Category Archives: – cultura

Lei disse: ce l’abbiamo fatta!

Cuba: un milione e mezzo di bambini e adolescenti tra i banchi di scuola il 1° settembre

Maribel Acosta Damas (*)

Scrivo alla luce della lampadina ricaricabile. L’elettricità è arrivata dopo 25 ore di blackout, ma è ancora instabile. Va e viene… Il mio computer ha appena un po’ di carica. Incrocio le dita!

Penso: Sarò breve. Sarò breve… E in effetti lo sarò perché ciò che c’è da raccontare lo dicono le immagini, le donne del mio quartiere, i miei colleghi, i post delle maestre e delle madri nelle reti…

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Silvio contro Trump, Abascal y Franco

Cubainformación – Silvio Rodríguez ha iniziato martedì 1 settembre, al Liceu di Barcellona, un’ampia tournée di concerti, con un successo assoluto e con migliaia di persone appassionate al suo canto e alla sua arte. Ma cosa ci dice la stampa anticubana finanziata dal governo di Donald Trump? Che “cubani hanno protestato contro Silvio davanti al Liceu”! Quanti cubani? Quali cubani? Soprattutto di questo e di molti altri temi parleremo oggi nel nostro programma Miami Fake. Vi invitiamo.

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Cuba: Inizio dell’anno scolastico

Díaz-Canel: «Finché ci sono a Cuba aule con studenti, e scuole con insegnanti, c’è nazione, c’è Patria, c’è Rivoluzione e c’è Socialismo».

Dall’emblematico Paseo del Prado, nell’Avana Vecchia, luogo che conserva le tracce della scuola dove il maestro Mendive formò il giovane Martí, il presidente Díaz-Canel ha dichiarato alla redazione della Presidenza della Repubblica di Cuba che «l’inizio di questo anno scolastico rappresentava, per tutti, un impegno enorme».

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Denunciando: il corso eroico e i bambini perduti

Arleen Rodríguez Derivet

Con la festa per l’inizio delle lezioni di un corso eroico in mezzo al blocco energetico, apriamo questo podcast.

La prima parola va al padre del panel. Reinier Duardo non vuole perdersi l’inaugurazione dell’anno scolastico nella scuola della sua figlia più piccola, così fa il primo commento: “Sembrava davvero che non si sarebbe potuto fare. Soprattutto quando alcuni cominciavano a speculare sulle reti che non ci sarebbe stato l’anno scolastico per le condizioni in cui era finito il precedente. Credo che nemmeno noi cubani facciamo i conti con Cuba e con la capacità che ha la famiglia cubana di trovare soluzioni a problemi così grandi che sembrano non averne. La verità è che meriterebbe un monumento. In questo momento sotto il nostro balcone passano i bambini con le loro divise stirate. E uno si chiede come abbia stirato la madre (o il padre) in una casa che è senza luce da più di 30 ore. O cosa portano per merenda a scuola quando i prezzi rendono inaccessibili alcune opzioni che prima si potevano acquistare.

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Pressione su tre fronti: pannelli solari, basi militari e leggi di guerra

Una colonna di Gordon Chang attacca i pannelli solari cinesi a Cuba. La base di Roosevelt Roads a Porto Rico viene riattivata con 1300 marines. La Legge sul Commercio con il Nemico viene prorogata fino al 2027. Tre pezzi che disegnano un’unica strategia: pressione economica, militare e legale. Di fronte a ciò, Díaz-Canel si riunisce con il settore privato e 1,5 milioni di bambini si preparano a tornare tra i banchi di scuola.

Razones de Cuba

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Fidel e l’università

Federica Gallo

Introduzione

Vogliamo qui ricordare il discorso di Fidel Castro sull’università, tenuto il 13 marzo 1969 sulla scalinata dell’Università dell’Avana, per commemorare gli studenti caduti nella lotta contro la dittatura di Fulgencio Batista. In quell’anno, e in una data così importante per il movimento studentesco cubano, Fidel volle affrontare il tema di ciò che debbano essere le istituzioni universitarie all’interno di un processo rivoluzionario.

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Che silenzio codardo!

In modo sorprendente e persino apparentemente contraddittorio, si potrebbe definire la reazione del sindacato dei musicisti negli USA, che non ha criticato l’ICE né si è scagliato contro le sue pratiche fasciste, né tanto meno contro gli arresti illegali di due giovani musicisti dell’Isola.

Oni Acosta Llerena

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L’UNEAC: il sogno che non cessa

Ricardo Riverón Rojas

Siamo sognatori sognati: del sogno che si sogna da svegli e guarda sempre al futuro. Al passato, in veglia, semmai lo evocassimo, o lo ripudiassimo; solo da addormentati arriva ai nostri incubi. Ma il sogno, con gli occhi aperti, è sempre ottimista. Oggi è frequente confondere ottimismo con utopia per svalutare, con il colpo del pragmatismo, il sognatore. Solo che i sognatori, oltre che proiettivi, siamo testardi e ci rifiutiamo di soccombere nelle nebbie di un passato che nulla promette.

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Il Tesoro USA conferma ciò che Cuba denuncia da sei decenni

Scott Bessent ammette che il blocco «sta funzionando»

 

Il Segretario del Tesoro USA ha riconosciuto su CNBC che Washington ha imposto un blocco su Cuba e che «sta funzionando in questo momento». Nel frattempo, il Dipartimento di Stato annuncia nuove sanzioni contro l’ICAP e altre 9 entità. Cuba risponde con l’inizio dell’anno scolastico a settembre e il salvataggio di 19 migranti nei Caraibi.

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Il popolo cubano avrà la sua Fiera del Libro

Più di 1300 novità in formati  stampati ed elettronici, e circa 2400000 volumi da commerciare in tutto il paese, si uniranno a spazi abituali

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Abel Prieto: Il più grande privilegio della mia vita è stato lavorare con Fidel

“Il più grande privilegio della mia vita è stato lavorare con Fidel”, ha affermato il noto intellettuale cubano Abel Prieto, ricordando l’eredità dell’uomo che ha perpetuato il suo nome nella storia con moralità, nobiltà e un’indiscutibile vocazione umanista.

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La Rivoluzione Cubana ha rivoluzionato anche l’arte e la cultura

Un’intervista con Abel Prieto

La Rivoluzione Cubana non fu solamente una trasformazione dell’ordine politico-economico del paese. Fu anche una rivoluzione nella cultura, che portò l’alfabetizzazione alle masse e ispirò un diverso fermento artistico e intellettuale.

Intervista di Simón Vázquez [1]

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Cubainformacion: aragosta, censura, mafia di Miami

Pastora Soler: l’aragosta, la censura e la Mafia di Miami

José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación

A Miami, il potere politico è nelle mani di una mafia ultradestra di origine cubana (1), che controlla anche i media e il settore della cultura.

Lì, impone la persecuzione a ogni artista che non rispetti il parametro anticomunista. Non che lo violi, ma che non lo rispetti. Per non essere vittima di un boicottaggio alle proprie tournée e concerti o subire la chiusura del mercato musicale latino, cantanti e altri artisti devono realizzare condanne pubbliche della “dittatura” che, assicurano, c’è a Cuba. Una “dittatura” che, curiosamente, non ha mai obbligato un artista a giurarle fedeltà politica per poter esibirsi.

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UPEC: la nostra posizione 63 anni dopo, trasformarci senza perdere il contatto con il popolo

Ricardo Ronquillo

Colleghi, compatrioti, che è ora il più profondo attributo giornalistico:

Celebriamo il 63° anniversario della creazione della nostra UPEC quando sembrerebbe che a Cuba non ci sia più nulla da celebrare, ma gli ostinati di quest’Isola – i testardi, direbbe Silvio – contiamo ancora su tre tesori che nemmeno la grande industria della menzogna, con le sue “portaerei” di intimidazione mediatica, è riuscita a strapparci: testa per pensare la verità, bocca per dirla e cuore per difenderla.

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Un sinistro fantasma percorre il mondo

Dichiarazione della Casa de las Américas

Un sinistro fantasma percorre il mondo: il fantasma del neofascismo. Non ne sfugge nemmeno quella che supponevamo una grande festa sportiva che avrebbe dovuto sospendere – sia pure in modo artificiale e provvisorio – i conflitti di questo mondo.

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