loro sforzi alla Rivoluzione; di questi, 735 provengono da 62 Paesi, inclusi medici palestinesi e statunitensi.
Altre prove della resilienza esemplare del popolo cubano non potrebbero essere riassunte nelle brevi parole di un saluto, solo in ogni giorno di esistenza della nostra Rivoluzione contro i disegni di chi oggi si comporta come padrone del mondo e minaccia di riportare l’Umanità ai suoi periodi più oscuri.
Abbiamo allertato e espresso in molteplici scenari i pericoli che questa escalation statunitense comporta per Cuba e per la regione, e la crescente e aperta minaccia di un’aggressione militare diretta, che costituirebbe una violazione della Carta delle Nazioni Unite, del Diritto Internazionale e dei postulati della Proclamazione dell’America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace.
Cuba è un Paese di pace, che in alcun modo rappresenta una minaccia per quella superpotenza nucleare, ma se osassero invaderci, vi garantisco che difenderemo la nostra terra fino all’ultima goccia di sangue!
Oggi più che mai è necessario che facciate sentire le vostre voci per Cuba, per la difesa della nostra sovranità, della nostra indipendenza e del nostro legittimo diritto all’autodeterminazione e allo sviluppo.
Il Capo della Rivoluzione Cubana, Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, il cui centenario so che celebrerete anche in questa Festa, disse chiaramente nel 1961: “Ciò che gli imperialisti non possono perdonarci è che siamo qui, ciò che gli imperialisti non possono perdonarci è la dignità, la fermezza, il coraggio, la saldezza ideologica, lo spirito di sacrificio e lo spirito rivoluzionario del popolo di Cuba”.
Vivano i nostri partiti comunisti e vivano i nostri eroici popoli!
Abbasso l’imperialismo yankee!
Patria o Morte!
Vinceremo!
Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Primer Secretario del Comité Central del Partido Comunista y Presidente de la República, transmitió un saludo a la 50 edición de la Fiesta de Avante, organizada por el Partido Comunista Portugués (PCP).
Mensaje a la 50 edición de la Fiesta de Avante
Estimado Paulo Raimundo, secretario general del Partido Comunista Portugués:
Estimados militantes del PCP, de la Juventud Comunista Portuguesa, invitados y participantes en la edición 50 de la Fiesta de Avante:
Queridos amigos portugueses:
Desde la Cuba bloqueada que resiste los intentos genocidas de asfixiar a la Revolución, sin renunciar a la construcción socialista, los felicito y les envío un abrazo agradecido, en nombre de nuestro Partido Comunista y del heroico pueblo cubano.
Gracias, mil veces gracias, por las históricas y sostenidas muestras de solidaridad con nuestro país, particularmente en las difíciles circunstancias actuales, cuando estamos enfrentando una criminal escalada de la permanente agresión del gobierno de los Estados Unidos, el mismo imperio que de forma arbitraria, mendaz y políticamente manipulada, ha definido a la pequeña, pacífica y solidaria República de Cuba, como una amenaza inusual y extraordinaria para su seguridad nacional.
El acompañamiento del Partido Comunista Portugués a nuestro pueblo, al PCC y a la Revolución, sus declaraciones de apoyo, las iniciativas en favor de Cuba y en contra del criminal bloqueo económico, comercial, financiero y del cerco energético que nos impone el imperialismo yanqui, forman parte de una firme e indisoluble relación de hermandad que nos honra.
Hoy Cuba resiste heroicamente una arremetida imperial que podemos calificar de genocidio silencioso. El pueblo cubano sufre a diario las carencias y dificultades de un recrudecimiento del bloqueo yanqui que no tiene precedentes y que afectan sensiblemente sectores claves del desarrollo como la generación eléctrica, el turismo y la producción de alimentos, dañando de forma directa conquistas esenciales como la salud y la educación.
Quisiera compartir con ustedes, brevemente, algunos datos que ilustran esta difícil situación: cada día se dejan de aprovechar mil 400 MW de capacidad instalada en grupos electrógenos, por falta de combustibles, un déficit que se traduce en apagones de más de 20 horas.
Más de 98 mil 500 cirugías programadas (12 mil de ellas pediátricas) no han podido realizarse por falta de recursos y energía en los quirófanos; a 34 mil embarazadas no se les han podido realizar las indispensables ecografías prenatales y 67 mil niños no tienen actualizado sus esquemas de inmunización, indicadores ambos en los que históricamente Cuba ha estado a la vanguardia a nivel mundial.
Bajo presiones y amenazas norteamericanas, incompatibles con la libertad de comercio, se han retirado del país varias empresas y navieras. Como consecuencia de la persecución a nuestras importaciones, más de 7 mil contenedores con cargas indispensables para sectores vitales, están retenidos en puertos de países del Caribe y ninguna de las compañías que se mueven en el área se atreve a desafiar la prohibición imperial.
Las dos órdenes ejecutivas del 29 de enero y del 1 de mayo, han elevado el intento de asfixia económica contra el país a niveles nunca antes vistos, debido a la aplicación de las llamadas “sanciones secundarias” de marcado carácter extraterritorial, que afectan la presencia de empresas extranjeras en sectores estratégicos para el desarrollo del país.
Es por ello que, en el espacio europeo, urge continuar defendiendo la aplicación del Estatuto de Bloqueo, legislación establecida desde el año 1996, precisamente para enfrentar la extraterritorialidad de esas unilaterales políticas. Les hago un llamado a promover, en todos los escenarios posibles, la aplicación de esta ley que ofrece las garantías y la protección que necesitan las contrapartes, tanto portuguesas como de toda Europa, para continuar desarrollando proyectos económicos de impacto en nuestro país.
Queridas compañeras y compañeros:
A pesar de la pretensión genocida del imperio, ¡Cuba no se rinde! Y voy a resumirles esa decisión en un solo dato: este año se graduaron en el país 30 mil 185 jóvenes universitarios, preparados y listos para contribuir con sus conocimientos y esfuerzos a la Revolución; de ellos 735 provienen de 62 países, incluyendo médicos palestinos y estadounidenses.
Otras pruebas de la resiliencia ejemplar del pueblo cubano no podrían resumirse en las cortas palabras de un saludo, sólo en cada día de existencia de nuestra Revolución contra los designios de quien hoy se comporta como dueño del mundo y amenaza con devolver a la Humanidad a sus períodos más oscuros.
Hemos alertado y expresado en múltiples escenarios sobre los peligros que entraña para Cuba y para la región esta escalada estadounidense y la amenaza creciente y abierta de una agresión militar directa, lo que constituiría una violación de la Carta de las Naciones Unidas, del Derecho Internacional y de los postulados de la Proclama de América Latina y el Caribe como Zona de Paz.
Cuba es un país de paz, que en ninguna medida representa amenaza alguna para esa superpotencia nuclear, pero si se atrevieran a invadirnos, les garantizo que ¡defenderemos nuestra tierra hasta la última gota de sangre!
Hoy más que nunca es necesario que alcen sus voces por Cuba, por la defensa de nuestra soberanía, nuestra independencia y nuestro legítimo derecho a la libre determinación y al desarrollo.
El líder de la Revolución Cubana, Comandante en Jefe Fidel Castro Ruz, cuyo centenario sé que también celebrarán en esta Fiesta, dejó claramente dicho en 1961: “Lo que no pueden perdonarnos los imperialistas es que estemos aquí, lo que no pueden perdonarnos los imperialistas es la dignidad, la entereza, el valor, la firmeza ideológica, el espíritu de sacrificio y el espíritu revolucionario del pueblo de Cuba”.
¡Vivan nuestros partidos comunistas y vivan nuestros heroicos pueblos!
¡Abajo el imperialismo yanqui!
¡Patria o Muerte!
¡Venceremos!

